Farmacologia e naturopatia
La farmacologia non ha nulla a che fare con la consulenza e la promozione del benessere e della qualità della vita, così come le scuole di naturopatia dichiarano ingannevolmente di insegnare.
La farmacologia è materia di competenza medica, farmaceutica, biochimica.
Insegnando la farmacologia a semplici naturopati, si diffonde ancora una volta una pseudocultura del disimpegno e dell’anarchia terapeutica, inducendo persone sprovvedute e ignoranti in materia ( ma anche in molte altre) a dispensare consigli di farmacologia a persone affette da patologie rispetto alle quali occorrerebbe formulare e valutare diagnosi di competenza medica.
La Consulenza psicobiologica in materia di benessere, invece, insegnata unicamente dalle nostre scuole, riguarda la costruzione di un programma pratico relativo allo stile di vita, nell’ottica della promozione del benessere, senza alcun riferimento a diagnosi, terapie e attività di prevenzione o cura delle medesime.
I nostri allievi, quindi, sanno che lo studio e l’applicazione pratica della farmacologia, dei principali principi attivi delle varie categorie di farmaci in commercio, i loro effetti e controindicazioni e interazioni con integratori e rimedi “naturali”, sono riservati solo a medici, biologici e farmacisti i quali operano a vario titolo nel settore sanitario.
Per questo nei programmi delle nostre scuole non compare lo studio della farmacologia: infatti, esso è destinato unicamente alle categorie professionali che si occupano a vario titolo di cura e prevenzione di patologie, e quindi con esclusione del consulente in materia di benessere.
Allo scopo di evitare equivoci e confusioni tra il ruolo del consulente del benessere e la figura ormai squalificata del naturopata, si sappia che quest’ultimo non è un operatore sanitario e non ha alcun titolo per fornire consulenza in materia di farmacologia. Si osservi come il naturopata non ha le conoscenze e competenze necessarie, che si acquisiscono solo a seguito di studi accademici presso le facoltà di Medicina e Chirurgia, o Scienze biologiche , chimiche o farmaceutiche, e non certo tramite una conferenza o una lezione di una scuola di naturopatia.
Inoltre, il naturopata non ha neppure la possibilità di essere aggiornato sulla materia, dal momento che l’informazione scientifica è riservata alle categorie di cui sopra.
Infine, si ricorda che la naturopatia è stata esclusa dal novero delle professioni non organizzate in Albi di cui alla legge n° 4 del 2013, proprio perché essa è una attività che il Ministero della Giustizia ha giudicato – ufficialmente – pericolosamente sovrapponibile a quella medica. Quindi, se si vogliono dare consigli professionali in materia di farmacologia è necessario essere professionisti abilitati e laureati; se si vuole, invece, operare in altro settore, ossia quello delle consulenza del benessere, è indispensabile acquisire e padroneggiare conoscenze e competenze specifiche che solo le nostre scuole possono fornire e che non hanno nulla anche fare con la farmacologia.
In ogni caso, la naturopatia, pseudoprofessione ormai tenuta in vita solo dagli interessi economici delle molte scuole che credevano di poter fare business insegnando l’abuso della professione medica, non ha né titolo, né legittimità né competenza per occuparsi di farmacologia.
Quindi, dichiarando di fornire una consulenza in materia di somministrazione di rimedi, integratori erboristici o alimentari e nutrizionali, e relativa alle avvertenze circa le interazioni con cure farmacologiche, il naturopata viola apertamente la legge e riconosce di svolgere una attività che è riservata ad altre categorie professionali, ossia di occuparsi di cura di patologie.
Le scuole che insegnano questo tipo di approccio, molto equivoco, alla farmacologia, sono passibili di denuncia per istigazione all’esercizio abusivo della pratica medica, in quanto, se esse insegnano quali siano le interazioni tra farmaci, alimenti, integratori e rimedi naturali, esse riconoscono implicitamente e necessariamente di insegnare una pratica che presuppone una diagnosi e la possibilità di intervenire sulla fisiopatologia del paziente, attività che configura, nel naturopata, l’esercizio abusivo della pratica medica, o la consulenza in materie per le quali non ha legittima competenza.
Smascherate le scuole che ingannano il prossimo dichiarando come la naturopatia sia rivolta a migliorare la qualità della vita, disinteressandosi di diagnosi e patologie, e che poi si contraddicono insegnando a riconoscere le interazioni tra farmaci e rimedi per la cura di patologie. Possono ingannare i più sprovveduti, ma non possono continuare ad abusare della credulità popolare senza subire le conseguenze delle loro azioni.

