Le malattie dipendono dall’alimentazione?
Si sta diffondendo sempre più l’idea bizzarra e totalmente priva di fondamento scientifico secondo la quale tutte le nostre patologie e, in pratica, tutti i problemi dell’umanità, dipendano soltanto da una alimentazione non corretta. Quale sia quella corretta è impossibile da determinare, dal momento che continuano ad essere lanciati sul mercato regimi dietetici completamente diversi l’uno dall’altro, tutti pubblicizzati come miracolosi.
Ci limitiamo qui a sottolineare come il richiamo a, e il tentativo ridicolo di applicazione ai nostri giorni del principio ippocratico”Fai che il cibo sia la tua medicina” sia non soltanto stupido, ma anche pericoloso. La visione antropologica che sta dietro queste affermazioni, infatti, è quella di una vita umana concepita meccanicisticamente solo per il suo aspetto di ricerca e introduzione di sostanze nutritive nell’organismo, trascurando totalmente il fatto che la vita vera non consiste nel mangiare, ma in ciò che si fa quando non si mangia.
Affermare che tutte le malattie dipendono da un’alimentazione sbagliata, infatti, significa diffondere un’idea della vita umana assimilata a quella del funzionamento di una autovettura.
Secondo i fautori di questa semplicistica visione dell’uomo, quest’ultimo non sarebbe nient’altro che una autovettura la quale, se non funziona bene, è solo perché si continua ad alimentarla con benzina, quando invece il suo è un motore diesel, e ci si dimentica di rabboccare l’olio e cambiare le pastiglie dei freni (ossia assumere integratori e rimedi naturali).
Eppure, anche il più analfabeta degli agricoltori sa bene che, se gli ortaggi coltivati mostrano segni di malattia, non basta assolutamente cambiare concime o smuovere il terreno, ma bisogna guardarsi intorno e considerare gli effetti di organismi patogeni esterni, del clima, di tossine e inquinanti, ecc.
Secondo questi naturopati e nutrizionisti (dalle poche idee, ma tutte confuse), tutta la vita degli esseri umani dovrebbe semplicemente essere rivolta alla scelta e alla assunzione degli alimenti corretti (ma secondo regimi dietetici in contraddizione tra loro) negando, sostanzialmente, qualsiasi tipo di interazione dell’essere umano con l’ambiente che lo circonda, e gli effetti, positivi e negativi, che da questa interazione possono derivare.
Questa aberrante concezione di una salute che dipende esclusivamente dall’alimentazione dimentica l’importanza del nostro rapporto con la fisicità nel nostro corpo, ma specialmente con l’attività fisica, l’attività mentale, quella spirituale, la creatività, la filosofia, l’arte, la ricerca e la vita sociale.
E’ di queste attività che ci alimentiamo davvero, non di zucchine biologiche e semi di Chia.
Ci rendiamo conto, naturalmente, che sotto il profilo strettamente commerciale la concezione che qui si sta contestando è straordinariamente redditizia, mentre quella che noi proponiamo (https://www.counselingpsicobiologico.it/) richiede intelligenza, senso critico, impegno, visione prospettica e propositiva della vita: tutti aspetti che non si possono vendere e non arricchiscono nessuno.
