Omeopatia e omotossicologia: illusionismo terapeutico a danno dei pazienti. Uni.Psi.
Come noto, di fronte all’evidente inefficacia dell’omeopatia nella cura anche delle più lievi malattie, (le uniche su cui essa pretende di agire) è stata introdotta più recentemente una sua variante, l’omotossicologia, anch’essa centrata su una concezione medievale della cura medica come lotta senza quartiere ai sintomi della malattia, nel totale disinteresse per gli aspetti psicosociali di essa. Lo scopo fondamentale di questa trovata pubblicitaria, ci pare, è quello di confondere le già confuse idee dei praticanti dell’illusionismo omeopatico, introducendo alcuni correttivi, i quali possano giustificare, in qualche modo, l’evidente inutilità dell’omeopatia stessa. In particolare, una delle più straordinarie invenzioni degli ultimi decenni partorita da una mente creativa al limite della follia, è stata la “scoperta” dei farmaci allopatici omeopatizzati. Non bastavano i nosodi, non bastavano gli estratti di tessuti di maiale omeopatizzati (la delirante pratica dell’organoterapia): l’armamentario degli illusionisti terapeutici omeopatici si doveva arricchire di nuovi trucchi per sbalordire un pubblico sempre più scettico. In pratica, questa scoperta consiste nel prendere un normale farmaco, o il principio attivo di una pianta, diluirlo, ma non troppo, trasformandolo in un farmaco low dose, somministrarlo secondo lo stesso approccio allopatico della lotta alla malattia (tramite il principio del contrario e non del simile omeopatico) e sperare che, col contributo dei processi di riparazione dell’organismo, si produca qualche effetto. E’ sempre utile, a sostegno di tale assurdità, riferirsi a studi di medicina quantistica e ad esperimenti di fisica dei quanti, in modo da gettare ulteriore fumo negli occhi degli sprovveduti consumatori /pazienti, e la vendita di prodotti inutili, tranne per chi li prescrive e li vende, può continuare.
L’omotossicologia rappresenta oggi l’ancora di salvezza degli omeopati, i quali possono giustificare le superstizioni, le pratiche magiche, le evidenti assurdità, contraddizioni e affermazioni ridicole dell’omeopatia, utilizzando complessi omeopatici-omotossicologici in cui c’è un pò di tutto, di tutto un pò per ogni esigenza del consumatore, sostenendo che i loro farmaci (gli stessi) agiscono sia secondo il principio omeopatico del simile, sia di quello allopatico e omotossicologico del contrario. Uno straordinario gioco di prestigio terapeutico, che, a tutt’oggi, non ha condotto a nessun beneficio per nessuno, tranne per le sempre più ricche casse delle aziende omeopatiche, floriterapiche, omotossicologiche, omeosinergetiche, organoterapiche, nosoditerapiche e chi più ne ha, più ne metta. Tanto, più si crea confusione in materia, e più gli omeopati possono agire indisturbati, prescrivendo a destra e a manca tutti i tipi di rimedio che passino loro per la testa, dai farmaci allopatici fino alle pratiche magiche della omeopatia e potendo tacciare di ignoranza coloro che non mostrino dimestichezza con le folli teorie dei loro personaggi mitici di riferimento.
E’ desolante osservare come esistano affermazioni candidamente pubblicate su siti web nelle quali si sostiene l’esistenza di prove dell’efficacia di queste forme di illusionismo terapeutico, utilizzando le stesse espressioni sintattiche e fornendo le stesse prove inutili per la pratica clinica. Esattamente come i sostenitori dello sbarco di extraterrestri sul nostro pianeta ogni tantoi portano le prove di un avvistamento di UFO, allo stesso modo, con ossessiva regolarità, qualche omeopata richiama gli adepti ai risultati di qualche ricerca la quale, ogni volta, confermerebbe definitivamente l’efficacia dell’omeopatia. Il deficit cognitivo che caratterizza gli omeopati impedisce loro di cogliere un dato logico, e cioè che se l’omeopatia è efficace non occorre provarne l’esistenza, la si usa in tutto il mondo e basta. In più, se da due secoli ci si ostina a cercarne le prove, il comportamento diventa chiaramente patologico. E’ del mostro di Lochness che bisogna provard l’esistenza, cioè di qualcosa in cui molti vorrebbero credere; a nessun medico viene in mente di fornire le prove dell’esistenza della medicina scientifica, o quella dell’efficacia degli antibiotici, semplicemente perché non ce n’è bisogno.
Ripetiamo che noi, a differenza di tanti nostri colleghi, non pensiamo assolutamente che gli omeopati siano necessariamente stupidi e neppure che siano in mala fede: pensiamo soltanto che siano “diversamente intelligenti”: turbe psichiche di cui non hanno consapevolezza li conducono a cercare strategie cognitive legate al pensiero magico, quello che supera a piè pari le regole della logica e il principio aristotelico di non contraddizione, per esempio. Affermare di curare con l’omeopatia (principio del simile) pur essendo a tutti gli effetti medici allopatici (principio del contrario), era già un evidente problema di dissonanza cognitiva. Ma, restando nell’ambito delle cure magiche, prescrivere per le stesse malattie farmaci che agiscono secondo il principio del simile insieme a quelli che agiscono secondo il principio opposto del contrario, magari inseriti all’interno dello stesso rimedio o dello stesso protocollo di cura, significa che il turbamento psichico rasenta la patologia.
Come sempre restiamo in attesa delle piccate repliche degli omeopati-omotossicologi, i quali esordiranno proclamando i dati di vendita dei loro prodotti, e proseguiranno tacciando di ignoranza e chiusura mentale il sottoscritto, per poi concludere riferendosi a qualche studio condotto da personaggi che solo gli omeopati conoscono, e che avrebbe dimostrato tutto, dall’esistenza di Dio a quella dell’efficacia dei farmaci omotossicologici.
Guido A. Morina
