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	<title>Naturopatia</title>
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		<title>Guarire dai fiori di Bach: si può, usando l&#8217;intelligenza. Uni.Psi Torino.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicine Alternative e Complementari]]></category>

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		<description><![CDATA[La dipendenza dai fiori di Bach non è una condanna: siate fiduciosi. Anche se il virus di Bach vi ha contagiati, potete sempre guarire facendo appello alla vostra intelligenza, anzichè a una danza rituale o alle cure del vostro omeopata. Lo sappiamo, credere nei fiori di Bach è bellissimo, perchè è facile e non richiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La dipendenza dai fiori di Bach non è una condanna: siate fiduciosi. Anche se il virus di Bach vi ha contagiati, potete sempre guarire facendo appello alla vostra intelligenza, anzichè a una danza rituale o alle cure del vostro omeopata. Lo sappiamo, credere nei fiori di Bach è bellissimo, perchè è facile e non richiede nè impegno nè intelligenza, e porta a credere in cose ancora più belle, come l&#8217;omeopatia, la fine del mondo secondo le profezie maya, il destino nel tema astrale, il reiki che guarisce per telefono, e in tante altre forme di regressione allo stadio infantile.  La Scuola Superiore di counseling in Scienze naturopatiche costituisce l&#8217;esempio più prestigioso e autorevole di formazione rivolta alla consapevolezza della responsabilità nella cura della salute. Uscire dagli schemi infantili che portano a credere in qualunque stupidaggine spacciata per &#8220;pratica riconosciuta dall&#8217;OMS (L&#8217;OMS non riconosce proprio niente)&#8221;, in grado di curare quasi tutto, dolce, non invasiva, innocua, ma anche inutile, stupida e portatrice di illusioni che non fanno certo bene alla salute mentale, è possibile, anche se difficile. Milioni di persone, specialmente esponenti del sesso femminile, sono letteralmente affascinate da questa riproposizione della magia in chiave floreale e bucolica, senza accorgersi cha la cura della salute, specielmente psichica, non è materia per casalinghe annoiate e &#8220;operatrici olistiche&#8221; ma solo di medici e psicologi abilitati. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Qualcuno, pochi, si accorge dell&#8217;inganno, e si rende conto che dietro i fiori di Bach non c&#8217;è nulla, tranne una nuova forma di ciarlataneria a tutto vantaggio di pochi scaltri produttori e rivenditori. Qualcuno si rende conto che un rimedio non diventa miracoloso perchè ha fatto bene a se stessi o a un&#8217;amica, ma perchè prove serie e scientificamente condotte lo dimostrano. La magia non ha mai dato niente all&#8217;umanità: se i seguaci del fiori di Bach hanno problemi seri, non è ad essi che si riferiscono. la chirurgia, l&#8217;anestesia, gli anntidolorifici, gli antibiotici, la psicoterapia, sono stati scoperti e sviluppati da uomini di scienza  e non da maghi. Se si recano all&#8217;ennesimo corso sulla vita del mitico dr. Bach, lo fanno  con la loro automobile dopo aver ricevuto una telefonata dall&#8217;amica, e non su un tappeto volante dopo aver letto dei segnali di fumo. Poi, però, nei momenti di debolezza, ecco che emerge la loro componente infantile, e piuttosto che darsi da fare per risolvere con dignità e consapevolezza i loro problemi, assumono quattro gocce, e<em> voilà</em>, tutto si risolve. Proprio come nelle migliori pratiche allucinatorie o nella dipendenza da stupefacenti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Se avete anche solo il minimo dubbio circa l&#8217;utilità, l&#8217;efficacia, il significato simbolico e pratico di questa forma di illusionismo terapeutico, il corso della Scuola di Counseling in scienze naturopatiche può aiutarvi a uscire dalla dipendenza e condurvi alla consapevolezza di vivere la vostra vita senza illusioni, ma con dignità e pienezza, facendo affidamento sulle vostre risorse, e non su quelle dell&#8217;impiegata di banca convertitasi alla naturopatia, che vi suggerisce rimedi di ogni tipo, &#8220;tanto male non fanno&#8221;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Altrimenti, potete continuare a finanziare le casse di formidabili esperti di marketing come i venditori di Riza, che vi invoglieranno ad assumere gocce di qua e di là, diluite nell&#8217;acqua per annaffiare le piante, nelle creme per massaggi, nei chewing gum, utilizzandole ad ogni piè sospinto, senza criterio e senza bisogno del minimo barlume di intelligenza  e consapevolezza delle proprie azioni. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Guarire dai fiori Bach si può, e vivere la vostra vita senza dipendere da rituali magici non solo è è possibile, ma è un dovere morale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">I nostri docenti sono a vostra disposizione, gratuitamente, per un colloquio di disintossicazione e di chiarimento. Se non siete entrati nel vortice del fanatismo, potrebbe esservi utile. Che vi costa? In fondo meno dei fiori di Bach o dell&#8217;ultimo numero di Riza Salute Naturale.</span></p>
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		<title>Esame sesta lezione Scuola in Scienze naturopatiche: floriterapia, cristalloterapia, cromoterapia &#8211; Dr.ssa Paola Gondolo- Uni.Psi.</title>
		<link>http://www.naturopatiatorino.org/esame-sesta-lezione-scuola-in-scienze-naturopatiche-floriterapia-cristalloterapia-cromoterapia-dr-ssa-paola-gondolo-uni-psi.html</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami allievi Uni.Psi (esempi)]]></category>

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		<description><![CDATA[esame 6 Paola Gondolo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/esame-6-Paola-Gondolo.pdf"><strong>esame 6 Paola Gondolo</strong></a></span></p>
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		<title>Floriterapia, cromoterapia, cristalloterapia: esame sesta lezione Scuola in Scienze naturopatiche. Allieva: Andreea Ruja. Uni.Psi.</title>
		<link>http://www.naturopatiatorino.org/floriterapia-cromoterapia-cristalloterapia-esame-sesta-lezione-scuola-in-scienze-naturopatiche-allieva-andreea-ruja-uni-psi.html</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 08:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami allievi Uni.Psi (esempi)]]></category>

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		<description><![CDATA[Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)
 
Scuola Triennale in Scienze naturopatiche
 
 
 
Esame sesta lezione
 
(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).
 
Data…24 / 04/ 2012                                [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Scuola Triennale in Scienze naturopatiche</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Esame sesta lezione</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Data…24 / 04/ 2012                                                            Allievo/a…Andreea Ruja</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">1 Redigere una sintesi del contenuto della dispensa nella quale illustrare e argomentare il proprio punto di vista sulla relazione tra religioni e medicine alternative, evidenziando pro e contro delle diverse posizioni in materia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Oggi più che mai la concezione e l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della salute e della malattia è varia, ambivalente ed instabile. L’uomo sociale, l’uomo di fede, l’uomo di scienza, quali cambiamenti, bisogni sottostanti, hanno questi differenti aspetti dell’essere umano? Gli interrogativi sulle nostre capacità personali, su quanto sappiamo e quanto è ancora misterioso, saranno sempre in agguato. E’ naturale la nostra ansia per lo sconosciuto, per i nuovi ostacoli che dobbiamo affrontare continuamente, perché da qualche parte dentro di noi sappiamo che l’unico terreno che stiamo superando è la visione limitata che abbiamo di noi stessi. La magia, la fede e non ultime le medicine alternative, sono i passaggi che legano l’essere umano ai suoi bisogni. Bisogni esistenziali, di salute, di benessere, ma anche bisogni di crisi, di crescita, di evoluzione personale. Le emozioni si sono sviluppate per fornire una struttura rispetto alla quale l’esperienza potesse essere elaborata e interpretata. Sia la paura che il piacere, per esempio erano necessarie alla sopravvivenza. Senza l’emozione della paura, l’organismo non avrebbe avuto modo di percepire il pericolo e fuggire alla sofferenza. Il piacere era necessario per attirare l’organismo verso atti positivi necessari alla sopravvivenza, nutrimento, riparo, riproduzione. La magia, la fede nacquero per aiutare a spiegare e controllare lo sconosciuto. Come possiamo recriminare su qualunque delle tappe di questo viaggio? L’evoluzione della specie umana e dell’individuo conduce a una comprensione più profonda della realtà. Lo sviluppo dell’aspetto fisico, mentale, emotivo e “spirituale” sono fasi in cui la storia dell’uomo ci mostra un avanzamento in una o più sfere simultaneamente, per lo sviluppo collettivo…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">La spiritualità cristiana formulò da una parte una teologia dal profondo significato etico, sociale e filosofico che furono sicuramente una base cooperativa in espansione, ma dall’atra si adoperò a soffocare gli impulsi innati dell’uomo e della sua indagine, anche quella scientifica. Questo commento critico non vuole implicare che l’Oriente non abbia mai sofferto di distorsioni di significato e dello sviluppo dell’individuo. I suoi approcci tradizionali hanno sempre accentuato l’animismo (il termine è associato soprattutto all&#8217;<a href="http://www.riflessioni.it/enciclopedia/antropologia.htm"><strong>antropologia</strong></a> che descrive l&#8217;origine della religione e le credenze primitive in termini di animismo). Si dicono animistiche le credenze che si basano sull&#8217;identificazione tra lo spirituale divino e aspetti “materiali” di esseri, oggetti e realtà. Le popolazioni primitive avevano questo tipo di credenza verso oggetti, esseri insoliti o dal comportamento <strong>misterioso</strong>. I primitivi trattavano tutti gli oggetti considerati animati, come aventi vita, sentimenti e <strong>volontà </strong>propri. Questa credenza detta &#8220;animatismo&#8221; è una forma arcaica di animismo, che può sopravvivere accanto a credenze animiste più evolute.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Oggi mostriamo un’analoga propensione alle credenze animistiche con le medicine alternative, energetiche, con il rischio di indurre le persone a rafforzare le proprie convinzioni distruttive sulle malattie, a rinsaldare l’idea che sia altro (al di fuori di loro) a portare benessere. Portare l’essere umano a credere che sia sempre un potere esteriore, superiore a lui che occorre ingraziarsi è rischioso per l’individuo e per la società, che cresceranno con l’idea d’incapacità di cambiare l’ambiente circostante. Un esempio attuale è quello di Goldracre in “La cattiva scienza” che raccoglie una quantità di assurdità e di stratagemmi adottati dalle medicine alternative che propongono scorciatoie per la guarigione. Abbiamo passato millenni nel tentativo di individuare le cause dei nostri malesseri, a distinguere le cose malvagie da quelle benefiche e arrivati fin qui non facciamo un piccolo sforzo cognitivo in più per osservare ed analizzare gli elementi reali che possono portarci verso la salute? Penso si stiano creano situazioni di conflittualità negli individui impegnati a cercare di integrare le nuove dinamiche sociali con i modi di credere del passato. Il passato ha avuto la funzione di farci avvicinare sempre più alla conoscenza di noi. Il cambiamento è il motore dell’evoluzione, ma l’evoluzione non si ferma a ieri, imparare a riconoscere le differenze significa ampliare le nostre possibilità di scelta. Gli antichi insegnamenti orientali sono ormai quanto di più OBSOLETO E PASSATO si possa adottare per produrre cambiamenti significativi nelle persone, perché esattamente come in tutte le pratiche New Age il percorso di guarigione si basa sulla FEDE. Non possiamo pensare di cancellare o dimenticare una parte della nostra vita, quella che non ci piace o ci ha feriti, possiamo solo decidere di ricavarne un significato, un insegnamento proficuo per il nostro futuro. I rituali dei popoli primitivi avevano lo scopo di allontanare il male dallo sfortunato, la fede cristiana applicata come una forma di persecuzione mascherata vive ancora oggi in forma differente. Abbiamo ancora bisogno dell’ammonizione dei comandamenti, di assurdi incubi medioevali, di pozioni, stregonerie per cambiare, ricercare il benessere per noi e gli altri? Un certo tipo di fede vive e viene fatta vivere ancora oggi grazie alla diretta rivelazione di pochi eletti che insegnano a vedere gli angeli&#8230; è la fede cieca di cui parla Dawkins, quella che è capace di spingere la gente a fare follie, che Dawkins chiama malattia mentale, è una forma di primitivo legame al misterioso, un legame che abbiamo avuto necessità di costruire per imparare a controllare la sofferenza, per sentirci meno in preda agli eventi e più conduttori delle nostre vite. Ritengo che l’immaginazione, quella attiva, abbia un ruolo importante, perché porta all’istaurarsi di un rapporto e una collaborazione tra due parti di noi, conscio ed inconscio; se l’immaginazione ha avuto necessità di passare attraverso sentieri di fede, costruzioni mentali, illusioni cognitive è fondamentale osservare i risvolti positivi di questi passaggi, senza dimenticare che il compito è quello di analizzare il dolore per quello che è realmente, cercando di superarlo attivamente e con intelligenza. La spinta innata è quella di riconciliarci con l’equilibrio e l’armonia della vita. Come dice sempre Dawkins  “la fede religiosa è indispensabile, perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell’ignoto e degli altri”. Ogni giorno abbiamo occasione di comprendere come la nostra coscienza contiene solo una parte della funzione psichica. Ma la coscienza è il fondamento principale della natura umana ed è naturale chiedersi  quale sia il modo ottimale di usare il cervello per scoprire sempre nuove armonie e nuove capacità. Quello che una volta era fede, illusionismo, magia, stregoneria volte a sfuggire il male, oggi può diventare un percorso attivo, consapevole verso il benessere, che riguarda tutti gli aspetti della nostra esistenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">2<strong> </strong>Quale è il ruolo della floriterapia alla luce del panorama della cura della salute nel mondo occidentale?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">All’interno del modello della medicina alternativa occidentale, la fitoterapia, ha giocato fino ad oggi un ruolo importante, staccato però dal modello della scienza basato su prove di efficacia clinica. Fino a che la naturopatia, le medicine alternative confineranno le loro scoperte a ricerche non scientifiche, giocando sulla credenza popolare, sul disorientamento, sul bisogno di soluzioni veloci ai problemi, non si farà altro che fornire all’uomo il contentino che gli permetterà di superare il suo momento di debolezza senza essere consapevole di ciò che veramente gli ha causato sofferenza. Avvalersi di rimedi fitoterapici è una moda a cui molti non vogliono rinunciare, alcune mie clienti dicono: ”…è comodo lo porti in borsa e se ti viene un attacco di panico mentre sei alla guida puoi subito prendere i fiori di Bach…” questa frase, come altre, mi prospettano un panorama triste in cui l’individuo non ha volontà di evolvere dalla sua condizione infantile per poter finalmente interagire con il mondo. Vuole solo la pappa ed è alla ricerca di qualcuno che possa fornirgliela comodamente, non importa se questo significa non essere indipendente, non scoprire il proprio potenziale, avere poca scelta nel limitato spazio che si conosce, poco importa, l’importante è non perdere i privilegi ottenuti. La fitoterapia, come i rimedi omeopatici, predilige un approccio passivo che la gente ama. La chiave della salute non sta nel ripristinare qualcosa di già esistente, ma nel comprendere la spinta verso il cambiamento. La fitoterapia può essere di supporto se interveniamo con lo scopo di accrescere la consapevolezza del cliente, se lo portiamo a osservare il suo naturale bisogno di mettersi in relazione con la NATURA. La fitoterapia dovrebbe consentire all’uomo una visione e una maggior comprensione del suo ambiente, sia interno che esterno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">3 Fornire una spiegazione plausibile, se esiste, del fatto che siano disponibili sul mercato così tanti sistemi di cura basati sui fiori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span><span style="font-family: verdana, geneva;">I nostri valori sono socialmente rafforzati dalle persone che confermano le nostre convinzioni. Un’affermazione si trasforma in una convinzione incrollabile se riportata da persone che conquistano la nostra fiducia, tanto di più se vi è alla base un’idea personale che si lega perfettamente a quest’affermazione. In questo modo una credenza popolare diventa un valore. Poco importa se quest’affermazione è avvalorata da dati scientifici o empirici, l’importante è giustificare la fiducia accordata. “Quando gli individui non hanno strumenti di giudizio e seguono semplicemente le proprie speranze, si seminano i semi della manipolazione politica” Stephen Jay Gould.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Io stessa mi sono resa conto di com’è facile attribuire un peso eccessivo a dati che ritenevo avessero un valore altissimo, ma osservo come questo diventi un impedimento nell’osservazione del resto, concentrare la mia attenzione su cose che ritengo importanti attenua l’esistenza di altre. Un altro risvolto secondo me fondamentale è che semplicemente attraverso i fiori si ha la sensazione di utilizzare qualcosa di sano e genuino. Suppongo che nell’immaginario collettivo si pensi che da cose così belle come i fiori, possano nascere solo cose sicuramente buone. E’ un modo per raccogliere tutti gli umori, i sapori che la natura ha profuso in ogni suo prodotto attraverso un simbolo come quello del fiore, che nell’immagine popolare ha un significato positivo. Il fiore è il simbolo della bellezza, dell’armonia, è normale che quando si parla di fiori non ci sia nessuna resistenza o anticorpo sociale, ed è meraviglioso pensare che sia la NATURA A CURARCI con amore incondizionato (come farebbe una mamma). La spinta innata è quella di sentirci riconciliati all’armonia della natura e penso non esista simbolo più adatto perché l’immagine del fiore non ha accezione negativa nel nostro inconscio. Tra tutte le materie che si possono utilizzare come medicinale, il fiore, che funzioni o meno, troverà poca resistenza, poca diffidenza nell’uomo. Il fiore è un simbolo di purezza naturale, è il simbolo di madre natura, legato archetipicamente all’organo femminile che da origine alla vita è normale che nessuno se ne senta minacciato. Penso sia per questo motivo che il mercato fornisce numerosissimi rimedi basati sui fiori; l’animismo è ancora prevaricante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span><span style="font-family: verdana, geneva;">4 Esprimere la propria opinione, e argomentarla, circa il ruolo delle tecniche energetiche, come cromoterapia e cristalloterapia, nella cura della salute.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Molte delle tecniche energetiche da voi menzionate sono state parte del mio percorso formativo. La Cromopuntura  è una tecnica energetica dolce, non cruenta, come lo shiatsu e l’agopuntura da cui prende spunto. Infatti, non si utilizzano gli aghi, ma fasci di luce colorata, grazie a questa tecnica vengono irradiati raggi luminosi appartenenti ai sette colori dello spettro cromatico, ognuno dei quali emette onde vibratorie di diversa frequenza. I colori sono irradiati sui punti ricettori dello Shiatsu, dell’agopuntura e sui Chakras, così gli eventuali blocchi energetici vengono riequilibrati. Il colore è un’emissione luminosa che ha una diversa lunghezza d’onda e i colori “comunicherebbero” con noi attraverso un diverso linguaggio, ovviamente inaccessibile per chi non li ha studiati! Attraverso la cromopuntura usiamo la pelle come organo recettore, infatti i meridiani, i punti riflessi e i chakras sono situati subito sotto la pelle. Molto spesso nei trattamenti vengono utilizzati due colori opposti detti complementari, che vanno a riequilibrare due energie opposte lo yang e lo yin. In questo modo si va ad armonizzare due forze opposte, a me tutto questo ricorda tanto il concetto di ordine e disordine, buono e cattivo, che sovente durante questo corso di studi abbiamo trattato. L’utilizzo di una parte simbolica, la necessità di riequilibrare aspetti della propria vita, sarebbero aspetti condivisibili è interessanti se li si osserva come filosofia capace di portare un cambiamento nell’interazione con l’esterno. Ho scelto di parlare della Cromopuntura perché in un sol colpo posso parlare sia della cromoterapia sia la cristalloterapia, questo perché a me è stato insegnato l’utilizzo dei cristalli in alternativa alla penna (costosissima) della cromopuntura e nonostante per molti fosse eresia pura io posso documentare la stessa “efficacia” prodotta dalla penna. “La pulsazione dal corpo del cristallo fluisce verso la periferia esattamente come per la luce” questo mi è stato insegnato. Posso dire con soddisfazione di aver smesso di complicarmi l’esistenza e che sia il campo energetico dei cristalli, o quello della cromoterapia poco importa. I colori penso abbiano la capacità di influire sull’umore se è questo ciò che vogliamo e permettiamo. Saper godere della bellezza che ci circonda ci mette di buon umore e la bellezza risiede in un cristallo, il un fiore, o più semplicemente nei colori della vita; dobbiamo inventarci la cristalloterapia per scoprire quanto sia meraviglioso tenere in mano un minerale? Forse abbiamo paura di mostrarci come bambini di fronte alla bellezza della vita? Penso sia proprio in questi momenti che è importante saper essere curiosi esploratori come i bambini, è fondamentale saper riconoscere le nostre capacità e i momenti opportuni per utilizzarle. Anche questo ci differenzia dagli animali, la capacità di scegliere quando essere creativi, curiosi e quando è più opportuno riservare l’energia per altro; essere aperti alla conoscenza, ricominciare da capo e rinnovarsi, questo significa avere una mente fertile, alla ricerca di nuove strade, sentieri “alternativi”, essere creatori di possibilità per se stessi. Le tradizioni orientali si sono adoperate per rinforzare la percezione dell’unità che sta alla base di tutte le cose, portate sul piano occidentale, queste filosofie di vita, sono state un nuovo strumento di controllo e dipendenza (così come la fede cristiana in passato), perché hanno incoraggiato la scissione tra l’uomo e la natura, tra l’intuizione e il pensiero razionale, portandolo a dover scegliere tra l’una e l’altra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Descartes, filosofo francese, operò partendo dall’ ipotesi che esistano due sostanze eterogenee il pensiero e l’estensione (res cogitans e res extensa), soltanto in Dio queste sostanze si trovano veramente unite. Sia gli esseri animati che quelli inanimati sono messi in moto da Dio, il quale carica l’universo come se fosse un apparato di infiniti orologi che poi lascia andare verso il loro corso. Se le cose create sono espressioni di questa sostanza e possono possedere l’aspetto del pensiero o dell’estensione, esse non possono semplicemente essere messe in moto e caricate da un Dio orologiaio. L’assertività e la ricettività sono espressioni naturali del movimento nell’ambiente, tipiche dell’essere umano, che si muove nel suo territorio grazie ai sistemi volontario e involontario. Decidere di pensare a una cosa piuttosto che ad un&#8217;altra è parte del processo volontario che possiamo collegare alla consapevolezza. La parte involontaria comprende i processi inconsci e i nostri impulsi innati. L’integrazione e la creatività richiedono libertà di movimento, dai più intimi recessi dell’inconscio ai perimetri più esterni della coscienza. Le terapie tradizionali tendono a reprimere l’una o l’altra parte e il concetto di unità è ancora ben lontano, si ha ancora il bisogno di distorcere la visione di un piano per rafforzare il proprio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span><span style="font-family: verdana, geneva;">5 Cercare sul Web i dati scientifici che supportano l’uso della floriterapia di Bachman e Turner nella pratica clinica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Dopo ore di ricerca posso affermare di non aver trovato nulla che possa essere definito dato scientifico. Non esistono dati scientifici.</span></p>
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		<title>Riconoscimento naturopatia: bufale, inganni, falsità. Uni.Psi.</title>
		<link>http://www.naturopatiatorino.org/riconoscimento-naturopatia-bufale-inganni-falsita-uni-psi.html</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturopatia: legislazione e riconoscimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo che le dichiarazioni a firma della dr.ssa Valeria Romano, in materia di &#8220;riconoscimento giuridico del naturopata&#8221; sono totalmente false e destituite di ogni fondamento, integrando, altresì la fattispecie di una comunicazione ingannevole, specialmente se si considera che esse sono pubblicate sul sito di una Scuola di naturopatia che ha tutto l&#8217;interesse a informare circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Segnaliamo che le dichiarazioni a firma della dr.ssa Valeria Romano, in materia di &#8220;riconoscimento giuridico del naturopata&#8221; sono totalmente false e destituite di ogni fondamento, integrando, altresì la fattispecie di una comunicazione ingannevole, specialmente se si considera che esse sono pubblicate sul sito di una Scuola di naturopatia che ha tutto l&#8217;interesse a informare circa pretese caratteristiche che dovrebbe possedere una scuola di naturopatia, e che risultano essere proprio quelle della scuola in questione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">In particolare:  &#8221;<em>In Italia per conseguire il diploma di naturopatia è necessario seguire un corso di formazione della durata minima di tre anni più la specializzazione, nel rispetto di un piano degli studi conforme ai parametri formativi minimi per tutte le professioni sanitarie.<br />
In questi corsi si affrontano discipline di base come anatomia, fisiologia, patologia, chimica e biochimica, fisica e biofisica, biologia, genetica, psicologia a cui si aggiungono, per un approccio olistico costituzionale del singolo, le discipline specifiche dell’ambito naturopatico allo scopo di educare ad un corretto stile di vita e ad una alimentazione naturale</em>.&#8221; (h<a href="http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/il-riconoscimento-giuridico-del-naturopata-in-europa-e-in-italia.html">ttp://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/il-riconoscimento-giuridico-del-naturopata-in-europa-e-in-italia.html</a>)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Si tratta, lo ripetiamo, di affermazioni totalmente false e ingannevoli, perchè sostengono esplicitamente che sia <strong>necessario,</strong> per conseguire il Diploma di naturopatia, seguire, in pratica, il percorso formativo della scuola che pubblica tale articolo. Il Diploma di naturopatia è un titolo privato, privo totalmente di riconoscimento pubblico e di regolamentazione legislativa, e che, quindi, non richiede nè un corso della durata minima di tre anni, nè tantomeno una <strong>improbabile &#8220;specializzazione&#8221;</strong> (termine ingannevole, che può far pensare a una scuola di specializzazione universitaria, come tale riservata soltanto a laureati).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Ancora più falso, e destituito di ogni fondamento, è il fatto che il piano di studi, che ogni scuola è libera di definire come vuole, debba essere conforme ai parametri formativi minimi di tutte le professioni sanitarie. Questo perchè la naturopatia non è mai stata, non è e non sarà mai una professione sanitaria. Che la naturopatia sia una forma di consulenza e di educazione alla salute che non ha nulla a che fare con la medicina è del resto ormai confermato da quasi tutte le scuole di naturopatia, e si rende evidente con il fatto che nessuna professione sanitaria può prevedere lo studio di materie di pura fantasia, come le cosiddette pratiche olistiche, l&#8217;iridologia, la spagirya, i fiori di Bach e simili. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Invece che informare correttamente, l&#8217;articolo in questione crea una enorme confusione, specchio di quella esistente nella mente dell&#8217;autrice, per cui la naturopatia appare come un percorso che si svolge al di fuori dell&#8217;ambito e della regolamentazione universitaria, ma che pretende di averne requisiti e caratteristiche; il percorso formativo prevederebbe lo studio di materie scientifiche, mediche, magiche, olistiche, in un mix privo di senso logico e scientifico, in cui si mescolano genetica e iridologia, fisica e psicologia, anatomia e medicina tradizionale cinese, senza che esista un impianto teorico coerente di riferimento, nè un metodo applicativo della disciplina. Senza contare che la conoscenza, anche superficiale, di tutte queste materie, richiederebbe almeno una decina di anni di studio a tempo pieno; altrimenti, si deve riconoscere che un piano di studi così onnicomprensivo non può che dare quello che dà, e cioè una informazione molto superficiale e confusa, formazione incompatibile proprio con quei requisiti minimi previsti per le professioni sanitarie di cui parla l&#8217;autrice.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Per ultimo, ma non meno importante, si consideri che <strong>l&#8217;autrice dell&#8217;articolo si qualifica come dottoressa, lasciando cioè intendere, senza possibilità di dubbio, di essere regolarmente laureata presso una Università regolarmente riconosciuta.</strong> Il fatto che non specifichi quale sia facoltà e università che le hanno rilasciato il titolo in questione ma si qualifichi sullo stesso sito, come: </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><em><strong>Dott.ssa Valeria Romano<br />
</strong>Naturopata, Riflessologa, erborista e fitoterapeuta, esperta in alimentazione ed intolleranze</em><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> cioè con qualifiche che non prevedono una formazione universitaria legalmente riconosciuta, <strong>può far pensare legittimamente che si tratti di integrazione della fattispecie di un preciso reato, quello di usurpazione di Titolo accademico, severamente punito dalla legge italiana. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Naturalmente, se la &#8220;dottoressa&#8221; in questione è effettivamente laureata, dovrebbe specificare in che cosa. Se non lo fa, deve aspettarsi di dare adito a sospetti circa la sua serietà e quella dell&#8217;organizzazione che le fa pubblicare simili articoli, qualificandosi come &#8220;dottoressa&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Come sempre, siamo disponibilissimi a modificare il contenuto di queste affermazioni appena la &#8220;dottoressa&#8221; in questione, modificando le qualifiche anche sul sito su cui scrive, ci voglia comunicare la sua rettifica documentata, che provvederemo a pubblicare immediatamente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Ancora una volta, quindi, la Direzione e il Comitato scientifico dell&#8217; </span><span style="font-family: verdana, geneva;">Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi) sono costretti a intervenire per fare chiarezza nei confronti di operazioni dal chiaro sapore commerciale, che nulla hanno a che vedere con lo studio e la cura della salute in senso naturopatico e che danneggiano l&#8217;immagine delle persone serie che si occupano di Consulenza in materia di salute.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Neppure gli omeopati considerano l’omeopatia utile ed efficace. Uni.Psi.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 07:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omeopatia: inganno e illusione]]></category>

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		<description><![CDATA[Neppure gli omeopati considerano l’omeopatia utile ed efficace: possono solo &#8220;credere&#8221; in essa, anche se sanno che non serve a niente.
Gli omeopati, coerenti con l’espressione dei loro tratti narcisistici di personalità, amano dipingersi come esseri illuminati, martiri della conoscenza e della verità, e, specialmente, individui coraggiosi, che hanno saputo resistere al conformismo della scienza per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" style="margin: 12px;" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Neppure gli omeopati considerano l’omeopatia utile ed efficace: possono solo &#8220;credere&#8221; in essa, anche se sanno che non serve a niente.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Gli omeopati, coerenti con l’espressione dei loro tratti narcisistici di personalità, amano dipingersi come esseri illuminati, martiri della conoscenza e della verità, e, specialmente, individui coraggiosi, che hanno saputo resistere al conformismo della scienza per aprire la loro mente verso nuovi confini inesplorati di conoscenza, resistendo alle critiche dei loro ignoranti colleghi dalla mente ristretta, i medici allopatici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Vorremmo qui sostenere una tesi che ci sembra suffragata dall&#8217;evidenza dei fatti, la quale, a differenza dei dogmi omeopatici, è suscettibile di critica sul piano della logica e del confronto basato sul pensiero scientifico. Per questo motivo, sappiamo che essa non ha come destinatari gli omeopati, ma solo coloro che abbiano conservato o sviluppato un minimo spirito critico.  Gli omeopati, ci sembra, non hanno il coraggio delle loro azioni e professano la loro fede pretendendo di praticare contemporaneamente anche la medicina (&#8220;allopatica&#8221;) i cui stessi presupposti essi contestano. Naturalmente, quelle che esponiamo sono argomentazioni che nascono da ipotesi e analisi personali, basate sui fatti e sulla logica: però, essendo contrarie alla celebrazione dell’omeopatia come medicina di successo, sono viziate di ideologismo, e chi scrive è chiaramente ignorante e disinformato. Solo chi è omeopata può infatti criticare l’omeopatia, ma se è omeopata non può criticare l’omeopatia. Quindi, chi non è omeopata (come è regola universale tra i fondamentalisti religiosi), qualora non si converta, è un infedele, e come tale egli non è in grado di leggere e interpretare i sacri testi. Alle argomentazioni di chi non ha la fede nell’omeopatia, quindi, si deve opporre il disprezzo e la supponenza degli eletti, i quali non devono rispondere alle argomentazioni logiche e suffragate da dati e fatti oggettivi, ma opponendo, sempre e stolidamente, la loro esperienza personale e comunitaria di straordinari successi terapeutici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Forse non tutti sanno che i medici che si definiscono <em>omeopatici </em>(senza che nessuno li riconosca legalmente come tali) sono, a tutti gli effetti, dei medici come tutti gli altri, quelli seri, a nostro parere, e cioè che hanno frequentato la facoltà di medicina dove non si insegna a praticare l’omeopatia, e iscrivendosi al relativo Albo professionale, a seguito di abilitazione con Esame di stato, dichiarando senza equivoci di adottare il pensiero e il metodo scientifico e non certo quello omeopatico (si veda il codice deontologico medico).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Tutti i medici omeopatici sono in realtà medici allopatici, i quali curano con la medicina convenzionale, ma a cui abbinano, nei casi che guarirebbero da soli, la loro fantafarmacologia. Essi sono dotati di capacità cognitive superiori, ma non hanno neanche quel minimo scrupolo morale e di coscienza che fa apparire molto contraddittorio affermare che l’omeopatia è una medicina in grado di curare tutte le malattie, e poi di utilizzarla solo quando possono a fare a meno dell’unica che offre buoni risultati, cioè quella allopatica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Se avessero una coscienza, anziché limitarsi a pubblicizzare l’esistenza dei loro Ospedali omeopatici fantasma (rarissimi, con strutture minimaliste e poco più che apparati propagandistici), o a citare a sproposito dati statistici sulla diffusione delle medicine non convenzionali, (lasciando credere che tutti coloro che anche saltuariamente bevano una tisana a  scopo terapeutico siano seguaci dell’omeopatia) essi si assumerebbero le loro responsabilità e, numerosi e agguerriti come sono, forti dei loro fantasmatici successi terapeutici, potrebbero lasciare l’Ordine dei medici e fondarne uno omeopatico. Con quale coerenza gli omeopati possono propagandare da duecento anni l’efficacia di una medicina in grado di agire positivamente su tutte le malattie in maniera dolce, non invasiva, priva di effetti collaterali, contestando l’approccio allopatico e la tossicità dei suoi farmaci, ma continuando a far parte della classe medica allopatica, la cui medicina essi contestano? E’ chiaro che, se essi non fossero affetti da un deficit della teoria della mente e non adottassero il pensiero magico-infantile, questa incoerenza e dissonanza cognitiva non li lascerebbe dormire sonni tranquilli. E invece gli omeopati dormono benissimo e profondamente, molto profondamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">E’ assolutamente ridicolo  che gli omeopati continuino a magnificare le virtù terapeutiche dell&#8217;omeopatia, accusando la medicina convenzionale di intossicare con le sue cure invasive milioni di inermi pazienti, quando poi nessun omeopata è in grado di curare le patologie serie, ma solo quelle correnti  e meno gravi, se non con i farmaci allopatici. Per cui essi continuano a far parte a tutti gli effetti della classe medica allopatica, continuano a curare con farmaci allopatici, ma poi, di fronte a disturbi non gravi, si dedicano alla pratica magica dell’omeopatia (a pagamento, non certo a scopo di ricerca). Se l’omeopatia fosse davvero così efficace, e poiché la medicina scientifica rifiuta di prenderla in considerazione da duecento anni, perché, in un rigurgito di orgoglio e di coerenza, se essi credono davvero nell’omeopatia, essi non abbandonano platealmente la medicina convenzionale allopatica e si dedicano alla medicina omeopatica fondando un loro ordine professionale? La mia impressione è che essi non credano davvero nell’efficacia dell’omeopatia e non sappiano quello che fanno, ma poiché, per motivi strettamente psicologici, devono credere in essa per giustificare il loro ruolo, essi si attaccano emotivamente, come bambini, ai successi terapeutici che essi credono dipendano dalle loro cure omeopatiche e, rifiutando di prendere in considerazione altri più importanti fattori di guarigione, cercano conforto nella loro setta di fondamentalisti. Tutto ciò, senza il coraggio di abbandonare il conforto e la protezione della classe medica allopatica che tanto contestano con supponenza.  Tutti sono pronti a darsi man forte citando, dicevamo, l’esistenza di Ospedali omeopatici, ma, delle migliaia di omeopati italiani, alcuni dei quali piuttosto benestanti, nessuno di loro ha mai pensato di fondare un Istituto di ricerca farmacologica omeopatica-omotossicologica in alternativa o complementarità con  il Mario Negri che tanto disprezzano, oppure un solo Ospedale omeopatico. Così nessun  farmacista, sempre pronto a vendere qualsiasi cosa, dalle caramelle ai vibratori, e sempre disponibile a magnificare le virtù terapeutiche dell’omeopatia, ha mai osato aprire una sola farmacia esclusivamente omeopatica. Ma come, non è così diffusa tra milioni di persone? Non ci dicano che non esiste un mercato sufficiente. Insomma, se si sostiene l’importanza di una dieta vegana, non la si può considerare complementare a quella a base di alimenti di origine animale, ma la si sostiene come alternativa ad essa. Ora, i farmacisti sono commercianti specializzati in farmaci, e il loro obiettivo è la vendita di questi prodotti, ma i medici sono terapeuti che dovrebbero, perlomeno, mostrare un minimo di coerenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Uno dei migliori arrampicamenti sugli specchi che gli omeopati propongono nei loro spettacoli illusionistici consiste, di fronte a queste considerazioni molto pacifiche, che essi, in realtà, non sono in conflitto scientifico, ideologico o religioso con la medicina convenzionale, perché l’omeopatia si pone in rapporto di complementarietà con essa. Ora, questa affermazione è interessante come argomentazione dialettica, ma è totalmente priva di fondamento. <strong>La medicina omeopatica pretende di curare tutto, compreso il colera, e di avere armi a disposizione per la cura del cancro (nel loro narcisismo, evidentemente, gli omeopati non riescono neppure a comprendere come essi si coprano di ridicolo con le loro stesse mani).</strong> Ma almeno coloro, tra gli omeopati, che conservano un minimo di rispetto per l’intelligenza umana, devono riconoscere che l’omeopatia non ha ragione di esistere se non nella cura di patologie meno gravi. Ma  ammetterlo significa ammettere che non serve a niente. Come mai l’omeopatia cura la tosse passeggera dei bambini, ma non la polmonite? Come mai non cura alcun disturbo psichico? Come mai non risulta avere alcun effetto sul dolore fisico? E, se anche un giorno gli omeopati volessero farci l&#8217;onore di rivelarci quale patologia è curabile con pari efficacia dall’omeopatia rispetto alla medicina scientifica, perché, in duecento anni, essa non si è dimostrata in grado di curarle tutte?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Certo, essi possono sempre ripiegare sulla giustificazione che essa opera su piani diversi, più preventivi e sistemici che rivolti alla malattia specifica. Ma non si spiega come mai, allora, essi vantino esperienze aneddotiche personali di  effetti terapeutici straordinari, rapidi e incontestabili, nella cura di molte patologie. E comunque, se l’azione del rimedio omeopatico fosse operativa su un piano diverso, fino a che essi non ne sappiano fornire una spiegazione dettagliata circa il meccanismo di azione, le persone serie sono autorizzate a pensare che l’effetto placebo e i processi omeostatici siano i maggiori responsabili delle guarigioni omeopatiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><strong>Il fatto è che l’omeopatia non è una medicina complementare, ma alternativa alla medicina “convenzionale”</strong>. Questo, almeno è il suo fondamento quando gli omeopati vogliono propagandare i loro successi. E, in effetti, essa non è complementare ma alternativa perché non cura patologie  o disturbi che la medicina convenzionale non è in grado di curare, ma solo ed esattamente gli <em>stessi</em> disturbi e patologie. Il suo metodo e il principio su cui si basa sono alternativi a quelli della medicina scientifica o convenzionale, che opera secondo il principio del contrario e somministra cure che abbiano superato severi controlli di efficacia e innocuità, perché essa opera secondo il principio opposto del simile e senza alcuna dimostrazione scientifica della sua efficacia. Ma pretende di farlo sulle stesse patologie che cura la medicina allopatica. Dopodiché, poiché si dimostra evidentemente meno efficace, si arrocca sulle sue posizioni fondamentaliste, magnificando i suoi successi e denigrando tutti coloro che, poveri ignoranti, si affidano alle cure convenzionali. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Quindi, la giustificazione della sua utilità come complementare alla medicina allopatica è una pura invenzione recente, data dall’evidenza che, come medicina alternativa quale vorrebbe essere, essa non produce risultati minimamente significativi. Ora, poiché è incontestabile che l&#8217;omeopatia cura le stesse patologie che cura la medicina allopatica (o meglio solo una minima parte di esse, quelle che guariscono da sole) essa si pone in alternativa alla medicina allopatica, in quanto il suo scopo è di curare quella stessa malattia con un rimedio innocuo, altrettanto efficace, ma privo di effetti indesiderati. Se così fosse, è evidente che non avrebbe senso utilizzare, a parità di efficacia, un farmaco allopatico con tutti gli effetti collaterali che esso comporta, quando è a disposizione quello omeopatico assolutamente innocuo. Ancor meno senso avrebbe abbinare alla somministrazione del farmaco allopatico quella dell’omeopatico, anche perché si dovrebbe spiegare, in questo caso, come sia possibile curare la stessa patologia con due farmaci che agiscono in base a principi opposti, uno aggredendo e l’altro favorendo la malattia stessa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><strong>Quindi, non esiste compatibilità tra medicina scientifica e omeopatica, perché entrambe curano le stesse malattie (l’omeopatia solo quelle meno gravi e autolimitanti) ma sulla base di principi e di metodi completamente diversi e incompatibili. Una agisce con sostanze biochimiche ponderali sui processi biochimici e fisiologici dell’organismo per combattere i fattori che determinano la malattia; l’altra agisce solo energeticamente, senza l’uso di sostanze e di principi attivi misurabili, e senza voler aggredire la malattia, ma trasmettendo al corpo una informazione terapeutica immateriale. Se le due medicine sono compatibili, allora la politica del Terzo Reich hitleriano e quella di Gandhi sono assolutamente compatibili.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Naturalmente, stiamo argomentando con gli strumenti della logica, mentre gli omeopati sono costretti a rifiutarla sia perché non ne conoscono principi e presupposti, sia perché non possono confrontarsi su questo piano, essendo rimasti fissati allo stadio del pensiero concreto infantile. Alle nostre argomentazioni, come sempre, ribatteranno con le solite, infantili e ridicole considerazioni, che ricordiamo per dovere di cronaca:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Chi osteggia l’omeopatia è ignorante, disinformato, vittima di pregiudizi e di una ideologia che nega l’evidenza omeopatica e quindi va criticata.</span></li>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Tutte le nostre considerazioni sono false, scorrette, inesatte. Tutte, dalla prima all’ultima, senza possibilità di prenderle in considerazione: essendo viziate da ignoranza e ideologismo, le argomentazioni degli avversari dell’omeopatia non meritano una risposta, ma solo lo stigma e il disprezzo dovuto agli eretici. </span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Le critiche all’omeopatia non tengono conto che gli omeopati vantano da due secoli enormi, strabilianti e stupefacenti successi in ogni campo della medicina, e che non è necessario che essi abbiano il conforto dell’evidenza scientifica, perché sono sufficienti le loro affermazioni e i loro successi terapeutici. </span></li>
</ul>
<p style="text-align: right;">&#8220;Dal libro: &#8220;Psicopatologia dell&#8217;omeopatia&#8221; di Guido A. Morina.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Esame quinta lezione Scuola Triennale in scienze naturopatiche- Dr.ssa Serenella Gallo- Uni.Psi. Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 07:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami allievi Uni.Psi (esempi)]]></category>

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		<description><![CDATA[Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)
 
Scuola Triennale in Scienze naturopatiche
 
 
 
Esame quinta lezione
 
Serenella Gallo  									2 Aprile 2012



Esporre, in sintesi, le caratteristiche che differenziano: 


Meristemoderivati: sono preparazioni ottenute tramite la macerazione in alcol e glicerina dei meristemi, ossia i giovani tessuti vegetali come ad esempio i germogli, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Scuola Triennale in Scienze naturopatiche</span></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Esame quinta lezione</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Serenella Gallo  									2 Aprile 2012</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"><br />
</span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Esporre, in sintesi, le caratteristiche che differenziano:</span><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></li>
</ol>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Meristemoderivati: sono preparazioni ottenute tramite la macerazione in alcol e glicerina dei meristemi, ossia i giovani tessuti vegetali come ad esempio i germogli, le infiorescenze, la linfa, i semi o i giovani rami e radici. Il principio con cui vengono preparati è quello dell’omeopatia, per cui il prodotto è diluito alla prima decimale e funzionerebbe in base al principio analogico.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Oli essenziali: sono sostanze non idrosolubili, altamente volatili, aromatiche e concentrate presenti naturalmente in molte piante dalle quali vengono estratte per distillazione o direttamente per spremitura.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Estratti fluidi: si ottengono per macerazione delle parti secche di pianta contenenti la droga in glicerina o in alcol a diverse gradazioni. Spesso si utilizzano come ingredienti per la preparazione di composti sinergici più complessi.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Estratti secchi: si presentano come polveri finissime e altamente concentrate che si ottengono a partire dagli estratti fluidi per evaporazione a bassa temperatura del solvente.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Fitointegratori alimentari: sono prodotti che possono presentarsi in forme galeniche variabili così come variabile è la loro composizione a seconda della loro destinazione d’uso. Molto spesso i fitointegratori alimentari sono preparati miscelando più piante allo scopo di sopperire a una carenza nutrizionale (es. integratori di ferro di origine vegetale) anche se nella maggior parte dei casi sotto le mentite spoglie di un integratore alimentare di origine vegetale si nascondono prodotti con azione pressoché farmacologica laddove molte di queste sostanze, soprattutto se somministrate in sinergia, hanno effetti metabolici rilevanti e dovrebbero sottostare al consiglio medico, senza contare che molto spesso si parla di fitointegratori alimentari anche quando le sostanze contenute non sono affatto nutrienti e dunque non pertengono all’ambito alimentare.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Farmaci omeopatici derivati da piante: a differenza degli estratti fluidi e secchi, degli oli essenziali e dei fitointegratori ad azione farmacologica i prodotti omeopatici derivati da piante agiscono idealmente su piani diversi da quello fisico, infatti il principio di preparazione è quello tipico dell’omeopatia dove la diluizione è tale per cui nel prodotto finale non c’è pressoché traccia dei principi attivi contenuti originariamente nella pianta.</span></li>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></li>
</ul>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Significato e importanza della titolazione e standardizzazione in fitoterapia.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Poiché le piante con proprietà farmacologiche crescono e vengono coltivate in luoghi e tempi differenti ed è costante la variabilità naturale e genetica, non è evidentemente possibile che le quantità e qualità dei principi attivi in esse contenuti siano costanti. Pertanto in seguito ai procedimenti estrattivi sarà necessaria un’attenta valutazione chimico-fisica che consenta di conoscere con certezza la quantità e il grado di concentrazione dei singoli principi attivi contenuti in un fitocomplesso: questo procedimento è la titolazione. Dopodiché un procedimento successivo detto standardizzazione consentirà di ottenere in maniera seriale rimedi fitoterapici nei quali, in base alla titolazione della materia prima, la quantità e qualità dei principi attivi siano costanti e il prodotto sia dunque somministrabile in maniera sicura e con effetti prevedibili, così come vuole la farmacognosia clinica.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Quali sono i problemi etici che si legano all’uso delle piante a scopo terapeutico?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Nell’utilizzare piante a scopo terapeutico molto spesso si finisce col generare l’equivoco per cui la fitoterapia sarebbe una medicina alternativa a quella tradizionale  mentre in realtà agisce anch’essa per impostazione allopatica, ed è anzi proprio la fitoterapia la forma primaria di medicina comunemente intesa.  Utilizzare le piante a scopo terapeutico genera poi problemi etici laddove il loro impiego venga inteso come una non ben giustificata forma di amore per la natura mentre nella pratica si determina la condizione diametralmente opposta, quella cioè di asservimento della natura e dei suoi prodotti a oggetti strumentali  al ruolo del terapeuta, che molto spesso tradisce la sua stessa pretesa di scientificità somministrando dosi di principi attivi che sono evidentemente e notoriamente inadeguate e inutili nella cura di una malattia in senso allopatico.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Quali piante possono essere utilizzate per sostenere lo stato di salute di persona che lamenti:</span></li>
</ol>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Insonnia: escholtia, valeriana, tiglio, passiflora.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Ansia: valeriana, passiflora.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Stitichezza: aloe, tarassaco.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Cefalea: tanaceto.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Irritabilità: iperico, escholtia</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Infiammazione muscolare: timo, artiglio del diavolo, malva.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Quali sono le differenze di approccio terapeutico tra la cura medica e quella naturopatica tramite la fitoterapia, e quando il naturopata rischia di invadere l’ambito di competenza del medico ?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">La fitoterapia deve essere intesa in due maniere differenti a seconda che colui che consiglia l’utilizzo di un prodotto fitoterapico sia un medico o un naturopata, tutto questo soprattutto come conseguenza di un redditizio vuoto legislativo in merito che consente alle aziende produttrici di vendere liberamente anche prodotti con chiari e marcati effetti terapeutici, anche se la maggioranza dei prodotti appartenenti a queste categorie, in virtù delle bassissime titolazioni, è poco più che aria fritta. Per queste ragioni la fitoterapia praticata da un medico non apporta nulla di nuovo al modus operandi tradizionale secondo il quale la malattia va eliminata sintomo per sintomo con azioni mirate alla scomparsa della malattia piuttosto che al ristabilirsi della salute. In questo senso l’unica differenza sta nella categoria del farmaco, che è di orgine naturale invece che di sintesi ma che può avere lo stesso gravi effetti collaterali e necessita di un’altrettanto attenta somministrazione. Il naturopata dal canto suo deve esimersi dal consigliare preparazioni con effetti farmacologici anche quando la loro reperibilità senza prescrizioni specialistiche non rappresenti un ostacolo, questo innanzitutto perchè la somministrazione di questi prodotti è di esclusiva competenza della classe medica e poi perchè l’approccio naturopatico tuttalpiù dovrebbe avvalersi della fitoterapia in senso positivo e salutogenico invece che terapeutico e quindi il consiglio dovrebbe essere limitato a quei fitocomplessi in grado di stimolare la normale funzionalità ed efficienza dell’organismo per riattivare una condizione di salute e benessere.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Esprima la sua opinione circa il ruolo della fitoterapia nella pratica della naturopatia ad indirizzo di Scienze naturopatiche.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">A mio parere la fitoterapia è profondomante diversa dalle altre tecniche spendibili o consigliabili in naturpatia scientifica, proprio perchè come esposto sopra la fitoterapia risponde a un’esigenza di cura della malattia allopaticamente intesa. Sicuramente la fitoterapia ha il vantaggio di rispondere a un’esigenza ampiamente riscontrabile tra i pazienti dei nostri medici di curare le loro conclamate malattie con rimedi meno raffinati e con meno effetti collaterali, ma il principio in base al quale verrebbero assunte determinate sostanze invece che altre non cambia di una virgola, che si tratti di fitoterapici o di farmaci industriali. In questo senso informare circa l’esistenza di rimedi più dolci e magari altrettanto efficaci è compito del naturopata, ma il consiglio vero e proprio andrebbe lasciato al medico curante che è l’unico istruito al fine di intervenire sul metabolismo e sull’organismo del soggetto malato.</span></p>
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		<title>Esame quinta lezione Scuola Triennale in Scienze naturopatiche-  Paola Gondolo- Uni.Psi. Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 16:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami allievi Uni.Psi (esempi)]]></category>

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		<description><![CDATA[Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)
Scuola Triennale in Scienze naturopatiche
Esame quinta lezione
(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).
Data 1 aprile 2012	Allievo/a	Paola GONDOLO
 
1.Esporre, in sintesi, le caratteristiche che differenziano: Meristemoderivati, Oli essenziali, Estratti fluidi, Estratti secchi, Fitointegratori alimentari, Farmaci omeopatici derivati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Scuola Triennale in Scienze naturopatiche</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Esame quinta lezione</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Data 1 aprile 2012	Allievo/a	<strong>Paola GONDOLO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">1.Esporre, in sintesi, le caratteristiche che differenziano: Meristemoderivati, Oli es</span><span style="font-family: verdana, geneva;">senziali, Estratti fluidi, Estratti secchi, Fitointegratori alimentari, Farmaci omeopatici </span><span style="font-family: verdana, geneva;">derivati da piante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Le erbe officinali contengono uno o più fitocomplessi (insieme di P.A) che vengono estratti in base alla formula più compatibile e più efficace. Possiamo differenziare i metodi di estrazione in base al materiale di partenza (pianta secca o pianta fresca) od in base al solvente o il metodo utilizzato per estrarre il fitocomplesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">I meristemoderivati, o macerati glicerinati, hanno come base di partenza la pianta fresca (gemme, giovani getti, corteccia,semi) che viene messa a macerare in una miscela di H2O, alcool e glicerina. In questo modo avremmo un composto ricco in fitocomplesso, poi- ché la pianta da cui viene estratto è all’apice dello sviluppo e ricca di linfa, ma la diluizione nei solventi ne riduce l’efficacia. Questa preparazione si basa sul principio analogico per cui le piccole parti della pianta in sviluppo dovrebbero portare con se l’energia vitale della pianta, ma scientificamente non vi è alcuna prova per cui questi preparati risultino più effi- cienti rispetto alle altre forme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Gli oli essenziali sono composti volatili, scarsamente idrosolubili e naturalmente presenti in alcune piante (lavanda, eucalipto, salvia&#8230;) e molto concentrati per cui dotati di una forte azione medicamentosa. Vengono estratti a partire dalla piante fresca tramite distillazione in corrente di vapore. Il loro uso deve essere seguito da esperti in materia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Partendo dalla pianta secca, invece possiamo ottenere l’estratto fluido o tintura che consiste in un macerato della pianta in alcool etilico, generalmente a 60°-70° gradi (idroal- colici) o 95° (alcolici). Costituiscono la forma più concentrata tra le forme liquide e possono essere usati tali e quali o costituire la base per la preparazione di sciroppi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Dall’estratto fluido possiamo ottenere, tramite evaporazione del solvente, l’estratto secco, che è una polvere finissima e molto concentrata in fitocomplesso. E molto efficiente, ed è la forma più biodisponibile, infatti contiene solamente il fitocomplesso e non il materiale uti- lizzato per la sua estrazione che biochimicamente è inerte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">I farmaci omeopatici derivati da piante seguono la teoria, non scientificamente suppor- tata, enunciata da Hahnnemann (padre dell’omeopatia), ovvero “simila similibus curantur” (principio di similitudine del farmaco). Questo principio prevede di individuare la sostanza che in un soggetto sano crea gli stessi sintomi presenti in un soggetto malato e quindi somministrarla in quantità fortemente diluita, in modo da creare una malattia artificiale che si sostituisce a quella “vera” che affligge il malato. Per questo le dosi devono essere le mi- nime indispensabili. Per Hahnnemann quando una malattia non è riconducibile a traumi, o eventi materiali è dovuta ad una perturbazione della “forza vitale” e da qui ecco l’uso delle piante diluite a livello infinitesimale, che con la loro forza vitale darebbero una scossa ed invierebbero segnali al corpo (sintomi) che quindi sarebbe in grado di reagire e ripristinare l’equilibrio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">I fitointegratori alimentari sono intesi come quei composti di origine vegetale che hanno lo scopo di migliorare il benessere di una persona e non sono rivolti alla cura di una ma &#8211; lattia. Entrano per cui a pieno diritto come componenti della medicina alternativa tradizio- nale, sempre pronta a somministrare rimedi alternativi ma di stampo allopatico, in quanto questo è ciò che il mercato (e non il benessere di una persona) impone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Possiamo benissimo vivere senza mai assumere un estratto secco di qualunque pianta, perché ciò che il nostro corpo richiede è presente nell’alimentazione quotidiana. Se andassimo incontro a qualche carenza dovuta alla mancanza di un certo componente, allora bisognerebbe completare la nostra dieta con integratori che, in quel caso e dietro prescrizione medica, sarebbero considerati a tutti gli effetti farmaci terapeutici. Concettualmente anche una semplice spremuta d’arancia può essere intesa come integra- tore alimentare, ma il mercato (non quello ortofrutticolo) non ne gioverebbe ed allora eccocomparire sugli scaffali, anche dei supermercati, i più svariati integratori alimentari di origine vegetale e di auto-prescrizione. Il loro effetto a livello biochimico, nella dose in cui sono venduti, è pressoché nullo, infatti se avessero evidenti risultati sarebbero da considerarsi alla pari di un farmaco. La loro funzione è quella di essere uno starter per il corpo e per la mente, che recependo quella sostanza inizia a mettere in moto un meccanismo rivolto al benessere. Ancora una volta mi permetto di dire che comunque la sola assunzione di questi fitointegratori, come se fossero pillole miracolose, non è sufficiente a esordire alcun effetto se non accompagnata da uno stile di vita sano e corretto e da una giusta motivazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">2.Significato e importanza della titolazione e standardizzazione in fitoterapia</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Per estrarre il P.A. da una pianta medicinale viene utilizzato un substrato o soluzione di supporto, biochimicamente inerte. Nel composto così ottenuto avremmo una concentrazione di P.A. che verrà esattamente stabilita grazie alla titolazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">La titolazione consiste in una tecnica analitica dove una soluzione contenente una quantità nota di reagente (titolante) viene usata su di una quantità volumetrica nota di una soluzione contenente l’analita (titolando), ovvero in questo caso un dato P.A.. Dall’utilizzo di una quantità misurabile di titolante si otterrà la reazione chimica con l’analita (precipitazione, cambio di colore di un indicatore&#8230;) ed in base ai calcoli stechiometrici si stabilirà la giusta quantità del titolando.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Questo è importante per conoscere l’efficienza di un dato fitocomplesso(attualmente la ti- tolazione è effettuabile solamente su oli essenziali o estratti secchi poiché contengono il P.A. in quantità concentrata e sufficiente ad essere calcolato) , infatti la farmacopea stabilisce una quantità minima del P.A. per considerare valido il rimedio fitoterapico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Inoltre conoscendo la giusta quantità di P.A si evita l’effetto paradosso che alcune piante possono provocare (ad esempio la valeriana che se somministrata in modo non conforme può causare nervosismo). Grazie alla standardizzazione (operazione che crea un campione di riferimento) possia-mo per cui ottenere un prodotto con la stessa quantità di P.A. e per cui con lo stesso po-tenziale “curativo”. Infatti il P.A. presente nelle piante varia di concentrazione in base a molte variabili, come il clima, la composizione del terreno, il tempo di raccolta dell’erba, il metodo di conservazione ed essiccamento. Tutti questi valori devono essere tenuti conto al fine della standardizzazione e della produzione di rimedi efficaci, infatti due piante della stessa specie avranno una concentrazione di P.A. differente e quindi differenti azioni terapeutiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Il rimedio così titolato e standardizzato può essere commercializzato con questi valori ben espressi sull’etichetta, ovvero deve indicare il nome degli estratti della pianta, la quantità di P.A. presente nel fitocomplesso e la quantità di eccipienti (inerti) presenti, nonché la data della scadenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">3.Quali sono i problemi etici che si legano all’uso delle piante a scopo terapeutico?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Fin da quando c’è l’uomo esiste la sofferenza e per lenirla ci si è adoperati in vari modi, uno di questi, forse il più antico, è l’uso delle piante, che il “creatore” avrebbe messo a no- stra disposizione. Ci si basava su metodi empirici, di osservazione e su vari tentativi, sia sulla specie da somministrare in relazione ad un dato disturbo e sulla quantità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Ad oggi solamente poche piante sono ritenute efficaci dalla ricerca scientifica, le altre, ba- sano la loro efficacia,soprattutto per la quantità in cui sono somministrate, sull&#8217;errore co- gnitivo che “se usate fin dall’antichità allora funzionano”. Il problema è che se effettivamente efficaci a livello terapeutico, ovvero in grado di provo- care un’ alterazione del metabolismo, dovrebbero essere somministrate alla stregua di un farmaco e per cui solamente da medici e persone competenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Nella posologia in cui vengono somministrati, i rimedi fitoterapici od erboristici hanno un effetto positivo sull’organismo, ma non provato scientificamente. Infatti un farmaco od un rimedio per essere considerato tale deve essere approvato dal Ministero della Salute e può esserlo solamente dopo aver superato significanti prove scientifiche, una tra queste il test di validità sull’uomo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Ancora una volta a farla da padrone non è il benessere della persona, ma il benessere del portafogli di molte case produttrici di rimedi presentati utili per una certa patologia, illuden- do ed ingannando le persone, facendole assumere quel dato rimedio pensando “ mal che vada male non fa”. Sì che il principio del “primo non nuocere” viene preservato, ma l’one- stà e la professionalità che ci si aspetta vengono sicuramente a mancare, sopraffatte dalle regole del business.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">A mio avviso un naturopata serio e competente che come principio prende a cuore il be- nessere della persona, inteso nella sua totalità, non può prendersi gioco di chi in quel mo- mento è in una situazione di bisogno, soprattutto psicologico, verrebbero a mancare le basi della naturopatia stessa. Il counseilor dovrebbe aiutare la persona, anche attraverso l’utilizzo di rimedi fitoterapici od erboristici, integrati dai preziosi consigli sui sani principi di vita. In questo caso i rimedi fitoterapici sono considerati un aiuto per la riattivazione di una forza vitale ed una spinta verso il benessere, bisogna proporli come piccole scintille vitali che la natura ci offre e per le quali dobbiamo esserne grati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Secondo me, si può godere e trarre beneficio di queste “scintille” anche e soprattutto non estirpandole ed abusando di loro, ma come al solito, con un consumo consapevole, inten- dendo come consumo non solo la somministrazione delle parti di pianta, ma anche assa- porando il profumo di un fiore che possiamo tenere ed accudire sul nostro davanzale (vi- sione alternativa dell’aromaterapia e cromoterapia!). Una pianta od un fiore, il sedersi a contatto con un albero, possono metterci in condizione di benessere e farci ritrovare in noi stessi la “scintilla motivazionale” che ci guiderà verso la guarigione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Di sicuro a me da più soddisfazione vedere un fiore di iperico che assumere il suo estratto secco, ma mi rendo conto che non tutti siamo fatti allo stesso modo, e che per molti risulta più comodo assume un opercolo, ma quello che un naturopata dovrebbe cercare di far comprendere a chi vuole raggiungere il benessere è che la comodità non è la strada mi- gliore e che prendendo le scorciatoie ci si perde il bello del panorama. In questo percorso l&#8217;importante non è arrivare, ma è proprio percorrere consapevolmente la strada.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">4.Quali piante possono essere utilizzate per sostenere lo stato di salute di persona che lamenti:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Insonnia </span></li>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Ansia </span></li>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Stitichezza </span></li>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Cefalea </span></li>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Irritabilità </span></li>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Infiammazione muscolare</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Voglio premettere che per mia personale inclinazione, preferisco assumere un&#8217;erba medi- cinale tramite tisana o decotto, sicuramente se dovessi però consigliare l&#8217;uso di un&#8217;erba ad una persona che durante la giornata ha poco tempo a disposizione, o che magari ha poca costanza, allora consiglierei l&#8217;uso di erbe sotto altre forme (capsule di estratto secco).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Altra cosa che preferisco è utilizzare le erbe dei nostri luoghi (ove possibile), diciamo a Km 0, non perchè siano più efficaci, ma in un&#8217;ottica olistica, ovvero guardando sia il bene del- l&#8217;uomo che della natura, queste inquinano di meno, non essendo contemplato il trasporto da paesi lontani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Per l&#8217;insonnia consiglierei la specie delle papaveracee, ovvero il rosolaccio (il nostro pa- pavero dei prati), oppure l&#8217;escolzia (papavero californiano). Si potrebbe utilizzare anche il biancospino (per chi non ha problemi acclarati di cuore) o la passiflora, ma la cosa che di più consiglierei è cercare di avere una vita il più possibile regolare, eliminando l&#8217;uso di al- coolici, sigarette o caffè soprattutto prima di andare a letto. Una cena leggera costituita da proteine può aiutare a favorire il sonno e magari prima di andare a dormire dedicarsi un po&#8217; di tempo preparando una tisana rilassante a base delle erbe sopra menzionate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Per l&#8217;ansia consiglierei delle erbe comunque rilassanti, come il biancospino, la lavanda, la valeriana, la nepeta cataria,la rodiola, bisogna però verificare da che cosa è dovuto lo sta- to d&#8217;ansia, per cui l&#8217;erba deve essere solamente una scusa per fermarsi a riflettere e rilas- sarsi e così ancora una volta consiglierei una tisana. Con la scusa di sedersi un attimo per bere la tisana ci si può fermare e dedicare un po di tempo a noi, forse anche perchè l&#8217;an- sia potrebbe essere vista come un segnale del nostro corpo che ci comunica che ci stiamo un po&#8217; trascurando, presi come siamo dalle cose che ci circondano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Per chi non avesse tempo di sedersi e bere la tisana, allora potrebbe venire utile consu- mare un po&#8217; di mandorle (non troppe per via delle calorie) che sono ricche di magnesio e anche buone! La stitichezza può essere dovuta da scelte alimentari sbagliate, quindi, in primis, bisogna rivedere lo stile alimentare, cercando di assumere più fibre (utilizzando cereali integrali),ma possiamo comunque trovare ausilio nelle erbe a base di mucillagine(semi di lino, semi di psillio, senna, frangula). Bisogna tener presente che sono degli irritanti per l&#8217;intestino, per cui la loro assunzione è consigliata solamente a chi non ha problemi come coliti, villi intestinali.I forti lassativi antrachinonici,come l&#8217;olio di ricino, non andranno mai assunti da donne in gravidanza, in quanto creano delle contrazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">La cefalea è un disturbo che può avere svariate origini, come una cattiva digestione, fat- tori ormonali,stress,artrosi cervicali, insomma svariate possibilità(purtroppo per chi ne sof- fre). Dovendo consigliare un&#8217;erba proporrei il ginko biloba che riattiva la circolazione a li- vello cerebrale, oppure l&#8217;artiglio del diavolo che è un antinfiammatorio. A mio avviso, la ce- falea è un disturbo molto delicato e il consiglio dell&#8217;utilizzo di erbe deve avvenire solamen- te, come per altro per tutti gli altri disturbi, non per sconfiggere la patologia, poiché se si tratta di patologia allora solamente il medico sarà autorizzato a somministrare rimedi, sia- no essi di sintesi o naturali, come erbe.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">L&#8217;irritabilità può essere portata da una condizione di stress o, per quanto riguarda le don- ne, da fattori ormonali (sindrome premestruale) o può essere semplicemente una connota- zione del carattere che dobbiamo imparare ad accettare! In ogni caso, da ogni qualcosa che può essere portata, l&#8217;uso di un&#8217;erba rilassante può esserci di aiuto, come per esempio la lavanda. Se questa è dovuta alla crisi premestruale possiamo utilizzare olio di semi di borragine. Se ci sentiamo irritabili proviamo a soffermarci un attimo su che cosa ci da fasti- dio, magari analizzando la situazione riusciremo a risolvere il problema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Per le infiammazioni muscolari una crema ad uso topico a base di canfora o arnica po- trebbe essere d&#8217;aiuto. L&#8217;applicazione di un cataplasma di argilla verde potrebbe aiutare a lenire l&#8217;infiammazione, magari sciogliendo l&#8217;argilla in un decotto di arnica o camomilla. Trat- tandosi di infiammazione le applicazioni non devono essere calde, infatti porterebbero al- tro calore anziché toglierlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">5.Quali sono le differenze di approccio terapeutico tra la cura medica e quella natu- ropatica tramite la fitoterapia, e quando il naturopata rischia di invadere l’ambito di </span><span style="font-family: verdana, geneva;">competenza del medico ?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Una persona con un disturbo che si affida ad un medico andrà incontro ad una diagnosi e successivamente ad una terapia da eseguire, perlopiù assumendo farmaci di sintesi sotto lo stretto controllo del professionista. Una persona con un disturbo che si affida ad un naturopata dovrebbe andare incontro a dei colloqui ed essere spronato a capire le cause del disturbo, non eliminandole con dei farmaci, siano essi di sintesi o di origine naturale. Dovrebbe ricevere consigli per intraprendere uno stile di vita più corretto e sano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Dico dovrebbe perchè purtroppo non è facile trovare naturopati che desistono dal prescri- vere rimedi naturali per curare patologie da loro diagnosticate sulle basi delle loro cono- scenze (sempre che ne abbiano a sufficienza in ambito medico). Ecco che, molto spesso, il naturopata rischia di cadere nell&#8217;abuso della professione medi- ca, ma ciò che lo salva da tale reato è che i rimedi fitoterapici “prescritti” non sono per leg &#8211; ge considerati farmaci indirizzati alla cura di patologie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Se la naturopatia viene intesa, come purtroppo viene fatto molto spesso, come un insieme di medicine e rimedi alternativi, ma sempre in chiave allopatica, allora anche la fitoterapia prenderà quel significato, ovvero quello di essere una cura alternativa per una malattia diagnosticata alternativamente. Quello che fa la differenza, anche nell&#8217;uso della fitoterapia, sono il pensiero e le azioni rivolte alla salutogenesi e non patogenesi. Un rimedio fitotera- pico, consigliato da un naturopata deve essere visto come un aiuto al raggiungimento del benessere e non come un rimedio contro una patologia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Come già detto, infatti i rimedi fitoterapici liberamente venduti ed arbitrariamente assunti, per fortuna, non hanno gli effetti sponsorizzati, quindi il consigliarli o peggio il prescriverli facendo riferimento ai loro effetti curativi contro una malattia,risulterebbe illusorio per la persona a cui sono diretti. Proponendoli invece come aiuto per i nostri recettori che se in- centivati e sollecitati da quelle sostanze metteranno in moto il giusto meccanismo per il be- nessere è, a mio avviso, una pratica più sincera ed onesta. Certo è che assumere una capsula di un rimedio fitoterapico per combattere il male che ci infastidisce si avvicina di più al nostro pensiero occidentale, ma essere messi al corrente che dentro quella capsula non c&#8217;è il miracolo che ci aspettiamo è decisamente impopolare quanto onesto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Il naturopata dovrebbe far capire a chi ha voglia di “guarire” che proprio nella voglia risiede il miracolo, possiamo incentivarla in vari modi, tra cui anche i rimedi fitoterapici, ma se manca quella spinta che ci aiuta a cambiare e mantenere le abitudini indirizzate alla salu- te, allora andremmo poco lontano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">6.Esprima la sua opinione circa il ruolo della fitoterapia nella pratica della naturopatia ad indirizzo di Scienze naturopatiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Quando ho intrapreso lo studio di questa lezione ho avuto difficoltà a capire alcuni concet- ti, perché nella mia testa, chissà da quanto tempo, c&#8217;era la certezza che le “erbe funziona- no”. Mi son fermata a pensare alla mia cara tisana rilassante che immancabilmente bevo di sera e ho capito che, sì, è rilassante per la presenza del rosolaccio e del luppolo, ma lo è soprattutto per il gesto che rappresenta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Ecco che ho capito come un naturopata ad indirizzo scientifico dovrebbe consigliare l&#8217;uso dei rimedi fitoterapici. Dovrebbe saper consigliare le erbe più affini alla persona ed alle sue esigenze ed abitudini ed anche la somministrazione di queste dovrebbe tener conto diquesti aspetti. Non è un semplice consulto di dispense o dizionari erboristici, è un lavoro ben più profondo che coinvolge la capacità di comprensione del naturopata volta ad indivi- duare l&#8217;aspetto interiore e a volte nascosto di chi chiede il consulto. Non si andrà a consigliare un&#8217;erba medicinale per combattere una malattia, ma la si consi- glierà per aiutarci a stare meglio e la sua assunzione, ogni qualvolta verrà assunta, assu- merà un significato. Significato che il naturopata deve portare alla comprensione del clien- te, un significato che va ben oltre all&#8217;aspetto biochimico e materiale dell&#8217;assunzione di so- stanze in grado di interagire con il nostro corpo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Possiamo giustificare che il rimedio consigliato è utile in quanto la presenza al suo interno di dati P.A. sono in grado di provocare una variazione nel metabolismo, ma la sua assun- zione non può essere un gesto meccanico come lo è per un farmaco di sintesi. Il farmaco agisce indubbiamente per la sua quantità di P.A. e selettività, un rimedio fitoterapico no. I meccanismi di azione del rimedio fitoterapico sono altri, quello placebo e di sti- molo dei nostri recettori e magari altri che la scienza deve ancora scoprire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">E&#8217; vero che i P.A. contenuti in alcune erbe medicinali hanno un&#8217;efficacia provata scientifi- camente, ma il problema sta nella quantità e nella presenza di altri fattori che influenzano ed interferiscono con la capacità terapeutica. I farmaci di sintesi sono “costruiti” per essere selettivi ed agire solamente in un senso, le erbe non sono state “costruite” per essere usa- te dall&#8217;uomo per combattere le malattie. Certo ci aiutano, ma è sempre l&#8217;intelligenza del- l&#8217;uomo che fa la differenza. Non possiamo pensare che esse sono state messe al nostro servizio, ma dobbiamo pensare a loro come ad un grosso aiuto che la natura ci offre ed inserirle nella nostra vita godendo della loro vista, dei loro profumi, del loro sapore e non solo delle loro presunte capacità terapeutiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Un bravo naturopata dovrebbe saper ragionare in modo olistico, guadando cioè l&#8217;aspetto della salute del cliente in tutte le sue forme, consigliando il rimedio fitoterapico che più si addice alle esigenze ed alla forma mentale di chi ne farà uso, tenendo conto che spesso e volentieri un semplice gesto, svolto in modo consapevole, come prepararsi una tisana, sono più curativi che la tisana stessa.</span></p>
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		<title>L’omeopatia: meno efficace di una passeggiata nel verde?-Uni.Psi</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omeopatia: inganno e illusione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’omeopatia: meno efficace di una passeggiata nel verde?-Uni.Psi
L’omeopatia si sta affermando sempre di più come una filosofia di vita, uno stile di tendenza sostanzialmente slegato dalla sua originaria finalità terapeutica. Essa permette di adottare un pensiero magico confortante, rassicurante e regressivo allo stadio infantile di cui molti sentono il bisogno in periodi di incertezza come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">L’omeopatia: meno efficace di una passeggiata nel verde?-Uni.Psi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">L’omeopatia si sta affermando sempre di più come una filosofia di vita, uno stile di tendenza sostanzialmente slegato dalla sua originaria finalità terapeutica. Essa permette di adottare un pensiero magico confortante, rassicurante e regressivo allo stadio infantile di cui molti sentono il bisogno in periodi di incertezza come quello attuale, con la sicurezza di potersi rivolgere sempre alla medicina allopatica, quando il disturbo si rivela serio. Essa riesce a sopravvivere grazie al fatto di affiancarsi alla medicina allopatica, senza la quale saremmo completamente impotenti di fronte alla malattia, nella cura di quei disturbi la cui remissione sarebbe spontanea, o data dall’intervento di fattori diversi da quelli dell’effetto della cura omeopatica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Da due secoli gli omeopati si ostinano a proclamare, inascoltati, l’efficacia persino scientificamente dimostrata della loro pseudoscienza. Inutilmente. La spiegazione non lascia alternative: la prima è che  la piccola comunità dei sostenitori dell’omeopatia, una minoranza, non riesce da ben due secoli a far capire al resto del mondo la verità che essi possiedono (con la conseguenza che il resto del mondo è costituito da una progenie di idioti incestuosi affetti da una strana malattia, l’avversione alla bufala omeopatica, che si trasmettono da due secoli). L’altra è che l’omeopatia non sia una scienza né una forma di cura, ma solo una bella e affascinante teoria, piena di risvolti magici, ma nulla più, almeno alla luce delle conoscenze attuali. Quindi, sarebbe utile che la si smettesse di considerarla una forma di medicina e di dirottare verso le sue inutili cure i miliardi che la parte più sprovveduta e indifesa della popolazione spende nell’illusione della sua efficacia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Come abbiamo osservato in altre occasioni, riteniamo inutile cercare di convincere una tribù di talebani circa l’opportunità di riconoscere parità di diritti e di dignità alle loro donne. Quindi, non ci rivolgiamo agli omeopati, ma alle persone di buon senso. </span><span style="font-family: verdana, geneva;">Quello che vorremmo far osservare è un altro aspetto che dovremmo prendere in considerazione: l’efficacia pratica della cura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">L’unico modo serio di parlare di omeopatia è quello di valutare la sua efficacia rispetto ad  altre forme di cura, meno costose, e altrettanto utili per la cura degli stessi disturbi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Fino a che l’omeopatia non sia in grado di dimostrare la sua efficacia, infatti, ci sentiamo autorizzati a pensare che essa venga proposta soltanto per interessi economici, (si parla di miliardi di euro) che essa muove, tra mercato omeopatico e indotto, fatto di corsi, seminari e di visite tutte a pagamento negli studi privati degli omeopati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Non esiste alcuna prova, infatti, che essa sia più efficace delle cure che da sempre proponiamo, e cioè la lettura e la fruizione artistica di opere che aprono la mente  e innalzino lo spirito, una sana attività fisica, oppure di una semplice passeggiata all’aria aperta, o una spensierata chiacchierata con un amico. Si osserverà che queste forme di cura non costano nulla, sono sicuramente benefiche quanto l’omeopatia e sono alla portata di tutti. Come chiunque, anche i non addetti ai lavori possono verificare quale sia l’efficacia terapeutica di una passeggiata nel verde (<a href="http://www.mind.org.uk">http://www.mind.org.uk</a>/). Al contrario, non esiste a tutt&#8217;oggi una sola malattia che risulti essere curata nel mondo con la stessa efficacia dall&#8217;omeopatia anziché dalla medicina convenzionale. Perché, se non si riesce a dimostrare che essa sia più efficace di una passeggiata nel verde, dovremmo continuare a finanziare l’assurdo mercato messo in piedi dagli omeopati?</span></p>
<p style="text-align: right;">Paola Di Gennaro</p>
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		<title>Esame sesta lezione Scuola triennale in scienze naturopatiche- dr.ssa Paola Badino- Uni.Psi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 08:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami allievi Uni.Psi (esempi)]]></category>

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		<description><![CDATA[Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)
 
Scuola Triennale in Scienze naturopatiche
 
 
 
 
 
Esame sesta lezione
 
(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).
 
Data 23/3/2012                                [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Scuola Triennale in Scienze naturopatiche</span></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Esame sesta lezione</span></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Data 23/3/2012                                                        Allieva…Paola Badino</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Redigere una sintesi del contenuto della dispensa nella quale illustrare e argomentare il proprio punto di vista sulla relazione tra religioni e medicine alternative, evidenziando pro e contro delle diverse posizioni in materia. </span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">L’atteggiamento della naturopatia tradizionale riguardo l’efficacia delle medicine alternative è esattamente sovrapponibile al modo in cui l’umanità ha da sempre tentato di dare significato a vita, dolore, rapporto salute/malattia che presenta nel corso dei tempi analogie con il concetto di divinità.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Le credenze animistiche (Il termine <strong>animismo</strong> è usato in antropologia per classificare le tipologie di religioni o pratiche di culto nelle quali vengono attribuite qualità divine o soprannaturali a cose, luoghi o esseri materiali. Queste religioni cioè non identificano le divinità come esseri puramente trascendenti, bensì attribuiscono proprietà spirituali a determinate realtà materiali) tipiche dei popoli primitivi portavano a vedere in ogni manifestazione della natura qualcosa di soprannaturale, occulto e comunque da temere e da riverire. Queste credenze generarono la necessità di prendere contatto con queste forze sconosciute allo scopo da un lato di ingraziarsele e dall’altro di dominarle. Nacquero così le figure dello sciamano e del guaritore che erano intesi come intermediari fra l’uomo e gli spiriti della natura. La concezione magico animistica della malattia, che verrà poi ripresa ed elaborata dalle civiltà più evolute, considerò sempre il malato come invaso da uno spirito malefico e, per conseguenze, le pratiche magico-terapeutiche avevano lo scopo di allontanarlo dall’organismo colpito. I riti avevano lo scopo di purificare il malato liberandolo dal peccato, considerato essere la causa della malattia. Anche la connessione peccato/malattia verrà in seguito ripresa e rielaborata dalle popolazioni più evolute. Per i popoli primitivi il peccato era inteso come violazione di un tabù, cioè di una proibizione spesso imposta da capi e stregoni. Religione e magia costituirono nella preistoria un tutto unico inscindibile, mentre l’evolversi dello spirito religioso portò al distacco della magia dalla religione, che abbandonò il primitivo animismo e cercando una concezione più elevata di divinità e si dedicò alla sua adorazione creando la preghiera, mentre la magia assunse una sua individualità  più terrena e umana, seppur mantenendo il misticismo. Questa distinzione tra religione e magia fu netta e precisa in alcune civiltà, mentre in altre fu più confusa e indistinta. Ad esempio presso gli antichi egizi magia e religione spesso si sovrapposero e non sempre i sacerdoti si distinsero dai maghi.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Contemporaneamente al differenziarsi della religione, l’evolversi della civiltà dette luogo alla nascita della medicina come scienza. Per quanto riguarda l’Europa possiamo citare come esempio la civiltà greca in cui si è assistito al passaggio dalle pratiche mistiche dei templi di Asclepio alla medicina ippocratica, primo esempio di interpretazione della malattia sganciata da ogni nostalgia di soprannaturale. Nelle civiltà orientali l’evoluzione della medicina assunse caratteristiche differenti, infatti qui l’arte medica si sviluppò e progredì mirabilmente senza contrapporsi alla magia e senza tentare di sostituirla, bensì affiancandosi ad essa e vivificandola con i frutti dell’esperienza. D’altro canto lo spirito orientale ha sempre associato ad un elevato misticismo e ad uno spiccato interesse per il sovrannaturale, una concretezza ed una intuitività di indubbia importanza.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">L’evoluzione parallela della cura della salute e della concezione della divinità emerge considerando l’evoluzione dei concetti di salute e di malattia. Si passa cioè da una concezione primitiva in cui l’uomo è considerato il riflesso dell’unico essere supremo e durante la malattia viene quindi abbandonato alla fase intermedia, in cui gli dei si moltiplicano e diventano responsabili delle malattie. Nella prima fase l’uomo ha la necessità di industriarsi coi propri mezzi per cercare di lenire il dolore, nel secondo caso per ottenere la guarigione è necessario rivolgersi agli dei attraverso rituali specifici diversificati e quindi le pratiche mediche si moltiplicano, si differenziano in relazione alle diverse parti del corpo da curare. Questo approccio può essere in qualche modo paragonato al moltiplicarsi delle specializzazioni tipiche della medicina moderna che, se da un lato ha consentito conoscenze approfondite di organi e apparati e delle relative patologie, dal’altro ha contribuito all’eccessiva frammentazione dell’essere umano. Di qui il ritorno, tipico degli ultimi decenni, all’unica forza suprema da cui tutto discenderebbe, oggetto di ricerca della fisica moderna. Il concetto di olismo viene quindi ripreso dalle medicine alternative e, per conseguenza, dalla naturopatia tradizionale in maniera superficiale nel tentativo di comprendere l’essere umano come unità di corpo e psiche che, anche in caso di malattia, va trattato utilizzando tecniche empatiche, non invasive. L’individuo viene inoltre inteso come parte di un macrosistema che prevede la coesistenza di un ambiente interno, emotivo, e di uno esterno, relazionale, che contribuiscono al mantenimento della salute o, al contrario, alla comparsa di malattia. Questo è sicuramente il grande contributo offerto dalle medicine alternative ai fini di mantenere, ottenere uno stato di salute. Tuttavia il percorrere questa via implica necessariamente una moltitudine di competenze che sono purtroppo difficilmente raggiungibili. Di qui la necessità da parte di un certo numero di medicine alternative di appoggiarsi ancora una volta alla spiritualità delle dottrine orientali, basandosi su principi esoterici di similitudine e analogia, per riflettere quell’unica forza vitale, la forza creatrice, le altre, più moderne, operano pur sempre sul concetto di energia, ma volendo dare una veste scientifica, la intendono dal punto di vista della fisica moderna. Tuttavia, in entrambe i casi, l’esperienza è di tipo religioso, in quanto tendente ad armonizzare il malato con la forza-energia.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Un altro aspetto degno di considerazione riguarda il carattere “iniziatico” rivestito da gran parte delle medicine alternative, i cui fondatori paiono essere stati investiti da illuminazione divina, spesso in seguito ad una storia pregressa di sofferenza che li spinge a divulgare la conoscenza acquisita. In questo contesto si inquadra la psicologia esoterica, la quale si propone di agire sulle energie che costituiscono l’uomo. In quest’ottica, l’uomo appare come un piccolo pianeta in formazione all’interno di un ampio contesto, la società. La malattia viene intesa come deficienza o distorsione rispetto ad un adeguato ritmo di vita e mancato afflusso di energie superiori non indagabili né quantificabili. Anche in questo caso si richiede l’abbandono della razionalità e delle ricerca empirica a favore della fede in una serie di dogmi e che non sfugge al pensiero magico, l’unico in grado di dare veste teorica all’intuizione che sta alla base della disciplina.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">I rituali magici di guarigione possono essere stati funzionali nel passato, in quanto in grado di  offrire un sostegno di tipo “morale” alla volontà del paziente di guarire. Il problema però è da ricercarsi nel fatto che le medicine alternative si oppongono ai progressi della scienza e della medicina, esattamente come in passato ha fatto la religione. Le motivazioni sono semplici: la scienza tende a togliere potere alle religioni. Le superstizioni, le guarigioni miracolose, una volta spiegate in termini scientifici perdono la loro valenza, sottraendo potere a chi ne promulga il carattere miracolistico. A differenza dei tempi passati, tuttavia, e proprio perché la scienza ha fatto progressi innegabili e difficilmente ignorabili in quanto ormai alla portata di tutti, chi pratica le medicine alternative, per ottenere credibilità, è costretto a proclamarsi uomo di scienza, introducendo così un contraddittorio: l’applicazione di tecniche basate sulla “fede” in un contesto razionale, quello della scienza.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">E’ comunque doveroso riconoscere che queste pratiche, al di là della pretesa di efficacia nel curare patologie specifiche, agisco sulla suggestione del paziente attraverso l’ascolto empatico, tipo di approccio che troppo spesso manca in ambito medico scientifico. Quindi le medicine alternative potrebbero essere di valido aiuto se si limitassero ad offrire al paziente questo tipo di intervento, purgandosi dalla pretesa di voler guarire malattie organiche attraverso l’impiego di tecniche più o meno fantasiose e prive di fondamento che il più delle volte sono basate appunto su un atto di fede da parte di chi le riceve. Al contrario, appare molto utile la partecipazione consapevole del paziente stesso nel processo di guarigione anche sfruttando quella risorsa non ancora del tutto compresa che è l’effetto placebo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Come in passato è accaduto per la religione, oggi è conveniente approfittare della credulità popolare per inculcare il concetto che gli esseri umani non possano essere artefici del loro destino e che la sopportazione del dolore sia un volere divino e che per giungere alla guarigione sia necessaria la riconciliazione con la divinità stessa (qualunque essa sia beninteso). Questo porta alla diffusione di teorie secondo le quali non sarebbe dentro di noi, bensì nella natura il luogo in cui trovare rimedio ai nostri mali, di qui la necessità di assumere rimedi o di adottare pratiche magiche in grado di renderci parte dell’armonia divina.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Le credenze, le illusioni come quelle fornite dalle medicine alternative sono difficilmente eliminabili perché corrispondono il desiderio dell’uomo di eliminare la sofferenza, desiderio che non sempre la medicina ufficiale è in grado di soddisfare. Finchè l’uomo non cambierà prospettiva accettando ed affrontando il dolore analizzandolo per quello che è e, soprattutto, cercando di superarlo con le proprie forze, la situazione rimarrà immutata. Molto interessante il concetto di Dawkins secondo il quale la sopravvivenza del meme Dio (un meme può essere in genere qualsiasi cosa possa essere imparata e trasmessa ad altri come un&#8217;unità) deriva proprio dal suo grande richiamo psicologico, in quanto fornisce risposta superficiale, ma plausibile ai problemi dell’esistenza suggerendo che le sofferenze verranno eliminate in un altro mondo e questo può essere considerato a tutti gli effetti un placebo. La fede non è nient’altro che uno stato mentale che conduce la gente a credere in qualcosa in assenza totale di prove a favore, anche perché se tali prove esistessero automaticamente crollerebbe la necessità di avere fede in quanto le prove ci spingerebbero a credere comunque. La percezione dell’efficacia delle medicine alternative si fonda su un atto di fede, quindi irrazionale, ma che risponde ad un bisogno. Tuttavia le risposte offerte non sono utili perché innalzano valori fittizi (dogmi , cerimonie…) che poco sono connessi al bene vero e proprio.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Degna di nota è la spiegazione naturalistico-evoluzionistica della religione formulata da Dennet, secondo la quale nel mondo primitivo, coloro che credevano nella guarigione operata dagli sciamani fossero favoriti da un morale più solido e che di conseguenza avessero probabilità maggiori di essere effettivamente guariti. In generale, trasponendo ai giorni nostri, in effetti non è del tutto sbagliato affermare che la gente si sente meglio quando crede in qualcosa. Tuttavia troppo spesso invece chi ricorre a medicine alternative, come anche all’astrologia alla superstizione, si trova spesso in condizioni di debolezza e ottiene così un conforto dalla consapevolezza della sua condizione di sofferenza.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Molto interessante l’analisi di Durkheim che afferm: “Credenza comune alle medicine alternative e alla religione è la distinzione assoluta tra sacro e profano, le ultime infatti spesso ricorrono a forze, energie, campi squilibri energetici la cui immaterialità rimanda a piani differenti rispetto quelli delle patologie organiche portando il tutto ad una dimensione trascendente cui è possibile accedere, in mancanza di una dimostrazione scientifica, con un atto di fede”.  Anche il termine chiesa, intesa come organizzazione cerimoniale con regole precise che riguarda un gruppo, i credenti, rimanderebbe, sempre secondo Durkheim, all’organizzazione culturale e sociale delle medicine alternative in quanto organizzazioni fondate sul richiamo a miti, personaggi carismatici e tradizioni del passato, rivitalizzate attraverso il rispetto di protocolli, procedure e cerimoniali.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">La strategia cognitiva delle medicine alternative è quella di creare una differenziazione  netta tra due gruppi: da una parte gli atei (intesi come non credenti) e dall’altra i credenti, coloro che seguono le direttive divine. La solidarietà del gruppo compenserebbe così la mancanza di evidenze concrete e il tutto viene rinforzato dalla partecipazione a cerimonie e rituali. Si basano su una rinnovata credenza di tipo totemico, dove il totem è una manifestazione materiale di qualcosa di non tangibile, rappresenta l’energia sacra, ma anche l’identità del clan che lo venera. Lo scopo del totem, tuttavia, è sempre quello di rappresentare la superiorità della società sull’individuo. I totem rappresentano la via di mediazione tra sacro e profano, il credente non è più un individuo dotato di libera scelta bensì un suddito sottoposto alle regole della società di appartenenza che perde quindi il diritto di cercare la personale via verso la guarigione, ma che viene liberato dal peso e dai rischi che la libertà comporta. La sacralità del totem-oggetto (aghi, rimedi floreali o omeopatici) non dipende dalle sue caratteristiche oggettive, intrinseche ma dal fatto che  è infuso di forza sacra. Rituali, tabù e oggetti, infusi di forza sacra rappresentano un pericolo in quanto giungono a condizionare la vita delle persone, illudendole che la salute possa dipendere dalla rigorosa osservanza delle prescrizioni imposte da altri e non dal proprio intimo, profondo e razionale convincimento. La fede nel percorso che conduce alla guarigione che, come la fede religiosa, non pretende di realizzare il paradiso, e quindi la guarigione di tutti i mali su questa terra, ma almeno li allevia in vista di una qualche futura fusione con l’Uno permeato dall’amore universale</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Quale è il ruolo della floriterapia alla luce del panorama della cura della salute nel mondo occidentale?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Io credo sia necessario innanzi tutto intenderci su concetto di salute perché a parer mio si potrebbe rispondere a questa domanda in modi diversi, a seconda appunto del concetto di partenza.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Se intendiamo  salute nei termini in cui viene definita nella Costituzione dell&#8217;OMS, e cioè come &#8220;stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia&#8221;, allora forse la floriterapia può inserirsi in qualche modo al fine di mantenere questo stato. Nel senso che se l’assunzione di questi estratti floreali, può in qualche modo aiutare il soggetto a prendere consapevolezza di quali siano i corretti atteggiamenti per vivere una vita in salute, in altri termini se utilizzati come starter o per rafforzare come oggetti di transizione, l’effetto placebo allora si può dire che in qualche modo la floriterapia può essere un mezzo per raggiungere lo stato di salute così come lo definisce l’OMS.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Qualora invece si intenda per salute, come definisce il paradigma biomedico, assenza di malattia che viene trattata come entità indipendente dal comportamento sociale assegnando al soggetto il ruolo passivo di paziente allora direi che la floriterapia non possa avere alcun ruolo nel panorama della cura della salute in quanto le varie preparazioni, siano esse Fiori di Bach, di Bachman Taylor e chi più ne ha più ne metta, non contengono  principi attivi in quantità dimostrabili e quindi di conseguenza la loro efficacia terapeutica, intesa come intervento specifico su uno specifico processo biochimico, è nulla. Tuttavia, la pianta come l’essere umano, si è evoluta nel tempo al solo scopo di sopravvivere in un determinato ambiente. Questa affinità di intenti può essere utilizzata in campo terapeutico, ma non nel tentativo di combattere una malattia, bensì di aiutarci ad interagire con l’ambiente rafforzando le nostre difese e funzioni vitali. In questo senso è il fitocomplesso, che combina componenti diverse (vitamine, minerali ecc ecc), e non il principio attivo ad essere utile in quanto risponde ad un processo evolutivo di sopravvivenza.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Fornire una spiegazione plausibile, se esiste, del fatto che siano disponibili sul mercato così tanti sistemi di cura basati sui fiori.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">La floriterapia come intesa da Bach, è nata come una ingenua applicazione di principi psicologici e religiosi al trattamento delle alterazioni dello stato d’animo. Attualmente, in seguito a manipolazioni successive dei dettami dello scopritore, viene applicata per il trattamento di qualsiasi malattia, anche organica. La floriterapia, nei suoi diversi aspetti, ha riscontrato negli ultimi tempi grandi successi soprattutto presso il popolo cosiddetto new age, successo che può essere ascritto a diversi motivi tra cui il principale è da ricercarsi nel fatto che si presta benissimo alla cura delle affezioni sfruttando l’effetto placebo. Inoltre si tratta di un metodo di “cura” estremamente semplice da applicare consentendo a chiunque di improvvisarsi terapeuta. Non trascurabile inoltre, risulta essere il fattore commerciale, in quanto la produzione di questi rimedi in genere non implica l’utilizzo di sofisticati metodi estrattivi e quindi costa relativamente poco a fronte poi di vendere i prodotti ottenuti a cifre molto elevate. E’ in atto ormai da anni un battage pubblicitario molto pressante, la rubrica relativa ai fiori di Bach o chi per essi è ormai presente anche in riviste ad ampia diffusione. Insomma, questi rimedi soddisfano da un lato il recondito desiderio di ognuno di noi di improvvisarsi curatore e dal’altro il desiderio di armonizzazione con la natura, col divino e perché no con la magia. Rivestono in tal senso, la figura del totem da adorare per richiamare forze soprannaturali in grado di favorire la guarigione.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Esprimere la propria opinione, e argomentarla, circa il ruolo delle tecniche energetiche, come cromoterapia e cristalloterapia, nella cura della salute.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Le tecniche energetiche si fondano su riferimenti a localizzazioni o canalizzazioni energetiche specifiche che si richiamano alla metafora dei meridiani della medicina tradizionale cinese e dei chakra della medicina ayurvedica indiana. In ogni caso il concetto di base è quello del ripristino di un’armonia che è andata persa ed è necessario operare per il principio, comune a tutti i popoli del mondo, secondo cui la vita e la salute sono equilibrio e armonia, di conseguenza la morte e la malattia possono essere in qualche modo controllate solo rispettando il più possibile l’ordine naturale delle cose. Si tratta di principi pienamente condivisibili, tuttavia vanno interpretati sotto il punto di vista etnologico ed antropologico più che medico. Nel senso che queste tecniche utilizzate in modo da sfruttare il loro significato simbolico offrono importanti spunti riguardo una corretta filosofia di vita che però dovrebbe rimanere appunto sul piano filosofico-culturare-religioso e non riguardare l’ambito scientifico. Cioè, è errato volere a tutti costi implicare un’attendibilità scientifica a tecniche che possono sì aiutare l’individuo a mantenere un buono stato di salute (intesa nell’accezione presa in considerazione dall’OMS e quindi di raggiungimento di uno stato di benessere), ma non sul piano medico-scientifico. Insomma, nell’antichità quando queste tecniche si svilupparono, non avevano certo lo scopo di curare patologie specifiche di cui manco si conosceva l’esistenza, bensì di mettere in atto dei rituali in grado di armonizzare l’individuo con la natura. Non ha quindi alcun senso stravolgere la loro natura e trasformale in elenchi di rimedi alle più svariate patologie. Si tratta inoltre di tecniche i cui fondamenti risiedono nella forza evocativa e nel significato simbolico in grado di far leva sul quella che è l’organizzazione cognitiva infantile che fonda le proprie credenze su un pensiero magico-desiderativo. Tuttavia, ritengo che questo tipo di intervento, seppur squisitamente psicologico, possa comunque in qualche modo mettere in atto i meccanismi psichici inconsci e, peraltro, ancora scarsamente conosciuti, che scaturiscono nel cosiddetto effetto placebo.  In altre parole, ogni volta che si somministra un rimedio la cui efficacia clinica non sia scientificamente provata, quella terapia ha un significato squisitamente simbolico, come placebo o come terapia di supporto. Il terapeuta deve quindi, in questi casi, possedere la padronanza di un complesso patrimonio di conoscenze che lo supportino in questo approccio. Ad esempio per quanto riguarda la tecnica della cromoterapia, questa si serve dei colori per provocare la suggestione di percepire una sensazione di benessere psicologico e fisico. Se si unisce la suggestione all’abilità e al carisma del terapeuta, al rituale con cui viene praticata, tutto ciò può favorire in maniera spesso sorprendente l’effetto placebo. L’ interpretazione del significato dei colori, estremamente soggettiva e sottostante anche ad influenze di tipo etnico-culturale, è utile al processo di guarigione. Il loro beneficio sullo stato dell’umore è un dato di fatto riconosciuto, ed è in qualche modo investito di dignità scientifica, sebbene non sia sicuramente in grado di curare malattie su base organica o psicologica. In pratica tutte queste tecniche possono intervenire ripristinando la perdita di armonia e di equilibrio con se stessi e con l’ambiente.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Cercare sul Web i dati scientifici che supportano l’uso della floriterapia di Bachman e Turner nella pratica clinica. </span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Ovviamente non ne esistono. E scusate la brevità della risposta, ma durante la mia vita lavorativa ho imparato ad utilizzare una serie di fonti in cui vengono elencati tutti i lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali con referee. Sto parlando del PubMed e le banche dati Web of knoweldge e queste per me sono le fonti del web su cui poter trovare dati scientificamente attendibili. Non esiste nulla riguardo a fiori di Bachman e Turner, mentre ho trovato alcuni articoli e review riguardanti i fiori di Bach.</span></p>
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		<title>Esame seconda lezione Scuola Triennale in Scienze naturopatiche (allieva R.M.)- Uni.Psi.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 09:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami allievi Uni.Psi (esempi)]]></category>

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		<description><![CDATA[Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)
 
Scuola Triennale in Scienze naturopatiche
 
 
Esame seconda lezione
 
(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).
 
Data…21-03-2012……                                        [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: verdana, geneva;"><a href="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3290" style="margin: 4px;" title="logo" src="http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/logo9-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Scuola Triennale in Scienze naturopatiche</span></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Esame seconda lezione</span></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Data…21-03-2012……                                                          Allievo/a…R.M……</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Dare una definizione di naturopatia in cui ci si riconosce e motivare tale scelta confrontandola con altri significati del termine.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">La naturopatia in cui meglio mi riconosco è quella scientifica, ovvero quella che fonda i propri principi sulla ricerca del benessere senza utilizzare la medicina alternativa, bensì basandosi su tre elementi: alimentazione (non necessariamente quella legata agli standard nutrizionali, bensì personalizzata, la più adatta ad ogni paziente), attività fisica (non agonistica, ma regolare, e soprattutto svolta con piacere e non come costrizione) e atteggiamento mentale (l’intenzione è la marcia in più che porta una persona ad agire per il proprio bene mentale e fisico. Inoltre è importante mantenere la mente allenata con letture stimolanti, studio e sviluppo della propria creatività).</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Ritengo che questa sia la base fondamentale su cui un naturopata debba lavorare, in contrasto con la naturopatia tradizionale che si fonda sulla medicina alternativa, ovvero un’alternativa ai farmaci “chimici” proposti dalla medicina tradizionale. Mi piace l’idea che si possa curare una persona prima che si ammali e senza l’utilizzo di sostanze esterne al proprio corpo ed alla propria forza di volontà.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Campo di applicazione, ruolo e significato della psicobiologia come base teorica della naturopatia scientifica.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">La psicobiologia studia il comportamento umano utilizzando materie quali psicologia, biologia, antropologia, filosofia, storia, etc, anch’esse fondate sul comportamento umano. La psicolobiologia è il fulcro della naturopatia scientifica. Da qui parte lo studio sull’essere umano nella sua interezza, dando una spiegazione del comportamento umano basata su diversi fattori per renderla più approfondita. Lo psicobiologo non è uno psicoterapeuta, ma solo un consulente che non fa diagnosi ma fornisce spunti ed idee per approfondire il comportamento umano.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Quale è il ruolo della naturopatia scientifica alla luce del panorama della cura della salute nel mondo occidentale?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Il naturopata scientifico va a compensare ciò che il medico tradizionale non considera neppure rilevante: l’importanza dell’essere umano nella sua interezza. Mentre la medicina occidentale si concentra sulla ricerca di farmaci per alleviare il dolore fisico e debellare le malattie (patogenesi), la naturopatia scientifica focalizza la propria attenzione sulla ricerca della salute non come assenza di malattia, bensì come benessere psico-fisico-sociale in relazione con l’ambiente in cui si vive, i rapporti famigliari e di amicizia, il lavoro. La naturopatia scientifica si pone in positivo rispetto alla condizione di benessere, ovvero cerca il miglioramento della qualità di vita, mentre la medicina occidentale considera la vita una malattia degenerativa e cerca ogni possibile soluzione per combattere e sconfiggere le patologie scientificamente diagnosticabili, senza però chiedersi perché e come esse siano nate. Il naturopata si pone accanto al paziente, al suo fianco, come supporto prima, durante e dopo una cura/operazione. Si chiede come il paziente reagirà ad una particolare diagnosi, come verrà supportato dalla propria famiglia, come e se riuscirà a riprendere la propria attività lavorativa. La medicina occidentale si chiede solo se la cura sarà efficace e se ci sarà bisogno di farmaci per il dolore, purché il male venga sconfitto.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Desidero fare un esempio personale: un anno fa mio suocero fu colpito da un grave ictus che lo rese emiplegico dal lato destro del corpo e completamente afasico. Purtroppo, in aggiunta, in autunno fu operato urgentemente per la sostituzione della valvola aortica presso un rinomato ospedale di Torino. Al termine del periodo di degenza, prospettandosi la necessità di un trasferimento presso una struttura riabilitativa, il suddetto ospedale (che aveva necessità di liberare la più presto un letto) non consultò la famiglia di mio suocero sulle preferenze per il trasferimento (nome della clinica, luogo, etc.) ed avviò la pratica per il trasferimento immediato nelle valli di Lanzo, a 50 km dall’abitazione di mio suocero. Nessuno nel reparto si era informato sulla condizione famigliare di mio suocero (es. problemi lavorativi/logistici/di salute dei parenti stretti, necessità di mio suocero di essere costantemente accudito e di poter vedere regolarmente i propri cari come stimolo per la sua ripresa, considerando anche che si stava andando verso la stagione invernale), la cosa importante era che mio suocero avesse superato l’operazione e che il suo letto fosse liberato per un altro paziente in lista d’attesa. Ecco uno dei motivi per cui credo fermamente che la naturopatia scientifica debba avere un ruolo rilevante nel supporto ai pazienti.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Cercare sul Web una definizione di “atto medico” e confrontarla con l’attività del naturopata tradizionale e di quello ad indirizzo di Scienze naturopatiche (alla luce delle prime informazioni ricevute, naturalmente).</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">“Definizione europea di ATTO MEDICO: L&#8217;Atto medico comprende tutte le azioni professionali, vale a dire le attività scientifiche, didattiche, formative ed educative, cliniche, medico tecniche compiute al fine di promuovere la salute e il buon funzionamento, prevenire le malattie, fornire assistenza diagnostica o terapeutica e riabilitativa a pazienti, gruppi o comunità nel quadro del rispetto dei valori etici e deontologici. Tutto ciò rientra nei doveri del medico iscritto (cioè abilitato e iscritto all&#8217;ordine dei medici) o deve avvenire sotto la sua diretta supervisione e/o prescrizione.”</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Questa descrizione mi sembra suscettibile di diverse interpretazioni. Dal punto di vista medico certamente sottolinea il monopolio della medicina scientifica sulla ricerca e sulla cura della malattia. Indi, nessun altro professionista può dedicarsi alla salute della persona se non si tratta di un medico o se non esplicitamente autorizzato da un medico. Non è detto, però, che il medico sia effettivamente competente in materia di riabilitazione, infermieristica, psichiatria, etc.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">D’altro canto la medicina alternativa (o naturopatia tradizionale) si avvicina sempre alle idee di prevenzione, cura, diagnostica, formazione, ovviamente però utilizzando appunto i propri metodi alternativi (medicine naturali, iridologia, floriterapia, etc.). Difficilmente però un medico suggerirebbe ad un paziente di effettuare qualche seduta presso un iridologo o di acquistare rimedi omeopatici, a meno che non sia il medico stesso un fervente sostenitore della medicina alternativa (andando quindi contro la sua stessa professione).</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Infine, la naturopatia scientifica sicuramente punta molto su prevenzione, educazione e promozione della salute (appunto salutogenesi), quindi si ritaglia un piccolo angolo all’interno della definizione di atto medico nel senso positivo del termine, sottolineando in un certo qual modo ciò che il medico “dovrebbe” fare anche personalmente, pur non essendo mai stato debitamente istruito a riguardo. Ed infatti supervisiona e delega a chi meglio può dedicarsi a questo aspetto fondamentale per la ricerca della salute (del benessere).</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Definire i concetti di salute, di benessere e di malattia nelle loro diverse accezioni e significati</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Salute: secondo la medicina tradizionale, il termine salute sta ad indicare una condizione di assenza di malattia, ovvero di segni e sintomi derivanti da una patologia scientificamente diagnosticabile (a livello fisico o psichiatrico). Secondo la naturopatia scientifica, l’assenza di patologie non implica necessariamente una condizione di salute, poiché la mancanza di libertà di parola o pensiero, una prigionia o disagi fisici quali paralisi o sovrappeso non vengono considerate come esempio di salute, bensì limiti ad una vita “normale”.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Benessere: la naturopatia tradizionale punta sul benessere utilizzando la medicina alternativa, ovvero tecniche e cure “naturali” volte alla guarigione di patologie lievi. Secondo la naturopatia scientifica, il benessere è quella condizione in cui tutti i fattori che compongono la vita di una persona (lavoro, famiglia, ambiente circostante, amici, condizione fisica e mentale) sono in equilibrio e forniscono il valore aggiunto per il miglioramento costante della qualità della vita.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Malattia: la medicina tradizionale definisce la malattia un disturbo della normale funzione fisica del corpo umano. Il medico (che si comporta come un ingegnere) vede il corpo malato come una macchina che non funziona e che deve essere riparata.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Per la medicina alternativa, la malattia corrisponde ad uno squilibrio energetico, cioè se il normale flusso di energia non scorre come dovrebbe lungo i punti energetici del nostro corpo (meridiani, chakra) si forma un blocco che causa disturbi a livello fisico. Il ripristino di tale energia e la liberazione dei blocchi portano la persona alla guarigione.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Per la naturopatia scientifica la malattia ha un significato ed un’influenza importante anche sull’ambiente e sulle persone che circondano il paziente.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: verdana, geneva;">Che cosa si intende per “paradigma biopsicosociale” e a quale paradigma si contrappone, e perché?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Il “paradigma biopsicosociale” si basa sulla Teoria Generale dei Sistemi: l’essere umano è formato al suo interno da sottosistemi (emozioni, pensieri, etc), ma a sua volta fa parte di altri sistemi più ampi (lavoro, famiglia, organizzazioni governative, etc.) che formano l’intero universo umano. La persona, quindi non può essere considerata solo nella sua unicità, bensì bisogna che venga contestualizzata nel suo ambiente di vita ed ascoltata nel suo esternare paure, sentimenti, idee.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva;">Il “paradigma biopsicosociale” è un grande passo avanti verso il riconoscimento dell’importanza della persona nella sua totalità, già messa in rilievo dall’OMS nelle varie fasi della definizione di salute. Questo paradigma si contrappone a quello originario detto “biomedico”, in cui si stabiliva che il solo medico poteva dedicarsi alla salute ed alla cura delle malattie, al solo scopo di alleviare il dolore fisico. Non si dava alcuna importanza al paziente in sé, che risultava passivo.</span></p>
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