Scuola e corsi di Erboristeria e Fitoterapia a distanza on-line Uni.Psi
La Scuola biennale on -line di Counseling in Scienze erboristiche e fitoterapia on-line consente di conseguire il Diploma di Consulente in Scienze erboristiche e fitoterapia, legalmente utilizzabile ai fini dell’esercizio e della relativa professione, in un periodo che va da un minimo di otto mesi (modalità intensiva) a un massimo di tre anni. Il titolo rilasciato dall’Uni.Psi, come tutti quelli rilasciati da Scuole di erboristeria e fitoterapia, non è un titolo di laurea perchè la relativa professione non è regolamentata dalla legge, ma l’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali (Uni.Psi), appartenente al Consorzio Nazionale delle Università Popolari Italiane (ente con personalità giuridica riconosciuta con Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n° 203 del 30.8.1991 dal Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica) certifica la competenza all’esercizio legalmente conforme alle disposizioni di legge in materia, sulla base del percorso didattico on-line più completo e qualificato esistente in Italia. Il costo complessivo per il conseguimento del diploma è inferiore ai 1200 euro, e cioè almeno la metà di quanto le altre scuole propongono, senza obbligare alla frequenza nè per gli esami nè per la discussione della tesi finale.
Per approfondimenti, Piano di studi, costi, esami, cliccare sul link sottostante:
Per chi volesse conoscere i contenuti innovativi, aggiornati e qualificati dei nostri corsi, suggeriamo la lettura di alcune pagine tratte dall’Introduzione del manuale di Guido A. Morina: “Fitoterapia ed erboristeria nella pratica delle Scienze naturopatiche” che fa parte delle lezioni della nostra Scuola.
Introduzione.
Ai fini della legge del 5 marzo 2003, si intendono per prodotti erboristici: “Quelli a base di piante o parte di pianta fresca o essiccata e loro derivati, destinati a favorire lo stato di benessere coadiuvando le funzioni fisiologiche dell’organismo, per i quali, alla dose utilizzata per i prodotti erboristici, non esiste documentazione scientifica di attività terapeutica”. Quindi i prodotti erboristici non possono vantare alcuna attività di cura delle malattie. Ci si può chiedere, legittimamente, quale possa essere lʼutilità dellʼassunzione o del consumo di piante secondo le indicazioni erboristiche, se esse non possono produrre effetti sul metabolismo utili per combattere le malattie.
La risposta sta proprio nel diverso approccio che la naturopatia scientifica e la consulenza in tema di salute adottano nella cura della persona rispetto alla naturopatia tradizionale, alla fitoterapia medica e, in genere, alla medicina, scientifica o alternativa. Lʼapproccio che qui si propone, contrario a quello commerciale e più diffuso, considera le piante come organismi viventi dotate di proprietà utili per favorire, migliorare, mantenere una condizione generale di salute psicofisica solo se insieme a uno stile di vita corretto, e mai come strumenti terapeutici in senso stretto.
Eʼ evidente, naturalmente, che i principi attivi estratti dalle piante sono da sempre utilizzati anche in medicina e farmacologia per combattere malattie, anche gravi, ma questo tipo di utilizzo è tipicamente medico e clinico, riservato alla classe medica, e non può e non deve avere nulla a che fare con la cura della salute della persona. I prodotti erboristici che andremo ad esaminare in questa dispensa, quindi, sono prodotti erboristici, non fitoterapici, nel senso che la loro assunzione non deve essere rivolta alla cura di una malattia a seguito di diagnosi medica, ma a ricercare una condizione di benessere nellʼambito di un programma di vita fondato sulla conoscenza, la consapevolezza e la ricerca di stili e abitudini sani, rispettosi dellʼambiente e rivolti alla qualità della vita.
Per questo motivo, le dosi che saranno illustrate come più utili per il singolo cliente dovranno essere rapportate alla sua condizione di salute psicofisica generale, e non alla gravità delle sue malattie, e inserite in un programma terapeutico nel quale alimentazione, attività fisica, mentale, relazionale e spirituale sono gli elementi da coordinare in vista del miglioramento della salute. Mai, per nessun motivo, il consulente in scienze erboristiche prescriverà lʼassunzione di erbe secondo le dosi e le indicazioni terapeutiche che la scienza medica considera utili per la cura di una malattia.
Ricordiamo ancora una volta che il consulente della salute, nella sua veste di counselor in psicologia della salute, di naturopata scientifico, di consulente in nutrizione o in scienze erboristiche, si occupa di persone, e non di malattie. Il riferimento alle patologie per cui le diverse piante sono indicate, i protocolli e i prontuari che saranno forniti come materiale didattico non hanno quindi lo scopo di permettere al consulente di formulare diagnosi e prescrivere cure mediche a base di piante per la cura di malattie, quanto di permettere di acquisire una conoscenza approfondita della differenza tra uso clinico, riservato al medico, e uso salutistico, riservato al consulente.
Purtroppo, la prassi ancora oggi consolidata in questo campo così delicato vede lʼerborista come una figura paramedica in grado di curare le malattie meno gravi con la stessa competenza, autorevolezza ed efficacia del medico, idea che non corrisponde assolutamente alla realtà.
La mentalità popolare continua a pensare che lʼerboristeria sia una attività medico-farmacologica che può prescindere da diagnosi e controlli medici, e che lʼuso delle piante per autoprescrizione o per prescrizione del naturopata o dellʼerborista sia assolutamente sicuro ed efficace. In realtà, la categoria degli erboristi non è mai riuscita a definirsi, e oggi questa antica e nobile professione non esiste più, sostituita da quella del farmacista laureato in Scienze e tecniche erboristiche.
Naturalmente, proprio come il medico, il farmacista non è stato formato per inserire la sua cura allʼinterno di un contesto più ampio di cura della persona nella sua integrità e nellʼottica della salute biopsicosociale. Egli è un tecnico, un ingegnere della biochimica applicata alla salute umana, che può solo limitarsi a illustrare ai clienti quali siano i rimedi erboristici più utili e efficaci per piccoli disturbi. Per questo motivo si può perdonare, al farmacista, ma ancor più al naturopata e allʼerborista (categoria, come si diceva, in via di estinzione) il fatto che egli non sappia prendersi cura della persona, non essendo stato educato, istruito e formato nella difficile arte della comunicazione empatica e psicologica del counseling. Proprio perché, spesso, il cliente che cerca un rimedio erboristico, in realtà, cerca un conforto alle sue paure e un ascolto empatico e professionale, il ruolo del consulente della salute esperto in scienze erboristiche, ma non solo, può svolgere una efficace attività di informazione e consulenza, attività che, a tuttʼoggi, non sembra in grado di svolgere nessunʼ altra figura professionale.
Questa dispensa fa parte del materiale didattico di un corso avente scopi professionali o comunque di formazione teorica in materia di salute, per cui gli aspetti storici, estetici, antropologici dellʼerboristeria non rientrano negli scopi dellʼinsegnamento. Non perché non siano importanti e specialmente affascinanti, tuttʼaltro. Piuttosto, si ritiene che esistano luoghi e forme diverse, più efficaci e interessanti per apprendere tutto ciò che riguarda la cultura legata allʼuso delle piante, a cominciare dalle migliaia di libri in commercio.
Non ci è sembrato serio, in un corso di consulenza scientifica in materia di salute, dedicare pagine e ore di lezione allo studio delle leggende popolari, dei miti, delle curiosità storiche e religiose legate alle piante e al loro utilizzo. Coerentemente con quella che è lʼimpostazione teorico-filosofica della nostra scuola, infatti, si è voluto distinguere con molta chiarezza gli aspetti scientifici legati alla cura della salute da quelli squisitamente culturali legati alla storia dellʼerboristeria.
Inoltre, ci è sembrato utile sgombrare il campo dalle false certezze, dai luoghi comuni, dalle tradizioni sconfessate dalla ricerca scientifica in tema di erboristeria, e proporre, dopo la panoramica indispensabile offerta sullʼargomento, un elenco ragionato delle sole piante effettivamente fornite di qualche supporto sperimentale emerso da studi clinici sullʼuomo, anziché le solite leggende pseudoscientifiche legate al sentito dire o a qualche studio su topi di laboratorio.
Per lo stesso motivo si è preferito illustrare le proprietà scientificamente riconosciute di piante appartenenti alla nostra tradizione, sia perché più studiate e collaudate, sia perché, di solito, più reperibili in commercio a costi accettabili. Non si è voluto, in altri termini, seguire la moda attuale che vuole considerare le piante ad uso terapeutico a seconda della loro provenienza da paesi lontani. Esistono infatti proprietà conosciute e altre ancora da scoprire altrettanto straordinarie sia nella camomilla comune o nel tarassaco dei nostri prati, che in quelle di piante della tradizione cinese o ayurvedica, le quali sono oggi consigliate senza disporre di prove della loro sicurezza ed efficacia, ma solo per lʼindubbio fascino esotico che le circonda.
Per tutti questi motivi il presente manuale entra nel percorso didattico solo verso la sua fine, in quanto si voleva che lo studente apprendesse con cognizione di causa i principi fondamentali delle Scienze della salute e delle discipline in essa comprese, e, specialmente, acquisisse la necessaria dimestichezza con il pensiero e il metodo scientifico, tenendolo ben distinto da quello magico attualmente più diffuso anche in campo erboristico.
Solo la conoscenza approfondita del metodo scientifico, infatti, consente di riconoscere gli studi seri e correttamente condotti da quelli pubblicizzati senza alcun criterio (e, spesso, per evidenti finalità di sponsorizzazione commerciale) da riviste del settore e da quelle di pseudodiffusione scientifica o attinenti il tema della salute, oggi tanto di moda. Solo per fare un esempio, il serio professionista non attribuisce alcuna rilevanza alla “scoperta” propagandata e pubblicizzata dai media, e sbandierata ai quattro venti, delle pretese virtù terapeutiche di qualche pianta, misteriosamente importata dall’Estremo Oriente, oppure ben conosciuta, ma della quale non erano ancora state svelate le straordinarie qualità.
Si tratta, come è evidente, di banali strategie di marketing che puntano ad attirare l’attenzione dei lettori e dei fruitori del media utilizzando l’effetto sorpresa e miracolistico. Nessuna persona seria e competente, infatti, attribuisce il minimo valore clinico a un solo studio, senza che, oltretutto, si dichiari se esso non sia stato commissionato (come di solito avviene) da qualche azienda del settore, se sia stato condotto secondo le regole della ricerca scientifica, su quante persone e con quali criteri di trasparenza sia stato effettivamente condotto, con quale follow up, se non sia stato solo effettuato su animali o in vitro, e così via.
Insomma, è chiaro che, per poter affermare l’efficacia di erbe e piante a fini terapeutici, non basta uno studio o una ricerca, ma occorrono decine e centinaia di studi e sperimentazioni condotte in maniera trasparente e corretta in tempi diversi, in luoghi diversi e da ricercatori diversi (che non siano dipendenti dell’azienda produttrice del rimedio, come ci è capitato di osservare per alcuni prodotti omeopatici della Guna), tutti aventi ad oggetto lo stesso effetto da verificare sulla medesima patologia. Tutto ciò, purtroppo, non avviene quasi mai, per cui ancora oggi la fitoterapia resta una scienza imperfetta e più inaffidabile di altre, in quanto non confortata da sufficiente sperimentazione clinica, più che scientifica.
A testimonianza di quanto affermiamo, si osservi come i manuali a disposizione dei professionisti che si occupano dell’argomento in maniera rigorosa e scientifica sono pochissimi, e tutti sono costretti ad ammettere la scarsità di prove scientifiche dell’efficacia dei rimedi erboristici. Per esempio, tra i vari testi consultati per la preparazione delle lezioni da cui questo manuale è derivato, il testo forse maggiormente completo e rigoroso è Capasso, F., Grandolini, G., Izzo, A. A.: “Fitoterapia”. Milano: Springer, considerato concordemente forse l’opera migliore nel settore “per il taglio decisamente rigoroso che gli Autori hanno voluto dare ad essa, prendendo in considerazione soltanto quelle droghe la cui validità terapeutica è stata scientificamente accertata o ampiamente riportata da testi qualificati”.
Ebbene, nonostante ciò, il manuale è costretto a riportare continuamente la scarsità di documentazione affidabile circa la maggior parte dei pretesi effetti dei rimedi, e a lamentare l’insufficienza di dimostrazioni concordanti e univoche nel significato delle qualità terapeutiche delle erbe illustrate. In più, si consideri che questo manuale è stato edito nel 2006, e da allora ne è stata fatta solo una ristampa nel 2009, senza alcun aggiornamento o correzione.
Ora, salvo immaginare che gli autori non abbiano avuto la volontà di aggiornare il loro manuale, cosa che non ci sembra possibile vista la loro indiscutibile competenza e serietà, ci sembra straordinariamente anomalo constatare che in sei anni la fitoterapia a livello mondiale non abbia prodotto più alcuno studio serio, dal quale siano emersi aggiornamenti, correzioni, verifiche o falsificazioni di risultati di ricerca precedenti. L’unica conclusione plausibile e credibile, purtroppo, sembra essere quella che, a fronte di migliaia di piante ognuna delle quali dovrebbe essere oggetto di una sperimentazione scientifica e clinica assimilabile a quella condotta sui farmaci, della durata di circa un decennio, la ricerca in materia sia scarsissima e di bassa qualità, più per la mancanza di fondi che per l’incapacità dei ricercatori, naturalmente.
Se si è a conoscenza dello stato attuale della ricerca scientifica in fitoterapia, dunque, diventa irresponsabile e ridicolo proclamare quotidianamente, con una sicumera e una superficialità motivate solo da ignoranza o mala fede, l’assoluta efficacia clinica di centinaia di piante sulla cura di migliaia di patologie, senza che della maggior parte di esse esistano sufficienti dimostrazioni scientifiche. Non è la classe medica, per una volta, la responsabile di questo fenomeno di costume e di malasanità: purtroppo qui entrano in gioco gli squallidi interessi del mondo delle medicine alternative, della New Age, della cultura del disimpegno e del naturale a tutti i costi, di Scuole e organizzazioni che vivono e sopravvivono grazie alle illusioni che vendono.
Infine, si consideri che la medicina è abituata a utilizzare le piante semplicemente facendo riprodurre in laboratorio, tramite sintesi chimica, da biologi e farmacisti al servizio e alle dipendenze della classe medica, la molecola di principio attivo più efficace in esse contenute. Erboristeria e fitoterapia, invece, possono e spesso utilizzano la pianta come fitocomplesso. Somministrare una molecola sintetica che riproduce quella di una pianta tra le innumerevoli che la compongono, oppure somministrare la pianta come fitocomplesso, cioè nella sua integrità e complessità di differenti principi attivi, fattori enzimatici e coenzimatici, vitamine, minerali, ecc. è ovviamente ben diverso.
In questo secondo caso, infatti, gli effetti non saranno più solo da ricondurre all’azione della molecola di principio attivo sull’organo o il tessuto malato secondo la tradizione allopatica medica, ma sull’intero organismo, con ricadute anche sulla sfera psicologica del paziente. Il che richiede una analisi infinitamente più lunga e complessa di quelle condotte abitualmente, che i medici, per formazione, non hanno nessuna intenzione di compiere, mentre naturopati e guaritori alternativi conducono spesso, senza averne però le sufficienti competenze. Senza alcuna presunzione, ma consapevoli del campo di azione della consulenza della salute e dell’importanza di essa nella presa in carico del cliente che ricerca una migliore qualità della sua vita, anche questo breve manuale vuole contribuire alla crescita della conoscenza e della consapevolezza in materia di salute e benessere.
