Floriterapia, cromoterapia, cristalloterapia: esame sesta lezione Scuola in Scienze naturopatiche. Allieva: Andreea Ruja. Uni.Psi.
Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi)
Scuola Triennale in Scienze naturopatiche
Esame sesta lezione
(Si prega di inviare questo documento ai fini della valutazione corredato di data e nome dell’allievo).
Data…24 / 04/ 2012 Allievo/a…Andreea Ruja
1 Redigere una sintesi del contenuto della dispensa nella quale illustrare e argomentare il proprio punto di vista sulla relazione tra religioni e medicine alternative, evidenziando pro e contro delle diverse posizioni in materia.
Oggi più che mai la concezione e l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della salute e della malattia è varia, ambivalente ed instabile. L’uomo sociale, l’uomo di fede, l’uomo di scienza, quali cambiamenti, bisogni sottostanti, hanno questi differenti aspetti dell’essere umano? Gli interrogativi sulle nostre capacità personali, su quanto sappiamo e quanto è ancora misterioso, saranno sempre in agguato. E’ naturale la nostra ansia per lo sconosciuto, per i nuovi ostacoli che dobbiamo affrontare continuamente, perché da qualche parte dentro di noi sappiamo che l’unico terreno che stiamo superando è la visione limitata che abbiamo di noi stessi. La magia, la fede e non ultime le medicine alternative, sono i passaggi che legano l’essere umano ai suoi bisogni. Bisogni esistenziali, di salute, di benessere, ma anche bisogni di crisi, di crescita, di evoluzione personale. Le emozioni si sono sviluppate per fornire una struttura rispetto alla quale l’esperienza potesse essere elaborata e interpretata. Sia la paura che il piacere, per esempio erano necessarie alla sopravvivenza. Senza l’emozione della paura, l’organismo non avrebbe avuto modo di percepire il pericolo e fuggire alla sofferenza. Il piacere era necessario per attirare l’organismo verso atti positivi necessari alla sopravvivenza, nutrimento, riparo, riproduzione. La magia, la fede nacquero per aiutare a spiegare e controllare lo sconosciuto. Come possiamo recriminare su qualunque delle tappe di questo viaggio? L’evoluzione della specie umana e dell’individuo conduce a una comprensione più profonda della realtà. Lo sviluppo dell’aspetto fisico, mentale, emotivo e “spirituale” sono fasi in cui la storia dell’uomo ci mostra un avanzamento in una o più sfere simultaneamente, per lo sviluppo collettivo…
La spiritualità cristiana formulò da una parte una teologia dal profondo significato etico, sociale e filosofico che furono sicuramente una base cooperativa in espansione, ma dall’atra si adoperò a soffocare gli impulsi innati dell’uomo e della sua indagine, anche quella scientifica. Questo commento critico non vuole implicare che l’Oriente non abbia mai sofferto di distorsioni di significato e dello sviluppo dell’individuo. I suoi approcci tradizionali hanno sempre accentuato l’animismo (il termine è associato soprattutto all’antropologia che descrive l’origine della religione e le credenze primitive in termini di animismo). Si dicono animistiche le credenze che si basano sull’identificazione tra lo spirituale divino e aspetti “materiali” di esseri, oggetti e realtà. Le popolazioni primitive avevano questo tipo di credenza verso oggetti, esseri insoliti o dal comportamento misterioso. I primitivi trattavano tutti gli oggetti considerati animati, come aventi vita, sentimenti e volontà propri. Questa credenza detta “animatismo” è una forma arcaica di animismo, che può sopravvivere accanto a credenze animiste più evolute.
Oggi mostriamo un’analoga propensione alle credenze animistiche con le medicine alternative, energetiche, con il rischio di indurre le persone a rafforzare le proprie convinzioni distruttive sulle malattie, a rinsaldare l’idea che sia altro (al di fuori di loro) a portare benessere. Portare l’essere umano a credere che sia sempre un potere esteriore, superiore a lui che occorre ingraziarsi è rischioso per l’individuo e per la società, che cresceranno con l’idea d’incapacità di cambiare l’ambiente circostante. Un esempio attuale è quello di Goldracre in “La cattiva scienza” che raccoglie una quantità di assurdità e di stratagemmi adottati dalle medicine alternative che propongono scorciatoie per la guarigione. Abbiamo passato millenni nel tentativo di individuare le cause dei nostri malesseri, a distinguere le cose malvagie da quelle benefiche e arrivati fin qui non facciamo un piccolo sforzo cognitivo in più per osservare ed analizzare gli elementi reali che possono portarci verso la salute? Penso si stiano creano situazioni di conflittualità negli individui impegnati a cercare di integrare le nuove dinamiche sociali con i modi di credere del passato. Il passato ha avuto la funzione di farci avvicinare sempre più alla conoscenza di noi. Il cambiamento è il motore dell’evoluzione, ma l’evoluzione non si ferma a ieri, imparare a riconoscere le differenze significa ampliare le nostre possibilità di scelta. Gli antichi insegnamenti orientali sono ormai quanto di più OBSOLETO E PASSATO si possa adottare per produrre cambiamenti significativi nelle persone, perché esattamente come in tutte le pratiche New Age il percorso di guarigione si basa sulla FEDE. Non possiamo pensare di cancellare o dimenticare una parte della nostra vita, quella che non ci piace o ci ha feriti, possiamo solo decidere di ricavarne un significato, un insegnamento proficuo per il nostro futuro. I rituali dei popoli primitivi avevano lo scopo di allontanare il male dallo sfortunato, la fede cristiana applicata come una forma di persecuzione mascherata vive ancora oggi in forma differente. Abbiamo ancora bisogno dell’ammonizione dei comandamenti, di assurdi incubi medioevali, di pozioni, stregonerie per cambiare, ricercare il benessere per noi e gli altri? Un certo tipo di fede vive e viene fatta vivere ancora oggi grazie alla diretta rivelazione di pochi eletti che insegnano a vedere gli angeli… è la fede cieca di cui parla Dawkins, quella che è capace di spingere la gente a fare follie, che Dawkins chiama malattia mentale, è una forma di primitivo legame al misterioso, un legame che abbiamo avuto necessità di costruire per imparare a controllare la sofferenza, per sentirci meno in preda agli eventi e più conduttori delle nostre vite. Ritengo che l’immaginazione, quella attiva, abbia un ruolo importante, perché porta all’istaurarsi di un rapporto e una collaborazione tra due parti di noi, conscio ed inconscio; se l’immaginazione ha avuto necessità di passare attraverso sentieri di fede, costruzioni mentali, illusioni cognitive è fondamentale osservare i risvolti positivi di questi passaggi, senza dimenticare che il compito è quello di analizzare il dolore per quello che è realmente, cercando di superarlo attivamente e con intelligenza. La spinta innata è quella di riconciliarci con l’equilibrio e l’armonia della vita. Come dice sempre Dawkins “la fede religiosa è indispensabile, perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell’ignoto e degli altri”. Ogni giorno abbiamo occasione di comprendere come la nostra coscienza contiene solo una parte della funzione psichica. Ma la coscienza è il fondamento principale della natura umana ed è naturale chiedersi quale sia il modo ottimale di usare il cervello per scoprire sempre nuove armonie e nuove capacità. Quello che una volta era fede, illusionismo, magia, stregoneria volte a sfuggire il male, oggi può diventare un percorso attivo, consapevole verso il benessere, che riguarda tutti gli aspetti della nostra esistenza.
2 Quale è il ruolo della floriterapia alla luce del panorama della cura della salute nel mondo occidentale?
All’interno del modello della medicina alternativa occidentale, la fitoterapia, ha giocato fino ad oggi un ruolo importante, staccato però dal modello della scienza basato su prove di efficacia clinica. Fino a che la naturopatia, le medicine alternative confineranno le loro scoperte a ricerche non scientifiche, giocando sulla credenza popolare, sul disorientamento, sul bisogno di soluzioni veloci ai problemi, non si farà altro che fornire all’uomo il contentino che gli permetterà di superare il suo momento di debolezza senza essere consapevole di ciò che veramente gli ha causato sofferenza. Avvalersi di rimedi fitoterapici è una moda a cui molti non vogliono rinunciare, alcune mie clienti dicono: ”…è comodo lo porti in borsa e se ti viene un attacco di panico mentre sei alla guida puoi subito prendere i fiori di Bach…” questa frase, come altre, mi prospettano un panorama triste in cui l’individuo non ha volontà di evolvere dalla sua condizione infantile per poter finalmente interagire con il mondo. Vuole solo la pappa ed è alla ricerca di qualcuno che possa fornirgliela comodamente, non importa se questo significa non essere indipendente, non scoprire il proprio potenziale, avere poca scelta nel limitato spazio che si conosce, poco importa, l’importante è non perdere i privilegi ottenuti. La fitoterapia, come i rimedi omeopatici, predilige un approccio passivo che la gente ama. La chiave della salute non sta nel ripristinare qualcosa di già esistente, ma nel comprendere la spinta verso il cambiamento. La fitoterapia può essere di supporto se interveniamo con lo scopo di accrescere la consapevolezza del cliente, se lo portiamo a osservare il suo naturale bisogno di mettersi in relazione con la NATURA. La fitoterapia dovrebbe consentire all’uomo una visione e una maggior comprensione del suo ambiente, sia interno che esterno.
3 Fornire una spiegazione plausibile, se esiste, del fatto che siano disponibili sul mercato così tanti sistemi di cura basati sui fiori.
I nostri valori sono socialmente rafforzati dalle persone che confermano le nostre convinzioni. Un’affermazione si trasforma in una convinzione incrollabile se riportata da persone che conquistano la nostra fiducia, tanto di più se vi è alla base un’idea personale che si lega perfettamente a quest’affermazione. In questo modo una credenza popolare diventa un valore. Poco importa se quest’affermazione è avvalorata da dati scientifici o empirici, l’importante è giustificare la fiducia accordata. “Quando gli individui non hanno strumenti di giudizio e seguono semplicemente le proprie speranze, si seminano i semi della manipolazione politica” Stephen Jay Gould.
Io stessa mi sono resa conto di com’è facile attribuire un peso eccessivo a dati che ritenevo avessero un valore altissimo, ma osservo come questo diventi un impedimento nell’osservazione del resto, concentrare la mia attenzione su cose che ritengo importanti attenua l’esistenza di altre. Un altro risvolto secondo me fondamentale è che semplicemente attraverso i fiori si ha la sensazione di utilizzare qualcosa di sano e genuino. Suppongo che nell’immaginario collettivo si pensi che da cose così belle come i fiori, possano nascere solo cose sicuramente buone. E’ un modo per raccogliere tutti gli umori, i sapori che la natura ha profuso in ogni suo prodotto attraverso un simbolo come quello del fiore, che nell’immagine popolare ha un significato positivo. Il fiore è il simbolo della bellezza, dell’armonia, è normale che quando si parla di fiori non ci sia nessuna resistenza o anticorpo sociale, ed è meraviglioso pensare che sia la NATURA A CURARCI con amore incondizionato (come farebbe una mamma). La spinta innata è quella di sentirci riconciliati all’armonia della natura e penso non esista simbolo più adatto perché l’immagine del fiore non ha accezione negativa nel nostro inconscio. Tra tutte le materie che si possono utilizzare come medicinale, il fiore, che funzioni o meno, troverà poca resistenza, poca diffidenza nell’uomo. Il fiore è un simbolo di purezza naturale, è il simbolo di madre natura, legato archetipicamente all’organo femminile che da origine alla vita è normale che nessuno se ne senta minacciato. Penso sia per questo motivo che il mercato fornisce numerosissimi rimedi basati sui fiori; l’animismo è ancora prevaricante.
4 Esprimere la propria opinione, e argomentarla, circa il ruolo delle tecniche energetiche, come cromoterapia e cristalloterapia, nella cura della salute.
Molte delle tecniche energetiche da voi menzionate sono state parte del mio percorso formativo. La Cromopuntura è una tecnica energetica dolce, non cruenta, come lo shiatsu e l’agopuntura da cui prende spunto. Infatti, non si utilizzano gli aghi, ma fasci di luce colorata, grazie a questa tecnica vengono irradiati raggi luminosi appartenenti ai sette colori dello spettro cromatico, ognuno dei quali emette onde vibratorie di diversa frequenza. I colori sono irradiati sui punti ricettori dello Shiatsu, dell’agopuntura e sui Chakras, così gli eventuali blocchi energetici vengono riequilibrati. Il colore è un’emissione luminosa che ha una diversa lunghezza d’onda e i colori “comunicherebbero” con noi attraverso un diverso linguaggio, ovviamente inaccessibile per chi non li ha studiati! Attraverso la cromopuntura usiamo la pelle come organo recettore, infatti i meridiani, i punti riflessi e i chakras sono situati subito sotto la pelle. Molto spesso nei trattamenti vengono utilizzati due colori opposti detti complementari, che vanno a riequilibrare due energie opposte lo yang e lo yin. In questo modo si va ad armonizzare due forze opposte, a me tutto questo ricorda tanto il concetto di ordine e disordine, buono e cattivo, che sovente durante questo corso di studi abbiamo trattato. L’utilizzo di una parte simbolica, la necessità di riequilibrare aspetti della propria vita, sarebbero aspetti condivisibili è interessanti se li si osserva come filosofia capace di portare un cambiamento nell’interazione con l’esterno. Ho scelto di parlare della Cromopuntura perché in un sol colpo posso parlare sia della cromoterapia sia la cristalloterapia, questo perché a me è stato insegnato l’utilizzo dei cristalli in alternativa alla penna (costosissima) della cromopuntura e nonostante per molti fosse eresia pura io posso documentare la stessa “efficacia” prodotta dalla penna. “La pulsazione dal corpo del cristallo fluisce verso la periferia esattamente come per la luce” questo mi è stato insegnato. Posso dire con soddisfazione di aver smesso di complicarmi l’esistenza e che sia il campo energetico dei cristalli, o quello della cromoterapia poco importa. I colori penso abbiano la capacità di influire sull’umore se è questo ciò che vogliamo e permettiamo. Saper godere della bellezza che ci circonda ci mette di buon umore e la bellezza risiede in un cristallo, il un fiore, o più semplicemente nei colori della vita; dobbiamo inventarci la cristalloterapia per scoprire quanto sia meraviglioso tenere in mano un minerale? Forse abbiamo paura di mostrarci come bambini di fronte alla bellezza della vita? Penso sia proprio in questi momenti che è importante saper essere curiosi esploratori come i bambini, è fondamentale saper riconoscere le nostre capacità e i momenti opportuni per utilizzarle. Anche questo ci differenzia dagli animali, la capacità di scegliere quando essere creativi, curiosi e quando è più opportuno riservare l’energia per altro; essere aperti alla conoscenza, ricominciare da capo e rinnovarsi, questo significa avere una mente fertile, alla ricerca di nuove strade, sentieri “alternativi”, essere creatori di possibilità per se stessi. Le tradizioni orientali si sono adoperate per rinforzare la percezione dell’unità che sta alla base di tutte le cose, portate sul piano occidentale, queste filosofie di vita, sono state un nuovo strumento di controllo e dipendenza (così come la fede cristiana in passato), perché hanno incoraggiato la scissione tra l’uomo e la natura, tra l’intuizione e il pensiero razionale, portandolo a dover scegliere tra l’una e l’altra.
Descartes, filosofo francese, operò partendo dall’ ipotesi che esistano due sostanze eterogenee il pensiero e l’estensione (res cogitans e res extensa), soltanto in Dio queste sostanze si trovano veramente unite. Sia gli esseri animati che quelli inanimati sono messi in moto da Dio, il quale carica l’universo come se fosse un apparato di infiniti orologi che poi lascia andare verso il loro corso. Se le cose create sono espressioni di questa sostanza e possono possedere l’aspetto del pensiero o dell’estensione, esse non possono semplicemente essere messe in moto e caricate da un Dio orologiaio. L’assertività e la ricettività sono espressioni naturali del movimento nell’ambiente, tipiche dell’essere umano, che si muove nel suo territorio grazie ai sistemi volontario e involontario. Decidere di pensare a una cosa piuttosto che ad un’altra è parte del processo volontario che possiamo collegare alla consapevolezza. La parte involontaria comprende i processi inconsci e i nostri impulsi innati. L’integrazione e la creatività richiedono libertà di movimento, dai più intimi recessi dell’inconscio ai perimetri più esterni della coscienza. Le terapie tradizionali tendono a reprimere l’una o l’altra parte e il concetto di unità è ancora ben lontano, si ha ancora il bisogno di distorcere la visione di un piano per rafforzare il proprio.
5 Cercare sul Web i dati scientifici che supportano l’uso della floriterapia di Bachman e Turner nella pratica clinica.
Dopo ore di ricerca posso affermare di non aver trovato nulla che possa essere definito dato scientifico. Non esistono dati scientifici.
