Naturopatia e nuoto – Scuola Superiore di Counseling in naturopatia..
La medicina dello sport e le scienze motorie ci hanno abituato a pensare che il nuoto sia uno sport “completo, in quanto coinvolge tutti i gruppi muscolari. in realtà, l’affermazione andrebbe parzialmente corretta, in quanto questo sport, per sua natura, si svolge in un ambiente che non è quello abituale per l’uomo.
Innanzitutto, si noti come il nuoto impedisca lo svolgimento naturale della corretta traspirazione, in quanto il sudore prodotto dallo sforzo fisico non è esposto all’aria e viene asportato dall’acqua. La pelle, il tessuto più esteso del nostro corpo, non si è evoluta per stare immersa nell’acqua, e i suoi processi fisiologici, a cominciare dalla traspirazione, sono ostacolati dal fatto di non poter essere esposta alla luce e all’aria. In piscina, poi, il fatto di stare immersi in acqua disinfettata con cloro e altre sostanze chimiche, se non pericoloso, non è propriamente l’attività più naturale che esista, senza considerare il fatto che il nuoto è un esercizio aerobico artificiale. E’ verissimo che la nostra memoria genetica fa sì che i bambini, e specialmente i neonati, si trovino sorprendentemente a loro agio nell’acqua, ma questo avviene in base a un meccanismo genetico che costituisce solo il residuo di un’antichissima abilità che si perde nel nostro passato filogenetico, ma che scompare con lo sviluppo e non sembra produrre particolari benefici nella vita adulta.
Inoltre, manca al nuoto la componente della gravità, e questa mancanza costituisce un grosso limite per il miglioramento della salute dell’apparato muscolo-scheletrico, il quale, come noto, ha bisogno di continue sollecitazioni date dall’adattamento di postura e movimenti alla forza gravitazionale, per mantenere l’elasticità e la solidità del tessuto osseo. Per finire, si osservi il fatto che la mancanza di sollecitazione verticale impedisce il rinforzo dei tessuti articolari della colonna, e come il movimento imposto dai principali stili del nuoto può essere controproducente per coloro che soffrano di disturbi legati alla colonna vertebrale (specialmente l’area lombare), costringendo quest’ultima in una posizione tendente alla iperlordosi.
Detto questo, la pratica del nuoto, se svolta insieme ad altre attività sportive, è certamente benefica, specialmente perché aiuta a sciogliere l’apparato muscolo scheletrico senza procurargli sollecitazioni che per determinati disturbi o patologie sarebbero controindicate, e sicuramente, se svolta con costanza e regolarità, produce un notevole rinforzo della muscolatura.
Sotto il profilo del benessere psicofisico, resta sempre valida la considerazione che il nuoto è una attività che si svolge in completa solitudine e, specialmente, senza poter beneficiare appieno dei vantaggi offerti da una attività all’aria aperta e in ambiente naturale. Si osservi che, dal punto di vista psicologico, questa attività costringe a una serie di movimenti immutabili nel ritmo e nella loro struttura, e specialmente implica una sorta di isolamento dall’ambiente esterno, costringendo a restare in contatto visivo con la riga disegnata sul fondo della piscina, anzichè, come nella maggior parte degli altri sport, con persone o con l’ambiente naturale.
