Legge 14 gennaio 2013, n. 4 sulle professioni non riconosciute: naturopati e ciarlatani.
Legge 14 gennaio 2013, n. 4 sulle professioni non riconosciute: finalmente ciarlatani, guaritori, escort e astrologi hanno il loro riconoscimento tramite associazioni private, e privo di validità di titolo di abilitazione professionale.
L’Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali vuole rendere nota la sua estraneità a iniziative così poco rispettose della dignità della professione di counselor e di naturopata, figure professionali la cui attività già rientra nella regolamentazione legislativa in quanto attività di consulenza disciplinata dal Codice civile (artt.2222 e segg.).
Che questa legge soddisfi gli interessi economici di alcune scuole di naturopatia e non costituisca , come molti vogliono far credere, una sorta di “abilitazione professionale e di riconoscimento e regolamentazione legislativa dell’attività di naturopata” è piuttosto evidente, anche per il fatto che essa è ignorata da quasi tutte le scuole del settore, anche perchè confonde l’attività del naturopata, che è un consulente della salute e del benessere, con quella del medico che usa rimedi naturali per la cura di patologie.
Sul sito dell’organizzazione che ha dato vita a questa straordinaria iniziativa con finalità commerciali, si legge infatti, proprio per evitare conseguenze penali nei confronti dei promotori che:
E’ doveroso ricordare come tale certificazione non rappresenta un riconoscimento istituzionale della professione del naturopata, prerogativa esclusiva del Legislatore, ma un’importante valorizzazione delle competenze acquisite nel corso degli anni. (http://www.naturaliter.org/qualita/).
Tralasciamo, per pura compassione, di rilevare come tale iniziativa sia piuttosto misteriosa e i suoi promotori siano personaggi di basso profilo, non certo figure di riferimento nel settore. Sul sito di fattura amatoriale dell’organizzazione, sopracitato, alla voce “Chi siamo” non compare nè il nome nè i relativi curriculum di nessuno, il che fa pensare che questa organizzazione si fondi sul nulla e sull’illusione, o che chi sta dietro questa organizzazione non abbia alcun titolo (neppure di laurea) per ergersi a giudice di cosa è o non è la naturopatia.
La Scuola che promuove, certamente senza alcun interesse personale, tale iniziativa, una certa Naturaliter, si qualifica come “Accademia di Scienze mediche e naturopatiche, configurando da subito il reato di falso ideologico, in quanto il termine “accademia” può essere legittimamente usato solo da istituzioni pubbliche universitarie o riconosciute come tali da apposita legge statale. In più, essa confonde già nella sua qualifica due scienze che hanno scopi, oggetto e contenuti totalmente diversi come la medicina, che si occupa di patologie, e la naturopatia, che si occupa di salute.
Altrettanto sorprendente è la mancanza di titoli che giustifichino la posizione assunta nell’iter legislativo dalla presidentessa della scuola, la promotrice dell’iniziativa, una certa Tonella Doro, che non sembra possedere alcuna qualifica accademica, nè brillare per alcunchè, ma che si definisce naturopata e iridologa, o La “Federazione” costituita in concomitanza con l’entrata in vigore della legge, nel giugno del 2013, con sede a Cuneo, di cui non si sa nulla, e che, a differenza della nostra Università popolare, non ha ritenuto di divulgare i nomi e le organizzazioni che stanno dietro ad essa.
Resta ancora più misterioso il motivo per cui una persona seria dovrebbe sottoporsi a una procedura di certificazione complessa, costosa, e tristemente burocratica, messa in piedi da persone che vorrebbero che il naturopata fosse una figura pseudomedica, e che dovrebbe dimostrare di conoscere la patologia medica (presso la facoltà di medicina occorrono anni di studio, qui basta aver superato un esamino a risposte chiuse a seguito di una conferenza di un weekend), nozioni di primo soccorso, insieme alla conoscenza dei fiori di Bach, dell’omeopatia e della medicina tradizionale cinese, e praticare l’iridologia, celeberrima tecnica diagnostica da ciarlatani, priva di ogni fondamento scientifico. Ai fini della certificazione, questa fantomatica organizzazione richiede semplicemente il possesso di un attestato privo di ogni validità legale, senza alcuna verifica (chi può verificare che il candidato abbia svolto un percorso di studi effettivamente di ben 1200 ore?), e senza alcun riferimento a materie e criteri relativi ai contenuti.
Insomma, sembra che ciò che più conta, per le organizzazioni che stanno dietro questa discutibilissima iniziativa legislativa, sia il fatto di tirare acqua al mulino delle scuole che partecipano ad essa, e a raccogliere il denaro dei naturopati più sprovveduti, che dovrebbero sborsare continuamente denaro per sostenere un esame, per iscriversi e per mantenere valida l’iscrizione a questa, secondo noi inutile, federazione.

