- “Anice e cumino vincono stipsi e colite.
- Le cure della nonna meglio dei farmaci.
- Frutti esotici stroncano i radicali liberi.
- Più vitamine meno tossine: e in 15 giorni avrai una pelle e un corpo del tutto nuovi”. (Riza salute naturale, n° 58, febbraio 2004).
E ancora, da innumerevoli siti web:
- “Il Theta Healing guarisce la Sindrome di Down.
- L’iridologia permette di diagnosticare malattie prima degli esami clinici e di laboratorio.
- L’omeopatia fa cessare immediatamente le coliche renali.
- I fiori di Bach curano gli attacchi di panico.
- I rimedi spagirici eliminano i conflitti intrapsichici familiari.
- La cromoterapia cura la depressione”.

Toglietevi la soddisfazione di pretendere dagli autori delle affermazioni di cui sopra di fornirvi le prove e la documentazione scientifica che dimostrino specificamente e in maniera statisticamente significativa (non pretendiamo la verità assoluta, ma solo una ragionevole certezza) il loro fondamento di verità. Provateci: noi, e molte altre organizzazioni serie come la nostra, non abbiamo mai ottenuto null’altro che insulti, minacce, vaghi riferimenti a fonti sconosciute, promesse di fornitura di ampio materiale scientifico, farneticazioni sui poteri dello spirito o vaghe e improbabili indicazioni bibliografiche o aneddotiche (i soliti casi miracolosi che la scienza non riesce a spiegare) prive di ogni fondamento logico e scientifico.
Ignorare la normativa e i principi di base in tema di cura della salute, diffondendo idee e informazioni false, scorrette e ingannevoli, non è privo di conseguenze sul piano dei danni sociali e culturali. Neppure costituisce un’ attenuante la constatazione che il mondo della naturopatia e delle medicine alternative sia quasi interamente gestito da personaggi ignoranti, ciarlatani o furbi imprenditori che vivono approfittando di vuoti legislativi e della credulità popolare.
Il fatto che la naturopatia che viene abitualmente insegnata costituisca una modalità ingenua di curare disturbi e malattie di competenza medica o psicologica, mascherata da “ prevenzione o cura olistica di squilibri”, è un fatto evidente, che non dà luogo a tutte le denunce e le iniziative legali che almeno gli Ordini professionali dovrebbero promuovere, per il solo fatto che la maggior parte dei pochissimi naturopati realmente operativi sono ritenuti per lo più innocui massaggiatori o nutrizionisti dilettanti, che molto male non possono fare.
Ma è sul piano del rispetto per la propria coscienza che vorremmo portare l’attenzione del lettore, specialmente se interessato ad intraprendere questo percorso di studi.
Insegnare la naturopatia come un sistema di cure che mira alla prevenzione e al miglioramento dello stato di salute attraverso l’uso di rimedi, di qualunque tipo essi siano, significa insegnare medicina, non naturopatia. Tutte le tecniche e i sistemi diagnostici o di cura elencati dalle scuole di naturopatia potrebbero essere legittimamente applicati da qualunque medico, in alternativa o in sinergia con le cure mediche vere e proprie. Se la quasi totalità dei medici non le prende neppure in considerazione dipende dal fatto che esse sono state giudicate (in alcuni casi da secoli) inutili e inefficaci, e non dal fatto che tutti i medici sono degli imbecilli limitati da una mentalità chiusa e retrograda.
In particolare, i naturopati si dilettano a utilizzare, tra i sistemi di diagnosi, metodi di cui hanno una conoscenza sommaria e superficiale, e che sono riducibili all’antica categoria magica dei sistemi analogici (iridologia, riflessologia, kinesiologia).
Tra le tecniche e i rimedi, invece, essi hanno una vaga conoscenza di cure basate su evidenze scientifiche (alimentazione, integrazione nutrizionale o fitoterapica, tecniche di rilassamento o di ginnastica, manipolazioni), insieme ad altre basate su criteri opposti, che rimandano alla modalità di pensiero magico-infantile (omeopatia, spagiria, floriterapia, cromo o cristallo terapia, ecc).
Purtroppo, l’ignoranza in cui versano i “docenti” di queste discipline, e quella in cui sono abilmente tenuti i loro allievi, impedisce di cogliere una contraddizione evidente: tutti questi sistemi di cura agiscono sulla persona in maniera allopatica, e sono applicati e somministrati con la precisa intenzione (tipicamente medica) di produrre un effetto deterministico preciso sulla salute della persona, senza metter al primo posto la consapevolezza della necessità di un cambiamento, di un’ attivazione personale, di una responsabilizzazione del cliente nel processo di guarigione. Ciò su cui fa affidamento il naturopata, in altre parole, sono tecniche e rimedi che agirebbero in sua vece, e produrrebbero un effetto indipendentemente dal fatto che il cliente abbia compreso la natura e il significato del suo problema e che voglia attivarsi per risolverlo, con consapevolezza e volontà di conoscere.
Quando il terapeuta, poi, cerca di fornire un supporto all’azione delle sue cure, lo fa attraverso ridicoli e superficiali riferimenti a diagnosi e modalità di cura di tipo psicologico che egli non conosce e neppure è autorizzato ad utilizzare (come fanno abitualmente la maggior parte degli omeopati o chi si diletta in “fiori di Bach”). Insomma, tutto il contrario di quello che i principi della naturopatia, sbandierati dai naturopati senza neppure comprenderne il significato, suggeriscono o proclamano. Il naturopata dovrebbe informare il cliente circa le modalità e le strategie che egli può scegliere e mettere in atto per prendersi cura di sé stesso, in alternativa, in prevenzione o in complementarietà con le cure mediche e psicologiche.
Ora, sia chiaro che, non solo a nostro parere, questo comportamento insegnato e adottato dai “naturopati” tradizionali non è innocuo. Anzi, si tratta di un comportamento che, al di là della sua rilevanza in sede penale (la quale non è ovviamente di nostra competenza), è di estrema gravità sotto il profilo morale. Agire come ai naturopati viene abitualmente insegnato ad agire, (al di là dell’istigazione a delinquere, in quanto si insegna a eludere le norme che riservano al medico l’attività di cura della salute), significa infatti diffondere la nefasta e pericolosa idea che la cura della salute possa dipendere dall’assunzione di rimedi che, oltretutto, non sono mai supportati da evidenze scientifiche della loro efficacia (quando queste evidenze ci sono, allora si tratta di rimedi di competenza medica). Significa insegnare a vivere senza chiedersi il significato di ciò che si fa, accontentandosi della spiegazione del guaritore di turno (Vianna Stibal, Gerard Hamer, Claudia Rainville, ecc). Centinaia di persone, tutti i giorni, si illudono di essere affette da qualche strana malattia, come l’intolleranza ai cereali o ai pomodori, o di essere predisposti a qualche disturbo diagnosticato con metodi privi di ogni validità, affidabilità ed efficacia scientificamente dimostrata. Molti di loro vengono ingannati sul fatto che alcune gocce d’acqua spacciate come rimedi omeopatici, o come fiori di Bach, possano risolvere i loro problemi di salute.
Questo comportamento è nocivo e pericoloso perché perpetua l’illusione nelle cure miracolose (“la scienza non le riconosce, ma funzionano”), e induce al disimpegno, ad affidarsi a entità superiori o magiche, a ipotetiche energie subatomiche di cui non abbiamo né la conoscenza né tantomeno il controllo, a inesistenti studi scientifici che proverebbero quello in cui si vuole credere. La somministrazione di cure non scientificamente supportate, specialmente se da personale non medico, non ritarda soltanto diagnosi o cure più efficaci, ma, specialmente, mantiene le persone in uno stato di illusione cognitiva e in una condizione di ignoranza.
Se da queste pagine, da anni, proponiamo una diversa concezione della cura della salute e mettiamo sull’avviso gli aspiranti naturopati in ordine agli inganni, alle illusioni, alle false credenze su cui si fonda l’insegnamento della maggior parte delle medicine alternative, è perché anche noi siamo passati attraverso le stesse illusioni, ma ci siamo presto accorti che dietro i proclami affascinanti di queste medicine esiste solo ignoranza, interesse economico, spregiudicatezza, persino mala fede. Ci rivolgiamo a persone più evolute della media degli aspiranti naturopati, persone che sentano il bisogno cognitivo di mettere in dubbio ciò in cui credono e che viene loro insegnato, perché siamo convinti che dieci Counselor formati nelle nostre scuole possano compensare i danni prodotti da cento “naturopati” o “omeopati” ancora legati al pensiero magico-infantile e che, nella loro ignoranza e ristrettezza mentale, resistono con tutte le loro forze ad ascoltare la loro coscienza e ad esercitare il senso critico.
Purtroppo, il confronto costruttivo con coloro che sono vittime del pensiero magico e che continuano, da anni, a invogliare la gente a imparare come curare le malattie con metodi illusori, è quasi impossibile. Chi vuole credere a tutti i costi (per debolezza mentale e psicologica, per mancanza di strumenti cognitivi) non è neppure riuscito ad arrivare a leggere fino a questo punto, o, se l’ha fatto, ha capito poco o nulla di quanto abbiamo sostenuto. Nella nostra appassionata missione di aprire gli occhi a chi ha paura della realtà, siamo continuamente attaccati, minacciati, insultati proprio da coloro che proclamano l’importanza dell’amore universale, della comprensione delle ragioni del prossimo, di un atteggiamento aperto verso le idee contrarie alle proprie. Fortunatamente, l’umanità progredisce attraverso il lavoro, spesso sotterraneo e poco pubblicizzato di poche persone serie, oneste e aperte al cambiamento. Finché ai nostri corsi si iscriveranno sempre più persone di quelle che possiamo accogliere, e fino a che tanti di loro riconosceranno di avere abbandonato la fede in pseudoscienze e discipline illusorie per dedicarsi con serietà allo studio, in un percorso consapevole di crescita, ci sentiremo ampiamente ripagati di tutto il nostro lavoro.