La bilancia della vita- La cura della salute secondo la naturopatia scientifica- dr. Andrea Bongiorno
La bilancia della vita
Viviamo la maggior parte dell’ esperienze senza la consapevolezza del corpo. Spesso siamo solo pensieri, stati d’animo espressi, senza volontà, in gesti. La salute non ha un corpo. Ci accorgiamo di essere organici solo quando l’inconsapevole risorsa diventa un limite. Nel limite, noi diventiamo corpo, quel corpo, quel limite. L’intero mondo può essere spazzato via per far posto al dolore di un dente, al gonfiore di un ginocchio, o ad un riflesso ormai lento. Più il nostro corpo urla, più lo percepiamo come prigione a pensieri, speranze, possibilità di un’essenza senza tempo: costrizione decadente all’illusione d’immortalità.
Non ci rendiamo conto che il corpo è sempre stato un limite all’immaginazione: non possiamo volare, attraversare oggetti, respirare sott’acqua, … eppure l’umanità non è sprofondata in una “depressione mondiale”. Anzi, è stata proprio la percezione del contrasto mente/corpo a spingere l’uomo ad inventare. Creare l’immaginabile, realizzare visioni, oltrepassare i limiti imposti alla nostra biologia. Ecco l’atteggiamento che ha reso possibile l’evoluzione scientifica e tecnologica: contrasto a superare ciò che si è o si ha.
Avete mai usato una bilancia digitale da cucina? Sono straordinari strumenti d’aiuto. Se dovete pesare più ingredienti da miscelare, non è necessario che li dosiate e pesiate separatamente, potete farlo usando un unico contenitore. Prendete, ad esempio, una ciotola, e ponetela sopra la bilancia: schiacciate, ora, il tasto “tara” e, il peso della bilancia segnalerà zero. Versate il primo ingrediente fino al raggiungimento del peso desiderato. Poi, premete nuovamente “tara”, la bilancia si azzererà. Pesate il secondo ingrediente… e così via, fino all’ultimo, avendo l’accortezza di azzerare ogni volta la bilancia. Azzeramento virtuale, perché, in realtà, il peso nella ciotola continua ad aumentare ad ogni passaggio… e noi abbiamo il potere di azzerarlo, di azzerare i limiti imposti alle vecchie bilance analogiche.
E noi, come in una ricetta, nel corso della vita, continuiamo ad aggiungere ingredienti, vogliamo ed otteniamo sempre di più. E, di volta in volta, schiacciamo il tasto “tara”: ogni nuovo arrivo, ogni novità, ogni miglioramento fisico o psicologico, ogni aggiunta diventa, un istante dopo, zero , come se non ci fosse stata….nuovamente pronti a ricevere.
Qualche anno fa, un commerciante ambulante di panini, mi raccontava che all’inizio della sua attività, vendeva circa 50 panini al giorno: era felicissimo. Due anni dopo aveva raggiunto quota 150, ma non era altrettanto contento. In più, se fosse sceso al di sotto dei 100, sarebbe stato un disastro! Per ogni panino in più, schiacciava il suo tasto “tara”, ed il di più si trasformava in zero.
E se togliessimo qualcosa dalla ciotola? La maggior parte della bilance non è in grado di legger valori negativi, va completamente in blocco, in tilt…e noi umani, non siamo tanto differenti!!
Fortunatamente esistono eccezioni, storie che meritano d’essere raccontate, lette od ascoltate. Persone che hanno perso qualcosa, a cui è stata portata via una parte delle loro abitudini, della loro identità… ed anziché sopravvivere con quanto è rimasto nell’attesa di… si sono voltati verso la Vita, hanno cambiato percorso, diversi paesaggi, una nuova via….una nuova vita meritevole d’essere vissuta.
Così, con il permesso di Roberto, ecco alcuni passaggi della chiacchierata avvenuta qualche giorno fa….
Andrea – Roberto, da quanti anni ci conosciamo?
Roberto – Mi ero messo in proprio da poco…forse era il 2001.
Andrea – E si ricordo…computer con grandi video, grandi stampanti e tu
che smanettavi con il mouse. Sono passati 13 anni e tu continui a stare
davanti al computer.
Roberto – Beh, si, anche se, come vedi dalle mie mail, sono diventato un
po’ ripetitivo nel digitar lettere….a volte faccio un po’ di confusione, ma
piano, piano…
Andrea – Come ti sei accorto che qualcosa non andava…
Roberto – Formicolii alle mani e una certa rigidità muscolare. Tre anni di
controlli e poi la diagnosi definitiva […] Fino a quando non è stata
evidente, una parte di me, ha rifiutato la malattia. I miei pensieri
rimbalzavano tra “perché proprio a me” e “non ci credo”….poi non è
stato più possibile nasconderla, né a me né agli altri, me ne sono fatto
una ragione.
Andrea – Cosa vuol dire farsene una ragione?
Roberto – Vuol dire…. abbiamo cambiato casa, nel progetto di una vita
diversa. Vuol dire…. che ad un certo punto, quando era ormai diventato
faticosissimo camminare, ho preso la carrozzina, così da poter essere
nuovamente libero ed indipendente. È stato un momento molto
importante […]
Andrea – Ti ho conosciuto in qualità di Ingegnere, oggi continui ad
esercitare la tua professione, in più, gestisci un gruppo d’acquisto
solidale e sei membro della Commissione edilizia del Comune. Non vuoi
annoiarti?
Roberto – È cambiato molto nelle mie giornate. Ringrazio mia moglie e
mia figlia che mi sono state sempre vicino, sono i movimenti che non
ho più. […]
E’ importante avere degli obiettivi, coltivare nuovi interessi, mantenere
la mente allenata, la curiosità è vitale. Io non potrei vivere senza nuovi
traguardi. A volte esagero, ma credo sia fondamentale impegnarsi in
qualcosa… A volte i risultati arrivano in fretta, a volte meno, a volte
sembrano non arrivare, ma io continuo ad interessarmi….
Gli obiettivi sono ciò che mancano a molti giovani, alla ricerca del non
essere, del non sentirsi, nell’attesa del successivo week-end alcolico,
hanno solo voglia di perdere i sensi, ma questa non è vita. […]
Si, certo, anch’io a volte non ho voglia di fare…. Sempre più attività,
sono per me, sempre più faticose: salire in auto è un’esperienza che mi
consuma… e non sempre ho la forza per affrontarla.
Cerco, ovviamente, di mantenere allenato anche il corpo: faccio
fisioterapia quattro volte alla settimana. Il mio fisioterapista mi dice
sempre: “Roberto, ciò che hai, usalo al meglio”. L’attività fisica mi aiuta.
Ho imparato a lasciar perdere tutte le fesserie di cura sbandierate sul
web. Ogni tanto, qualche conoscente, me ne segnala una “alternativa”
….ad oggi non esiste cura, ma io vado avanti.
Andrea – Roberto, tu oggi hai un obiettivo?
Roberto – Si, certo [ sorride ed il suo viso si illumina ] vorrei…..
Roberto ha imparato ad usare al meglio la sua bilancia. Quando ha iniziato a perdere la mobilità degli arti aveva due possibilità: vedere la carrozzina come la sua prigione oppure come nuova indipendenza e libertà. Ci ha raccontato il suo pensiero. È riuscito a schiacciare il tasto “tara” dopo aver tolto ingredienti dalla sua ciotola. Ha creato le condizioni per darsi nuovi obiettivi, nuovi desideri, nuove aspettative: una nuova vita da vivere.
Che siate giovani o vecchi, quando un cambiamento vi porta via qualcosa, non fate andare in tilt la vostra bilancia….fermatevi, respirate, lentamente e profondamente. Potete anche chiudere gli occhi. Prendete consapevolezza del vostro respiro. Prendetevi il giusto tempo. Voi sapete che, ad ogni respiro, qualcosa cambia in noi, qualcosa entra e qualcosa va, e noi possiamo serenamente continuare, perché i cambiamenti ci hanno accompagnato fin dalla nascita. Qualcosa è successo, forse non avremmo voluto, ma possiamo continuare a respirare. Fate il pieno d’aria, è la vostra energia, guardate la vostra mano, allungate l’indice….e con forza premete il vostro tasto ”tara”: ora!
Ecco la vostra nuova vita: approfittatene!!!
Dr. Andrea Bongiorno
