La naturopatia tradizionale, come ogni medicina alternativa, si fonda sull’ignoranza (altrimenti, sarebbe ricerca scientifica)
Solo sull’ignoranza e la sua diffusione possono reggersi la maggior parte delle scuole di medicine alternative, di omeopatia e naturopatia oggi sul mercato. Quando si cerca di andare a fondo delle loro affermazioni, spesso ridicole o deliranti, ci si rende conto della povertà delle medesime, sotto tutti i punti di vista. Squarciare il velo dell’ignoranza richiede impegno di studio, e la conoscenza delle leggi, dei meccanismi e delle norme che regolano la ricerca della conoscenza. Senza la conoscenza dei principi della filosofia, dell’epistemologia, della metodologia della ricerca scientifica, senza lo studio delle basi fondamentali della biochimica e della psicologia, non è possibile contestare la massa di informazioni false, ingannevoli, prive di ogni fondamento, che la medicina alternativa ci riversa continuamente addosso, nel proprio esclusivo interesse a mantenere il pubblico nella disinformazione.Non per niente questi sistemi di cura non sono neppure presi in considerazione dalla comunità scientifica internazionale, e chiunque abbia conoscenze di livello universitario in ambito scientifico è in grado di cogliere la superficialità e la falsità delle ingenue affermazioni dei seguaci delle medicine alternative.
Prima di accettare passivamente quanto proclamato quotidianamente dai terapeuti alternativi, è necessario conoscere quali siano le regole della comunicazione scientifica, come distinguere, nell’esporre qualsiasi argomento, i fatti dalle opinioni. La strategia utilizzata dai terapeuti alternativi consiste proprio nel confondere questi due aspetti, e far credere, per esempio, che alcuni aneddoti privi di riscontro e di validità scientifica possano costituire la conferma di teorie strampalate.
Senza la conoscenza del funzionamento della mente, dei processi in base ai quali si producono errori e illusioni cognitive, di come sia facile abbandonare il pensiero razionale in favore di quello magico, e di quali siano i motivi psicologici che spingono a credere, anziché a conoscere, diventa arduo smascherare l’illusione delle medicine alternative. Esse sopravvivono grazie all’ignoranza: accettare come dato scientifico quella che è un’opinione, o una interpretazione di una ricerca priva di validità sul piano scientifico, significa fare il gioco degli interessi del mondo alternativo. Si osservi come esso non si occupa di ricerca, ma solo della diffusione delle proprie idee illusorie ed ingannevoli. Non esistono ricerche scientifiche su omeopatia, iridologia, fiori di Bach e altre stupidaggini pseudoscientifiche, che tanto attraggono la parte più sprovveduta e ignorante della popolazione. Non esistono perché esse si fondano (come ogni atto di fede, e non di conoscenza) sulla diffusione e sulla perpetuazione di rituali immutabili. Esse si arricchiscono ogni giorno di una ridicola aneddotica, che sembra corroborare le loro affermazioni per il solo fatto che chi crede ad esse non conosce neppure i principi del calcolo delle probabilità, della statistica inferenziale, della metodologia scientifica. Quando infatti queste affermazioni sono sottoposte al vaglio di tali discipline, esse cadono immediatamente nel nulla e nel ridicolo.
La conoscenza procede per falsificazione delle teorie e non attraverso la loro conferma. Ma questa considerazione, che si deve al grande filosofo della scienza Carl Popper, è sconosciuta a coloro che, se pur medici, si rifiutano per problemi psicologici di affrontare la realtà dei fatti, rifugiandosi nell’ignoranza.
Informatevi, studiate, chiedete che vi siano fornite le prove delle affermazioni che vengono avanzate da tutti coloro che, con sicumera e presunzione, vi propongono una visione della realtà troppo facile e affascinante, dove la fisica quantistica viene già applicata alla cura delle malattie tramite tecniche infantili, o dove energie universali non identificabili ci guariscono se solo abbiamo fede in esse. Difficilmente qualcuno sarà in grado di procurarvi la minima prova seria, e non aneddotica, di quanto proclamato con prosopopea.
Solo l’ignoranza può indurre a credere che le medicine alternative abbiano un fondamento scientifico (come proclamano gli omeopati o gli agopuntori).
Solo l’ignoranza può illudere ogni giorno migliaia di persone circa il fatto che alcune gocce d’acqua dinamizzata o in cui sono stati immersi (forse) petali di fiori, possano curare disturbi dell’umore o del comportamento.
Solo l’ignoranza può cancellare secoli di studi di logica e di pensiero scientifico, stravolgendo le regole del ragionamento sillogistico per credere a tutti i costi che un effetto dubbio, rilevato in maniera non documentata su poche persone, possa costituire immediatamente una legge scientifica, non più contestabile (è ciò che vale per la fede nell’astrologia, nella presenza di extraterrestri tra noi, nella efficacia delle medicine alternative).
Il rimedio contro l’ignoranza è uno solo: la conoscenza. Nessuna persona seria, e tantomeno un professionista della salute serio come il counselor psicobiologico, proporrà con la sicurezza dei terapeuti alternativi la propria visione del mondo. Il Counselor conosce, non crede. E ciò che conosce è sempre esposto all’onere della prova contraria. Il Counselor non ha paura di veder contestata e falsificata la propria ipotesi sulla realtà dei fatti. Anzi, egli va alla ricerca di ogni seria confutazione delle proprie teorie. Questa è la conoscenza. Il resto è fede.
