Le contraddizioni della naturopatia- UNIPSI
All’interno dell’insegnamento e della pratica naturopatica e delle medicine alternative convivono sistemi di cura, indirizzi teorici, filosofici, religiosi, approcci terapeutici in aperta contraddizione l’uno con l’altro. La più evidente, innanzitutto, è quella che emerge se si considera che la più importante tra le medicine alternative, almeno in Italia e in molti paesi d’Europa è l’omeopatia. Tutte le scuole di naturopatia insegnano e proclamano l’importanza delle cure omeopatiche e i rimedi omeopatici sono particolarmente diffusi tra coloro che aderiscono a quelli che credono essere i principi della naturopatia e li utilizzano o li somministrano considerandole cure dolci, non allopatiche, olistiche.
Come è possibile utilizzare cure allopatiche – come quelle fitoterapiche – rivolte a combattere la malattia, e contemporaneamente credere nell’efficacia di cure omeopatiche, fondate su un principio opposto, ma pur sempre dirette a combattere la stessa malattia?
Come è possibile suggerire l’assunzione di rimedi fitoterapici in precise quantità ponderali, pretendendo che essi siano titolati e standardizzati secondo rigorosi criteri scientifici, e contemporaneamente suggerire l’assunzione di fiori di Bach o rimedi omeopatici, privi di fondamento scientifico e persino logico e e fondati solo sulla fede religiosa?
In realtà è assolutamente evidente che se si crede nell’omeopatia e si è davvero convinti che essa sia in grado di curare tutte le malattie esistenti, non è assolutamente concepibile che essa venga utilizzata da medici allopatici o da naturopati che l’affiancano a rimedi aventi una finalità tipicamente allopatica di lotta contro la malattia. Se infatti, come sostiene l’omeopatia, la cura di ogni malattia avviene attraverso la somministrazione del simile, non si vede come sia possibile che lo stesso terapeuta, di solito un naturopata, somministri cure di impostazione tipicamente allopatica, come i fitoterapici, spesso mescolate con rimedi omeopatici. Analogamente nessun guaritore o naturopata si rende conto della contraddizione insita nell’adesione alla fede nella medicina tradizionale cinese, la quale non ha mai preso in considerazione la possibilità di interventi chirurgici in quanto il taoismo, filosofia da cui deriva, considera la realtà immutabile e soggetta soltanto a modificazioni indipendenti dalla volontà umana. Per cui qualsiasi intervento invasivo all’interno del corpo, l’asportazione di una sua parte, per esempio, costituirebbe una violazione del principio della perfezione e dell’armonia del tutto. Ciononostante, i naturopati si dilettano a utilizzare cure di ispirazione tradizionale cinese, accettando che esse possano convivere con trattamenti invasivi come quelli osteopatici o manipolativi in genere, rispetto a quelli non invasivi della medicina tradizionale cinese. In ogni caso, è assolutamente sconcertante osservare come i guaritori e i seguaci delle medicine alternative non si rendano conto che ciascuna di esse pretende di essere efficace nella cura di tutte le malattie, specialmente quando si atteggia a medicina “olistica”, per cui non esiste motivo di utilizzarne e praticarne così tante, dal momento che una sola di esse dovrebbe essere più che sufficiente. Il problema principale che riguarda i guaritori alternativi, purtroppo, sta proprio nel fatto che essi sono nella quasi totalità dei casi persone straordinariamente ignoranti, vittime del loro narcisismo e convinti di essere forniti di un’apertura mentale superiore alla media. Sono pochissimi quelli, tra di loro, che al di là di alcune tecniche apprese in qualche weekend, hanno studiato seriamente i fondamenti delle scienze del comportamento umano e si rendono conto della necessità di conciliare attraverso lo studio approfondito, di livello universitario, le scienze mediche, biologiche, psicologiche e sociali.

