Scegliere Scuola di naturopatia
Se tutto quello che avete a disposizione è un martello,
tutto ciò che vi circonda, qualunque cosa sia,
guarda caso, tende ad assomigliare a un chiodo.
Abraham Maslow
SCEGLIERE SCUOLA DI NATUROPATIA
Il naturopata tradizionale, o, in genere, il medico, l’operatore, l’esperto in una delle migliaia di medicine alternative oggi sul mercato, è una persona che deve vendere un prodotto, il suo, implicitamente o esplicitamente distogliendo il cliente dall’acquistare quello venduto e prodotto da altri. Come ogni venditore, il guaritore (useremo questo termine, d’ora in poi, senza connotazioni dispregiative, per indicare tutte le categorie di terapeuti “alternativi”) ha a disposizione alcuni prodotti, simili sotto tutti gli aspetti e specialmente per le loro funzioni, a quelli di altri venditori concorrenti, e deve convincere il suo cliente che il suo prodotto è migliore degli altri.
Per vendere bene, come sanno tutti, occorre persuadere circa la bontà del proprio prodotto; e per farlo, è molto più facile essere convincenti se chi vende è convinto, prima di tutti, della sua qualità. In un sistema governato dalla libera concorrenza, capita che un venditore passi da una azienda a un altra concorrente, e capita quindi che il prodotto che egli denigrava o disprezzava fino al giorno prima, diventi la sua fonte di guadagno, e assuma tutt’a un tratto una differente attrattiva.
Così l’erborista o l’informatore scientifico, che fino al giorno prima decantavano le virtù dei prodotti che dovevano vendere, si possono trovare nella necessità di evidenziarne limiti e difetti, tutte le volte che motivazioni commerciali o professionali li spingano a dover vendere un prodotto diverso; il quale, da un giorno all’altro, da prodotto della concorrenza, inferiore qualitativamente al nostro, diventa il non plus ultra sul mercato, solo per il fatto che esso si trasforma nello strumento che ci dà da vivere.
Il guaritore, e in particolare il naturopata, non si comporta in maniera diversa: se ha imparato, appassionandosi, l’elenco completo dei fiori di Bach o californiani ( e se lavora in collaborazione con un erborista che, guarda caso, li vende, e proprio di quella marca che il naturopata prescrive a tutti i suoi clienti), allora prescriverà a destra e a manca fiori per tutti i disturbi immaginabili. Ma quando, a fronte di un calo di interesse della clientela, o per effetto della richiesta di qualche altro rimedio alla moda, avrà seguito un corso di un weekend in cui gli saranno state spiegate le virtù dei rimedi spagirici, si troverà a consigliare vivamente questi ultimi, dimenticandosi dei primi. Così, chi si è “specializzato” in tecniche di massaggio, si convincerà e convincerà tutti i suoi clienti che tramite il massaggio tutte le malattie possono essere sconfitte, salvo passare a tecniche dolci, energetiche, quando si accorgerà che la pratica del massaggio è abusiva per chi non sia medico, estetista o fisioterapista, o quando l’ennesimo Centro massaggi gestito da cinesi a prezzi stracciati gli farà concorrenza.
Il naturopata con indirizzo scientifico non deve vendere nulla. La sua attività non consiste nel prescrivere, suggerire o consigliare un rimedio, una tecnica, un sistema di cura o una dieta al posto di un’altra, ma di informare, sulla base dei dati disponibili, di quali siano i pro e contro di tutti questi strumenti di cura. La sua conoscenza, enciclopedica, dei rimedi disponibili in alternativa ai farmaci e alle cure mediche, serve a costruire la sua professionalità e competenza, non a indirizzare verso un certo rimedio piuttosto che un altro. La sua sopravvivenza e il suo sostentamento economico non dipendono dal fatto che la cura da lui prescritta “funzioni” e dall’efficacia di un rimedio piuttosto che un altro, ma dal fatto di aver aiutato il cliente a scegliere autonomamente nell’immenso calderone di rimedi che le medicine alternative arricchiscono ogni giorno di nuovi prodotti.
Togliete al medico omeopatico la possibilità di praticare l’omeopatia: si troverà di fronte a un crisi non facilmente superabile. Togliete all’iridologo la sua credenza/certezza della capacità e validità diagnostica di questo strumento, e non saprà a che nuovo Santo votarsi, almeno per un po’. Togliete al floriterapeuta la convinzione che i fiori di Bach curino l’ansia e gli stati d’animo, e vedrete una persona distrutta.
Il naturopata ad indirizzo scientifico non deve vendere nulla, deve solo informare su ciò che sia meglio in ogni specifica situazione di disagio o di malessere. Ma, a differenza dei guaritori, è una persona libera. Libera di valutare l’efficacia dei rimedi sulla base delle sue conoscenze e degli studi scientifici in proposito; libera di seguire solo la propria coscienza nell’informare su quali siano le scelte migliori a disposizione del suo cliente. Libera di dichiarare, senza ripercussioni economiche, morali e professionali, che certi sistemi di cura sono solo prodotti commerciali privi di efficacia reale. Come ogni scienziato, il naturopata ad indirizzo scientifico non deve difendere a tutti i costi una certa teoria o convinzione. Anzi, egli deve sempre sottoporre a verifica tutta la conoscenza che via via acquisisce, tenersi continuamente aggiornato, ed essere felice del fatto che quello in cui aveva creduto fino al giorno prima si è rivelato falso, inutile, inefficace. Questa è la vera libertà professionale.
Insomma, con molta consapevolezza dei nostri limiti, ci proponiamo di illustrare, con questo corso, quali siano gli strumenti per studiare, osservare, conoscere il mondo della salute da persone libere.
Per approfondimenti:
https://www.naturopatiatorino.org/universita-popolare-di-scienze-della-salute.html


