L’omeopatia non funziona: non fatevi prendere in giro.
L’omeopatia non funziona, non ha mai funzionato in due secoli e non funzionerà mai perché è lo stesso concetto di “funzionamento” – che i suoi seguaci continuano a utilizzare – ad essere improprio e privo di significato
Il termine “funzionamento” ha un significato quando ci si riferisca all’azione di apparecchiature o macchine, non con riferimento all’efficacia di pratiche mediche.
Quando si afferma che l’omeopatia “funziona”, in base alla citazione di ricerche o sperimentazioni cliniche sparse, si afferma una solenne stupidaggine, Perché l’omeopatia, nei fatti, non funziona. L’omeopatia non è un farmaco ma è un sistema di cure di tipo pseudo farmacologico, che prevede la somministrazione di centinaia di rimedi diversi. Perché un sistema di cure possa ritenersi efficace (o “funzionante”, come affermano le persone più ignoranti), non è sufficiente affermare che esistono prove della sua efficacia. È assolutamente indispensabile che ogni rimedio omeopatico sia stato testato in condizioni controllate e a seguito di lunga e attenta sperimentazione, su ogni specifica patologia su cui esso andrebbe ad agire.
Andare a ricercare, tra tutte le ricerche, di solito non conformi agli standard richiesti dalla ricerca scientifica, i casi di guarigione a seguito dell’assunzione di un rimedio omeopatico, su qualsiasi patologia (la nefasta pratica del Fishing,) per poi concludere che l’omeopatia funziona, è una pratica stupida o ignobile, perchè rivolta a ingannare il prossimo. Essa ha la stessa validità e dignità della pubblicità con cui si invogliano le persone a giocare al gioco d’azzardo, elencando i casi, numerosissimi, di persone che hanno ottenuto una vincita milionaria. In realtà, l’omeopatia non “funziona”.
Per ogni farmaco omeopatico, così come avviene per i farmaci veri, è necessario sperimentare clinicamente la sua efficacia rispetto al farmaco corrispondente, all’interno di un contesto clinico sperimentale controllato, valutando gli effetti a breve, a medio e a lungo termine, per un sufficiente numero di anni, su ogni specifica patologia per cui il rimedio viene indicato. Questo è ciò che la legge obbliga a fare nei confronti dei farmaci allopatici. Questo è ciò che non è mai stato fatto per quanto riguarda i farmaci omeopatici.
Quindi, per affermare che l’omeopatia funziona, non è sufficiente fare riferimento a un esperimento condotto da Montagnier, o a singoli casi di sperimentazione (di solito smascherati in quanto condotti su commissione o con la collaborazione di ricercatori al soldo delle aziende di produzione omeopatiche). Neppure vale a dare dignità, scientificità e validità all’omeopatia affermare che essa non agisce su basi biochimiche ma di fisica quantistica: anche questa è una solenne stupidaggine; ma anche se così fosse, non importerebbe a nessuno sapere su quali basi essa agisca, quanto, molto più semplicemente, sapere su quali malattie ogni singolo farmaco si dimostri più efficace del corrispondente farmaco allopatico. Questo è tutto ciò che conta. A nessuno interessa sapere che un farmaco omeopatico ha prodotto risultati positivi in determinate situazioni o per determinati pazienti. Ci basterebbe, ripeto, molto più semplicemente, che vengano fornite le prove dell’efficacia di ogni singolo farmaco omeopatico su ogni singola patologia su cui esso dovrebbe andare ad agire.
Ripetiamo: tutto questo non è mai avvenuto per responsabilità precisa, prima di tutto, proprio dei medici omeopatici e delle aziende che producono farmaci omeopatici, le quali hanno tutto l’interesse a mantenere questa forma di pseudo medicina circondata di un alone di mistero, di suggestione e di fascino. Perché, tutte le volte che i farmaci omeopatici sono stati sottoposti a sperimentazioni cliniche serie, si sono dimostrati nient’altro che un inganno.
La prossima volta che vi rivolgete a un medico che vi proponga l’assunzione di un rimedio omeopatico, provate a chiedergli se quella cui vi sta sottoponendo è una forma di ricerca o sperimentazione scientifica (nel qual caso dovreste essere pagati e tutelati sul piano legale) o se è una cura di tipo medico. Se la risposta è in questa seconda direzione, chiedetegli e pretendete che egli vi fornisca i dati relativi alle sperimentazioni cliniche che sono state effettuate su quel rimedio e per la specifica patologia per cui vi sta curando. Fatelo: non è soltanto un vostro diritto, si tratta di un preciso dovere del medico. L’omeopatia non funziona: se funzionasse, qualunque medico potrebbe fornirvi i dati del suo “funzionamento”.
Di fronte al suo imbarazzo, ricordategli che non vi interessa neppure sapere in base a quali meccanismi scientifici o magici il farmaco omeopatico “funzioni”: vi basta, ma è un vostro diritto saperlo, conoscere in base a quali dati egli possa affermare che quel farmaco omeopatico è efficace per curare la vostra patologia, e se esso è più efficace o presenta meno effetti collaterali, a parità di efficacia, del corrispondente farmaco allopatico. Il medico deve saper fornire una risposta a queste vostre legittime domande: se non lo fa, o non è un medico, o è un medico irresponsabile che sta violando le regole della sua professione.
Nessun omeopata si comporta in maniera deontologicamente corretta: e nessuno vi fornirà mai le risposte alle vostre legittime domande. Tutto quello che sapranno fare, come sempre, è agire come agiscono i ciarlatani: dipingendo come straordinari i loro successi terapeutici. E così, continueranno a curare lievi disturbi che sarebbero guariti da soli, attribuendosene il merito, e continuando ad arricchirsi all’interno dei loro studi privati. Naturalmente, l’affermazione secondo la quale l’omeopatia non funziona non può essere recepita da un omeopata, in quanto la categoria, sicuramente caratterizzata da un quoziente intellettivo superiore alla media, può essere tuttavia considerata anche come “diversamente intelligente”.
