Congresso Internazionale di Iridologia Scientifica
Al Congresso Internazionale di Iridologia Scientifica mancava solo la scienza.
Si è svolto nel mese di settembre scorso, nel silenzio e nell’indifferenza generale, un Congresso Internazionale di iridologia scientifica il cui scopo dichiarato era quello di cercare di affermare l’iridologia come metodo diagnostico per la cura di patologie, la cui affidabilità potesse essere confortata da evidenze scientifiche. Il Congresso si è rivelato, su questo piano, un grande evento fallimentare e al limite del patetico e del ridicolo.
Basta leggere la brochure, praticamente unico documento ufficiale emerso dal congresso in questione, per comprendere come, in realtà, ci si trova di fronte a una forma di tecnica diagnostica di medicina alternativa. Non ci sono dubbi circa la sua connotazione di strumento diagnostico che vorrebbe essere utilizzato per la diagnosi di patologie. Infatti, si legge sul programma che il congresso è dedicato a chi è interessato alla “medicina naturale”, e la medicina, naturale o “sintetica” che sia, è materia riservata ai medici che comporta l’esercizio di atti medici, a cominciare da quelli diagnostici. Gli interventi ritenuti più importanti dallo stesso organizzatore sono:” iridologia e malattie cardiovascolari” e “malattia di Alzheimer diagnosticata nell’iride”. Questo è quanto riporta il sito ufficiale del Congresso:
“In nowadays, it’s possible, thanks to Iridology, to discern the pathological diseases and to propose suitable lifestyle advices and treatments.:(http://it.parisinfo.com/paris-show-exhibition/135413/International-Congress-of-Scientific-Iridology)
Non sono possibili interpretazioni diverse rispetto a quella che tale congresso ha per oggetto il tentativo di dimostrare scientificamente come l’analisi iridologica possa affiancarsi ad altri strumenti di diagnosi di tipo medico, come “l’esame radiologico e altre tecniche”(secondo quanto afferma l’organizzatore del congresso nella brochure di presentazione), e ricollegando l’esame dell’iride al settore della “prevenzione, terapia e prognosi, ossia all’oggetto fondamentale della pratica medica («l’analisi dell’iride detta la prescrizione». Questo strumento d’indagine si inserisce nell’approccio alla salute, come l’esame radiologico o altre tecniche.”.
Secondo le informazioni desumibili dai pochissimi documenti relativi a questo “evento”, infatti, risulta che l’iridologia è destinata espressamente a “individuare disturbi patologici”; a conferma di ciò, si osservi come il primo intervento riguarda le “indicazioni diagnostiche dei vasi congiuntivali” e l’intervento conclusivo verte proprio sulle “scoperte dell’iridologia nella pratica clinica”!).
Si consideri che di questo congresso non ha mai parlato nessuna organizzazione scientifica e di esso si legge soltanto la pubblicità e la brochure dell’evento nelle varie lingue. Non viene neppure citato il fatto che esistano a disposizione del pubblico almeno la sintesi degli interventi dei relatori, se non le relazioni integrali, in modo da poter verificare con precisione in che cosa tali interventi siano consistiti. Non esiste nessun riferimento agli studi scientifici che dovrebbero supportare le affermazioni dei relatori di questo Congresso, e la loro pubblicazione sulla letteratura scientifica internazionale.
Date queste premesse, cosa mai dovremmo pensare se il titolare o l’insegnante di una scuola di naturopatia insegnasse in Italia questa disciplina dichiarando espressamente che essa non ha finalità diagnostiche e non costituisce un atto medico, se questa stessa persona pubblicizzasse con enfasi la sua partecipazione a questo congresso in qualità di relatore? Si tratta di una pura ipotesi di scuola, naturalmente, perché non sarebbe possibile, nel mondo reale, che una persona possa coprirsi di ridicolo in questo modo senza accorgersi che tale contraddizione non è assolutamente difendibile, e che farsi pubblicità da soli è un atteggiamento che attirerà forse nuovi clienti, ma anche compassione e l’attenzione delle Autorità che vigilano per sanzionare l’attività imprenditoriale e la pubblicità scorretta e ingannevole.
