Barbara Ann Brennan mani di luce. Follia e furbizia al servizio del business.
“Mani di luce” di Barbara Ann Brennan.
Come imparare a vedere gli orgoni nel cielo, ovvero, “Contro la stupidità, neanche gli dei possono nulla” (Schiller).
Il fatto che ognuno di noi possa avere una sua personale visione del mondo che lo circonda è più che legittimo; quello che è assurdo è il fatto che questa visione venga imposta ad altri, o peggio, data per scontata senza fornirne alcuna prova, ma richiedendo una accettazione fideistica delle affermazioni altrui. Un’esempio di questo modo di pensare si trova nelle parole con cui Barbara Ann Brennan spiega a tutti noi come fare a vedere la realtà che finora non abbiamo neppure scorto di sfuggita: “Il modo più facile per iniziare a osservare il campo energetico universale consiste nel rilassarsi in posizione supina su un prato in un bel giorno di sole e nell’osservare il cielo azzurro. Dopo qualche tempo potrete vedere i minuscoli globuli di orgone tracciare traiettorie imprevedibili contro il cielo. Somigliano a minuscole sfere bianche, talvolta con un puntino nero; compaiono per uno o due secondi, lasciando una breve scia, e poi scompaiono” .
Quello che mi colpisce , in queste allucinanti affermazioni, non è tanto la fede assoluta, che non prevede neppure la possibilità di contestazione, in quello che viene affermato senza fornirne la prova. Quello che è assolutamente inaccettabile, è la pretesa che chiunque, purchè sia stato istruito allo scopo, debba vedere ciò che non è visibile.
Ora, da parecchi anni gli scienziati hanno misurato con precisione persino l’elettrone, cioè una entità materiale talmente microscopica da non poter essere vista se non con sofisticatissime apparecchiature, e comunque una entità sicuramente più piccola dell’orgone, che la Brennan, con molta disinvoltura, sostiene si possa vedere facilmente ad occhio nudo.
Mi chiedo come mai la scienza è arrivata a dimostrare che l’elettrone ha una carica elettrica pari a 1,602 x 10-19 coulomb e una massa a riposo pari a 9,107 x 10-28 gr., mentre a nessuno scienziato è mai venuto in mente di misurare o anche solo di studiare l’esistenza di questi visibilissimi “orgoni”. Io penso che il fatto di prendere in considerazione l’inesattezza o l’infondatezza delle proprie affermazioni sia prima di tutto una questione di rispetto per gli altri e per la loro intelligenza.
L’autrice in questione, invece, non sente il bisogno di far nessun riferimento al fatto che la teoria degli orgoni di Wilhelm Reich sia universalmente considerata una divertente speculazione filosofica, ma che nessuna persona di buon senso ha mai pensato di prendere seriamente in considerazione come possibile rappresentazione della realtà.
L’autrice non è neppure sfiorata dal dubbio che qualunque oculista potrebbe spiegare molto semplicemente, senza chiamare in causa le energie universali, il fatto che su uno sfondo chiaro e uniforme come quello di un cielo sereno i puntini che tutti noi vediamo di fronte agli occhi non sono “orgoni”, ma molto più prosaicamente effetti ottici perfettamente spiegabili.per esempio, il dr. Teresio Avitabile, ordinario di oculistica dell’Università di Catania, potrebbe spiegare con estrema semplicità la banalità del fatto, e cioè che esso è un fenomeno prodotto fisiologicamente, e non magicamente, dal fatto che le fibrille di collagene oculari intrappolano l’acqua e la perdita fisiologica di liquido dovuta all’invecchiamento fa sì che esse si tocchino e diventino visibili, producendo il fenomeno sfruttato con furbizia e senso del marketing dalla nostra imbonitrice di turno.
Insomma, a tutti noi piacerebbe avere la possibilità di accedere a piani di realtà trascendenti e poterci mettere in contatto con facilità col “campo energetico universale”, ma solo uno stupido può pensare che il metodo della Brennan possa servire allo scopo.

