Kinesiologia e deficit cognitivi: chi non crede è ignorante.
Pubblichiamo l’articolo di un collega, che ringraziamo, ancora una volta motivati dalla necessità di difendere la correttezza etica e professionale di coloro che operano con serietà nel settore della cura della salute, nei confronti di personaggi che gettano discredito sul pensiero scientifico cui noi facciamo riferimento, cercando di camuffare credenze e ridicole pratiche magiche come fossero dati scientificamente incontestabili.
Le seguenti considerazioni personali non sono rivolte, come da sempre sottolineiamo, ai seguaci del pensiero magico e delle medicine alternative in genere, ma a coloro che abbiano conservato senso critico ed equilibrio cognitivo, e conoscano i fondamenti del pensiero e del metodo scientifico. Non pretendiamo, infatti, che persone che, a nostro parere, sono affette da alterazioni delle facoltà cognitive, si rendano conto della possibilità che le loro credenze siano tali e non corrispondano alla realtà: se lo facessero, non sarebbero infatti affetti da tali alterazioni psichiche. Niente di male, per carità: come sostiene Odifreddi, il 5% della popolazione è affetto da gravi turbe psichiche senza saperlo, e una alterazione o deficit cognitivo non significa essere stupidi, ma solo di non essere in grado di confrontarsi con la realtà, in maniera non patologica. Guarda caso, comunque, si tratta proprio della percentuale di persone che sembrano adottare il pensiero magico camuffandolo da pensiero logico scientifico alla vita quotidiana, come i seguaci più fondamentalisti delle medicine alternative.
Da molti anni studiamo con interesse, e su basi rigorosamente scientifiche, i deficit intellettivi, quelli specifici della teoria della mente, e le illusioni cognitive dei rappresentanti delle medicine alternative. Oggi ci dedichiamo brevemente (perché la disciplina, per la sua inconsistenza, non merita di più), sulla kinesiologia.
L’affermazione secondo cui ”Spesso le persone tendono a misconoscere la validità scientifica di tali nuove discipline (kinesiologia) solo perché non si hanno le basi scientifiche per comprenderle” (http://www.kinergetica.net/Leggi/24/Kinergetica) rientra, a nostro parere, tra le espressioni di deficit cognitivo che da anni osserviamo nei seguaci delle medicine alternative. Con essa, infatti, non si esita ad affermare, perentoriamente, che solo i sostenitori di tali discipline conoscono le basi scientifiche, e che, quindi, tutti coloro che ne negano validità e consistenza alle pratiche magiche in cui essi credono sono ignoranti. Perché deficit cognitivo? Perché esso, da semplice errore cognitivo è diventato uno schema anomalo di pensiero non logico, che si caratterizza per l’incapacità del soggetto di andare al di là del suo wishful thinking e valutare, sotto altri punti di vista, le proprie affermazioni. Per esempio, se tale affermazione fosse vera, non si spiega perché la totalità degli scienziati del mondo e della popolazione mondiale non si affida (se non in una percentuale infinitesima) alla kinesiologia per nessuno degli straordinari scopi cui essa tende. Se non si è deficitari sotto il profilo della teoria della mente, si comprende, infatti, che l’affermazione logica conseguente a quella secondo cui si nega validità ed efficacia alla kinesiologia a causa di ignoranza delle basi scientifiche, sarebbe quella che tutti, anche gli scienziati:
- non conoscono le basi della scienza,
- oppure che le conoscono, ma le negano per interessi che non sono resi noti e, sinceramente, ci sembrano incomprensibili,
- oppure che sia l’intera popolazione mondiale, compresi gli scienziati, ad essere affetti da gravi turbe psichiche, tanto da negare l’evidenza scientifica e la realtà dei fatti.
Il ragionamento è stringente, ma a nulla vale nei confronti di chi, come dicevamo, considera la scienza come un utile supporto teorico per affermare la realtà concreta di semplici ipotesi. Costoro, infatti, a fronte della contestazione logica della validità delle loro affermazioni, si affidano a due soli strumenti elementari: il primo è quello che abbiamo osservato, cioè il riferimento a ipotesi teoriche presentate come perfettamente applicabili secondo le loro aspettative e desideri. Il secondo è quello del riferimento a singoli studi, singole ricerche, singoli sedicenti ricercatori, singole affermazioni estrapolate ad arte da dichiarazioni di scienziati, episodi aneddotici ma presentati come rigorosamente scientifici, che avrebbero dimostrato inequivocabilmente la possibilità di applicazione di ipotesi ancora al vaglio della scienza teorica.
Per esempio, il principio di delocazione non è stato mai dimostrato: esistono molti studi interessanti in proposito, e il popolo dei seguaci di queste medicine conosce anche il cosiddetto teorema di Bell, ma mentre la scienza si interroga ancora oggi sul suo significato, essi sono assolutamente certi che esso significhi che è possibile intervenire sulla realtà al di là del tempo e dello spazio, e che quindi queste ipotesi scientifiche siano già oggi la dimostrazione inequivocabile dell’efficacia di omeopatia, reiki, pratiche di canalizzazione di energia, colloqui con angeli custodi, e tutte le fantasie malate dei cultori della new age.
Il tentativo di accreditare le medicine alternative tramite il riferimento alla fisica moderna è antico come questa disciplina, e mostra sempre, con ossessiva costanza, una serie di errori cognitivi che, se ripetuti, possono essere indice di deficit intellettivo.
Il deficit cognitivo, che configura una sorta di psicosi, cioè di incapacità di confrontarsi con la realtà, applicando ad essa ipotesi teoriche, emerge, per esempio, quando si bollano come ignoranti persone e scienziati che rifiutano le medicine alternative proprio per il loro fondamento magico. Non basta fare riferimento ad alcune elementari nozioni di fisica per affermare che una certa disciplina ha fondamento scientifico. L’errore è evidente, e il fatto che i seguaci di queste medicine magiche non se ne accorgono è appunto indice di deficit cognitivo.
L’affermazione, contenuta nel sito citato, secondo cui “tendiamo a negare l’esistenza di tutto ciò che non conosciamo”, in sé, non significa nulla, o al massimo è è semplicemente falsa. Solo un grave deficit cognitivo spiega, a nostro parere, il fatto che l’autore di tali affermazioni non si renda conto che la scienza è nata proprio per indagare quello che non si conosce. L’errore cognitivo sta nella confusione tra due aspetti: negare l’esistenza di ciò che non conosciamo è, infatti, una affermazione priva di senso: qualunque cosa si manifesti alla nostra osservazione non viene negata: semplicemente, quello che si nega, è eventualmente la conoscenza di essa, e la sua possibilità di utilizzo secondo i nostri desideri. Nessuno nega la possibilità teorica dei viaggi nel tempo, ma da qui ad affermare che, quindi, essi siano praticabili, è, appunto una manifestazione evidente di alterazione psichica. Il salto logico, che configura il deficit cognitivo, sta nel saltare a piè pari dalla considerazione che la scienza non sia ancora in grado di spiegare un fenomeno, e il fatto che esso, solo perché esiste, agisca e si manifesti secondo i desideri di qualcuno.
La maggior parte delle persone non conosce nulla del funzionamento delle macchine e degli apparecchi che utilizza, come il cellulare, ma non ne nega l’esistenza. Anche del cancro non conosciamo molto, e certo non il modo di debellarlo, ma la ricerca scientifica, non quella kinesiologica, si occupa appunto di studiarlo perché non lo conosciamo. Affermare che, poiché il suo meccanismo di azione è noto ed esistano milioni di studi scientifici su di esso, significa anche che esso cia perfettamente curabile, è esattamente lo stesso tipo di affermazione scorretta sul piano logico che i sostenitori dell’efficacia di queste medicine alternative adottano. Dato che siamo fatti di energia, e la kinesiologia agirebbe su questa energia, allora possiamo modificare la realtà a nostro piacimento: ancora una volta, si pretende di applicare alla realtà principi teorici. Se così non fosse, questa disciplina non sarebbe ancora oggi relegata al suo insegnamento in associazioni private di personaggi amanti della pseudoscienza.
Il problema fondamentale, per cui troppe persone, oggi, sono vittime di una mentalità magica che nega i fondamenti della logica e della scienza, sta proprio nel fatto che, a fronte della semplice conoscenza di leggi o ipotesi scientifiche, si ritiene (con un passaggio non logico) che la realtà debba adeguarsi ad esse, e non viceversa.
Per esempio, affermare che “l’omeopatia non può funzionare perché non contiene molecole di principio attivo” è una affermazione costruita ad hoc dai suoi seguaci ma non corrisponde alla posizione di coloro che negano validità alla omeopatia, la quale è contestata non per il fatto che essa non sia in grado di spiegare il suo meccanismo di azione, ma semplicemente perché non è efficace, proprio sulla base di quei fondamenti scientifici cui questi personaggi fanno riferimento.
Gli infantili riferimenti alle leggi della fisica, all’onnipotenza dell’energia, e alla possibilità di trasformazione di essa in materia, sono manifestazioni di deficit intellettivo quando non tengono conto di un dato fondamentale: il riscontro e la verifica, scientificamente condotta, con la realtà. Si consideri, infatti, per esempio, che nessuno contesta il fatto che la scienza affermi la possibilità dell’esistenza di forme di vita aliene. Ma se qualcuno afferma di essere in comunicazione con esse, senza fornirne la prova, egli sta solo applicando una ipotesi alla realtà in maniera indebita, scorretta e indicativa di grave deficit cognitivo.
Se si afferma che i neutrini possono viaggiare a velocità superiore a quella della luce, questo non significa, tout court, che da oggi si possa viaggiare anche noi da un capo all’altro dell’universo in tempo reale. Se si afferma che l’informazione energetica, come quella omeopatica, può agire sulla materia, ciò non significa che ciò possa avvenire come e quando gli omeopati sostengono, né che, informando energeticamente il corpo di una persona in sovrappeso che essa deve dimagrire, che ciò avvenga facilmente, immediatamente e sicuramente.
L’errore è quindi quello di confondere l’ipotesi che richiede una verifica sperimentale con la certezza che essa sia valida solo perché esiste la possibilità teorica che lo sia. Spingere ipotesi, desideri, aspettative, osservazioni tutte da convalidare, supposizioni, teorie non ancora sperimentate, verso il territorio della loro applicazione pratica è l’ operazione mentale che da sempre si utilizza in medicina alternativa (che è alternativa proprio perché rifiuta il pensiero logico scientifico, non per altro).
Riempirsi la bocca con ingenui riferimenti a tutti i luoghi comuni della fisica moderna, a cominciare dal principio olografico, alla teoria dei quanti, al principio di indeterminazione di Heisenberg, è soltanto l’infantile tentativo di dare una apparenza di credibilità scientifica a ipotesi che non meritano di essere indagate per la loro evidente componente magica. Il collegamento, per esempio, tra “l’accettazione da parte del mondo scientifico del principio di indeterminazione di Heisenberg” e la concreta validità ed efficacia della diagnosi energetica kinesiologica è un salto logico privo totalmente di senso, talmente privo di legame da mettere in dubbio la capacità di confronto con la realtà dell’autore di tali affermazioni. Se si seguisse, infatti, questa stessa modalità magica di ragionamento, si potrebbe tranquillamente affermare, sugli stessi presupposti e con le stesse giustificazioni, che tutti coloro che sono guariti da qualunque malattia in questa settimana devono alla mia trasmissione di energia positiva la loro guarigione: i principi della fisica quantistica lo confermano, e soltanto coloro che li ignorano possono contestare questa mia affermazione.
In conclusione, come ogni psicologo sa bene (a differenza dei seguaci di medicine alternative e chinesiologia) ogni individuo cerca, nel modo che gli è possibile, di dare una giustificazione alle sue paure, all’inquietudine, al male di vivere: si può farlo affrontando la realtà o rifugiandosi nel pensiero magico. Quello che, a nostro parere, non è eticamente corretto, è diffondere credenze, superstizioni e manifestazioni personali o collettive di disagio psicologico come fossero evidenze scientifiche, e cercare di convalidare l’idea assurda che chi non applica il pensiero magico alla realtà è una persona ignorante.
Dr. Mario Sandretti
