Il Ministero boccia la naturopatia tradizionale: è esercizio abusivo della professione medica
Come UNIPSI ha sempre sostenuto con chiarezza, sembra impossibile, ma i naturopati tradizionali sono riusciti a compiere una operazione di suicidio professionale, facendo riconoscere ufficialmente dal Ministero della Salute e da quello della Giustizia che ciò che praticano è di esclusiva competenza medica, ufficializzando il fatto che le scuole di naturopatia commerciale insegnano abusivamente pratiche tipicamente mediche a persone che medici non sono.
Leggi il testo del Verbale della conferenza dei Ministeri esclude la naturopatia
L ‘esclusione di tre associazioni di categoria di naturopati dall’elenco previsto dalla legge numero quattro del 13 gennaio 2013, è una vera beffa nei confronti di quelle scuole di naturopatia che, organizzandosi sotto forma di associazioni di categoria, credevano di poter incrementare i loro lauti guadagni qualificandosi come uniche associazioni rappresentative della categoria dei naturopati.
Nel verbale si legge : “La naturopatia in base alle sue dichiarate finalità, presenta caratteristiche intrinseche che la avvicinano ad una sorta di pratica medica alternativa, con il pericolo che gli operatori naturopati sconfinino nell’ambito di attività diagnostiche e/o terapeutiche che sono riservate alle figure professionali sanitarie abilitate”.
Ma ancor di più è una beffa per le migliaia di sprovveduti che hanno versato migliaia di euro sperando di qualificarsi come naturopati, e scoprendo poi che la loro attività è esercizio abusivo della professione medica.
Infatti, il Ministero della Giustizia e il Ministero della Salute hanno totalmente escluso la possibilità di una regolamentazione della naturopatia come professione distinta da quella medica.
Per leggere il testo della dichiarazione ufficiale dei Ministeri dello Sviluppo, della Giustizia e della Salute, cliccare qui:
Verbale della conferenza dei Ministeri esclude la naturopatia
