La naturopatia non è l’altro modo di studiare medicina.Scuola Superiore di Counseling in Naturopatia.
La naturopatia non è l’altro modo di studiare medicina. Esiste un solo modo di studiare medicina: laureandosi presso una facoltà di Medicina e Chirurgia. Solo dopo, eventualmente, il medico abilitato potrà scegliere strade diverse da quella delle normali scuole di specializzazione, e studiare, privatamente, omeopatia, agopuntura, naturopatia, o qualunque altra disciplina. Ma, sia chiaro, solo il medico, in ogni parte del mondo, è autorizzato dalla legge a formulare diagnosi e a curare le malattie, ed è quindi solo il medico la persona abilitata dalla legge ad occuparsi di medicina, sia essa scientifica, complementare, alternativa o di ispirazione naturopatica.
Dal momento che la medicina è da sempre e dovunque competenza esclusiva della classe medica, non esiste nessun motivo al mondo, se non l’interesse personale delle scuole di naturopatia, a riconoscere e definire una nuova figura professionale che si affianchi al medico. Non solo perché la classe medica non potrebbe mai accettare questa professionalità “concorrente”, ma specialmente perché non esiste nessun motivo logico, scientifico, culturale, economico e politico per non lasciare esclusivamente a chi già è medico la libertà esclusiva di occuparsi di naturopatia, anziché inventare una nuova figura professionale dai contorni indefiniti e indefinibili. A differenza di figure professionali serie, se pur anch’esse non riconosciute, come quelle, per esempio, egli osteopati o dei counselor, la categoria dei naturopati è praticamente inesistente qualitativamente e quantitativamente, al di là dei casi di guaritori o altri personaggi dai contorni e dalle competenze non meglio definite, ma sedicenti naturopati.
È quindi assolutamente e indiscutibilmente falso, ingannevole e fuorviante affermare che i naturopati siano figure professionali emergenti, in corso di riconoscimento o persino già ufficializzate all’interno delle strutture sanitarie nazionali. Esistono solo rarissimi casi sporadici, sperimentali, poco seri, di utilizzo di naturopati all’interno di strutture mediche di bassissimo profilo, alle dipendenze e sotto la responsabilità del medico. In nessun paese al mondo, tuttavia, la figura del naturopata esiste o è semplicemente tollerata, come quella di cartomanti e astrologi. Nei rari casi in cui essa è oggetto di riferimento legislativo, essa è una categoria assolutamente ininfluente in materia di salute, di irrilevante prestigio e considerazione, e dalla consistenza numerica poco più che rappresentativa. Lo dimostra, tra l’altro, il fatto che l’Università La Sapienza prevede la possibilità di frequenza al suo master in naturopatia, della durata di un solo anno, non abilitante la professione, privo di contenuti clinici, e aperto a quasi tutti i laureati in diverse discipline, compresa Agraria.
Il naturopata, infatti, o cura le patologie, e allora deve essere un medico, o si occupa di consulenza ed educazione al benessere, e allora è un consulente, un Counselor della salute, che non opera all’interno del sistema sanitario, svolge la sua attività autonomamente rispetto alla classe medica, e non si occupa di studiare medicina (dal momento che essa ha un senso solo per i medici), ma piuttosto l’insieme di principi, regole, esperienze e discipline scientifiche che si occupano di salute. Tra queste, ripetiamo, non c’è e non ci deve essere la medicina, ma semmai la psicologia, il counseling, la sociologia, la scienza dell’alimentazione e le scienze erboristiche, senza che la sua competenza si trasformi in un patetica imitazione dell’attività del medico, ma svolgendo una attività professionale di informazione e di consulenza.
Dott. Mario Converso
