Omeopatia, fitoterapia e naturopatia non sono sinonimi
La nostra pratica professionale ci conferma ancora oggi come da parte del pubblico dei potenziali clienti della medicina non scientifica o alternativa regni la più completa confusione circa la natura e gli scopi delle cure e delle terapie alternative. Da sempre i naturopati sono confusi con gli omeopati, e le persone comuni ritengono che chiunque non prescriva farmaci ma rimedi naturali, fornisca suggerimenti in campo alimentare e nutrizionale, consigli l’uso di piante o di integratori, sia indifferentemente un omeopata, un fitoterapeuta o un naturopata. Personalmente, fino a quando abbiamo svolto l’attività di semplici naturopati, ci siamo ben guardati dal fatto di essere confusi con la categoria degli omeopati, in quanto non la riteniamo meritevole neppure della scarsissima considerazione di cui gode.
Resta il fatto che ciò che le persone cercano nell’approccio alternativo alla salute, è, a nostro parere, quello che può offrire il counseling, e non gli ipotetici effetti di qualche rimedio miracoloso.
Fermo restando che qualunque disturbo debba essere preliminarmente valutato da un medico, salvo che si tratti di problema psicologico non patologico, rispetto al quale il riferimento è la psicoterapia, il counseling è, a nostro parere, lo strumento che occorre sviluppare per offrire quel primo ma fondamentale aiuto al disagio così diffuso nella società moderna: l’ascolto nell’ambito di una relazione condotta professionalmente secondo il principio dell’empatia e del rispetto per la sofferenza altrui.
Riteniamo cioè che quello che di utile ci sia nelle medicine alternative debba essere vagliato e selezionato dalla ricerca scientifica, per poi confluire all’interno delle Scuole di specializzazione in Medicina o Psicoterapia. Riteniamo altresì che il counseling, nei suoi vari indirizzi, possa contribuire in maniera decisiva per svolgere la funzione che gli è propria, cioè quella di aiutare la persona a individuare i motivi del suo disagio e accompagnarla nel percorso di guarigione, attraverso una relazione professionale fondata sull’empatia, sul sostegno psicologico, sulla ricerca della consapevolezza e del significato della vita. Riteniamo anche che questo delicato e preliminare lavoro richieda capacità e competenze che, in un futuro che ci auguriamo vicino, possa essere formalizzato dal riconoscimento del counseling all’interno di un percorso di tipo universitario.
Nel frattempo, il nostro obiettivo è quello di diffondere il nostro punto di vista sulla salute e risvegliare le coscienze, intorpidite da tanta pubblicità commerciale, di coloro che pensano ingenuamente, come abbiamo fatto anche noi, in un lontano passato, di poter risolvere i propri problemi e quelli degli altri semplicemente rivolgendosi a discipline amatoriali e ormai squalificate come la naturopatia o le infinite tecniche di cura che insegnano a guarire basandosi sulla somministrazione di rimedi o tecniche varie, e non, come nel counseling, sulla persona del terapeuta.