Scuole di Counseling: bufale e pubblicità ingannevole.
Scuole di Counseling: bufale e pubblicità ingannevole.
L’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi) eroga corsi di formazione in Counseling in maniera trasparente e cristallina, attenta a non invadere la sfera di competenza di altre professioni, ed avendo elaborato una teoria e un metodo autonomi che consentono il libero esercizio della professione di Counselor, secondo l’indirizzo psicobiologico, in maniera assolutamente legale ed efficace.
Siamo costretti a segnalare ai nostri lettori che esiste, da parte di molte, troppe scuole di counseling, una tale ignoranza dei principi fondamentali che reggono la regolamentazione delle professioni d’aiuto (nessuno può certamente pensare che si tratti di mala fede, naturalmente), da richiedere un intervento chiarificatore. Purtroppo, approfittare dell’‘incolpevole ignoranza in materia da parte degli aspiranti counselor, e indurre a credere che solo con un Diploma rilasciato da alcune scuole sia possibile esercitare tale libera professione, sembra una caratteristica comune a molte Scuole di counseling, nonostante altre, come anche la nostra, denuncino da anni una campagna di disinformazione motivata solo da interessi economici e particolari di alcune scuole, totalmente indifferenti al rispetto dei più elementari principi etici e deontologici.
Sul sito http://www.aspicmilano.com/counseling.htm si legge:
Il Counselor è una nuova figura professionale riconosciuta in Italia dal maggio 2000 su delibera del CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro).
Si tratta di una affermazione astutamente strutturata in modo da trarre in inganno il lettore, senza violare in maniera lampante le disposizioni di legge in materia di pubblicità ingannevole, ma non per questo non stigmatizzabile. Come è noto, infatti, il “riconoscimento “ di una professione implica la sua regolamentazione legislativa, mentre quello del CNEL è una famosa bufala, in quanto il CNEL non è abilitato e autorizzato da nessuna legge dello Stato a “riconoscere” alcuna professione. Il riconoscimento di nuove professioni è possibile soltanto a seguito di promulgazione di apposita legge dello Stato di regolamentazione specifica della professione, legge che manca in materia di Counseling, e non è certo sostituibile da un riconoscimento privo di ogni valore del CNEL. Il riconoscimento del CNEL è un astuto quanto patetico escamotage per dare un’aura di ufficialità al titolo di Counselor, ma si tratta di uno squallido espediente, perché tale riconoscimento, in ogni caso, anche se esistesse, non avrebbe alcun valore legale e non attribuirebbe al titolo di counselor alcun “riconoscimento” legalmente significativo.
Il fatto che questa associazione sia guidata o da persone ignoranti proprio in materia di applicazione pratica della disciplina che insegnano, o da persone che approfittano delle larghe maglie della legge per promuovere una immagine illusoria e ingannevole di questa professione, si ricava anche dall’espressione utilizzata poco oltre: …”titolo di counselor, che consente di operare in diverse realtà sia pubbliche che private (aziendale, sanitario, scolastico, educativo, ecc.)”. Anche questa è una formulazione astutamente ingannevole, quanto riprovevole, perché induce a pensare che tale titolo sia indispensabile per poter esercitare l’attività professionale, senza specificare che, come tutte le professioni non riconosciute nè regolamentate, essa è praticabile da chiunque, senza bisogno di alcun titolo, purché non si violi la normativa vigente.
La scorrettezza, per usare un eufemismo, di questa associazione, si evince anche dal fatto che essa si pubblicizzerebbe come ente abilitato ad erogare un titolo “internazionale” riconosciuto dall’EAC. Come abbiamo dimostrato su altri articoli del nostro sito, l’EAC è una associazione priva di ogni titolo legalmente valido a riconoscere alcunchè, il suo sito cui le scuole di counseling italiane rimandano è solo una maschera priva di contenuti, non è possibile verificare quali siano le associazioni che in esso si riconoscono, e alla nostra richiesta di delucidazioni non ha mai risposto.
Riportiamo, per tutti coloro che vogliano verificare la correttezza delle informazioni da noi fornite, e la scorrettezza di quelle dell’Associazione Aspic, il seguente intervento chiarificatore, tratto dal sito, facilmente consultabile anche dai responsabili di questa Associazione:
http://www.orientamento.it/blog/viewcomment.php?post_id=44
Una domanda al CNEL e una risposta dal CNEL
Da : leonardo evangelista
Per avere le idee chiare ho scritto al CNEL la seguente lettera:
Empoli, 5 gennaio 2008
Spett.
CNEL
Viale Davide Lubin N°2
00196 – ROMA
Buongiorno, vi scrivo perché su vari siti leggo informazioni come queste:
Il “Counselor” è una figura professionale emergente riconosciuta dal CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) (dal sito http://www.aspu.it/pagine/counseling/counseling.htm# )
Il corso rilascia un attestato AICO (Associazione Italiana Counselling), che a sua volta, fa parte della Consulta del CNEL (Consiglio Nazionale Economia del Lavoro) ed ha quindi valenza internazionale. http://www.emagister.it/corso_percorso_di_counselling-ec2252951.htm
La Scuola Superiore Europea di Counseling Professionale Master Esperienziale organizzata dall’Associazione l’A.S.P.I.C. di Firenze consente di ottenere un titolo internazionale riconosciuto dall’E.A.C. (European Association for Counseling – www.eacnet.org ) e dal C.N.E.L. (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) che dà la possibilità di svolgere la professione di Counselor (professione censita in Italia dal 2000) come libero professionista. (dal sito http://www.aspicfirenze.it/counseling1.htm)
Vorrei sapere se il CNEL ha il potere di riconoscere figure professionali (caso 1), o di dare ‘valenza internazionale’ ad attestati di partecipazione a corsi di formazione (caso 2) o di riconoscere titoli che permettono di svolgere la professione del counselor come libero professionista (caso 3). (…)
Dal CNEL ho ottenuto la seguente risposta (16-1-2008):
Gentile dottore,
con riferimento alla Sua lettera inviata al CNEL il 5 gennaio 2008, La informo che il CNEL possiede una banca dati delle associazioni professionali, aggiornata al 31 dicembre 2004. La banca dati è da sempre uno strumento conoscitivo del fenomeno delle associazioni non regolamentate, e l’iscrizione è stata vincolata alla presentazione di una documentazione indicata dal CNEL (ad esempio: statuto, codice deontologico, lista degli iscritti).
Essa pertanto non ha alcuna efficacia giuridica e/o vincolante, nè può operare una distinzione di alcun genere tra associazioni che vi sono ricomprese e le altre che non lo sono. La lista delle associazioni censite è consultabile sul portale del CNEL (sotto la voce “documenti”, all’interno del “V° Rapporto di monitoraggio sulle professioni”, inserito nell’anno “2005”)
Inoltre, sono ad informarLa altresì che la Consulta del CNEL sulle associazioni è un organo non più costituito dal 2000, e che il CNEL non riconosce alcun titolo rilasciato dalle associazioni.
Per quanto riguarda le attività delle associazioni di professioni non regolamentate, infine, Le ricordo che esse operano attualmente in base a quanto è consentito dal codice civile .
Cordiali saluti
Massimiliano Boni
(funzionario responsabile del gruppo di lavoro sulle professioni intellettuali)
