Naturopatia: solo nel Counseling offre un serio sbocco lavorativo- Scuola Superiore di Counseling in Naturopatia.
(Dal libro: “L’illusione delle medicine alternative”. Si veda : www.ebookcounselingnaturopatia.it)
La nostra ipotesi di base si fonda sulla constatazione, suffragata da osservazioni e ricerche scientifiche, che la guarigione, la remissione dei sintomi, la condizione di ritrovato benessere e il recupero della salute a seguito di tali cure non sono da attribuire, se non in parte, alla cura stessa (nei termini dell’attivazione diretta di processi biochimici e fisici scientificamente osservabili e controllabili).Piuttosto, questi effetti sono dovuti a fattori in parte sconosciuti alla scienza medica e in parte ben conosciuti alla moderna psicologia, come placebo (Dobrilla, 2004; Moerman, 2004),suggestione (Dilts, Grinder, Bandler, Bandler, DeLozier, 1982); Peluffo, 1999; Zangrilli, 2001)capacità persuasiva del terapeuta (Asher, 1972; Skrabanek, McCormick, 2002; Watzlawick, Beavin, Jackson, 1971), capacità persuasiva di gruppo (Asch, 1958; Gulotta 1999) wishful thinking (Morlock, 1967; Spaltro, 2007), pensiero magico (Giusberti, Nori, 2000; Monaco, 2007) persino la fede (Fusi 2006, Pavese, 2005).Sembra cioè facilmente dimostrabile come all’origine della presunta efficacia delle medicine alternative possano esserci fattori come quelli citati, riassumibili nel concetto di illusione cognitiva (Gulotta, Boi, 1997; Nicola, 2003; Taylor, 1991), accanto a esperienze e traumi che conducono a costruire schemi mentali disfunzionali (Bara, 2007; Goldberg, 2005; Newberg, d’Aquili, 2003; Veglia, 2003), la necessità di garantire una certa coerenza cognitiva (Festinger, 1942), il rifiuto ideologico del metodo scientifico (Format, 2003), fenomeni inconsci di difesa, di regressione e di rimozione (Gulotta, 2005; Scanavino, Blandino, 2004), euristiche ed errori sillogistici (Gulotta, Boi, 1997), errori nella metodologia della ricerca scientifica (Pedon-Gnisci, 2004) e molti altri ancora.
L’elemento comune a queste illusioni cognitive e a questi meccanismi di difesa è da ricercare nel bisogno ineludibile di alleviare la nostra sofferenza, fino al punto di abbandonare, in caso di necessità, anche i principi della logica e del metodo scientifico sui quali la nostra esistenza si era fondata fino a quel momento. In altri termini, se non possiamo cambiare la realtà dei fatti, possiamo almeno cambiare la nostra percezione di essi.
La convinzione di chi scrive, dopo tanti anni dedicati a studiare, a praticare e persino a insegnare medicine alternative con spirito di ricerca e sincera passione, è che esse rappresentino, sotto una veste pseudoscientifica, una moderna forma di tossicodipendenza cognitiva. Là dove la scienza e la medicina hanno fallito, le medicine alternative ci offrono il paradiso artificiale di rimedi di facile e pronto consumo, privi di effetti collaterali, che non richiedono sforzi o sacrifici, ma solo di farci punzecchiare come un portaspilli dagli aghi di un agopuntore, di assumere gocce omeopatiche, di sottoporci a pratiche esoteriche innocue ma di millantata straordinaria efficacia. Non è richiesta, anzi, non è ben vista, la partecipazione della nostra coscienza, del nostro spirito critico, di una mentalità votata alla ricerca secondo il metodo scientifico.
Alla luce di queste considerazioni, dobbiamo anche riconoscere di non essere così ingenui da pensare che questo libro, come quelli che l’hanno preceduto e seguiranno occupandosi a vario titolo di questo argomento, possa mai risvegliare il senso critico in coloro che non ne hanno mai avuto, né ne hanno mai sentito il bisogno. Menti deboli, ciarlatani in buona o mala fede, terapeuti improvvisati, medici, scienziati o intellettuali privi di sufficiente senso critico o schiavi di condizionamenti psicologici e sociali, esisteranno sempre e continueranno a sostenere l’efficacia delle medicine alternative contro ogni evidenza contraria. Del resto, nessuno è mai riuscito, e probabilmente riuscirà mai, a distogliere l’umanità dalla dipendenza da altre forme di superstizione, come l’astrologia o la religione.
In altre parole, le medicine alternative, come l’astrologia, la chiromanzia, le arti magiche in genere nelle loro diverse e spesso camuffate manifestazioni, rispondono a un bisogno insopprimibile, per la maggior parte di noi, di credere nella loro esistenza come antidoto al male di vivere. Come ogni sostanza stupefacente, esse ci pongono in uno stato di stupor, inteso come “parziale obnubilamento delle nostre facoltà di pensiero critico”, dandoci la meravigliosa illusione di poter ingannare le leggi della logica, della razionalità, della scienza, persino di poter negare la realtà dei fatti. Se non possiamo e non riusciamo a modificare il mondo che ci circonda, possiamo però sempre cambiare la nostra visione soggettiva di esso e immaginarlo diverso da quello che la scienza dimostra, piegandolo alle nostre esigenze di conforto psichico. Ma ciò significa rinunciare alla dignità umana e a lottare con le risorse a nostra disposizione per realizzare i nostri sogni.
Per ogni approfondimento sul tema, si veda il sito web:
www.scuoladicounselingtorino.it
