La curcuma non cura un bel niente
La curcuma non cura un bel niente, secondo un recente articolo pubblicato su Nature (http://www.nature.com/news/deceptive-curcumin-offers-cautionary-tale-for-chemists-1.21269) che rivela, a seguito di una revisione sistematica della materia basata su migliaia di articoli e oltre 120 studi clinici, che non esistono prove certe sulle tanto decantate virtù della curcuma.
Gli analfabeti scientifici che l’hanno provata per curare lievi patologie infiammatorie, pagando a peso d’oro la visita preso un naturopata, di solito un medico abusivo, continueranno a manifestare i loro tratti di personalità egocentrici e narcisisti (“a me ha fatto bene, quindi funziona”) dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la stupidità è la malattia più diffusa in occidente, ed è praticamente inguaribile nei seguaci fondamentalisti delle medicine alternative. Del resto, riconoscere di essere stati degli ingenui e aver creduto di aver ricavato benefici da un cucchiaino di polvere di curcuma, senza che milioni di medici si siano mai accorti delle sue miracolose proprietà, è difficile, perché a nessuno piace ammettere di essere stati ingannati stupidamente.
Ci chiediamo, a questo punto: potrebbe mai sorgere un rigurgito di coscienza in tutti i naturopati, biologi nutrizionisti, guaritori, medici alternativi ed operatori olistici, “docenti” di naturopatia e nutrizione che per anni l’anno suggerita e prescritta, senza informarsi sulle sue reali proprietà terapeutiche? Non si erano accorti che i soli effetti riscontrati (su topi di laboratorio), erano riferiti a dosi massicce e continuative di questa sostanza, con innumerevoli e pesanti effetti collaterali?
La risposta è no, perché gli analfabeti scientifici sono appunto coloro che citano studi scientifici senza mai averne letto uno, e non essendo in grado di comprenderli, anche perché sono scritti in inglese.
Se volete togliervi una soddisfazione, andate sulla pagina relativa ai risultati di Google di “curcuma, effetti terapeutici”, o simili e rabbrividite leggendo le centinaia di siti che decantano le virtù della curcuma come se fossero verità assolute. Ricordiamo, se mai ce ne fosse bisogno, che la diffusione di notizie false e tendenziose è un reato perseguibile a norma dell’art. 656 del Codice penale. Credete che questi personaggi, sempre pronti a fare il gioco dell’ultima moda in naturopatia e nutrizione, sentano il dovere di chiedere scusa alle migliaia di persone che hanno indotto con notizie perlomeno esagerate ad assumere curcuma?
Ora tocca a qualche altra sostanza entrare nell’immaginario collettivo di coloro che devono credere alle virtù miracolose di rimedi esterni per non guardare alla povertà delle loro risorse cognitive e culturali. Noi proponiamo di diffondere la notizia delle virtù dei semi di tamarindo, o delle bucce di chinotto liofilizzate. Ci sono innumerevoli studi scientifici in proposito che ne dimostrano l’efficacia per la cura di quasi tutto. Tranne la stupidità.
