Il riconoscimento legislativo all’esercizio dell’attività di naturopata. Professionisti o ciarlatani?
Nonostante la maggior parte delle scuole di naturopatia preferisca lasciar credere che l’esercizio dell’attività di naturopata sia condizionato dal conseguimento di un Diploma, in realtà, esso è assolutamente libero e può essere praticato, teoricamente, da chiunque sia in regola con la normativa fiscale, senza alcun titolo di studio “riconosciuto” o meno.
La responsabilità verso il prossimo e il senso etico della professione richiedono però che chi pratica una attività a contatto con il pubblico, e rivolta al benessere delle persone, sia competente in materia di salute (non in materia di malattie, come le scuole di naturopatia vogliono far credere), conosca perfettamente i propri limiti di azione e di competenza e, specialmente, non creda davvero di poter curare le malattie in maniera alternativa sostituendosi al medico (come insegnano a fare la maggior parte delle scuole di naturopatia tradizionale). E’ ormai assodato che l’attività praticabile (al di fuori dell’ambito medico sanitario di cura delle malattie) nel settore della cura della salute e del benessere è una attività di consulenza e di informazione, e non certo di prescrizione o di intervento terapeutico diretto su disturbi, “squilibri” o patologie.
Quindi, la maggior parte delle materie insegnate dalle scuole di Naturopatia tradizionale con l’illusoria prospettiva di poter essere oggetto di pratica professionale sono assolutamente inutili, se non per puro interesse personale, perchè, non avendo alcun serio fondamento scientifico, rientrano tra le pratiche magiche utilizzate da guaritori e ciarlatani in genere. L’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi) infatti, certifica il percorso formativo di Counseling in scienze naturopatiche proposto dalla prima scuola di Counseling in naturopatia, l’unica in grado di formare consulenti scientifici in naturopatia i quali possono esercitare, eticamente, professionalmente e legittimamente, l’attività di consulenza in naturopatia.
Per approfondimenti, potete scaricare il video del Presidente Uni.Psi., dr. Guido A. Morina, cliccando sul link seguente.
http://www.youtube.com/watch?v=ufcFvzasQVw
Per questo motivo l’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)ha presentato la Proposta di legge per l’istituzione della Facoltà di Scienze della Salute e il suo Codice deontologico, qualificando la sua proposta formativa come l’unica seria e professionale nel settore. Infatti, si consideri che solo le scuole di formazione che insegnino l’esercizio professionale della consulenza in materia di salute, secondo la visione scientifica, troveranno posto all’interno di una legge di regolamentazione della materia. In nessuna facoltà universitaria del mondo (tranne quelle private, che sono libere di insegnare anche l’astrologia e la magia nera), infatti, è concepibile un percorso di laurea che insegni a utilizzare a scopo terapeutico la floriterapia di Bach, l’astrologia medica, la cristallo terapia o le tecniche “energetiche di cura, ma solo discipline che abbiano avuto conferma da precisi e concordanti studi e ricerche condotti secondo il metodo scientifico.
La proposta dell’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi) è anche l’unica che soddisfa i requisiti di livello universitario ai fini dell’eventuale abilitazione all’esercizio della professione (se e nel caso che questa sia riconosciuta come tale), in quanto prevede un percorso di studi approfondito, scientificamente supportato e professionale di livello superiore a quello delle altre scuole, senza speculare sui suoi allievi, come fa la maggior parte delle scuole di naturopatia tradizionale, proponendo continui, inutili e illusori aggiornamenti ai fini di una promessa, mai mantenuta, di riconoscimento dei titoli da esse rilasciati.
Si consideri, infatti, che il Piano di Studi dell’ Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi) prevede un percorso triennale per il conseguimento del Diploma di consulente della salute che coniuga la formazione teorica con il tirocinio ed esercitazioni pratiche.
Il percorso, infatti, abbina nel primo anno della scuola Superiore di Counseling in naturopatia (a numero chiuso, previa selezione) le lezioni per il superamento dei primi sette esami della scuola di Scienze naturopatiche con esercitazioni e tirocinio pratico, in un programma intensivo che copre 800 ore di crediti formativi, secondo il regolamento dell’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi). Ad esso seguono due anni di lezioni teoriche (altri tredici esami complessivi e la tesi finale) con quote di partecipazione accessibili a tutti (395 euro l’anno) che certificano altre quattrocento ore di formazione per il secondo e altrettante per il terzo. Si arriva così a ben 1200 ore in tre anni, cui si aggiungono, sia per esigenze di approfondimento personale, sia nell’eventualità che ciò sia richiesto da un’eventuale legge istitutiva della professione, altre 400 ore di tirocinio teorico pratico (scuola annuale in Terapia craniosacrale) o l’anno di specializzazione on-line in nutrizione, erboristeria e scienze naturopatiche.
Per questi motivi, e per quelli che vi confermerà la lettura dei testi e manuali della nostra Casa Editrice e delle centinaia di articoli scaricabili dai nostri siti web, ribadiamo l’assoluta superiorità dell’insegnamento delle nostre scuole rispetto a quello di materie prive di fondamento scientifico delle scuole di naturopatia tradizionale. Solo i titoli e la formazione che seguono all’ insegnamento di materie scientifiche potranno essere oggetto di valutazione da parte del legislatore che si accinga, eventualmente, al riconoscimento delle scienze della salute, tra cui quelle naturopatiche. Lo studio, pagato a carissimo prezzo, di materie inutili, di fantasia, spesso ridicole nei loro fragili presupposti, che sono insegnate dalle scuole di naturopatia tradizionale, senza alcun metodo né fondamento scientifico, o è inutile, o espone soltanto al rischio di denuncia per esercizio abusivo della professione medica o psicologica, o, peggio, all’accusa di abuso della credulità popolare, ponendo i naturopati sullo stesso piano di astrologi, cartomanti, guaritori e ciarlatani in genere.
Se così non fosse, esisterebbero migliaia di medici naturopati, così come esistono migliaia di medici omeopati o agopuntori, e invece non ci sono. Vi siete mai chiesti perchè?
Guido A. Morina
Presidente Uni.Psi

