Da quando omeopatia e altre tecniche o discipline pseudoscientifiche esistono, i loro sostenitori propagandano l’efficacia, la validità e l’utilità dei medesimi in aperto dispregio dell’evidenza contraria e delle valutazioni opposte dalla comunità scientifica internazionale. Come se ciò non bastasse, la semplice osservazione dei fatti dimostra come esse non riescano a diffondersi e ad affermarsi, nonostante l’abile propaganda delle aziende e dei “professionisti” interessati, e ciò per il semplice fatto che, proprio nei fatti, non mostrano alcuna efficacia superiore al placebo, né hanno mai portato alcun beneficio documentabile alla ricerca scientifica.
Sotto il profilo psicologico, o forse psicopatologico, quello che più ci stupisce è però la constatazione dell’assoluta imperturbabilità dei seguaci di queste pseudoscienze di fronte alle critiche, all’ indifferenza, alle evidenze logiche e scientifiche che dimostrano da sempre come esse non possano aspirare al riconoscimento di strumenti terapeutici o diagnostici ma siano sempre e comunque qualificabili come illusori e ingenui (o ignobili, a seconda dei punti di vista) strumenti di pseudo guarigione. In altri termini, essere continuamente considerati come ciarlatani, cialtroni o truffatori non sembra turbare minimamente omeopati e altri falsi guaritori. Qualunque professionista della salute o medico che abbia un minimo di dignità non potrebbe accettare di essere ridicolizzato e di vedere la terapia che egli utilizza definita come “bufala” o priva di assoluto fondamento scientifico, inutile o truffaldina, ecc. Eppure questo è ciò che avviene quotidianamente e da anni, tramite gli studi pubblicati su riviste scientifiche riconosciute internazionalmente, le quali bollano omeopatia e altre tecniche magiche come inutili, a attraverso i pareri espressi da decine di premi Nobel e della quasi totalità della comunità scientifica internazionale. Del resto, se proprio non si vuol considerare il parere della scienza, basta una semplice ricerca su Internet per essere sommersi di valutazioni negative su questi metodi di cura. A fronte di tutto ciò, medici e altri operatori, a quanto pare privi di dignità personale e professionale, fanno finta di niente e continuano a praticare le loro inutili cure senza mai riuscire a dimostrarne l’efficacia.
Si consideri, all’opposto, cosa accadrebbe se qualcuno al mondo sostenesse l’inefficacia degli antibiotici, l’inutilità della ricerca sul cancro, oppure semplicemente mettesse in dubbio l’efficacia terapeutica di antinfiammatori e analgesici, Impensabile, e infatti nessuno ha mai neppure pensato di sostenere una simile idea. Eppure milioni di persone, invece, continuano a denunciare lo scandalo di pseudo medicine inutili, ma che sottraggono risorse a ricerche e a cure oggettivamente più utili, senza che l’Ordine dei medici prenda una posizione definitiva sul tema, e lasciando quindi che quella parte dei suoi medici che si dilettano in queste pratiche illusorie screditino con la loro mediocrità e superficialità l’intera categoria..
Ci chiediamo: possibile che nessun medico seguace di qualche medicina alternativa abbia mai un sussulto di orgoglio e, offeso nella propria dignità professionale e personale, raccolga intorno a sé il consenso di tutti i suoi colleghi, e si opponga a quella che, dal suo punto di vista, dovrebbe apparire come una campagna di diffamazione? Perché questo non avviene? L’unica risposta consiste nel fatto che la minima intelligenza residua di questi personaggi li induce a ritenere che qualsiasi loro protesta si risolverebbe in una ennesima sconfitta e accrescerebbe il discredito per le loro pseudo cure. Probabilmente, la loro astuta strategia, simile a quella di tutti i ciarlatani, consiste nel mantenere un bassissimo profilo, limitandosi a diffondere tramite canali diversi e protetti le loro false affermazioni.
Ma questa considerazione conduce necessariamente alla conclusione seguente: se questi sono i presupposti, delle due l’una: o gli omeopati sanno che le loro cure sono inutili, e quindi se continuano a praticarle è solo perché ne hanno una convenienza economica, oppure essi sono davvero convinti che queste pratiche magiche non siano in contrasto coi principi scientifici della loro professione, e si illudono che le guarigioni dovute al placebo o a meccanismi omeostatici dipendano dalle loro cure, e allora andrebbero sottoposti essi stessi a cure psicoterapeutiche intensive, oltre a dover riprendere gli studi dal principio, dal momento che sembrano non aver compreso le basi della filosofia della scienza e del rispetto per il prossimo.