L’invasione degli operatori olistici
Una nuova minaccia per la salute dell’umanità: la diffusione virale degli operatori olistici
Ormai da vent’anni, combattendo quotidianamente contro interessi economici camuffati da “terapie olistiche”, UNIPSI cerca di diffondere un’idea di salute e di benessere che sia fondata, innanzitutto, su sani e solidi principi etici e deontologici. Ci sembra che essi siano totalmente ignorati da coloro che ricercano un facile sbocco lavorativo come quello prospettato da scuole e organizzazioni “professionali” che operano nel nuovo e redditizio settore di marketing “alternativo” che illustriamo in questo breve articolo.
Alla ricerca di una qualsiasi legittimazione nelle loro operato, guaritori, aspiranti guaritori e medici alternativi stanno diffondendo l’ultima trovata di marketing che attribuisca ad essi un’aura illusoria e ingannevole di rispettabilità: il riferimento alle terapie olistiche. Mai si era vista una tale diffusione di terapeuti, consulenti e operatori, tutti olistici e nessuno dei quali in grado di spiegare che cosa significhi questo appellativo, se non, con imbarazzante ingenuità, includendo nei trattamenti olistici tutti quelli che non rientrano tra quelli prestati da medici e psicologi abilitati.
Di solito, gli “olistici” ritengono con questo termine di essere legittimati a curare disturbi e patologie fisiche e psichiche perché li chiamano squilibri energetici, e in quanto agirebbero nei confronti della persona “nella sua globalità” e non sulla malattia. E’ sorprendente osservare come un guaritore olistico cerca di giustificare tale azzardatissima affermazione, spiegando come distendere una persona su un lettino e praticarle massaggi con oli essenziali al suono di musica celtica possa avere a che fare con tutti gli aspetti che compongono la personalità, i bisogni, gli affetti e i sentimenti di una persona “nella sua globalità”. Naturalmente, l’olismo non ha nulla a che vedere con il banale significato di “globale” al cui uso improprio questi personaggi olistici sono stati indottrinati da persone più ignoranti di loro, perché il termine indica una modalità di visione della realtà nella quale il tutto è superiore alla somma delle parti e i cui risvolti e le cui applicazioni pratiche richiedono una cultura superiore a quella esprimibile attraverso un corso sui fiori di Bach o sul riequilibrio dei chakra.
Questa massa sterminata di guaritori olistici, in realtà, non fa altro che cercare una nicchia pseudo professionale all’interno del mondo della medicina e della psicologia augurandosi di poter illudere i suoi clienti circa il fatto che all’interno del termine olistico ricada tutto ciò che non ha a che fare con il trattamento medico e psicologico, ma produca comunque gli stessi effetti benefici e terapeutici.
Massaggi, terapie con campane tibetane, fiori di Bach a ettolitri, terapie essene, rimedi omeopatici, test per la rilevazione delle intolleranze, tecniche kinesiologiche della tradizione tibetana, trattamenti dietetici di ispirazione orientale, fitoterapia, canalizzazione di energie benefiche universali, sono alcune delle pratiche utilizzate da questi guaritori olistici, tutti caratterizzati dalla mancanza di titoli accademici, ufficiali e riconosciuti dallo Stato, e tutti accomunati da una straordinaria ignoranza circa i principi e i contenuti scientifici della pratiche che esercitano con superficialità e disinvoltura.
Alcuni di loro vantano studi in medicina, nel senso che hanno partecipato ad alcune lezioni condotte da un qualunque medico all’interno dei locali di un albergo che ospita le lezioni di una scuola di naturopatia, in materia di scienze mediche, e ritengono quindi di poter essere parificati professionalmente a un medico. C’è l’operatore olistico che ha conseguito il titolo di reiki di primo livello, ed è quindi legittimato a guarire chiunque con l’imposizione delle mani (olistiche anch’esse).
Tutti, pateticamente ingenui e ignoranti, sono suscettibili di essere denunciati in qualsiasi momento per esercizio abusivo della professione medica e psicologica e per abuso della credulità popolare.
Innumerevoli organizzazioni li ingannano quotidianamente imponendo ad essi la frequenza a carissimo prezzo a corsi ridicoli in cui, accanto ad alcune banali nozioni scientifiche di base, vengono illustrate tutte le pratiche sconfessate dalla storia e dal buon senso, tutte magiche, ma presentate come scientificamente sperimentate (peccato che il complotto internazionale delle multinazionali impedisca la diffusione della verità riguardo alla loro miracolosa efficacia), prospettando loro scenari in cui i guaritori olistici opereranno negli ospedali a fianco dei neurochirurghi e potranno curare qualsiasi cosa con qualsiasi strumento, purché sia olistico (l’importante è che funzioni; tanto male non fa, perché è olistico).
Il business colossale che ruota intorno a questo nuovo fenomeno di marketing si arricchisce ogni giorno di nuove trovate redditizie: innanzitutto, dopo l’obbligo, presentato ingannevolmente come necessario per poter esercitare, di conseguire un titolo “olistico” spendendo parecchie migliaia di euro, senza che esista neppure un Piano di studi regolamentato dalla legge, si sta diffondendo l’idea dell’obbligo di un tirocinio (anch’esso presentato come indispensabile per poter praticare l’attività di guaritore olistico) facendo riferimento a direttive, criteri o norme di enti che non hanno mai legiferato in materia, e mai lo faranno, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oppure organizzazioni private, prive di credibilità, di validità e riconoscimento legale, ognuna delle quali prescriverebbe modalità di tirocinio senza minimamente conoscere che cosa sia effettivamente il tirocinio professionale.
Si ricorda per l’ennesima volta che la legge n° 4 del 14 gennaio 2013 sulle professioni non organizzate non regolamenta nessuna professione e tantomeno il relativo obbligo di tirocinio, limitandosi a predisporre un elenco di associazioni di categoria senza legittimare o regolamentare nessuno e nessuna professione.
Si ricorda anche che esistono innumerevoli organizzazioni nate esclusivamente allo scopo commerciale di giustificare l’esistenza di professioni che in realtà non esistono e non sono mai state regolamentate da nessuna legge dello Stato le quali, sotto forma di federazioni o associazioni professionali di categoria (talvolta persino con sede all’estero per rendere più suggestiva la loro finta legittimità), riconoscerebbero senza alcun esame di Stato (come richiesto per tutte le professioni che siano regolamentate dalla legge) l’appartenenza a tale associazione, la quale fornirebbe una non ben definita credibilità e validità all’operato di questi guaritori olistici, purché essi continuino a versare annualmente cifre ingiustificate (superiori spesso ai centocinquanta euro), solo per poter dichiarare di appartenere a una associazione “riconosciuta”, anche se non si sa da chi.
Tutto falso, naturalmente, e il modo per riconoscere gli ingenui ciarlatani e guaritori olistici rispetto ai seri professionisti sta anche nel fatto di verificare se i loro curriculum fanno riferimento a titoli di scuole private presentati come ufficiali, accreditati, riconosciuti, sbandierati come enti che dovrebbero fornire un qualche riconoscimento legale alla professione e che invece non possono dimostrarlo neppure per se stesse, a loro volta riconosciuti e accreditati da altri enti privati anch’essi privi di qualsiasi titolo per legittimare alcunché.
