Cronobiologia e consulenza del benessere
Cronobiologia: la testimonianza di un nostro allievo.
Pubblichiamo volentieri la mail inviataci da un nostro allievo, persona particolarmente attenta e sensibile a tutti gli aspetti che riguardano la salute, come il tempo, l’ambiente, le relazioni sociali e umane, i quali ruotano intorno ad essa senza essere presi in considerazione in maniera sufficientemente pronta e adeguata alla loro importanza ai fini della promozione del benessere, almeno da parte delle scienze mediche.
Il Nobel per la scoperta dei meccanismi della cronobiologia, argomento da anni illustrato nelle lezioni delle nostre scuole, è l’importante testimonianza di come la scienza stia avviandosi verso uno studio più consapevole di tutti i meccanismi che influiscono sulla qualità della vita, anziché fossilizzarsi solo sulla ricerca di farmaci e di cure allopatiche. Lo stile di vita e i suoi ritmi, come da anni insegnato dalle nostre scuole, si conferma l’elemento fondamentale cui fare riferimento nella promozione della salute e del benessere.
Considerazioni da un vostro allievo (molto soddisfatto)
Buongiorno.
Mi chiamo Marco Santarelli e ho conseguito presso la vostra Università Popolare il diploma di consulente in nutrizione.
Come già dettovi, ho trovato i vostri corsi ottimi e altamente formativi.
Volevo sottoporvi questa mia considerazione in relazione al Nobel per la medicina recentemente assegnato con il solo intento di valutare insieme quanto la dimostrazione scientifica di una realtà ritardi, molto spesso, la possibilità di utilizzare quelle tecniche di cura che la stessa scienza ci suggerisce: in fondo basterebbe utilizzare l’umano buonsenso e la semplice logica.
Ringraziandovi ancora, Vi auguro una buonissima giornata e un fruttuoso lavoro
Quando mi ammalai, venticinque anni fa, del mio gravissimo tumore del sangue iniziai ad approfondire i miei studi in ambito medico/scientifico, ero impiegato in un’Associazione (e lo sono tuttora) di ricerca e lo feci per due scopi: primo cercare di comprendere perché mai mi fossi ammalato, secondo per cercare di essere d’aiuto agli altri, nel caso fossi guarito, nell’evitare di ammalarsi e, in caso contrario, nel curarsi meglio.
Tra i vari argomenti mi affascinò molto quello relativo alla Cronobiologia, quella branca della scienza medica e della biologia che si occupa dei ritmi biologici delle nostre cellule, in funzione, tra le altre cose, del tempo, del ritmo sonno veglia ecc.
Mi sorprese molto lo scoprire che la cellula, in definitiva, è in sostanza una persona in miniatura, ed ha le stesse identiche necessità di una persona: deve nutrirsi, bere, respirare, andare di corpo e riprodursi e, come ogni singola persona, per far questo necessita dei suoi tempi, dei suoi ritmi, in funzione del tempo (e spesso dello spazio). La cosa straordinaria è proprio nella unicità funzionale che caratterizza ogni singola cellula (e quindi singoli organi e sistemi) differente da persona e persona.
Ci sono quindi cellule che “si aprono” e “si chiudono” in determinati momenti del giorno o della notte, che sono recettive in determinate ore del giorno o della notte che sono più stimolabili in determinate ore del giorno e della notte e questo vale per ogni singolo individuo. Il tutto proprio come avviene nella vita di ogni singola persona.
Il comprendere questa meravigliosa realtà mi portò a pensare che forse, assecondando queste attività della cellula e in particolare quelle relative alla recettività e alla stimolazione, si sarebbe potuto procedere con terapie mirate a cui sottoporre il paziente in determinate ore del giorno o della notte a seconda dei ritmi cellulari del singolo paziente. La cosa mi sembrava logica e utilissima in particolare per la chemioterapia: quantitativi enormi di farmaci, differenti tra loro, somministrati nel momento in cui la cellula è in grado di riceverli. Sottoposi la mia idea ad amici medici e ricercatori, quella cioè di, tenendo conto di tale realtà, effettuare terapie in ospedale anche la notte, mantenendo operativa la struttura 24h su 24h al fine di poter rispettare i ritmi cellulari dei pazienti da curare.
Riscontrai soprattutto nulla o poca considerazione e, in quei pochi che parevano interessati, scetticismo dovuto al fatto che mai si sarebbe potuto procedere in tal senso perché nessuno Stato sarebbe disposto a tenere aperti completamente operativi i propri ospedali 24h su 24h: a tale obiezione rispondevo loro con una semplice domanda: “Ma se gli ospedali sono pubblici, tenuti in piedi cioè con i soldi dei contribuenti, perché gli stessi, se malati, soprattutto di gravissime patologie, non possono usufruirne quando ne hanno bisogno?”
A quel punto non sapevano cosa rispondermi.
La scoperta del premio Nobel per la Medicina recentemente assegnato relativo proprio alla Cronobiologia mi conforta dato che si parla proprio di quanto ho esposto sopra e della possibilità che si aprirebbe di effettuare terapie mirate in funzione della recettività e sensibilità cellulare, sarebbe una cosa straordinaria che, a mio modestissimo parere, potrebbe garantire la sopravvivenza e la guarigione di milioni di malati in tutto il mondo.
La domanda è: i governanti dei vari Stati, almeno in questo caso, saranno disposti ad usare i soldi dei cittadini per il bene dei cittadini?
Apriamo all’ottimismo, speriamo di si.
Marco Santarelli

