È arrivato il Gin Pent® : rischio disoccupazione per la classe medica
«Ho scoperto l’albero della vita». Ecco la sobria presentazione di Giovanni Ambrogio, nonché titolo a tutta pagina del supplemento “in Salute” de La Stampa (Maggio 2013).
Si chiama Gin Pent® , e, a giudicare dalla lettura dell’articolo, diremmo che fa molto, molto bene :«[…]si adatta alle condizioni del corpo umano e fornisce risposte organiche individuali per ciascuna patologia.[…] mitiga i sintomi dello stress, combatte la depressione, riduce i disturbi d’ansia […] gastrite, ulcera, colite e stitichezza. […] attiva contro i fenomeni di aggregazione piastrinica che sono all’origine di trombosi e ischemie e per i disturbi cardiovascolari.» Tutto il personale sanitario rischia di perdere il posto di lavoro: è una pianta che si può coltivare anche sul balcone di casa.
La professionalità e l’etica del vivaista bresciano, fortunatamente, impediscono possa essere divulgata un’informazione illusoria del fitocomplesso :«Non è miracoloso, ma funziona sicuramente bene, anche se il 20% dei soggetti non ne trae beneficio». Noi, sinceramente, nutriamo dei dubbi circa la “non miracolosità” della pianta. Non possiamo non essere eccitati dall’efficacia dei risultati ottenuti e pubblicati sul sito del Sig. Ambrogio ( www.ambrogioitalia.com ). Nell’articolo, inoltre, si può leggere il racconto di come il vivaista abbia ripreso a camminare, … e non solo, dopo aver provato il Gin Pent®.
Ciò che ancor più ci entusiasma è la scientificità del progetto. Pagine e pagine di ricerche, citazioni, pubblicazioni (Il Tempo, Bresciaoggi, Il Giorno, Panorama, L’Espresso, Messaggero di Sant’Antonio, Gente, Donna, ecc.. ), non proclami d’impalpabili terapie energetiche, ma principi attivi farmacologici, molecole che hanno nome e cognome. In questo scientifico dipinto, ci rattrista non poco veder escluso il Sig. Ambrogio dalle riviste più specialistiche: è un vero peccato che di tutte le ricerche effettuate, con tanta indubbia passione, non ne sia comparsa nessuna….neppure su Riza….! Siamo allibiti che, ad oggi, nonostante il brevetto della pianta risalga al 1998, il nome della “quasi miracolosa” non compaia in nessun manuale di fitoterapia ed erboristeria consultato.
Siamo seriamente dispiaciuti per il trattamento riservato al vivaista. La scelta, delle riviste scientifiche, di non pubblicare le illusioni del Sig. Ambrogio & C., ci rattrista profondamente. Credenze e speranze d’efficacia, pensieri desiderativi di cura, illusioni terapeutiche che meriterebbero più eco. Fortunatamente, La Stampa, dedica ampio resoconto a firma di Elena Tibiletti. L’autrice, abile divulgatrice, non dimentica :«Dove si trovano e, soprattutto, quanto costano?. Nelle migliori farmacie ed erboristerie ( l’elenco dei punti vendita è sul sito internet ), oltre che presso la nostra sede. Il prezzo è più che moderato: 16,50 euro a flacone […] 18 euro ad astuccio per […]».
E non pensiate che questa sia pubblicità, si chiama Informazione Scientifica …. Commerciale!
Andrea Bongiorno

