Le prove scientifiche dell’efficacia dell’omeopatia dimostrano che è inefficace- Scuola Superiore di Counseling in naturopatia.
Una breve considerazione circa l’efficacia dell’omeopatia, ovunque sbandierata occasionalmente da vari omeopati (mai da scienziati indipendenti) con riferimento a casi poco più che aneddotici. Il fatto che studi e ricerche ne forniscano la dimostrazione (sempre ammettendo che esistano e siano stati condotti secondo i principi metodologici scientificamente condivisi) non attribuisce tout court efficacia all’intero sistema medico omeopatico. In altri termini, prendendo per buono il fatto che una ricerca scientifica abbia dimostrato l’efficacia di un certo rimedio su una certa patologia, questa “prova” dimostra solo quello cui si riferisce e nient’altro. Non significa, cioè, che tutti i rimedi omeopatici sono utili per tutte le patologie per cui vengono indicati. Ora, se gli omeopati fossero persone serie, dovrebbero essi stessi, per primi, riconoscere che se solo alcuni studi hanno dimostrato alcuni effetti di alcuni rimedi omeopatici, ciò significa che tutti gli altri non hanno mai dimostrato tale efficacia. Quindi, in attesa che ciò avvenga, i medici omeopatici dovrebbero essi stessi limitare le loro cure ai soli casi che hanno goduto di tale dimostrazione e sospendere l’uso degli altri fino alla dimostrazione scientifica della loro efficacia. Il fatto che ciò non avvenga non è solo sospetto e irragionevole, oltre che contrario alla deontologia professionale e ai principi scientifici, ma dimostra che l’omeopatia è un sistema illusorio di cure, fondato appunto sull’illusione cognitiva (quella che, in ambito clinico contribuisce a creare l’effetto placebo). Essa, infatti, pretende di dare per confermata un ipotesi scientifica sulla base di questo scorretto ragionamento sillogistico:
- L’omeopatia ha curato una malattia
- Esistono migliaia di malattie diverse, ma tutte sono classificabili come malattie.
- Ergo, se l’omeopatia ne ha curata una, significa che essa le cura tutte.
Gli omeopati non hanno l’intelligenza critica e la consapevolezza dei propri limiti cognitivi per contestare le innumerevoli dimostrazioni dell’assurdità delle loro affermazioni fantastiche, e continuano a ribattere insultando, minacciando interventi legali, ritirandosi a leccarsi le ferite nelle loro riunioni tra adepti fondamentalisti, ma mai ponendosi il dubbio se, almeno una volta, qualcuna delle critiche che vengono loro poste da due secoli possa avere un fondamento: nulla.
Da molti anni La nostra Università popolare si occupa della diffusione di una cultura della salute che faccia chiarezza sulle pratiche da imbonitori e da ciarlatani e su quelle prive di fondamento scientifico, ma con solidissimi interessi economici alle spalle, come l’omeopatia. Da due secoli questa pseudoscienza è derisa, disprezzata o, più spesso, totalmente ignorata dalla scienza e dalle persone serie, ma gli omeopati si ostinano a propagandarla. Non si tratta solo di squallidi interessi economici, ma di una vera e propria alterazione del funzionamento psichico, che spinge a credere in ciò in cui si vuole credere e a costruire intorno a tale credenza una serie di farneticazioni pseudoscientifiche (l’energia quantica che si attiverebbe con la succussione omeopatica, per esempio) utili a vendere questi inutili prodotti alla parte più indifesa intellettualmente e psicologicamente della popolazione. Le persone normali si vergognerebbero di approfittare in questo modo della credulità popolare, gli omeopati no, e continuano imperterriti nella loro crociata fondamentalista. Non si rassegnano al fatto che la magia è ormai una disciplina perdente, e che, comunque, non si può camuffare come scienza. Un esempio di questa campagna di disinformazione è ben illustrato nel sito di cui al link seguente:
http://oggiscienza.wordpress.com/2011/06/15/omeopatia-parole-in-troppa-liberta/
