Biorisonanza: CRM terapia. Il caso del “convogliatore di radianza modulante”. Per favore, diteci che è uno scherzo.
ANCORA SULLE TECNICHE DI BIORISONANZA: Il caso del “Convogliatore di radianza modulante”: una delle più grandi scoperte dell’umanità, uno scherzo, o …?
Emblematico, e al limite dell’incredibile, è il caso del convogliatore di radianza modulante® – CRM® International Patented (http://www.irf.it-CRMterapia).
Si noti immediatamente il rilevo dato al fatto che si tratta di apparecchiatura, metodica e marchio registrati, il che è quantomeno curioso per uno strumento in grado di migliorare la salute di chiunque senza controindicazioni, e che dovrebbe essere diffuso da anni in tutto il mondo. In realtà, ci risulta che il suo uso sia confinato praticamente alla città di Firenze e ai corsi organizzati in collaborazione con la locale università (facoltà di medicina e chirurgia), per apprendere l’uso di questo strumento.
Diversi siti pubblicizzano questa terapia, senza fornire le prove o le giustificazioni di quanto affermato a proposito della capacità di questa apparecchiatura di effettuare prestazioni che richiederebbero la capacità di padroneggiare l’uso dell’energia subatomica, con una prosopopea che nessun premio Nobel per la fisica si sognerebbe di usare.
Vale la pena leggere quanto affermano i suoi ideatori: “È l’apparecchiatura terapeutica ideata dai medici Salvatore Rinaldi e Vania Fontani per rendere possibile la terapia di Ottimizzazione Neuro Psico Fisica Relazionale ® – CRM Terapia ®”.
Già la definizione data alla terapia ricorda in maniera sinistra quella di “demoplutocrazia giudaico-massonica” di mussoliniana memoria, o altre definizioni che sembrano create appositamente per far leva sull’ingenuità delle persone più ignoranti e sprovvedute. Ma proseguiamo.
“ Scopo della CRM Terapia ® è ottimizzare le risposte dell’organismo agli effetti prodotti dalla continua interazione con gli stressori ambientali e dalla Sindrome generale di adattamento.
L’ipotesi scientifica su cui si basa il CRM® è quella di “evidenziare” al Sistema Nervoso, le alterazioni inconsapevolmente subite dallo stress ambientale. Il CRM® raccoglie informazioni sullo stato dell’intero organismo ma invece di inviarle ad un computer esterno le convoglia al “computer biologico” dell’individuo, cioè al Sistema Nervoso Centrale. Questo consente al Sistema Nervoso Centrale di riconoscere le alterazioni inconsapevoli indotte dallo stress e ottimizzare la sua risposta nei confronti delle stesse. Tutto ciò è possibile grazie alla scoperta di una nuova tecnologia brevettata a livello internazionale che determina un fenomeno fisico definito dagli inventori “convogliamento della radianza”. Lo scopo della CRM Terapia ® è quello di ottimizzare le risposte del Sistema Nervoso Centrale e quindi di tutto l’organismo nei confronti delle alterazioni inconsapevoli indotte dallo stress creato dalla continua interazione con l’ambiente. L’azione del CRM® non è invasiva, è indolore, non richiede la collaborazione del paziente ed è priva di qualsiasi effetto collaterale. Il principio di funzionamento del CRM ® e l’ipotesi del meccanismo di azione del CRM ® possono essere schematizzati in fasi:
• Si collega una sonda del CRM ® con una zona del corpo del paziente.
• Il CRM ® emette, in campo lontano, un debolissimo e innocuo campo elettromagnetico generato da una radiofrequenza che si disperde nell’ambiente.
• Il puntale sonda del CRM® funge da convogliatore, richiamando la dispersione elettromagnetica che attraversando il corpo del paziente, interagisce con esso raccogliendo informazioni dall’intero organismo in una forma decodificabile dal sistema nervoso.
• Le informazioni così raccolte possono quindi essere elaborate dal sistema nervoso…..
• ….. per ottimizzare la gestione dell’intero organismo.”
Il lettore si tranquillizzi: si tratta in realtà proprio di quello che sembra, e cioè un’ accozzaglia di stupidaggini pseudoscientifiche di tale insondabile profondità che persino il mago Gabriel in preda ai fumi dell’alcool e agli effetti di un mix di allucinogeni non potrebbe uguagliare.
Peraltro tali incredibili affermazioni sono del tutto simili a quelle di decine di altre apparecchiature del genere, ma qui gli inopportuni riferimenti a teorie scientifiche superate e il coinvolgimento della facoltà di medicina dell’Università di Firenze sembrano il risultato di una strategia maldestra ma consapevolmente elaborata per approfittare della dabbenaggine altrui.
Si vuole solo portare l’attenzione del lettore su alcuni aspetti particolarmente significativi e peculiari del sistema di cura in questione.
A parte infatti il consueto riferimento a precedenti storico-scientifici atti a mettere le mani avanti di fronte alla possibile obiezione relativa alla mancanza di fondamento scientifico, si noti come l’apparecchiatura nasce probabilmente da un semplice studio di mercato, fondato sui dati ampiamente diffusi circa l’incidenza dello stress nella vita quotidiana.
Per esempio, quello che dimostra come, “secondo gli studi clinici, il 50-75% delle consultazioni richieste a un medico è motivata innanzitutto dallo stress, che in termini di mortalità è un fattore di rischio più grave del fumo” (Servan-Schreiber, 2003, p.6).
Certamente a conoscenza di questi dati commercialmente interessanti, i due medici in questione hanno pensato bene di proporre una cura che potesse prescindere dall’adesione alle risultanze di tutte le ricerche e gli studi in proposito (i quali sono concordi nel ritenere lo stress e le patologie correlate come un fenomeno di straordinaria complessità che può essere affrontato solo con un approccio multifattoriale e multidisciplinare), per concentrarsi solo sull’invenzione di una cura facile, indolore, di effetto immediato.
Anche se non serve a niente, chi può mai accorgersene? Lo stress non è descrivibile e misurabile come un qualsiasi scompenso o disfunzione organica; non è un fenomeno evidenziabile inequivocabilmente con esami clinici o di laboratorio; lo stress è un fenomeno talmente complesso e indefinibile che è facilissimo manipolarne cause, effetti, manifestazioni a proprio uso e consumo.
E allora, avranno forse pensato i due medici di cui ci stiamo occupando, perché ostinarsi a curare le persone cercando di comprendere le motivazioni del loro comportamento, le innumerevoli cause del loro disagio, e affrontare un percorso di cura lungo, faticoso, difficile, che richiede una preparazione che i due medici non possiedono? Non è più facile, e più redditizio, appoggiarsi all’esperienza dei sistemi di cura alternativi e alle loro strategie per indurre gli sprovveduti potenziali pazienti a preferire una cura illusoria ma facile, piuttosto che una efficace ma che richiede un faticoso impegno?
Del resto, proprio perché lo stress e le sue patologie correlate sono così diffuse, la società proprietaria della apparecchiatura in questione può contare su una clientela potenzialmente sterminata, al cui interno troverà sicuramente una redditizia applicazione il già citato principio di marketing: “ogni giorno nasce un pollo, tutto sta a trovarlo”.
Per costruire una base storica che potesse fungere da richiamo per gli allocchi e da alibi scientifico alle loro trovate commerciali, i due medici in questione hanno pensato di evocare la figura mitica di un grande scienziato, quell’Hans Selye effettivamente autore di fondamentali studi sullo stress. Il fatto è che, nella loro ignoranza, essi fanno ancora riferimento alla “sindrome generale di adattamento”, descritta da Selye molti decenni orsono, e a cui nessuno scienziato farebbe riferimento se non per fare una citazione storica, essendo stata ampiamente rielaborata e corretta, ma, specialmente, essendo solo uno dei modi, e non certo l’unico, di spiegare la reazione allo stress.
In particolare la condizione di stress legata all’azione di stimoli sul sistema nervoso è stata descritta e studiata prima di Selye dall’altrettanto eminente scienziato Walter Cannon, fisiologo, mente Selye ha completato il suo lavoro attraverso importanti studi che avevano però per oggetto, più che il sistema nervoso, cui questi medici fanno riferimento, il sistema endocrino dei topi da laboratorio (si veda in proposito il recente saggio di Sapolsky, 2006).
Il linguaggio utilizzato è chiaramente rivolto a un pubblico di comuni cittadini e con esso si induce lo sprovveduto e potenziale cliente a credere che una apparecchiatura sia in grado di comunicare con le frequenze emesse dal nostro organismo in risposta agli stressors (possibilità neppure vagamente realizzabile secondo qualsiasi fisico, se non forse tra alcune decine di anni) e sintonizzarle con altre giuste frequenze, depurate da quelle legate allo stress della vita quotidiana.
Privo di conoscenza scientifica e di dimestichezza con la psicologia sociale, il cittadino medio accoglie con favore questa assurdità scientifica per il fatto di essere indotto in una serie di errori:
• Chi ha ideato il tutto è medico, e quindi (almeno statisticamente) difficilmente è un millantatore o un ciarlatano.
• La terapia si basa sull’uso di un apparecchiatura, e i maghi o i ciarlatani di solito non le usano.
• La teoria sembra credibile e il riferimento a captazione di frequenze sembra possibile (se lo dicono i medici).
A riprova di ciò si noti come in altro sito web, dedicato alla salute, si scopre l’opinione di un paziente che ha sperimentato tale apparecchiatura. Sia il tono, sia il contenuto, mi sembrano molto sospetti, in quanto sembrano opera di una persona interessata alla propaganda di questo prodotto, più che l’apprezzamento di un qualunque cittadino. Ecco come descrive l’esperienza, specificando che gli unici svantaggi sono il fatto che è poco diffusa e non molto conosciuta:
“Provare per credere! Le Metodiche dei dottori Rinaldi e Fontana hanno qualcosa d’incredibile. Guariscono tutti i disturbi e le patologie insorte in seguito a problemi di adattamento all’ambiente, (con termini più appropriati, in seguito allo stress). Problemi di salute, i più diversi, siano essi di natura allergica, cardiologica, dermatologica, endocrina, ginecologica, andrologica, neurologica, oculistica, ortopedica, psichiatrica, reumatologica, urologica ecc., vengono tutti trattati e, se non congeniti, risolti. Le applicazioni sono di una grande semplicità e procurano benessere fin dalla prima. L’apparecchiatura con cui si eseguono queste applicazioni a me sembra semplicemente magica. Tante persone che soffrono provano immediato sollievo e tante patologie sopportate per anni scompaiono. Con la prima applicazione si ottiene il miglioramento della postura e ci si sente più leggeri. Io ne sono entusiasta e vorrei che tutti sapessero che esistono queste possibilità. Ho motivo di credere che questo tipo di terapia avrà un enorme futuro” (http://www.ciao.it/elettroterapia_Opinione_418098 , 23-07-07, ore 10,30). (Su quest’ultimo punto, sarei deliziato dal fatto che i geniali medici inventori volessero scommettere col sottoscritto circa il futuro della loro invenzione).
Anche in questo caso, (ma ne esistono centinaia di simili, tutti di apparecchiature miracolose, rigorosamente brevettate) quello che gioca a favore della terapia alternativa è l’attrazione per il misticismo (il termine ha la stessa radice etimologica di mistero), o meglio quel tipo particolare di mistero che persone di indiscutibile cultura superiore come i medici sono riusciti a svelare.
Si tratta della riproposizione in chiave laica e tecnologica di un rituale antichissimo, officiato da un sacerdote che è in diretta comunicazione con forze soprannaturali (in questo caso, le leggi della meccanica quantistica) e che non divide il suo sapere se non con altri iniziati (di qui il brevetto e la collaborazione con la facoltà di Medicina), mentre il paziente deve fidarsi, cioè compiere appunto un atto di fede (l’apparecchiatura, nell’opinione sopra riportata, viene appunto descritta come magica), sottomettendosi all’attività di mediazione con la divinità svolta dal sacerdote/medico. Il rituale del sacerdote viene quindi trasformato in una serie di processi sequenziali prodotti da una apparecchiatura.
Da ultimo, ci preme ancora sottolineare come l’art.54 del Codice deontologico, in tema di scoperte scientifiche, afferma letteralmente che: “la comunicazione di scoperte scientifiche in ambito diagnostico e terapeutico deve essere fatta dal medico sulla stampa scientifica professionale. La divulgazione della notizia al pubblico potrà essere data solo dopo adeguata discussione critica nell’ambito della comunità scientifica e professionale e con la dovuta prudenza al fine di evitare nel pubblico infondate attese e illusorie speranze”. Di fronte a casi come quello appena esposto e di tantissimi altri analoghi, di aperta e palese violazione del codice stesso, ci si può chiedere quali motivi possano far sì che l’Ordine dei medici non intervenga. Al di là di aspetti legati ad interessi economici, esiste probabilmente un interesse lobbistico a giustificare l’operato dei propri aderenti purché questo sia presentato sotto forma di ricerca scientifica (ma non ci sembra proprio il caso di cui sopra).
Eppure, ma è solo una nostra opinione, ci sembra che questa apparecchiatura magica abbia solo una finalità commerciale, fondata oltretutto su sperimentazioni e prove di efficacia praticamente inesistenti. La prova sta nel fatto che essa resta confinata, insieme ad altre centinaia di apparecchiature simili, allo studio di qualche medico, e non certo, dati i proclami con cui è accompagnata l’illustrazione delle sue caratteristiche, a beneficio dell’umanità.
Resta da chiedersi quali motivi spingano dei medici che dovrebbero conoscere molto bene i principi etici della loro professione, a lanciarsi in operazioni al limite del ridicolo e della legalità, illudendosi di prendere in giro la comunità scientifica internazionale, ma anche ogni persona di buon senso, inventandosi uno strumento privo di ogni fondamento e commercializzandone l’utilizzo, oltretutto grazie all’avallo di una Università. Che una istituzione come quest’ultima si presti a collaborare nella “sperimentazione” di una tale stupidaggine, mi sembra francamente sospetto, e, se così fosse, anche eticamente poco corretto, alla luce di ciò che impone il codice deontologico medico e le regole della ricerca scientifica. Quali siano gli interessi sottostanti l’invenzione e la commercializzazione di questo apparecchio magico, spacciato per strumento terapeutico, non oso neppure immaginare, ma nutro seri dubbi che le motivazioni siano da individuare nello spirito di ricerca volto al benessere dell’umanità.
A me sembra che la spiegazione di fenomeni di questo genere sia da ricercare proprio nel percorso formativo del medico, nella sua organizzazione mentale e visione del mondo. Contrariamente a quello che probabilmente si può pensare, diventare medici non richiede particolari qualità intellettuali, ma principalmente una ottima capacità di immagazzinamento di dati e nozioni. Troppe persone diventano medici, e quasi nessuno rinuncia alla professione per essersi reso conto di non essere in grado di svolgerla bene. Può darsi, ma è solo un ipotesi, che a dedicarsi a pratiche fondate sull’uso distorto di nozioni scientifiche per approfittare della credulità popolare sia la frustrazione che spinge i medici più mediocri, o che hanno avuto meno successo nel loro lavoro, o si siano resi conto della rigidità e povertà culturale dello stesso, a rifugiarsi in un mondo illusorio, aderendo al pensiero magico e cercando di emergere dallo squallore della loro professione, in modo da attirare l’attenzione e la stima di colleghi e pazienti, o sperando di passare alla storia per aver inventato una apparecchiatura rivoluzionaria.
In ogni caso, fino a qui ho espresso quella che è la mia opinione fondata sui fatti, così come emergono dalla pubblicità di questo sistema di cura. Resta sempre valida la mia richiesta di replica agli interessati, cioè ai due medici di cui abbiamo parlato: se a distanza di anni dall’introduzione di questo nuovo sistema di cura essi potessero fornire le prove di una sua oggettiva utilità ed efficacia terapeutica, confortate dalla sua diffusione nella clinica a livello mondiale, sarei ben lieto di riconoscere di essermi clamorosamente sbagliato e di aver ridicolizzato ingiustamente due eminenti scienziati e benefattori dell’umanità.
