Fiori di Bach e psicoterapia. Un connubio da denunciare. Uni.Psi.
Fiori di Bach e psicoterapia?
A tutela dell’immagine e della dignità professionale della categoria degli Psicologi, dobbiamo segnalare una serie di inesattezze, di falsità, di evidenti violazioni del codice deontologico dello psicologo contenute nel sito: http://www.ilmiopsicoterapeuta.org/clinico/psicoterapia-e-fiori-di-bach, a firma di una certa Paola Prosperi. Che gli psicoterapeuti facciano prescrizioni, secondo una moda attuale che dovrebbe “seguire le nuove sensibilità che hanno portato sempre più attenzione alla “qualità della vita” e alla “Psicoterapia della Qualità della Vita”, è una novità che viola palesemente la deontologia professionale. Se queste prescrizioni sono legate a disturbi diagnosticabili, non sono di competenza psicologica o psicoterapeutica, ma medica; se non lo sono, si tratta di abuso della credulità popolare, punibile penalmente.
Fiori di Bach e psicoterapia? Con quali giustificazioni uno psicoterapeuta può ingannare il suo cliente o paziente prescrivendogli un rimedio inutile? Ogni psicologo e ogni psicoterapeuta dovrebbe saperlo molto bene, e specialmente sapere che la ricerca della qualità della vita non si fa assumendo alcune gocce di rimedi per i quali non esiste nessuna dimostrazione scientifica dell’utilità e dell’efficacia, talmente stupido è l’impianto teorico, epistemologico e metodologico su cui si reggono. Uno psicoterapeuta dovrebbe aiutare le persone a non lasciarsi sopraffare da questa mentalità orientata al pensiero magico infantile e a cercare i rimedi al proprio disagio in se stessi e non in qualche boccettino venduto in erboristeria o farmacia.
Che in psicoterapia si parli di rimedi “donati” al mondo da un medico denota una strana e bizzarra deriva spirituale che contrasta nettamente, anche qui, con il profilo professionale dello psicoterapeuta, il quale non può prescrivere rimedi, tantomeno se essi agiscono (secondo il suo fondatore) grazie all’intervento della misericordia divina.
Il Codice deontologico impone al terapeuta l’obbligo di aiutare il prossimo tramite conoscenza e consapevolezza, non con la fede. Quindi, ci troviamo di fronte non soltanto al connubio tra fiori di Bach e psicoterapia, ma anche a quello tra fiori di Bach, psicoterapia e fede nel soprannaturale.
Per finire, ma si potrebbe andare avanti per molto, nel segnalare questi squallidi esempi di violazione dell’intelligenza critica, della deontologia professionale, del buon senso, ricordiamo anche che Bach non scoprì nessun vaccino. Insomma, ignoranza, disinformazione, vera e propria diffusione di pratiche da ciarlatani non dovrebbero costituire l’impianto teorico, metodologico e deontologico di base degli psicoterapeuti, ma questo sito è la dimostrazione del motivo per cui la psicoterapia non riesce ad affermarsi come una professione seria, quanto piuttosto come essa cerchi di ricavarsi uno spazio commerciale in concorrenza con altre categorie (tutte rispettabili, come quelle dei maghi, cartomanti, lettrici di tarocchi, profumiere, estetiste, massaggiatrici, erboriste).
