Fiori australiani: bufale, assurdità e ciarlatani

La floriterapia, come noto, “agisce sulle frequenze energetiche del nostro organismo aiutandolo a ripristinare l’equilibrio psicosomatico”.
Si analizzi sotto il profilo semantico questa affermazione. Come noto, le frequenze energetiche su cui agirebbe la floriterapia non sono frequenze conosciute, ma di pura fantasia, altrimenti esse sarebbero registrabili, misurabili, forse persino manipolabili. Ma niente di tutto ciò vale per le frequenze cui si riferiscono i ciarlatani floriterapeuti. Nessuno nega che possano esistere frequenze non ancora analizzabili e osservabili tramite i nostri attuali strumenti di indagine, ma allora, proprio per questo, come è possibile affermarne non solo l’esistenza, ma anche la loro modalità di azione e l’efficacia sui disturbi psichici? Il fatto che la scienza non sia in grado di confermarne l’esistenza, non significa che queste frequenze non esistano, ma solo che non è eticamente corretto, e neppure penalmente irrilevante, diffondere notizie circa la loro efficacia sulle patologie umane senza le opportune cautele e sperimentazioni cliniche.
Ma c’è di più: anche rinunciando a voler dimostrare che queste fantasiose frequenze esistano, sarebbe eticamente doveroso, nel descrivere un rimedio che agirebbe su di esse, spiegare in base a quale processo esso operi. In base a quale motivazione logica, razionale o comunque argomentata e documentata il consumatore finale dovrebbe spendere i suoi soldi per comprare questi rimedi? Dove sono le prove della loro efficacia? Ma neppure questa spiegazione ci viene fornita. E allora, possiamo solo ripiegare su un atteggiamento pragmatico e funzionalista molto rozzo, ma che è l’unico che tali guaritori sembrano comprendere: il funzionamento. In altri termini, ci basta la dimostrazione che questi rimedi agiscano davvero, producendo cioè un cambiamento osservabile oggettivamente nell’ equilibrio psicosomatico. Niente da fare neppure per questa strada. Non ci resta che rassegnarci a credere a ciò che questi personaggi ci propinano. Ora, uno dei fondatori di questa nuova religione è il creatore della floriterapia australiana, un certo Ian White, giovane nullafacente australiano (in ambito di ricerca scientifica, ma attivissimo nella promozione dei suoi prodotti) dalla affascinante criniera bionda, il quale, probabilmente privo di qualsiasi titolo e di competenza in qualsiasi ambito scientifico, e cioè forte soltanto di una ignoranza enciclopedica e di ottima capacità imprenditoriale, gira il mondo per pubblicizzare la sua trovata commerciale, sempre sorridente e pieno di energia di origine floriterapeutica (e chi non lo sarebbe, se fosse divenuto miliardario senza fatica, illudendo migliaia di sprovveduti nel mondo?).
In Italia, il messaggio di questo grande uomo di scienza e di profonda saggezza è stato raccolto da una delle innumerevoli organizzazioni che sfruttano la curiosità per l’insolito (vestito di naturalità) per vendere corsi o affiliazioni a registri di naturopati privi di ogni valore legale in Italia. Il CNM Italia vanta infatti tra i suoi docenti un dentista, un avvocato, un naturopata che si definisce professore (chissà se tale titolo è utilizzato legittimamente?) e, naturalmente, l’onnipresente Dr. Speciani, mai stanco di proporre ai suoi clienti rimedi privi di fondamento scientifico e di sperimentazione clinica, e organizza persino un corso triennale in floriterapia. Non sapendo come sfruttare la dabbenaggine dei potenziali allievi e consapevoli che dietro la floriterapia non c’è nulla di serio, questo corso abbina a una serie di conferenze su stupidaggini fantasmagoriche anche i rudimenti di psicologia, la quale, con l’uso di rimedi privi di fondamento scientifico, non dovrebbe aver nulla a che fare. Così, il prof. Dr. Ambrosi (di cui si ignorano i titoli accademici, probabilmente inesistenti, e che, sicuramente, non ha la più pallida idea di cosa sia la meccanica quantistica essendo qualificato come semplice “naturopata”) insegna la medicina quantistica, neologismo assurdo, il quale si riferisce all’uso di apparecchiature prive di qualsiasi efficacia, come quelle per i test Vega o EAV le quali utilizzerebbero le energie subatomiche per la diagnosi e la terapia. Si tratta di ben note stupidaggini prive da sempre non solo di fondamento scientifico, ma anche di rispetto per l’intelligenza e il buon senso, le quali vengono affiancate all’uso dei fiori e alla psicologia, la psicosomatica e persino la psicobiologia. Un ordine professionale serio, come dovrebbe essere quello degli psicologi, dovrebbe impedire che due psicologhe si prestino ad affiancare l’insegnamento dei principi della psicologia, che è una scienza, a quelli della floriterapia, che è una solenne stupidaggine nata per seguire la moda dei “rimedi vibrazionali”, ma che non serve a nulla se non ad arricchire il suo furbo ideatore e i personaggi senza scrupoli che si prestano ad operazioni commerciali come queste, speculando sull’ingenuità e l’ignoranza del prossimo.
Si osservi come i ben 72 rimedi floreali svolgano manifestamente la funzione di agire direttamente sui processi psichici ed emozionali, funzione che, se fosse vera e non una vergognosa bufala fondata sul placebo, sarebbe di competenza esclusiva della classe medica, e, se fosse vera, avrebbe già determinato la fine dell’attività di psicologi e psicoterapeuti, sostituibili da rimedi suggeriti da “naturopati”. Dal ricchissimo opuscolo illustrativo dei rimedi, possiamo così ricavare materiale che, ripetiamo, dovrebbe portare l’ordine dei medici e degli psicoterapeuti a una denuncia per esercizio abusivo delle relative professioni nei confronti di coloro (estetiste, profumiere, gentili casalinghe nullafacenti) che si dilettano a prescrivere questi rimedi, oppure al loro ritiro dal mercato per manifesta inutilità e ingannevole pubblicità circa i loro pretesi effetti. I quali sono, per esempio, pescando qua e là tra queste perle di abissale stupidità:
· Freshwater Mangrove, che agisce tramite l’”apertura a nuove esperienze e ai cambiamenti di percezione”. Ci si rende conto che se questo rimedio modificasse davvero la percezione esso dovrebbe essere studiato a fondo e solo a seguito di adeguata sperimentazione essere eventualmente prescritto da un medico?
· Autumn Leaves, invece, aiuta il passaggio dalla vita terrena a quella spirituale. Rimedio a sfondo mistico e religioso: è accettabile e credibile che tale passaggio sia facilitato da alcune gocce d’acqua?
· She Oak, poi, è adatto per la risoluzione degli squilibri femminili. Ora, se questi sono reali, la loro cura sarà di competenza di medici o psicoterapeuti. Se sono immaginari, a cosa serve il rimedio?
Insomma, inutile proseguire su questa patetica carrellata di pure e semplici stupidaggini a scopo commerciale.
Quello che sgomenta, a nostro parere, non è solo la stupidità del tutto, ma la consapevole volontà di diffondere una concezione della cura fondata su rimedi inesistenti, presentati come in grado di agire senza fatica e partecipazione della persona sulla sua psiche, con una superficialità e grossolanità di approccio pericolosa e francamente deplorevole.