Inganni e falsità della naturopatia tradizionale: nuove segnalazioni e denunce.
Mentre le scienze naturopatiche, rappresentate in Italia dall’Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali, proseguono nel loro serio e impegnativo lavoro di ricerca e di studio in materia di cura del benessere, e si affermano sempre più come l’unica modalità di studio e di gestione del benessere liberamente e legittimamente praticabile nel rispetto della normativa vigente e di un preciso codice deontologico, le scuole di naturopatia tradizionale continuano a ingannare il prossimo speculando sull’ignoranza e sulla debolezza psicologica dei più sprovveduti.
Raccomandiamo a tutti i nostri soci di pretendere verità e chiarezza, ma specialmente dati certi e dimostrazioni di quanto scuole, organizzazioni e personaggi che ruotano intorno al mondo commerciale della naturopatia tradizionale vanno affermando. Si tratta di dati intenzionalmente diffusi per ingannare e illudere i più sprovveduti. Di seguito alcune segnalazioni, che provengono dai nostri attenti soci, che ringraziamo per la serietà e la professionalità con la quale smascherano l’intento ingannevole, quando non truffaldino, di tanti personaggi poco seri che operano nell’ambito della naturopatia tradizionale.
Il Ministero di Giustizia ha escluso recentemente dalla possibilità di ingresso nell’elenco delle associazioni (di cui alla legge n°4 del 14 gennaio 2013 sulle professioni non organizzate) alcune sedicenti federazioni o associazioni di categoria di naturopati sulla base del fatto che l’insegnamento fornito da queste scuole ricalcava e si sovrapponeva a quello medico. Di conseguenza, mettere in pratica ciò che gli sprovveduti allievi di queste scuole hanno imparato espone seriamente al rischio di denuncia per esercizio abusivo della professione medica.
Immediatamente, una di queste federazioni ha cambiato la propria denominazione, escludendo il riferimento agli heilpraktiker (operatori sanitari abilitati che operano solo ed esclusivamente in Germania). Avevamo segnalato, infatti, che una federazione che voleva, almeno negli intenti, includere gli heilpraktiker (assimilandone l’attività professionale a quella dei naturopati), suonava piuttosto ridicolo ed evidentemente controproducente da parte di chi, come questa federazione, pretendeva di accreditarsi come federazione che associava professionisti che non rientravano nell’ambito sanitario.
Ora gli heilpraktiker “italiani”, che non sono mai esistiti, a quanto pare, non esistono più. Questa federazione è diretta emanazione di una scuola di naturopatia che per vent’anni ha pubblicizzato i suoi diplomi come gli unici che potessero permettere il conseguimento del diploma di Heilpraktiker. Avevamo già denunciato l’intento ingannevole di questa pubblicità, dal momento che il diploma venduto da tale scuola non aveva nulla a che fare in termini di contenuti e di validità legale con quello tedesco e non aveva in sé neppure alcuna utilità, perché la professione di heilpraktiker è praticabile solo in Germania a seguito di abilitazione con esame di Stato in tedesco. E’ stata fatta chiarezza, e il merito è soltanto nostro.
Questa scuola di naturopatia tradizionale, a seguito di nostra segnalazione alle autorità competenti, ha dovuto anche eliminare la sua denominazione parallela di “Libera Università”, dal momento che, a differenza della nostra Università popolare che fa legittimamente parte del Consorzio nazionale delle università popolari e può quindi, per legge, denominarsi come tale, non aveva alcun diritto di qualificarsi come “università”. Anche questo, è merito nostro.
Ma c’è di più, recentemente, sempre costretta dalle nostre segnalazioni, questa scuola, che fa capo in realtà a un unico personaggio, ha dovuto anche cambiare radicalmente la sua definizione di naturopatia, per non incorrere nei rigori della legge, dal momento che il Ministero della giustizia aveva già qualificato l’attività insegnata da queste scuole come sovrapponibile a quella medica e quindi passibile di denuncia per esercizio abusivo della professione medica. Così, questa scuola è stata costretta a riconoscere come l’unica modalità legittima di praticare la naturopatia è quella da sempre insegnata dalla nostra Università popolare, ossia in forma di consulenza.
In pratica, anche questa scuola commerciale di naturopatia tradizionale, dopo vent’anni, ha dovuto riconoscere che l’unica forma legittimamente praticabile di naturopatia è la consulenza in naturopatia scientifica ossia quella insegnata nelle scuole dell’Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali. Il problema è che è stata costretta a dichiararlo, ma non sa evidentemente in che cosa consista la pratica legittima della consulenza in naturopatia scientifica.
È ad essa che fa riferimento, ma solo da oggi, nella sua definizione di naturopatia, salvo poi contraddirsi perché questa scuola continua a insegnare le modalità di diagnosi e intervento su patologie varie attraverso terapia del dolore, tecniche manipolative, somministrazione di sostanze che continuano ad esporla al rischio di essere denunciata per istigazione all’esercizio abusivo della professione medica. Non potendo, per questi motivi, qualificare espressamente e sfacciatamente la propria attività come sovrapponibile a quella medica, ma essendo costretta a ciò da motivi squisitamente di interesse economico (dal momento che il pubblico di queste scuole è formato di persone che vorrebbero esercitare l’attività di medici “naturali” senza essere medici), questa, come altre scuole, continua a fornire informazioni ingannevoli e contraddittorie.
Da un lato, per esempio, essa nega qualunque validità diagnostica alla pratica dell’iridologia, ma poi pubblicizza la sua partecipazione a un congresso di iridologia, organizzato per diffondere la pratica dell’iridologia come pratica medica, nel quale vengono illustrate le correlazioni tra patologie e segni iridei. Come molte altre scuole, anche questa continua a insegnare l’iridologia come tecnica diagnostica alternativa (e che configura quindi la fattispecie penale di esercizio abusivo della professione medica) camuffandola sotto l’ingenua e ridicola formula di diagnosi energetica.
In questi giorni, questa, come altre scuole, pubblicizza persino la sua partecipazione a un “congresso di naturopatia” che in realtà, nella sua denominazione ufficiale, si chiama ufficialmente “congresso di medicina naturopatica”. E’ sorprendente pensare come queste scuole, queste organizzazioni e questi personaggi continuino ad approfittare della credulità popolare negando, a livello formale e ufficiale, di insegnare medicina utilizzando tecniche e rimedi naturali, ma poi pubblicizzano la loro partecipazione a congressi che si occupano proprio di medicina. Queste organizzazioni, purtroppo, continuano a diffondere una informazione falsa e ingannevole perché i loro titolari sono persone di così scarso livello culturale e intellettuale, da non rendersi neppure conto che la medicina è una sola, anche se qualificata come naturopatica, e quindi non si può pretendere di insegnare la medicina naturopatica a persone che non siano medici senza che tale attività sia qualificata, come ha fatto il Ministero, come attività di medicina camuffata da naturopatia.
Ci viene anche segnalato come uno di questi personaggi sia stato costretto a modificare titolo e contenuti della propria pubblicità relativa a una nuova pseudoscienza denominata “sinergologia” e intorno alla quale aveva costruito un sito e corsi che non ci risulta siano mai stati particolarmente frequentati. Su nostra segnalazione, infatti, era stato fatto osservare come questa cosiddetta sinergologia non fosse nient’altro che comunicazione non verbale, ossia una branca della scienza della comunicazione già esistente e che non ha nulla di nuovo né di “sorprendente” dal punto di vista commerciale. Ad essa questi astuti personaggi avevano applicato un’etichetta commerciale per vendere corsi di comunicazione non verbale presentandoli come tecniche “sorprendenti”, utili per indagare nella psiche del prossimo anche se non si è psicologi abilitati. Anche qui è stata fatta chiarezza, e il merito è soltanto nostro.
In pratica, queste scuole, queste organizzazioni e questi personaggi, allo scopo di difendere i loro interessi economici, da anni ci diffamano, ci diffidano, ci querelano e giungono perfino a costruire un blog (totalmente anonimo, già denunciato alla polizia postale) che ricopia la struttura del nostro sito ma vi inserisce frasi che rimandano, a puro scopo diffamatorio, a una nostra attività truffaldina non identificata né identificabile. Dopodiché, queste stesse organizzazioni e questi stessi personaggi, di fronte al rischio di incorrere in sanzioni anche penali per il tipo di attività che svolgono e per il tipo di informazioni che diffondono, si ritrovano costrette a riconoscere la superiorità, sotto ogni aspetto, delle nostre scuole, e a dover ripudiare la loro impostazione commerciale precedente per riconoscere quella della nostra Università popolare.
Oggi, infatti, chiunque voglia evitare di apparire un ciarlatano, è costretto ad attenersi a quelli che sono i principi, i contenuti e gli scopi delle scuole dell’Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali, riconoscendo implicitamente di avere ingannato il prossimo per ignoranza o per malafede, per anni o per decenni. Restano sacche di resistenza, le quali continuano ad approfittare della credulità popolare per vendere corsi inutili o la cui applicazione pratica comporterebbe il rischio di denuncia per esercizio abusivo della professione medica o per ciarlataneria.
Nessuno tra i venditori di diplomi di naturopatia tradizionale è così sprovveduto da dichiarare per iscritto, sul proprio sito o su qualche documento pubblico, che la professione può essere esercitata solo se in possesso di diploma conseguito da certe scuole, o dopo un certo iter formativo, o tramite l’inclusione nell’elenco della legge n° 4 del 14 gennaio 2013, o solo a seguito di frequenza in aula, e nessuno parla più di “abilitazione” alla professione. Tuttavia, queste organizzazioni possono diffondere notizie false e ingannevoli nella loro comunicazione privata con coloro che richiedono informazioni, creando confusione in un settore già confuso.
Si consideri, tuttavia, che prima che la nostra Università popolare si facesse conoscere tramite il web e diffondesse informazioni finalmente corrette in materia, la pratica di ingannare il pubblico con finti “accreditamenti” e finti requisiti per conseguire diplomi o esercitare era non solo diffusa, ma abituale tra le scuole di naturopatia tradizionale e le loro sedicenti federazioni.
Un’ultima segnalazione proveniente da un nostro cortese allievo, riguarda il fatto che una di queste federazioni (che, lo ricordiamo, non ha la rappresentanza legale di nessuna categoria e di nessuno) nella sua abissale ignoranza, è arrivata al punto di negare l’esistenza della naturopatia scientifica, ritenendo che la naturopatia, in pratica, sia un insieme di tecniche da ciarlatani, ossia tecniche che vorrebbero agire sulla salute del prossimo senza fornire alcuna prova scientifica della loro efficacia e senza volersi sottoporre a verifica circa il loro fondamento, la loro modalità di funzionamento e specialmente, ripetiamo, la loro effettiva utilità ed efficacia.
Ma c’è di più: questa federazione continua a diffondere, ma non ufficialmente, perché verrebbe immediatamente denunciata alle autorità competenti, notizie totalmente false circa l’esistenza di leggi che dovrebbero entrare in vigore in un futuro non meglio definito e in forza delle quali solo le scuole aderenti a tale federazione troveranno un qualche riconoscimento; che chi vuole studiare naturopatia non può studiare la naturopatia scientifica e che per praticare la naturopatia sia necessario frequentare scuole almeno biennali e ottenere una certificazione (non si sa da chi, probabilmente da questa stessa federazione). Ma c’è di più: questa federazione è talmente ignorante o in malafede che definisce la naturopatia come una professione disciplinata dalla legge n°4 del 14 gennaio del 2013, dalla quale, invece, è stata clamorosamente esclusa proprio per il fatto che si tratti di attività sovrapponibile a quella medica. Che vergogna!
A questo punto, osserviamo come si stia creando un vero abisso di separazione tra una minoranza di persone serie che riconoscono nell’approccio scientifico alla cura della salute e del benessere l’unica modalità di esercizio della consulenza in naturopatia scientifica, e la massa di ciarlatani (e di sprovvedute vittime di queste scuole di naturopatia commerciale), i quali esisteranno sempre, ma nei confronti dei quali non cesseremo mai di esprimere la nostra critica e di denunciarne ogni attività ingannevole, quando non truffaldina.
Si veda il nostro precedente articolo:
https://www.naturopatiatorino.org/le-truffe-delle-scuole-di-naturopatia-commerciale-continuano.html
Guido A. Morina

