Acqua alcalina ionizzata in naturopatia: un nuovo, miracoloso rimedio per tutti i mali dell’umanità.
Acqua alcalina ionizzata
“E’ sempre maggiore l’interesse della comunità scientifica verso l’acqua alcalina ridotta e l’importanza dell’acidosi e dello stress ossidativo nello sviluppo di molte patologie” così esordisce l’opuscolo illustrativo di questa ennesima trovata di marketing della Named, che invita medici e farmacisti ad assistere allo spettacolo di illusionismo terapeutico che vede la partecipazione, direttamente a seguito del suo tour coreano, del Dr. Young Kwi Kim, il quale non è solo un esperto di acque alcaline, ma, guarda caso, anche il titolare dell’azienda che produce questo fantomatico, nuovissimo apparecchietto (“una delle più significative scoperte della moderna medicina preventiva”).
Siamo sempre disponibili a scommettere fino al nostro ultimo giorno di vita che questa “scoperta”, l’acqua alcalina ionizzata, non produrrà nient’altro che un certo beneficio economico nelle casse delle aziende che la commercializzeranno.
Vorremmo solo far osservare come la strategia, oramai ben nota, di questi misconosciuti benefattori dell’umanità, consiste sempre nel millantare effetti benefici di rimedi, sostanze o “energie” non su patologie (altrimenti si scoprirebbe subito la loro inefficacia), ma sui presupposti delle patologie. Che l’acidosi e lo stress ossidativo influiscano sullo sviluppo di molte patologie è vero, così come è vero che tale influenza è la stessa, probabilmente, di una discussione col capo ufficio, o del consumo frettoloso di un panino al prosciutto. Che l’acqua alcalina ionizzata, qualunque cosa sia, possa durare efficacemente la nostra salute, è una stupidaggine che nessun medico serio potrebbe pensare.
La medicina preventiva è l’ultima frontiera rimasta da esplorare alla pseudomedicina, perché essa consente di millantare l’efficacia di un rimedio sostenendo che certe malattie non si sono sviluppate grazie al rimedio stesso, naturalmente, solo nei casi in cui tali malattie non si siano effettivamente sviluppate, e trascurando i casi contrari.
Quello che più ci sconforta, però, è sempre l’atteggiamento pateticamente credulone dei medici che si fanno attrarre da simili trovate pubblicitarie, probabilmente a ciò costretti dalla loro ignoranza, che li porta a scambiare il legittimo interesse per la ricerca scientifica con l’altrettanto legittimo interesse di questi furbi personaggi a vendere prodotti inutili, ma, almeno per un po’, remunerativi. In effetti, si rifletta come la stessa azienda è da sempre in prima fila per proporre rimedi di ogni tipo contro “lo stress ossidativo” o l’acidosi”. Ma come, viene da chiedersi, ma allora tutti i rimedi a base di sali alcalini, tutti i ritrovati naturali fitoterapici e gli integratori di antiossidanti che da decenni questa azienda propone, erano inutili? E non c’è il rischio che, in mancanza di dimostrazioni scientifiche sugli effetti clinicamente osservati di questo nuovo apparecchietto, anche quest’ultimo ritrovato faccia la fine degli altri prodotti, e sarà presto dimenticato per lasciare spazio a qualche altra miracolosa trovata?
