Naturopatia e Solgar: un connubio farmaceutico?
Da sempre UNIPSI mette in evidenza la contraddizione di una pratica, la naturopatia, che si dichiara non medica ma che utilizza rimedi per la cura di patologie. Naturopatia e Solgar dovrebbero essere due termini antitetici, poiché la naturopatia dovrebbe occuparsi di salute mentre la Solgar e le aziende del settore dei farmaci naturali dovrebbero occuparsi di cura di patologie.Pubblichiamo volentieri la mail di una nostra allieva, biologa e counselor, relativa all’ultima iniziativa commerciale della rispettabilissima azienda Solgar.
NATUROPATIA E SOLGAR. UN CONNUBIO FARMACEUTICO?
Grazie al percorso seguito presso la Scuola Superiore di Counseling e la validissima guida del dr. Morina, posso testimoniare con sempre maggiore determinazione come la naturopatia si sia ridotta a una disciplina utile solo per fare il gioco delle aziende farmaceutiche del settore “bionaturale”.
L’interesse per la persona, l’olismo, la cura del tutto e non delle singole patologie sono solo parole usate per vendere prodotti, siano essi integratori, siano i corsi delle scuole di naturopatia.
Basti osservare che cosa c’entri con la cura olistica del benessere l’ultimo raduno di naturopati richiamati dall’azienda Solgar, dove nessuno dei relatori è naturopata e sente il bisogno di diventarlo, ma si rivolge di preferenza a questa categoria di dilettanti allo sbaraglio. I tre relatori, infatti, sono una farmacista, che grazie a questa specifica competenza, parlerà di performance ed endurance nello sport e di invecchiamento; una biologa che parla di stress, abbronzatura e dimagrimento, e una biotecnologa industriale che illustrerà l’integrazione commerciale per le estetiste.
Nessuna di queste ottime professioniste si è mai occupata di naturopatia, e nessuna di esse, naturalmente, si è mai nemmeno preoccupata del fatto che quello che insegnano a somministrare sono sostanze biochimiche, ma i soggetti cui sono somministrati sono molto di più di un insieme di parti organiche soggette alle leggi della farmacologia, della chimica e della biologia: sono persone. Nessuna competenza in psicologia e in counseling, a quanto pare, è richiesta per parlare della salute delle persone: basta conoscerne il funzionamento dal punto di vista biochimico, e quali sostanze disponibili in farmacia possono combattere, allopaticamente, disturbi e patologie, la cui cura sarebbe di competenza medica.
Ci vorranno anni, sicuramente, perché ci si renda conto che parlare di salute senza conoscere il comportamento umano sotto il profilo psicosociale significa prendere in giro se stessi e gli altri, e cioè pensare di produrre dei risultati che sono di competenza medica, agendo su persone e non su processi chimici.
Mi rendo sempre più conto che solo l’Università di Scienze della Salute di Torino non persegue il profitto commerciale e si occupa davvero di salute. Del resto, perché stupirsi? Il progresso è sempre dipeso dall’azione di pochi, non certo di quella della massa che segue le mode o chi grida più forte degli altri.
Dr.ssa Federica Germano
