Riconoscimento naturopatia: legge regionale. Ancora bufale.
La naturopatia tradizionale, come ripetiamo da molti anni, si sta riducendo sempre più a una moda cavalcata ad arte da persone e organizzazioni portatori di interessi assolutamente personali, commerciali e propagandistici. Ne è la prova l’ennesimo tentativo di illudere gli aspiranti naturopati circa un riconoscimento assolutamente inutile e persino dannoso per la loro immagine ma redditizio in termini propagandistici per i politici che si sono butatti sul tema. Il testo di questa desolante proposta di legge è disponibile sul sito della Federazione naturopati, che così si definisce, dando per scontato di rappresentare tutta la naturopatia, e dimostrando ancora una volta come dietro di essa si nascondano squallidi interessi economici e non certo amore per la scienza e cultura della salute.
(si veda: http://www.federazione-naturopati.it/Pdl_176_2011_Norme%20in%20materia%20di%20Discipline%20Bionaturali.pdf).
Una legge regionale la quale preveda una imitazione di Albo professionale nel quale confluiscano, previ esami non meglio definiti, tutti coloro che operano nel settore alternativo a quello delle cure mediche o psicologiche non è nient’altro, a nostro parere, che una iniziativa politica e propagandistica. Fermo restando che essa non significa riconoscimento della professione, il suo scopo è solo quello di attribuire a tutti coloro che operino nel mondo eterogeneo delle medicine alternative una sorta di patentino regionale, che dovrebbe certificare la loro competenza e serietà professionale. Inoltre, a dimostrazione del valore puramemte propagandistico, la adesione all’iniziativa resta volontaria, e nulla e nessuno potrà impedire a chiunque, come i nostri allievi e tutti coloro che non vorranno sottostare a questa squallida iniziativa, di esercitare legittimamente la professione. Ovviamente, questa proposta apre le porte a tutti: maghi, guaritori, massaggiatori abusivi, comunicatori con angeli, defunti e gerarchie celesti, diagnosti con pendolino, astromedici, iridologi e pranoterapeuti quantistici, guaritori di ogni tipo, i quali, pagando quello che ci sarà da pagare, dovranno solo dimostrare a una Commssione non si sa quanto autorevole e competente, di conoscere la differenza tra medicina e salute e qualche nozione appresa in appositi corsi, che saranno ideati allo scopo di superare l’esamino. L’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi) denuncia quindi a viva voce quello che per noi è solo un tentativo maldestro e squallido di sfruttare ancora una volta il legittimo bisogno di salute e di benessere dei cittadini con iniziative puramente propagandistiche. L’insegnamento e la formazione in materia di salute, benessere e qualità della vita deve essere e restare libero, e non essere ingabbiato da politici e titolari interessati di scuole di naturopatia.
