Professione naturopata:l’inganno del riconoscimento. Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)
Professione naturopata o Consulente in naturopatia scientifica?
Professione naturopata: l’inganno del “riconoscimento”. Le scuole di formazione, i corsi e i Diplomi rilasciati dall’Uni.Psi hanno la stessa validità legale e sono riconosciuti e accreditati in base alle stesse disposizioni di legge, nazionali ed europee, valide per gli altri enti, scuole, associazioni e federazioni, percorsi accademici che vantano riconoscimenti e accreditamenti legalmente e legislativamente concessi in materia di counseling, naturopatia e medicine non convenzionali.
Professione naturopata e leggende metropolitane.
Sono ormai trent’anni che la leggenda del riconoscimento della professione di naturopata o della naturopatia e le relative, innumerevoli proposte di legge circolano sul web, inducendo i più sprovveduti a credere che tale evento potrà verificarsi prima del nuovo millennio (si veda in proposito la nuova bufala in circolazione relativa alla recente legge sulle professioni non riconosciute). In realtà, è evidente che tale riconoscimento è solo uno specchietto per le allodole diffuso ad arte da persone e organizzazioni interessate al lato economico della questione. Infatti, si segua il seguente ragionamento.
Professione naturopata riconosciuta? Dove e come?
Da parte dei sostenitori del riconoscimento della naturopatia si continua a diffondere il dato falso e scorretto secondo cui essa sarebbe diffusa in tutto il mondo, esisterebbero scuole e università di naturopatia riconosciute, e molti paesi avrebbero riconosciuto legislativamente tale professione.
In realtà, non esistono Paesi che hanno regolamentato espressamente la professione di naturopata: negli Stati Uniti il naturopata è un medico a tutti gli effetti, che segue gli studi di medicina ma applica anche la cosiddetta medicina naturale; in Germania l’Heilpraktiker non è un naturopata, ma un operatore sanitario simile al nostro infermiere; in Gran Bretagna, come in Francia o in Spagna, non esiste nessuna regolamentazione dell’attività di naturopata; negli altri Paesi, non risulta che esistano percorsi di formazione riconosciuti dallo Stato, ossia leggi che istituiscano la professione di naturopata, ma soltanto corsi di naturopatia e medicina naturale che non abilitano legalmente allo svolgimento della professione, la quale non esiste, ma prendono semplicemente atto dell’esistenza del fenomeno e lo illustrano in corsi riservati a laureati, proprio come ha fatto l’Università La sapienza di Roma.
La Svizzera, che non è esattamente il Paese cui guardare come ideale di avanguardia culturale, prevede la figura del naturopata, ne regolamenta i limiti di attività, ma non prevede percorsi di studio che abilitino all’esercizio della professione, altrimenti sarebbe facile conseguire una laurea in naturopatia in un Paese così vicino all’Italia. Invece, non l’ha mai fatto nessuno. Ma volete continuare a credere che esistano Paesi in cui i naturopati esistono come categoria autonoma, che godano di prestigio e di diffusione al pari di altre categorie professionali? Bene. Prendiamo per buone queste affermazioni. Ma, allora, qual’è il problema? Se le cose stanno così, perché affannarsi a presentare decine di proposte di legge, dal momento che la legge che riconosce la naturopatia esiste ed è applicata in tanti paesi europei e americani? Non è sufficiente adottare il testo della legge portoghese, per esempio, ed estenderla a tutti i paesi della comunità europea? Perché elaborare privatamente, come tenta di fare qualche associazione sul web, il testo di regolamentazione della naturopatia, se questo testo esiste già in altri paesi?
Perché non si conosce nessun Direttore di scuole di naturopatia italiane che si sia laureato in naturopatia all’estero, se questa laurea esiste? Perché in Italia ogni scuola prevede un proprio piano di studi e materie completamente diverse l’una dall’altra, se, come si afferma con tanta prosopopea, la naturopatia è già regolamentata definitivamente in altri paesi? Perché ogni scuola prevede l’insegnamento della naturopatia secondo il suo gusto personale, chi insegnando certe materie, chi altre, se esiste già questa regolamentazione della naturopatia in diversi paesi? Forse perchè queste leggi di regolamentazione non esistono? Perché, se la naturopatia è diffusa nel mondo e regolamentata in così tanti paesi, ancora si discute se si tratti di professione sanitaria, che richiede competenze in medicina e chirurgia (come le pochissime università di naturopatia americane, o come l’heilpraktiker tedesco) oppure si tratti di attività di consulenza e educazione alla salute?
Professione naturopata o medico naturale?
In nessun paese al mondo la classe medica e la legge permette che si possa studiare medicina a fini professionali se non sostenendo i relativi esami all’interno di università statali o comunque riconosciute dallo stato e dalla legge. Per cui, se la naturopatia dovesse essere considerata professione sanitaria, nessuna legge al mondo potrebbe mai prevedere che le materie mediche (anatomia, fisiologia e patologia, principalmente) possano essere studiate in pochi weekend, su dispense, al di fuori dell’insegnamento, del controllo e della verifica di una commissione esaminatrice presso la facoltà di Medicina o riconosciuta da essa (come avviene, per esempio, per infermiere e fisioterapisti anche in Italia).
Professione naturopata come atto medico?
Non solo in campo medico, ma anche in quello psicologico, le leggi in materia e i codici deontologici della professione vietano espressamente l’insegnamento a coloro che non siano abilitati all’esercizio di tali professioni (come i naturopati) di tecniche e strumenti di diagnosi o cura (si veda, per esempio, l’art.21 del codice deontologico egli psicologi). Quindi, una cosa è l’insegnamento legittimo dell’esistenza di sistemi e metodi di cura alternativi a non medici e non psicologi, altra cosa, sanzionabile, è l’addestramento all’uso di tecniche che presuppongono una specifica abilitazione. In quanto destinate alla cura di patologie, quindi, tecniche come l’iridologia, quelle della medicina tradizionale cinese o i protocolli per la somministrazione di diete, integratori alimentari o fitoterapici, non sono insegnati in nessuna scuola del mondo che sia riconosciuta da una legge dello Stato. Si può insegnare cos’è l’iridologia o la floriterapia, per esempio, ma non si può insegnarne l’uso ai fini di prescrizione e somministrazione a coloro che non siano medici.
In conclusione, non esiste nessuna legge di nessuno stato al mondo che preveda l’insegnamento di materie che riguardano la cura della salute “alternativa” o naturopatica a persone che non siano medici, per cui il cosiddetto riconoscimento della naturopatia in altri paesi è soltanto il riconoscimento dell’esistenza di corsi o scuole che insegnano che cos’è la medicina naturopatica, ma non come essa si applica (come il Master dell’Università la Sapienza, peraltro riservato a laureati), non certo il riconoscimento di una professione autonoma in ambito sanitario, come si vuol far credere.
Professione naturopata e business.
Se solo il lettore volesse riflettere su tali suggerimenti, potrebbe comprendere meglio come dietro a questa pubblicità esistono soltanto squallidi interessi di parte. Tra questi, segnaliamo che è in corso una nuova iniziativa pubblicitaria di una scuola di naturopatia la quale inviterebbe all’iscrizione ai suoi corsi, i quali sarebbero conformi alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di naturopatia. Si tratta, evidentemente, dell’ennesima bufala: l’OMS non ha, tra i suoi compiti istituzionali, quello di regolamentare l’esercizio di professioni non ancora riconosciute e tantomeno di fornire linee guida per la naturopatia. Del resto, si pensi che tale scuola, senza paura di esporsi al ridicolo, insegnerebbe tra l’altro, omeopatia ( che appartiene alla competenza di altra figura professionale) e persino “medicina quantistica” (insegnata da un fisioterapista!), credendo davvero che tutti siano così ignoranti e sprovveduti da lasciarsi ingannare da questa plateale stupidaggine. Ora che la bufala del riconoscimento di alcune scuole di naturopatia all’interno di un leggendario elenco tenuto dal CNEL è stata definitivamente smascherata, si prova a cercare nuovi argomenti di vendita riferendosi a Organizzazioni internazionali e a relativi documenti segreti, di cui forse solo trasmissioni come “Voyager” o “Mistero” sveleranno i contenuti.
Professione naturopata e bufala delle linee guida OMS.
Il testo delle linee guida per l’esercizio della naturopatia secondo l’OMS, in realtà, non è, e non poteva essere, un documento che ufficialmente definiva le competenze del naturopata, perchè non spetta all’OMS questo compito. Si tratta, in realtà, di un documento politico, ideato, scritto, elaborato e diffuso dalla regione Lombardia per soddisfare, principalmente, a nostro parere, precisi interessi politici e di potere, sotto l’egida dell’OMS. Infatti, tali linee guida sono in netto contrasto con ciò che viene insegnato nelle scuole di naturopatia, ma anche con le disposizioni di legge in materia.
Professione naturopata e medicina alternativa.
Si osservi che agopuntura, omeopatia e manipolazioni osteoarticolari (p.4) sono attività di esclusiva competenza medica, in base alle disposizioni di legge che attribuiscono solo a medici o a operatori laureati in discipline paramediche come i fisioterapisti, la legittimità di questo tipo di intervento clinico, ma anche in base alle sentenze emesse dalla Corte di Cassazione in tema di prescrizione di farmaci omeopatici (del resto, le scuole di omeopatia non accettano al loro interno naturopati che non siano medici). In base a queste disposizioni, quindi, l’attività del medico agopuntore o omeopata, o del fisoterapista osteopata, sarebbero tipiche attività naturopatiche, cosa che non è nella maniera più assoluta. Infatti, le linee guida sono costrette a distinguere tra quelle destinate a regolamentare l’attività dei medici da quella dei non medici, prevedendo, tra l’altro, ben 400 ore di tirocinio supervisionato (non si sa da chi, nè dove), tirocinio che nessuna scuola di naturopatia ha mai previsto nei suoi programmi.
Professione naturopata e monte ore: un’altra bufala.
Altrettanto ridicola è l’indicazione del numero di ore necessario per la formazione, cioè almeno 1500, che sono una esagerazione, superiori a quelle che in qualsiasi facoltà universitaria con obbligo di frequenza a tempo pieno vengono impartite. Inoltre, non esiste , se non nell’ambiente provinciale e illusorio delle scuole di naturopatia, la regola leggendaria secondo cui un corso deve prevedere ore di lezione, e non crediti, come avviene ormai in tutte le università del mondo. Si consideri che, secondo tali linee guida, le sole ore di lezione che dovrebbero essere dedicate a materie di competenza medica unite a quelle di tirocinio supervisionato sono in quantità superiore a quelle effettive previste in totale nei tre anni delle scuole di naturopatia.
Professione naturopata e naturopatia tradizionale.
Tralasciando quindi le indicazioni relative ai medici, i naturopati tradizionali dovrebbero, secondo queste linee guida lombardo-internazionali, seguire una formazione che, in realtà, solo un percorso accademico in ambito sanitario può offrire, dovendo acquisire professionalità basata sulla conoscenza di anatomia, fisiologia a e patologia, anamnesi, medicina di pronto soccorso e di prima assistenza (assolutamente vietata a personale non sanitario e non appositamente abilitato), oltre che omeopatia, per esempio, ormai non più insegnata in nessuna scuola di naturopatia, e il cui esercizio la giurisprudenza attribuisce solo alla classe medica. Non c’è il minimo accenno allo studio di medicina quantistica e di biorisonanze, che invece la scuola di Padova, unica in italia, a quanto pare, a volersi adeguare a queste linee guida, considera fondamentali. L’impressione è che ognuno, qui, tiri acqua al suo mulino, nel disprezzo per le effettive esigenze dei cittadini.
Comunque, anche in questo caso, diamo per buone queste affermazioni. Quindi, si adotti il testo delle leggi che regolamentano la naturopatia in altri Paesi (il problema è che nessuno le ha mai viste) e si regolamenti la materia secondo le linee guida dell’OMS (anche qui, nessuno ne conosce l’esistenza, tranne i titolari di questa scuola, unica in Italia ad essersi accorta di questa iniziativa dell’OMS). Ma allora, come faranno tutti quei naturopati che non hanno mai studiato medicina quantistica e omeopatia? E come si farà a studiare seriamente medicina, se non istituendo una apposita facoltà universitaria di naturopatia, nella quale docenti della facoltà di medicina insegnino le materie di competenza medica, accanto a fisioterapisti che insegnano medicina quantistica e biologhe che insegnano i fiori di Bach e la cura tramite gli angeli custodi?. Già, dimenticavo: la naturopatia è diffusa e regolamentata in tutto il mondo, per cui il problema non esiste. Basta adeguarsi alle leggi che la disciplinano. A proposito, se qualcuno le individuasse, ci farebbe molto piacere leggerle. Davvero.
