Regolamentazione della naturopatia e professioni non organizzate: ecco le nuove bufale- UNIPSI
Il Decreto legge n. 3270 recante Disposizioni in materia di professioni non organizzate sta viaggiando sul web, illudendo migliaia di aspiranti naturopati circa il fatto che, senza colpo ferire, da oggi chiunque ritenga di guarire qualsiasi malattia con qualsiasi sistema, compresi i sacrifici di animali o le danze rituali, potrà esercitare liberamente, purchè faccia parte di una associazione. Ricordiamo che, perché esso abbia effettiva attuazione, sarà necessario procedere alla definizione delle norme, delle regole, dei criteri e degli organismi che saranno deputati all’applicazione pratica di questa ridicola iniziativa legislativa. In ogni caso, esso potrà sempre essere impugnato, cosa che, in subordine, avverrà puntualmente, in quanto esso non produce, almeno per quanto riguarda le professioni sanitarie (cui molti vorrebbero includere naturopatia e altre discipline bionaturali) alcuna garanzia per il cittadino, ma si limiterebbe a creare un sistema parallelo di associazioni che si riconoscono da sole.
Invitiamo il lettore, come sempre, a riflettere con semplice buon senso sulla serietà di questa ennesima iniziativa commerciale, non legislativa, dalla quale la nostra Università popolare si è sempre dissociata, perchè, come le altre associazioni serie del settore, non vogliamo essere inseriti in un sistema illusorio di falsi riconoscimenti, privi di effettiva validità legale, e quindi accomunati a guaritori, maghi, astrologhi, cristalloterapeuti e simili. Inoltre, si consideri che la nostra, come le altre Università Popolari, si pone al di fuori di questi squallidi giochi politici, in quanto aderisce al Consorzio Nazionale delle Università popolari, il quale gode già di personalità giuridica riconosciuta specificamente per legge fin dal 1991 dal Ministero dell’Istruzione. I nostri soci, quindi, sono già forniti di una certificazione che le altre scuole cercheranno di ottenere con questa legge fasulla, e non hanno bisogno di ulteriori riconoscimenti.
Questa legge, per quanto riguarda le cosiddette discipline bionaturali o medicine non convenzionali, tra cui spicca la naturopatia, è l’ennesima bufala. Le bufale precedenti si sono già sgonfiate, e occorreva rinnovare la suggestione e l’illusione nelle prospettive della naturopatia per vendere ancora corsi e prodotti inutili.
Migliaia di allievi ed ex allievi di Riza e di altre società commerciali per la vendita di corsi inutili saranno in fibrillazione, perchè come ogni miraggio, il riconoscimento della professione sembra ancora una volta a portata di mano. I più vecchi di loro cercheranno di dimenticare le bufale precedenti, ma noi siamo cattivi e ve le riproponiamo, a futura memoria.
Vediamone una breve storia:
- la bufala del riconoscimento a livello europeo, fallita miseramente e caduta nel dimenticatoio.
- poi la legge regionale, la prima di una lunga serie in Piemonte, cui ne sono seguite a decine fino a che non ci si è accorti che le nuove professioni possono essere regolamentate solo da una legge nazionale.(ancora oggi ci sono molti sprovveduti emiliani, gli ultimi della serie, che sono davvero convinti di essere gli unici privilegiati ad esercitare queste discipline legittimamente: gli altri, nel resto d’Italia, chissà come, pare che esercitino clandestinamente e nell’illegalità).
- Poi, allora, la legge nazionale, in realtà consistente in una miriade di proposte e disegni di legge velleitari, ridicoli e superficiali, che si sono sempre arenati per l’inconsistenza stessa dei contenuti.
- Poi la bufala dell‘iscrizione al CNEL, il quale ha rivelato, quando è stato finalmente interpellato, di non aver mai istituito un elenco di professioni da esso riconosciute.
- Si è passati al riconoscimento tramite un Paese europeo nel quale, si diceva, la naturopatia è regolamentata: la famosa Università Belga Jean Monnet ha proposto e propone ancora oggi la possibilità di conseguire un Diploma che godesse del riconoscimento di una organizzazione privata collocata in un Paese straniero. In realtà, la naturopatia non è espressamente regolamentata, nei suoi contenuti e limiti di esercizio, in nessun Paese europeo ( è semplicemente non vietata se non viola la legge, come è anche in Italia).
- Non poteva mancare, ancora oggi, una organizzazione di personaggi sulla cui onestà intellettuale e morale ci permettiamo di sollevare forti ed eufemistici dubbi, che ancora oggi millantano un percorso accademico accreditato tramite partnership con una piccola e ininfluente università privata spagnola. Peccato che quest’ultima, per sua stessa, onesta ammissione, non rilasci titoli legali neanche in Spagna, figuriamoci per l’Italia, in quanto neppure in Spagna l’attività di naturopata è regolamentata, ma solo prevista genericamente.
- Alcuni, da Nord a Sud, hanno provato a ingannare il prossimo con il rilascio di patentini del CONI, o di Associazioni sportive a livello nazionale, e qualche ingenuo ha effettivamente abboccato.
- Altri ancora hanno illuso il prossimo, ma non senza spillargli molti quattrini, con la stupidaggine del Patrocinio di un sindacato (i sindacati sono associazioni private che non possono concedere nessun patrocinio avente qualche significato e validità), il quale dovrebbe fornire una certa garanzia per cui, il giorno in cui la famosa legge di regolamentazione vedrà la luce, saranno i primi a vedersi conferita, così, d’amblè, una laurea in naturopatia, in quanto patrocinati da un sindacato.
- Non poteva mancare la più grande organizzazione italiana di vendita di corsi e diplomi inutili, talmente potente da impedire qualunque critica ad essa tramite la minaccia di azioni legali, che le ha provate tutte, a cominciare dall’istituzione di un fantomatico corso seminariale universitario che, appena lanciato sul mercato, è stato subito abortito per manifesta inutilità.
- Ci ha provato, non senza il sospetto di interessi non del tutto accademici, l’Università La Sapienza di Roma, che ha lanciato sul mercato un Master annuale, il quale, come sanno tutti, tranne i naturopati, non abilita all’esercizio di nessuna professione, ma fornisce soltanto una serie di informazioni su certe materie. Infatti, dopo la prima edizione, questo Master non esiste più.
- Una scuola di Torino, tal Mirdad, che insegna a parlare con gli angeli custodi (i quali, come noto, sono tutti favorevoli all’omeopatia) si è anche pubblicizzata come ente erogatore di corsi in naturopatia parauniversitari. Molto para, ma per nulla universitari, in realtà. Anche questi non esistono più come tali.
In definitiva, un Decreto legge come quello attualmente approvato solo come tale, è solo un Decreto legge, e non sarà mai convertito in legge, come è regola negli ultimi quindici anni, perchè sarà impugnato, come è sempre avvenuto per casi simili, almeno per quanto riguarda le attività che pretendono di occuparsi di cura delle malattie, di salute e benessere. Esso non regolamenta assolutamente le professioni non regolamentate, e non potrebbe farlo, perchè la regolamentazione deve essere relativa a ogni singola disciplina e non all’ingrosso, come si vuol far credere, per tutte le pratiche, dalla lettura dei tarocchi all’osteopatia.
La nostra opinione è che si tratti dell’ennesima iniziativa elettoral-propagandistica che non avrà alcun seguito, e che, comunque, non riguarda le istituzioni denominate Università popolare, ben al di sopra di queste operazioni prive di seri contenuti, e che godono di un riconoscimento autonomo, che non abbisogna di adesioni a forme di illusoria garanzia per il cittadino.
La nostra è una Universtità popolare, non una semplice associazione, e il Consorzio Nazionale non ha neppure espresso commenti su questa legge, la quale, se non impugnata, come avverrà sicuramente nei prossimi giorni, , non avrà comunque seguito per quanto riguarda, come si diceva, attività che si rivolgono alla cura dei cittadini, sotto qualsiasi forma, le quali restano prerogativa della classe medica e, in subordine, di quella degli psicologi.
In ogni caso, in quanto Università popolare, siamo e cerchiamo di porci al di fuori di questi squallidi giochi politici ed economici, e la garanzia per il cittadino, per quanto ci riguarda, viene dall’autorevolezza della nostra istituzione, che vanta secoli di storia, e non da una legge che accomuna lettori di tarocchi e guaritori di ogni tipo, senza offrire alcuna seria garanzia. La quale, oltretutto, richiederebbe l’istituzione di apposite commissioni che sottopongano a verifica anche i contenuti delle discipline di cui si occupano le associazioni, cosa impossibile e improponibile seriamente, date le decine di migliaia di esse.
Naturalmente, se ci saranno sviluppi di qualsiasi tipo, il CNUPI, cui aderiamo, sarà il primo ad adottare i provvedimenti necessari, ma dal silenzio che circonda questa iniziativa poco seria (al di fuori del mondo ingenuo dei naturopati, sobillati dagli interessi economici delle scuole di naturopatia tradizionale), ci sembra che non ce ne sarà bisogno.

