Naturopatia tradizionale: efficacia e utilità “storica” dei rimedi naturali, popolari e alternativi.
Chiunque rivolga uno sguardo attento e non superficiale al sistema delle cure naturali, complementari o alternative, osserverà come esse sono costantemente descritte non per la loro utilità ed efficacia attuale, scientificamente e clinicamente documentata (come ogni persona di buon senso si aspetterebbe, essendo esse destinate alla cura della salute umana), ma quasi esclusivamente per la storia, possibilmente millenaria, del loro utilizzo.
La maggior parte delle piante utilizzate in erboristeria, per esempio, non sono mai indicate come utili per la cura di qualsiasi disturbo o patologia, ma solo perché utilizzate da tempo immemorabile per la cura di determinate affezioni, senza che di questo preteso effetto sia mai fornita una prova clinica, cioè condotta su persone, e non su cellule o animali di laboratorio.
È francamente patetico, più che ridicolo, osservare l’ossessiva ripetitività con cui i rimedi naturali sono pubblicizzati da sedicenti esperti o commercianti e produttori interessati: le formule sono sempre le stesse, stereotipate, e recitano sempre la stessa litania:
“Da sempre questa pianta è utilizzata nella medicina popolare per le sue qualità..”
“Fin dall’antichità questa pianta è stata utilizzata per curare.…”
“La tradizione popolare attribuisce fin dall’antichità virtù terapeutiche a questa pianta..”
In psicologia sociale quello sopra esemplificato configura un classico esempio di errore cognitivo. In particolare si tratta del tipico “argomento storico”, in forza del quale, in mancanza di dati reali, si cerca di illudere circa l’esistenza di determinate caratteristiche dell’oggetto in questione rimandando alle sue radici storiche, facendo leva su un modello di ragionamento infantile secondo cui, se un certo comportamento viene ripetuto nel tempo, significa che esso è intrinsecamente valido. Che si tratti di una assurdità logica e sillogistica è così evidente che non vale neanche la pena di sottolinearlo. Quello che ci preme osservare è piuttosto che ci troviamo di fronte a un uso distorto dell’informazione, la quale o è scientifica, distinguendo espressamente tra notizie storiche, opinioni, aneddotica e dati scientifici, oppure è stupidità, ignoranza, ciarlataneria, pensiero magico e infantile.
Si osservi, infatti, che nonostante “fin dall’antichità”, per esempio, il ribes nigrum sia stato utilizzato per curare le affezioni allergiche, è scientificamente dimostrato che solo speciali estratti dai semi svolgono una blanda azione in questo senso, e non i macerati glicerinati ottenuti dalle gemme, i quali hanno fatto la fortuna delle aziende che li producono e di coloro che li vendono, ma che non servono assolutamente a niente (si veda, tra gli altri,: Firenzuoli, Le cento erbe della salute, Tecniche nuove, p.192).
Sembra impossibile, ma è difficile per molti riflettere su un fatto semplicissimo e inequivocabile: se davvero questi rimedi producessero gli effetti vantati, non ci sarebbe più motivo di utilizzare i costosissimi e nocivi farmaci di sintesi. Inoltre, se davvero la cura di tutti i disturbi per i quali vengono suggerite piante o altri rimedi (“noti fin dall’antichità per le loro proprietà curative…ecc”) fosse efficace, essi non esisterebbero più, debellati dalla semplice somministrazione di poche gocce di questi rimedi. Il che non significa, naturalmente, che essi non abbiano proprietà terapeutiche, ma solo che non le hanno, nella maggior parte dei casi, per i disturbi per cui vengono indicati, e per le dosi e le modalità di preparazione e di somministrazione consentite dalla legge e dalla pratica clinica. E’ sorprendente, poi, notare come si faccia finta di non osservare che da quando si somministra, per esempio, ribes nigrum per la cura delle cosiddette intolleranze alimentari, il fenomeno che si cerca di curare, anziché ridimensionarsi, cresce a dismisura, al punto che, a detta di coloro che sostengono di poterle diagnosticare, le cosiddette intolleranze sono un disturbo che interessa praticamente tutta l’umanità, perché ognuno di noi, prima o poi, soffre di qualche intolleranza. Ma non bastava qualche goccia di ribes nigrum per risolvere la questione? Non ci è stato detto in tutte le maniere che “questi rimedi sono utilizzati fin dall’antichità”?
Purtroppo, con buona pace dei seguaci di tutto quello che non serve a nulla, l’utilizzo, per quanto diffuso e da tempi immemorabili di un qualsiasi strumento, non è per niente sinonimo di sua utilità per lo scopo dichiarato, ma può essere molto più semplicemente segno di interpretazione di quello strumento in termini simbolici, o funzionali ad altri scopi, come quello della perpetuazione di antiche credenze e di mantenimento di meccanismi di difesa inconsci.
Per esempio, il fatto che da sempre milioni di persone in tutto il mondo, in forme e modalità diverse, utilizzino amuleti o eseguano pratiche magiche per allontanare il malocchio, non significa né che queste pratiche siano efficaci, né che il malocchio esista effettivamente. Significa soltanto che la debolezza mentale e la mancanza di strumenti culturali e cognitivi impedisce di accedere a una mentalità razionale di confronto con la realtà.
Allo stesso modo, il fatto che da sempre l’umanità abbia fatto uso della guerra e della violenza per risolvere i suoi problemi, non significa né che questi strumenti siano sempre stati efficaci, né che debbano essere raccomandati come utili rimedi.
La storia dell’umanità non è fatta soltanto di conquista progressiva di conoscenza che, man mano che veniva acquisita nel patrimonio culturale, eliminava automaticamente quella inutile, o gli errori e le false credenze. Purtroppo, l’evoluzione procede per sovrapposizione su basi precedenti, e non elimina mai ciò che possa eventualmente tornare utile in futuro. Le false credenze, le illusioni cognitive, continuano a svolgere un compito fondamentale anche nella moderna società ipertecnologica, perché assolvono alla funzione di proteggere gli individui più deboli psicologicamente dalla paura dell’ignoto. Solo chi è forte e coraggioso può permettersi di affrontare ciò che non conosce, mentre le anime più semplici, i gregari, coloro che sono vittime del loro passato, preferiscono costruirsi una realtà virtuale, nella quale tutto è possibile: l’omeopatia funziona sempre, i fantasmi esistono, la Madonna ama mostrarsi a persone semianalfabete che vivono in paesi con una forte connotazione religiosa, e i rimedi naturali di solito non servono a niente, ma “sono utilizzati fin dall’antichità”.
