Naturopati esperti in infezioni virali e in cure “naturali” contro i rotavirus?
Con periodicità più o meno biennale, l’ azienda Bromatech propone infatti un seminario gratuito rivolto a naturopati e altre figure che ruotano intorno al mondo delle discipline bionaturali, questa volta centrato sull’importanza della conoscenza del ruolo dei virus nella genesi e sviluppo delle malattie. Per pura coincidenza, il corso coincide con il lancio sul mercato di un nuovo prodotto, l’ennesimo probiotico, particolarmente utile per combattere disbiosi intestinale da rotavirus. È incredibile come quasi tutti i mali dl mondo sembrino dipendere da una condizione di lieve disbiosi intestinale, per la cura della quale non sembra neppure necessario l’intervento del medico, ma la sola prescrizione di qualche compressa.
Da quando la naturopatia è stata inventata, schiere di medici, farmacisti e biologhe si avvicendano nel ruolo di conferenzieri, illustrando in un ottica allopatica i processi biochimici che dovrebbero giustificare l’efficacia di svariati rimedi naturali. Pegaso, Solgar, Herboplanet, Named, Oti, si avvicendano nel presentare i loro prodotti simili a farmaci, ma che farmaci non sono, a naturopati ed erboristi che sembrano medici, ma che medici non sono. I naturopati, dal canto loro, si affannano a prendere appunti, illudendosi di capire qualcosa di materie che non conoscono e che richiedono anni di studi specifici a libello universitario.
Schiere di naturopati ed erboristi accorreranno anche questa volta, richiamati come falene dalla luce, per abbeverarsi a questa fonte di cultura, ancora una volta senza rendersi minimamente conto che non sarà una conferenza a fare di loro degli esperti in infezioni virali, e specialmente che il ruolo del naturopata non è certo quello di combattere i retrovirus. Con quale competenza e con quale titolo, poi? Nessuno di questi naturopati sembra rendersi conto che la somministrazione di probiotici, per esempio, per prevenire le infezioni, è un atto medico a tutti gli effetti e contraddice lo spirito e i principi della loro professione, la quale deve essere rivolta alla educazione e alla cura consapevole della salute. Infatti, se questo rimedio è in grado di prevenire le infezioni virali, allora deve essere prescritto da un medico e superare i severi controlli necessari per la sua qualificazione come farmaco. Se non serve allo scopo per cui è destinato, cioè alla prevenzione di malattie, ma solo a rinforzare il sistema immunitario, allora non si capisce come persone prive delle più elementari conoscenze in medicina e immunologia possano ricavare informazioni utili per la loro attività rivolta alla cura della salute da una conferenza sul ruolo dei virus tenuta d un farmacista che non svolge la professione di naturopata, ma vende farmaci. È curioso come nessuno dei partecipanti a questi seminari, peraltro professionalmente condotti con perizia e competenza, si sia reso conto che fino al giorno prima egli si occupava della salute delle persone senza conoscere nulla di ciò che oggi, grazie a questa conferenza, egli si illude che possa schiudergli le porte della conoscenza.
In ogni caso, possiamo già prevedere cosa succederà nei prossimi mesi: per un po’ i naturopati individueranno in quasi tutti i loro pazienti una condizione di disbiosi dipendente da retrovirus, prescriveranno il rimedio di moda, e poi, dopo aver assistito a una nuova conferenza, questa volta, che so, sul ruolo dei radicali liberi o degli inquinanti ambientali sulle principali patologie, si dimenticheranno della cura miracolosa per la disbiosi perché essa non si manifesterà più con la frequenza di prima, lasciando invece spazio, guarda caso, a frequentissimi casi di disturbi apparentemente legati a intossicazione da tossine ambientali e aggressione di radicali liberi.

