Non esistono Scuole di counseling accreditate: attenti alle bufale ! Uni.Psi.
La nostra associazione è costretta a intervenire nuovamente per mettere sull’avviso i potenziali allievi di scuole di formazione in counseling che non esiste nessun accreditamento, riconoscimento o certificazione che provenga da qualsivoglia associazione di categoria (che si presenti ingannevolmente come ente accreditato ad accreditare scuole di counseling), dal momento che non esiste la categoria dei counselor, non esiste una regolamentazione legislativa statale della professione e del percorso formativo relativo, e non esiste nessuna legge dello stato che autorizzi queste associazioni ad accreditare alcunchè.
Esse si accreditano da sole, e sempre da sole pretendono di accreditare altre Scuole, senza specificare chiaramente e constestualmente alle loro affermazioni pubblicitarie, come solo la nostra Associazione sottolinea espressamente, che tali accreditamenti, riconoscimenti o certificazioni non hanno alcun valore di diritto pubblico, e costituiscono solo una garanzia privata offerta da un gruppo di scuole private circa i contenuti e gli scopi dei loro percorsi formativi privati.
Gli accreditamenti o riconoscimenti così confezionati sono semplici escamotage pubblicitari che nascondono la povertà culturale e intellettuale di personaggi che insegnano il counseling come alternativa alla psicoterapia, sapendo di indurre a violare la legge, o a porsi comunque in una posizione conflittuale con le categorie professionali (psicologi e psicoterapeuti) ai quali la legge stessa attribuisce la competenza esclusiva a svolgere l’attività che essi definiscono di “Counseling”.
Si legga, a conferma di quanto da noi affermato, la testimonianza del dr. Massimiliano Boni, funzionario responsabile del gruppo di lavoro delle professioni intellettuali del CNEL, in:
http://www.orientamento.it/blog/viewcomment.php?post_id=44
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Il counseling è una professione non regolamentata e dunque chiunque può esercitarla senza bisogno di alcuna autorizzazione da parte di nessuno.
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I riconoscimenti “incrociati” tra associazioni italiane ed estere (europee e non) hanno solo una valenza culturale e politica. Non hanno alcuna valenza legale o giuridica. La valenza culturale consiste nel portare avanti una piattaforma comune, quella politica nel fare “pressione” al legislatore affinché si allinei su posizioni maggiormente europeiste rispetto alla liberalizzazione delle professioni.
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Tutte le scuole di formazione (enti, istitui, etc.) che vantano “fantomatici” riconoscimenti vendono solo fumo in quanto: a) la figura professionale non è riconosciuta; b) al massimo possono avere il corso accreditato (non riconosciuto) da un’associazione di categoria. Tutto ciò con valenza puramente culturale e non legale.
- Le federazioni di associazioni di counseling sono un non-senso in quanto le associazioni non dovrebbero fare cartello, ma essere concorrenziali tra di sé, stando almeno alla logica di riforma del sistema, così come avviene nel resto dell’Europa.
Il Counseling non è sostegno psicologico o psicoterapia breve praticata da persone prive di abilitazione all’esercizio della professione di psicologo, come quella che viene insegnata da queste scuole, basata su nozioni e tecniche di psicologia e psicoterapia. il Counseling, perchè non configuri il reato di esercizio abusivo della professione di psicologo o psicoterapeuta, è una disciplina autonoma con un impianto teorico-metodologico autonomo rispetto alla psicoterapia; essa è consulenza professionale sullo stile di vita, rivolta al cambiamento consapevole, come insegnato dalle nostre scuole, sulla base di un metodo autonomo rispetto a quello psicoterapeutico, e che non si richiama semplicemente a strumenti, ipotesi e teorie di derivazione psicologica, ma fornisce un metodo per la gestione della salute psicofisica del cliente.
Da alcuni anni, invece, è invalsa la disdicevole abitudine di pubblicizzare corsi di formazione in counseling e discipline affini (tutte assolutamente prive di regolamentazione legislativa) inducendo a credere che esistano scuole accreditate da Associazioni private.
L’accreditamento, in questo contesto, è un termine ingannevole, perchè può far pensare che esistano scuole che abbiano ricevuto un qualche riconoscimento legislativo specifico della loro attività, che fornirebbe quindi garanzie superiori a quelle di altre scuole (non accreditate). Ciò significa gettare discredito sull’attività di scuole di counseling, e sono tante, che non si riconoscono in iniziative puramente pubblicitarie di questo genere.
Ora, costituire una associazione, priva di riconoscimento legislativo a rappresentare una intera categoria e ad accreditare, per legge, alcunchè, allo scopo di attribuire alle scuole aderenti a questa ridicola iniziativa un qualche valore superiore a quello di altre scuole, testimonia soltanto la povertà e la mancanza di senso etico di questi personaggi, i quali credono di poter continuare a insegnare principi e tecniche di psicologia e psicoterapia a persone prive di abilitazione alla professione, definirli Counselor “accreditati” e lasciarli liberi di agire sul mercato sostituendosi illecitamente all’attività di psicologi e psicoterapeuti.
Qualunque associazione può accreditare, riconoscere o certificare l’attività di altre associazioni, come espressamente fa Uni.Psi, a condizione che si specifichi che tali qualifiche sono provenienti da una associazione privata, a titolo di garanzia privata della validità dei corsi proposti secondo criteri e regole che devono essere espressamente illustrate (come, tra l’altro, il nostro Codice deontologico dimostra).
Fare leva sull’incolpevole ignoranza dei potenziali allievi ci sembra uno squallido comportamento, oltre a danneggiare l’immagine, il prestigio e il decoro di scuole di Counseling che non si riconoscono in comportamenti e contenuti formativi come quelli di queste scuole. Molti nostri allievi ci chiedono quotidianamente se esista davvero un Diploma di counseling “riconosciuto” o accreditato” senza che essi sappiano che cosa mai tale qualifica significhi, ma ritenendo ingenuamente che essa possa offrire qualche garanzia di diritto pubblico superiore e quella privata. Quest’opera di disinformazione viene attuata da alcune associazioni che si arrogano il diritto (ognuna di esse!), di rappresentare la categoria delle scuole accreditate. Il lettore rifletta: poichè manca una qualsiasi regolamentazione legislativa statale della materia, se davvero esistesse la possibilità di qualche utile e legalmente valido riconoscimento o accreditamento pubblico e statale di un percorso formativo, come mai migliaia di persone, a quanto pare meno ingenue e sprovvedute, continuerebbero a frequentare corsi di formazione di scuole che non fanno parte di queste associazioni “accreditanti”, e che, a quanto pare, forniscono una formazione più seria e professionale?
Per approfondimenti sulla formazione di counseling tradizionale, si legga anche:
