Reiki: danni per la salute e rilevanza penale
Da alcuni decenni il business del reiki continua a fare proseliti tra la parte più debole, mentalmente e psicologicamente, della popolazione. Schiere di Maestri spirituali, Iniziati e canalizzatori di energie universali si arricchiscono insegnando alcune sciocchezze infarcite di citazioni orientali a un pubblico prevalentemente femminile, costituito di persone che avrebbero bisogno di cure serie, piuttosto che di rituali più stupidi che affascinanti.
Credere nel reiki significa anche credere in entità spirituali non meglio identificate. Spesso si richiama la figura di Dio, ma è un Dio per tutte le stagioni, per tutte le confessioni, per tutti coloro che non hanno la forza di affrontare la realtà. Sicuramente, si tratta di una pratica magica non approvata dalla Chiesa cattolica, fede alla quale appartengono la maggior parte delle ingenue adepte.
Il reiki si pratica entrando in una dimensione stupefacente e alternativa di rituali orientali, incenso e campane tibetane , insieme a tutto l’armamentario di pratiche pseudomediche e pseudo spirituali che consente l’immersione in uno spazio sacro contrapposto al profano, dove tutto è possibile, purché lo si desideri.
Credere e praticare reiki implica il possesso di un patrimonio intellettivo e culturale inferiore alla media, spesso mascherato da letture che rientrano nello spazio sacro riservato alle pratiche magiche, e richiede l’assoluta ignoranza dei principi e della metodologia scientifica, delle neuroscienze, di una visione laica, razionale e scientifica della realtà.
In altre parole, se non si è straordinariamente intelligenti e se si ignora la visione razionale e scientifica della realtà, preferendo quella dogmatica e fondamentalista delle sette, e se si è persone dalla personalità fragile, insicura, affettivamente ed emotivamente turbata, si è i candidati ideali per entrare nello spazio sacro e nella dimensione magico infantile del reiki, con tutto il suo business.
I danni di questa pratica per la salute mentale sono ben noti a psichiatri e psicologi, i quali devono affrontare quotidianamente casi di psicosi o di alterazione della visione della realtà, causati dalla sottoposizione a pratiche unicamente rivolte a indurre nelle sprovvedute clienti uno stato stupefacente di estasi mistica, utile per acquietare le loro ansie e il loro male di vivere, ma dannoso a medio e lungo termine, perché mina alle fondamenta l’autostima e cancella intelligenza e dignità.
Il reiki è dannoso per la salute mentale, perché induce a vivere in uno spazio sacro che si contrappone dogmaticamente a quello profano della vita quotidiana, isolato e avulso dalla realtà, uno stato di illusione e di fede cieca nell’esistenza di mondi ed entità ultraterrene, alle quali sottomettersi in cambio di un pò di sollievo al male di vivere.
La sua rilevanza penale emerge quando si configurano ipotesi di reato nella pratica di indurre a credere nel potere salvifico e terapeutico del reiki, o nel fatto che tramite rituali e incantesimi il Master possa aprire canali energetici, configurando la fattispecie di abuso della credulità popolare, anche perché queste cerimonie sono abitualmente seguite da sedute individuali e da sottoposizione a cure pseudomediche.
Il reiki è una pratica esoterica che deve essere insegnata come tale, ossia priva di finalità terapeutiche e utile solo se interpretata per il suo significato simbolico e analogico, così come insegnano i corsi specifici (gratuiti) delle nostre scuole, e quindi rivolta a esperti, studiosi e consulenti formati in materia di Scienze psicologiche, sociali, della salute e del benessere. In realtà, il business del reiki è in mano a migliaia di sedicenti Maestri, i quali hanno buon gioco nel far credere di essere possessori di poteri soprannaturali, al punto che solo un loro atto di “benedizione” attiverebbe il flusso di energia universale cui le loro clienti ambiscono. Tutte stupidaggini smascherabili anche da bambini, ma la pratica portata avanti da questi personaggi sfrutta abilmente la condizione di povertà intellettuale e culturale e specialmente di fragilità psicologica di tante donne, le quali, dopo la sbornia di rituali, si ritrovano a bussare alle porte dei nostri studi di psicologi, chiedendoci come mai, con tutta quella inondazione di amore universale, sono più infelici di prima.
Purtroppo, i seguaci delle medicine alternative continuano nella loro opera di disinformazione, danneggiando pesantemente e rallentando il lavoro di tutti coloro che operano seriamente, con professionalità e rispetto del metodo scientifico, per incrementare la nostra conoscenza e il progresso. Se non fossimo continuamente bombardati di notizie fasulle, stupide, infondate, tendenziose, ecc., noi e tutti coloro che si occupano di salute non saremmo costretti a perdere tempo per spiegare la loro evidente infondatezza, specialmente a persone che non hanno gli strumenti cognitivi per comprendere la differenza tra un articolo di Riza e una pubblicazione scientifica.
Raccomandiamo, quindi, ai nostri soci e allievi, di aiutare le persone che sono cadute vittime della suggestione del reiki, di valutare se non sia utile suggerire visite specialistiche che le aiutino clinicamente a ritornare alla realtà, e di condurle con empatia e discrezione a comprendere come le illusioni in cui credono fermamente sono nocive per la salute, oltre che per il loro portafoglio.
Per questo motivo le nostre lezioni, le nostre scuole e tutte le nostre affermazioni sono da sempre ancorate ai fatti e, non si limitano a suggerire l’esistenza di informazioni false, ingannevoli e criticabili, ma secondo il rigore della ricerca e della divulgazione scientifica, citano tutti i riferimenti alle fonti, in modo da permettere agli interessati di opporre le loro argomentazioni. Ciò è avvenuto molto raramente, perché questi personaggi, incapaci di affrontare un confronto razionale e su basi scientifiche, si limitano o a insultare disprezzando il nostro lavoro, o a inviare diffide o querele, anche se totalmente prive di fondamento. Tuttavia, poiché siamo persone serie e motivate, oltre all’impegno di smentire le singole bufale e contrastare la loro diffusione, continueremo a lavorare per favorire la diffusione, a tutti i livelli, degli strumenti di analisi critica.
