Naturopatia psicosomatica e metamedicina: la mente nella cura delle malattie. Scuola Superiore di Counseling in naturopatia.
naturopatia psicosomatica e metamedicina
Negli ultimi decenni, in concomitanza con la straordinaria e rapidissima diffusione di cultura popolare tramite Internet, abbiamo assistito al dilagare del fenomeno della psicosomatica all’interno di discipline pseudo psicologiche o di pratiche per la cura “alternativa” di ogni malattia, a cominciare dal cancro.
Il presupposto psicologico di base, che prende a prestito anche alcuni principi teorici mutuati dalle filosofie e medicine orientali, può essere sintetizzato nella diffusione della convinzione che la mente sia dotata di poteri terapeutici che aspettano solo di essere portati alla luce. La mente creerebbe malattie e disturbi, e sempre la mente sarebbe in grado di riportare armonia ed equilibrio a livello psicofisico. Meditazione, percorsi di consapevolezza, analisi e rottura di schemi e abitudini mentali, tecniche di programmazione neurolinguistica, rituali di sottomissione ad entità spirituali alla cui fonte la nostra mente si alimenterebbe, sono solo una parte delle innumerevoli tecniche e filosofie di senso comune, alla portata di tutti, attraverso le quali (purché correttamente guidati da qualche maestro spirituale) sembra sicuro che sia possibile risolvere ogni malattia organica.
Nulla di nuovo sotto il sole, da un certo punto di vista: che lo stress sia causa o concausa di quasi tutti i nostri disturbi, o che un atteggiamento mentale unito a una azione positiva di contrasto al male possa fare miracoli lo sappiamo tutti, ed è un dato scientificamente condiviso, per quanto non esaurientemente spiegato.
I problemi sorgono quando dalla ingenua teoria si passa alla pratica terapeutica. Finché si tratta di produrre un sano effetto placebo, autosuggestionandosi o facendosi suggestionare in appositi corsi, raduni o convention, tutto fila liscio. Convincersi che i pensieri modificano la realtà, che nuove idee e atteggiamenti possono farci sentire più in armonia con noi stessi e con gli altri, che l’abbandono di vecchi schemi di pensiero e condizionamenti educativi o di altro tipo possano farci sentire più liberi e accrescano il nostro benessere, è bello e facile, se tutto quello che si richiede è assistere a una conferenza o recitare qualche formula magica. Non solo: tutti questi atteggiamenti possono effettivamente produrre effetti benefici, se pur superficiali e temporanei.
Purtroppo, nessuno degli abili venditori di queste discipline pseudoscientifiche informa i suoi adepti che nessun cambiamento reale si produce senza una partecipazione attiva al cambiamento. In pratica, ciò significa che leggere l’ennesimo manuale su come vivere felici abbandonando i programmi disfunzionali di pensiero, o assistere a una conferenza tenuta dalla predicatrice di turno, possono darci un temporaneo entusiasmo, il quale, però, se non tradotto in azioni e cambiamenti concreti del modo di vivere, si esaurisce ben presto, costringendo il seguace, ormai reso psicologicamente dipendente, a somministrarsi o farsi somministrare un’altra dose di suggestione carismatica, psicosomatica o esoterica.
Da sempre invitiamo a diffidare di personaggi che pretendono di essere portatori di verità incontestabili e rivoluzionarie, ma che si limitano ad arricchirsi pubblicando libri e girando il mondo per tenere conferenze e convention a carissimo prezzo diffondendo una collezione confusa di nozioni e di fantasie basate sulle neuroscienze e sui principi e le acquisizioni della psicologia. Quando poi i loro libri sono pubblicati da case editrici che pubblicano solo ed esclusivamente manuali di pseudoscienze, bufale e banalità new age (la solita triade delle Edizioni Mediterranee, Macro e Amrita) la preoccupazione diventa allarme. Si consideri, poi, che milioni di ingenui adepti accettano persino di essere ingannati circa le qualifiche di questi personaggi: Claudia Rainville, per esempio, resta un mistero per chiunque, anche per i suoi sostenitori: allo scopo di giustificare in qualche modo le innumerevoli sciocchezze contenute sui suoi libri in materia di medicina e di psicologia, la furbissima e ricchissima autrice di illusioni viene qualificata come “signora straordinaria”, “psicoterapeuta” oppure “medico”, a seconda dei casi, senza che si sappia realmente se ha mai portato a termine studi seri.
In particolare, la nuova medicina psicosomatica “alternativa”, la quale, ripetiamo, si fonda sull’idea che la modificazione dei nostri atteggiamenti mentali produce effetti concreti anche sul piano organico e nella cura di ogni malattia o alterazione di salute, si dimostra drammaticamente impotente nel produrre risultati concretamente verificabili. Finché si tratta di farsi passare il dolore di un torcicollo, è sufficiente aspettare alcuni giorni perché il disturbo scompaia grazie ai naturali processi di autoriparazione dell’organismo, purché poi ci si convinca che il dolore, in realtà, era causato da una scarsa attenzione che noi riservavamo al nostro collo, considerato per il suo significato analogico di canale di passaggio delle informazioni dalla mente al resto del corpo. Oppure, è facile suggestionarsi e credere che il dolore artrosico al ginocchio si stia attenuando grazie alla consapevolezza che questa parte del corpo rappresenta, se indolenzita, la nostra incapacità di piegarci alle circostanze e di essere più umili.
Tuttavia, la semplice riduzione del tasso di colesterolo o di glicemia, la risoluzione di una stitichezza abituale, o anche il calo fisiologico della vista non sembrano beneficiare dello straordinario potere della mente. Forse perché, essendo effetti misurabili oggettivamente, restano immuni all’effetto placebo?
Potete convincervi quanto volete che state perdendo la vista perché questo organo di senso rappresenta analogicamente la nostra capacità di adattare il nostro comportamento alla realtà che ci circonda, o che il calo dell’acuità visiva significa esotericamente che non vogliamo vedere ciò che non ci piace, o ogni altra facile giustificazione esoterica e analogica in cui vogliamo credere, ma, sottoposti a un semplice esame della vista, questa non migliorerà mai per il solo potere della mente.
Ma c’è un campo di potenziale attività della meta medicina o della medicina psicosomatica che sembra ancora, se possibile, più refrattario ad ogni intervento mentale e spirituale: il sovrappeso. Se la mente è così potente, e se è sufficiente modificare i nostri programmi mentali scorretti per riequilibrarci con l’armonia universale, cosa meglio del sovrappeso dovrebbe prestarsi ad essere soggiogato dal potere delle nostre straordinarie menti, potenziate dalla fede nel loro collegamento con la vita spirituale?
Migliaia di gentili signore che non si perdono un corso o una conferenza sull’argomento del potere della mente sul corpo, che leggono tutti i libri in circolazione scritti dalle profetesse di questa nuova scienza, restano disperatamente afflitte dal loro principale problema: i chili di troppo. Ci provano, eccome se ci provano. Si convincono, alla luce degli insegnamenti dei loro Maestri spirituali, che il sovrappeso è una inutile corazza con la quale cerchiamo di erigere una barriera tra il nostro sé e le difficoltà della vita. Niente da fare. Qualcuna inizia una dieta una volta al mese, e quasi tutte zuccherano il caffè con la saccarina, per ridurre di una decina di calorie l’introito calorico complessivo giornaliero, che però si aggira sempre sulle tremila calorie. Qualcuna si iscrive persino in palestra per fare acqua gym chiacchierando con un’amica, e molte riescono a praticare questa attività sportiva persino con costanza (diciamo una volta al mese), e qualche volta anche per due settimane di fila. Eppure, quando di fronte a loro non c’è più l’ennesimo maestro spirituale, o il nuovo libro che insegna i miracoli della mente, o un cerchio di adepte che si tengono per mano con aria sognante, ma una banale bilancia, il corpo, o meglio la sua parte grassa, dimostra di avere sempre la meglio sugli straordinari poteri della mente.
Un amico biologo sosteneva con una certa serietà, a questo proposito, che non è la mente a governare il corpo, ma la sua massa grassa, e argomentava questa sua rivoluzionaria idea con il dato, scientificamente innegabile, che il cervello è appunto l’organo più grasso dell’intero corpo umano. Nulla di strano, in un’ottica psicosomatica, quindi, che esso facesse tutto il possibile per aumentare il suo potere all’interno dell’organismo. E poiché, in molti soggetti, l’incremento di massa e di funzionalità cerebrale si rivelava impossibile, il cervello ripiegava per un incremento della massa grassa ovunque questa trovasse più facile accoglienza.
In conclusione, vorremmo far osservare il fatto che la psicobiologia cerca di spiegare, innanzitutto, che la realtà è quella che è, e non quella che vorremmo che fosse. In secondo luogo, il counseling psicobiologico spiega che quasi tutto è possibile alla nostra mente, ma solo se i pensieri si traducono in duro e rigoroso impegno e pratica quotidiana per giungere al risultato voluto. Scomodo, faticoso, e, oltretutto, neppure alla moda, diranno i seguaci della metamedicina. Meglio tornare a sperare che la nostra mente, chissà, forse per generazione spontanea, produca qualche risultato miracoloso.
