Prove scientifiche dell’efficacia dell’omeopatia e avvistamenti di UFO
Prove scientifiche dell’efficacia dell’omeopatia e avvistamenti di UFO
Stupidità, malafede, o semplice ignoranza? In ogni caso, diffondere notizie false e inverosimili circa l’efficacia dell’omeopatia è un’azione moralmente riprovevole.
La fede nell’efficacia dell’omeopatia si rivela una semplice manifestazione di fuga infantile dalla realtà, tanto più riprovevole in quanto diffusa da medici che dovrebbero occuparsi di curare le patologie con sistemi di cura scientificamente approvati e non inseguendo fantasie infantili come quelle degli ufologi. Le prove dell’efficacia dell’omeopatia vengono infatti evidenziate dagli omeopati con le stesse modalità e la stessa superficialità con cui persone altrettanto psicologicamente deboli diffondono con entusiasmo le notizie di avvistamenti di UFO.
Facciamo riferimento alla e-mail inviataci da un nostro allievo, che riporta la raccolta di informazioni che vorrebbero dimostrare scientificamente l’efficacia della omeopatia, curata da una certa dottoressa Emanuela Russo.
È sempre sorprendente constatare come persone che dovrebbero avere avuto una formazione in ambito scientifico non conoscano neppure i fondamenti del pensiero, del metodo e della ricerca scientifica. Nella antologia di studi raccolti da questa dottoressa si evince come la fede nell’omeopatia possa qualificarsi come una vera e propria alterazione nel funzionamento coerente dei processi mentali razionali. L’insistenza con cui gli omeopati, come la dottoressa in questione, continuano a utilizzare il termine “dimostrazione scientifica” con riferimento a singoli studi prova il fatto che questi personaggi ignorano proprio i principi fondamentali che, nel rispetto dell’intelligenza del prossimo, ispirano il pensiero e il metodo scientifico. Il fatto che “negli ultimi 15 anni numerose riviste, le più autorevoli in ambito medico e scientifico abbiano “dimostrato” l’efficacia terapeutica dell’omeopatia e dell’omeotossicologia” è un’affermazione totalmente falsa, in quanto queste riviste hanno semplicemente pubblicato singoli studi (sempre giudicati da scienziati seri non correttamente condotti e non sufficienti a dimostrare i miracolosi risultati proclamati dagli omeopati) i quali non possono di per sé convalidare un intero sistema di cura, ma soltanto mostrare i risultati di una sperimentazione su un singolo rimedio e su una singola patologia, in specifiche condizioni non generalizzabili.
La tendenza degli omeopati, invece, a generalizzare un dato da loro interpretato come inequivocabile a dimostrazione del fatto che da esso si possa ricavare l’assoluta certezza circa l’efficacia di un sistema pseudo farmacologico molto complesso, è chiaramente indice di deficit intellettivo, di ignoranza o di malafede. Ogni persona di buon senso, e non solo gli scienziati, sa perfettamente che un singolo studio non dimostra nulla. Uno studio mostra e non dimostra dei risultati i quali, per essere considerati scientificamente accettabili, devono essere convalidati da numerose prove ulteriori, condotte in condizioni controllate in tempi diversi e da equipes diverse di ricercatori.
Il fatto che alcune di queste dimostrazioni non siano imputabili al caso, è un altro dato che dimostra la povertà intellettuale e culturale dell’omeopatia: è facilissimo per chiunque, per esempio, raccogliere un gruppo di persone e far tirare una moneta per 10 volte a ciascuna di esse; dopodiché, è sufficiente isolare i casi in cui il lancio di moneta ha portato a risultati apparentemente non imputabili al caso, come, per esempio, 8,9 o anche 10 testa oppure otto, 9,10 croce, e abbiamo avuto la” dimostrazione” che quelle persone sono in grado di influenzare con la loro energia mentale il lancio della moneta.
E’ poi sorprendente osservare la dabbenaggine e la mancanza di rispetto per le regole di base dell’informazione e della comunicazione, evidente e deplorevole quando vengono citate come prove scientifiche le opinioni di omeopati. Per esempio, il dottor Bellavite, secondo cui “ l’opinione che non esistono prove scientifiche sull’efficacia clinica dello omeopatia va confutata”. O le conclusioni di tal Reilly, pubblicate su una rivista non scientifica come Alternative Therapy Health Medicine ( il cui contributo al progresso della medicina è totalmente nullo) secondo cui le evidenze a favore dell’omeopatia sono ampiamente disponibili e praticamente ignorate (tralasciamo di sottolineare la tendenza infantile a drammatizzare la tesi del complotto internazionale che riuscirebbe a nascondere tali prove). Ancora, si pretende con una impudenza giustificata solo dall’ignoranza, di considerare prova dell’efficacia dell’omeopatia uno studio del 1997 di tal Linde, che consiste in realtà in una meta analisi (priva della possibilità di dimostrare l’efficacia di un sistema intero di cure), per il solo fatto che gli autori dello studio si dichiarano convinti che i risultati a favore dell’omeopatia non siano dovuti al caso, contrariamente all’opinione della comunità scientifica. Dopodiché si citano singoli studi su singole riviste uno del 1989 uno del 2000, una del 2006.
È chiaro a tutti, tranne che agli omeopati, che singoli studi non significano nulla e che se restano tali significa che non hanno prodotto alcun interesse nella comunità scientifica. In conclusione, ci piace fare osservare come la modalità con cui gli omeopati diffondono al mondo la loro fede nell’efficacia del loro sistema di cure, è esattamente la stessa utilizzata da ufologi e amanti del paranormale. Entrambi si limitano a citare testimonianze, opinioni, casi aneddotici non verificati, ricerche che non dimostrano ciò che essi vorrebbero dimostrare, studi effettuati in spregio a quelle che sono le regole fondamentali della ricerca scientifica, studi finanziati dalle aziende omeopatiche che vorrebbero dimostrare l’efficacia dell’omeopatia, insomma qualcosa di molto simile agli avvistamenti di UFO che vengono regolarmente effettuati qua e la, in giro per il mondo. Anche gli omeopati, come gli ufologi, ritengono di essere vittime di un sistema corrotto e delinquenziale costituito dalla comunità scientifica internazionale, dalla classe medica, e, in genere da tutti coloro che come noi rifiutano di aderire a credenze così ridicole, il quale riuscirebbe a sopprimere la verità per puri interessi economici. Ricordiamo che gli interessi economici che ruotano intorno al mondo dell’omeopatia sono forse proporzionalmente superiori a quelli della farmacologia tradizionale.
Rimane, come sempre, la domanda alla quale gli omeopati, nella loro incrollabile fede, non sanno mai rispondere: “ma se queste prove sono così tante, così evidenti, così inconfutabili, per quale motivo non esiste una sola malattia al mondo che sia curata con più efficacia dall’omeopatia piuttosto che dalla medicina allopatica?“
