Scuola Superiore per Consulenti in Alimentazione psicosomatica e gestione delle intolleranze alimentari- UNIPSI
Per informazioni dettagliate e complete sulle Scuole UNIPSI per Consulenti in alimentazione psicosomatica e gestione delle intolleranze alimentari cliccare sui link seguenti a seconda dell’interesse per il Master con frequenza in aula in due weekend a € 480 totali (aperto a tutti):
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Le intolleranze alimentari sono un fenomeno psicosomatico strettamente legato alle condizioni di vita del mondo occidentale e non certo una nuova “patologia” come da più parti si vuol far credere. Non esistono segni, sintomi o, più tecnicamente “marker” in presenza dei quali sia possibile formulare una diagnosi di “intolleranza alimentare”, nè esistono test affidabili al di fuori di quelli condotti in ambito rigorosamente sanitario specialistico (allergologico).
Quelle che vengono definite “intolleranze alimentari” consistono in un fenomeno complesso che non può considerarsi patologico perché si lega alla condizione emotiva, affettiva e in generale psicologica della persona che trasferisce, auto suggestionandosi o facendosi suggestionare, su un determinato alimento o una categoria di essi il proprio disagio o malessere interiore. La loro gestione e trattamento, quindi, non può essere demandata a pseudo diagnosi effettuate da personale totalmente incompetente, come la maggior parte dei naturopati e guaritori che utilizzano test più ridicoli che inutili, come quello kinesiologico, o le innumerevoli apparecchiature prive di qualunque fondamento scientifico come il famigerato Vega test, o simili.
Le intolleranze alimentari sono state ignobilmente sfruttate da aziende, società, scuole e personaggi scaltri e astuti sul piano commerciale che hanno saputo trasformare una condizione di disagio – di competenza della terapia psicosomatica – in una pseudo “malattia” ingannevolmente diagnosticabile da naturopati improvvisati con apparecchiature totalmente prive di validità e affidabilità scientifica. Il business che ruota intorno alle intolleranze alimentari comprende principalmente prodotti esclusivamente commerciali e inutili, quali le summenzionate apparecchiature per la loro diagnosi e rimedi naturali di ogni tipo – integratori alimentari e fitoterapici (come il Ribes Nigrum, estratti di cappero o uova di coturnice), quando non si tratti di veri e propri inganni o truffe, come la somministrazione di energie “quantistiche”.
La Scuola per Consulenti in alimentazione psicosomatica e gestione delle intolleranze alimentari intende fornire una informazione rigorosamente scientifica e formare esperti in consulenza alimentare i quali sappiano a loro volta informare ed educare correttamente a stili alimentari sani, semplici e conformi alle esigenze dei clienti, comprendendo e aiutando a gestire quelle che vengono definite o autodiagnosticate come intolleranze alimentari per il loro significato profondo in termini psicosomatici.
Quelle che, infatti, sono definite intolleranze alimentari dovrebbero essere più correttamente studiate e trattate come “intolleranze personali” perlopiù nei confronti dei genitori, la cui educazione è in gran parte responsabile di questo disturbo. È noto, nella letteratura scientifica, come il ruolo dei genitori, la loro ansia e rigidità e la loro incapacità comunicativa ed empatica, siano fattori alla base di molti disturbi del comportamento alimentare (insieme con fattori genetici ed ambientali). Nel caso delle cosiddette intolleranze alimentari la manifestazione pseudo allergica costituisce nient’altro che la reazione inconscia e psicosomatica a una condizione di disagio procurata dall’indifferenza o dal disprezzo altrui e, in genere, dalla mancanza di affetto. Secondo l’ottica psicobiologica che viene insegnata dalle nostre scuole, l’alimento nei confronti dei quali si ritiene di essere intolleranti diventa quindi il capro espiatorio e l’oggetto esterno a sè che consentirebbe di richiamare finalmente l’attenzione del prossimo nei propri confronti. Si tratta della stessa strategia inconscia messa in atto dalla stragrande maggioranza di coloro che si proclamano vegani o vegetariani: al di là di quella che essi affermano essere una scelta etica, e che tale non è, alla prova dei fatti, la conversione a questo stile di vita alimentare è spesso motivata semplicemente dall’esigenza di richiamare l’attenzione nei propri confronti, qualificandosi come persone “diverse” dalla stragrande maggioranza della popolazione, a quanto pare insensibile ai temi etici.
La materia dell’alimentazione psicosomatica, come si può osservare da questi brevi cenni, merita quindi uno studio approfondito che, a partire dal comportamento alimentare, dai suoi disturbi, dalla gestione delle cosiddette intolleranze alimentari, dalle scelte di stile alimentare, prenda in considerazione la persona del cliente nella sua totalità e ricerchi insieme con esso il significato del suo disagio, al di là di mode, tentazioni ideologiche e regressioni allo stadio infantile.
Le scuole certificate da UNIPSI consentono l’esercizio libero e legittimo della attività professionale di consulenza, in regime di partita Iva come libera professione, a norma degli articoli 2222 e seguenti del codice civile.

