Omeopatia: alcune prove delle sua falsità. Inganni, mancanza di validità ed efficacia.
La pubblicità di una “Scuola di Naturopatia e Omeopatia classica”, tal Mirdad, ci offre suo malgrado la possibilità di condurre una breve quanto interessante analisi circa il fenomeno dell’omeopatia, e in particolare delle strategie cognitive utilizzate dagli omeopati per giustificare a se stessi e ai loro clienti la fede in questa pseudoscienza. L’elenco di domande dal vago sapore retorico che vorrebbe propagandare i suoi corsi di omeopatia, infatti, costituisce un’opportunità ghiotta per chiunque si occupi professionalmente dello studio dei processi mentali, delle organizzazioni disfunzionali di pensiero, e, in genere, di come la regressione al pensiero magico-infantile possa cancellare in un attimo millenni di storia di evoluzione del pensiero logico, fondato sul sillogismo e sulla separazione netta e precisa tra fatti dimostrabili, opinioni, leggende e pettegolezzi infantili. Le domande che gli autori pongono con candore infantile nella forma in cui un adulto potrebbe chiedere a dei bambini: “sapevate che Babbo Natale non esiste?”, sono tutte tratte dal sito www.omeoweb.it (22-06-10, ore 10,10). Stranissimo sito, il quale pubblicizza corsi di omeopatia per diffondere il “verbo”, ma che non sembrano esistere perché non è attiva la relativa sezione del sito. In esso l’autore snocciola un’elenco di notizie tutte rigorosamente prive di riferimenti oggettivi e verificabili, ma tutte tendenti a metter in cattiva luce la medicina scientifica in favore dell’omeopatia.
Non è nostra intenzione analizzare il contenuto delle affermazioni implicitamente contenute nelle domande che seguono, quanto piuttosto descrivere lo strano percorso dei circuiti neurali di coloro che hanno abbandonato l’organizzazione di pensiero razionale e scientifica per immergersi totalmente in un mondo illusorio e fittizio. Si osservi come tutte le affermazioni che gli omeopati in questione utilizzano per giustificare la loro esistenza non si riferiscono mai, come sarebbe logico e doveroso, ai dati che dimostrino l’efficacia di queste cure, a quali malattie sono state debellate dalla medicina omeopatica, su quali essa si è dimostrata più efficace di quella ortodossa. Questi sono i dati che le persone serie aspettano da due secoli. In mancanza di esse, gli omeopati continuano stolidamente a cercare di prenderci in giro, sperando di indurci a credere in questa pratica magica non perché è efficace, ma perché molte persone, tra cui alcune famose e autorevoli, le utilizzano. Il che è chiaramente assurdo, ma è la strategia da sempre utilizzata dagli omeopati, come stiamo cercando di dimostrare.
Si consideri, innanzitutto, come la formula letteraria adottata per pubblicizzare questa “medicina” sia quella delle domande formulate in modo da fornire una informazione (che questa sia sempre falsa, tendenziosa o scorretta lo vedremo in seguito) che si dà per scontato che l’interlocutore legga come nuova e specialmente inaspettata, in modo da creare un effetto sorpresa che tanto ha presa sulle menti infantili (non per niente, uno dei giochi più amati dai bimbi è fare cucù all’improvviso).
Le domande, infatti, non sono formulate allo scopo di provocare una risposta, ma solo la reazione di sorpresa e di sdegno che segue alla consapevolezza improvvisa di essere stati tenuti all’oscuro di qualche segreto importante per la nostra salute e la nostra vita. Ritorna il tema del complotto internazionale ordito dalle grandi multinazionali e dalla parte più becera e retrograda dell’umanità, la quale, al solo scopo di difendere i propri interessi di potere ed economici, non si fa scrupolo nel tenere nascoste al mondo le straordinarie virtù terapeutiche di questa pseudomedicina.
L’apprezzamento dimostrato da persone di livello economico e sociale (e quindi, come è di solito, anche culturale) superiore alla media, tira acqua al mulino dei seguaci dell’omeopatia perché dimostra che anche i ricchi, se aprono gli occhi e sono intelligenti come gli omeopati, possono rendersi conto del complotto e cercare di opporsi nobilmente ad esso. E’ quanto ha fatto, secondo gli omeopati, il miliardario americano Rockfeller, il quale viene utilizzato come “testimonial” della campagna pubblicitaria degli omeopati (tra parentesi, non vi sembra strano che essi continuino a propagandare il loro prodotto non per la sua efficacia dimostrabile, ma perché veniva utilizzato da personaggi famosi?) attraverso lo spot costituito da questa domanda inquietante:
Sapevate che John D. Rockfeller definì l’omeopatia “un passo decisivo ed aggressivo in medicina” e il fatto che sia stato in cura omeopatica per tutta la vita può essere considerata una delle importanti ragioni per cui visse 99 anni?
Qui ci troviamo di fronte a un dato incontestabile (la durata della vita di una persona) sul quale viene costruita un’ ipotesi, ma presentata come legata da una relazione di causa effetto che invece è totalmente mancante. Non prendiamo neppure in considerazione il tentativo di dare una qualche dignità all’omeopatia per il solo fatto che un miliardario americano, digiuno di conoscenze medico-scientifiche, possa aver espresso un giudizio favorevole, quanto superficiale, su questa “medicina”. (Il fatto che esista qualche autorevole stupido che nega l’olocausto o che sostiene che l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna non fa di queste affermazioni una verità da prendere in considerazione, perché totalmente prive di riscontri. Proprio come per l’omeopatia).
Su Wikipedia, che non ci sembra un sito al soldo delle multinazionali del farmaco allopatico, non esiste traccia di notizie dei benefici dell’omeopatia sulla salute di questo personaggio, ma si osserva che: “Il padre era un presunto medico che si vantava di avere inventato e confezionato medicine capaci di curare tutte le malattie, compreso il cancro, ovviamente nelle dichiarazioni di William c’era ben poco di vero, e lo stesso John Davison non mancava mai di ammettere che suo padre non fosse altro che un ciarlatano.(http://it.wikipedia.org/wiki/John_Davison_Rockefeller).
Quello che è certo è che non esiste nessun appiglio logico per ricollegare lo stato di salute di questo personaggio alle cure omeopatiche. Come sempre, non potendosi affidare alle regole del rispetto per la verità, l’omeopatia può solo ripiegare sul goffo tentativo di presentare casi eclatanti, rari e aneddotici o leggendari, per accreditarli come regole incontrovertibili. Si tratta di un’applicazione maldestra e palesemente scorretta del metodo induttivo, inaccettabile per chiunque abbia a cuore il rispetto per l’intelligenza del prossimo e per la scienza. Non certo per gli omeopati. Infatti, perché questa affermazione abbia senso, occorrerebbe dimostrare che la maggior parte delle persone vissute oltre i 90 anni siano state in cura omeopatica per tutta la vita, e, anche in questo caso, non avremmo la dimostrazione che non siano stati altri fattori ad avere prodotto questo risultato (per esempio, il fatto che si abbia la fortuna di essere l’uomo più ricco del mondo rende probabilmente più facile l’accesso a uno stile di vita sano e alla disponibilità di ogni supporto, farmaco e cura per la salute).
In più, è chiaro che se accettassimo questa affermazione, che man mano che viene analizzata si dimostra sempre più stupida, dovremmo anche chiederci in base a quali oscuri motivi milioni di persone abbiano raggiunto la stessa veneranda età senza mai aver beneficiato di cure omeopatiche. Si consideri che, come sempre accade quando ci imbattiamo in fedeli di qualche nuova setta religiosa, la realtà dei fatti diventa uno strumento molto malleabile e modificabile a proprio uso e consumo. Il fatto che Rockfeller “sia stato in cura omeopatica tutta la vita” è chiaramente una affermazione priva di senso e di fondamento, che nessuna persona che abbia a cuore il rispetto per l’intelligenza del prossimo potrebbe mai formulare. Infatti, essa non esclude o nasconde il fatto che la persona in questione (che può aver fatto uso dell’omeopatia esattamente come una persona superstiziosa dei suoi amuleti), non si sia rivolta alla medicina scientifica per la cura delle sue malattie. Quel che è certo è che su Internet non c’è traccia del fatto che Rockfeller non si sia mai curato con la medicina scientifica, e l’unico riferimento al suo stato di salute è quello della alopecia, nei confronti della quale l’omeopatia non ha avuto il benché minimo effetto.
Come siamo costretti a ripetere spesso, per sostenere l’efficacia di un determinato sistema di cura, è evidente anche a un bambino che è necessario escludere l’influenza di qualsiasi altro fattore che possa interagire su di esso. Ora, ancora una volta, non esiste nessuna dimostrazione del fatto che Rockfeller abbia rifiutato mai cure mediche tradizionali, e si sia curato solo ed esclusivamente per tutta la vita con l’omeopatia. In ogni caso, sempre usando i semplici strumenti della logica, esistono innumerevoli casi di persone che non hanno fatto ricorso, per scelta o per necessità, alla medicina scientifica, e alcuni di essi sono anche vissuti a lungo. Ma dal momento che essi non hanno mai fatto uso neppure dell’omeopatia, ciò significa che affermare che essa possa essere un fattore fondamentale per spiegare la longevità di una persona, è una pura e semplice stupidaggine logica e scientifica.
Il riferimento all’apprezzamento di Rockfeller per l’omeopatia non tiene conto, naturalmente, del fatto che il povero miliardario americano visse prima dell’avvento della grande rivoluzione medico-scientifica che, dopo il 1910, favorì lo straordinario sviluppo della cura delle malattie. Prima di questa data, la medicina scientifica era un insieme straordinariamente rozzo, approssimativo e superficiale di svariati sistemi di cura perlopiù inutili, i farmaci erano pochissimi, le condizioni di vita e igieniche erano pessime, e quindi qualsiasi cura, compresa l’omeopatia o la preghiera agli dei dell’Olimpo poteva dimostrarsi in molti casi efficace più o meno come la medicina scientifica. Niente di strano che molti, in un epoca in cui la scienza medica stava muovendo i suoi primi passi, prendessero in considerazione cure alternative. Il fatto che gli omeopati lo facciano ancora oggi, invece, è sinceramente preoccupante. In ogni caso, gli anonimi autori di questo brillante saggio di manipolazione della realtà ci informano anche di un’altra, inquietante notizia, tenuta nascosta all’umanità, ma che solo la schiera eletta degli omeopati conosce. Infatti:
Sapevate che fu la slealtà di un consulente finanziario di John D. Rockfeller, Mr. Frederick Gates, innamorato della medicina ortodossa a non far pervenire, nei primi anni del 1900, 400 milioni di dollari di finanziamento a sostegno della medicina omeopatica?
Per comprendere meglio la portata di questa evidente bufala, è utile riportare il passo preciso da cui essa è stata copiata, il quale recita che: “forse la storia sarebbe potuta essere diversa se John D. Rockefeller, un forte sostenitore dell’omeopatia, avesse potuto mettere in pratica ciò che aveva stabilito. Egli aveva istruito il suo consulente finanziario, Frederick Gates a stanziare notevoli finanziamenti a favore dell’omeopatia. Poiché Gates era totalmente innamorato della medicina ortodossa, non assecondò mai gli ordini di Rockefeller. Questa perdita di consolidamento potenziale fu tragica, da quando Rockefeller stanziò tra i 300 e i 400 milioni di dollari, nei primi anni del 1900, la maggior parte dei quali andarono ad istituzioni mediche ortodosse.” (http://www.omeoweb.it/web/storia.asp, 22-06-2010, ore 10,34).
Questo è il tipico caso in cui ci viene spontaneo chiederci per quale motivo gli omeopati sono convinti di poter prendere in giro il prossimo. Ma davvero essi pensano che questa evidente fandonia sia credibile?
Ragioniamo (l’invito non è rivolto agli omeopati, perché quella che proponiamo è una attività cui essi sono poco avvezzi): prima di tutto, questa notizia compare soltanto sui siti che sostengono l’omeopatia, e non esiste, se non, forse, la testimonianza interessata di qualche omeopata, alcuna prova certa di quanto affermato. In mancanza della quale, però, si consideri che Rockfeller divenne miliardario non perché si fidava dei suoi sleali collaboratori, ma perché era un personaggio attentissimo, fin nei minimi particolari, ai propri interessi. Ha un’idea, il lettore, di quale cifra rappresentassero 400 milioni di dollari all’inizio del ‘900? Sono un’enormità adesso, figuriamoci cento anni fa! E, sempre secondo gli omeopati, noi dovremmo credere che Rockfeller non si sia mai accorto, per anni, che il suo “sleale” collaboratore dirottava centinaia di milioni di dollari nella direzione opposta a quella che lui voleva? Insomma, è un po’ come credere che un collaboratore del Presidente americano Bush abbia finanziato per anni, coi soldi stanziati dal Congresso americano, l’attività terroristica di Al Qaida e di Bin Laden, senza che nessuno se ne fosse accorto, o come se il Vaticano, fidandosi di un suo “sleale” collaboratore, avesse finanziato la realizzazione di cliniche specializzate in aborti in giro per il mondo.
E poi, si osservi come sotto il profilo squisitamente psicologico, l’organizzazione mentale omeopatica qualifica questo personaggio con un termine curioso: “sleale”, quasi a sottolineare come si trattasse di una questione fondamentalmente etica, di comportamento un po’ “scorretto”, e non di un atto penalmente perseguibile. Il che deriva proprio dalla prevalenza del pensiero infantile di coloro che vogliono credere a tutti i costi in queste illusioni: i bambini non denunciano all’autorità giudiziaria chi fa loro del male, ma si limitano a “non farlo più amico” e a qualificarlo come “sleale” perché non è stato alle regole del gioco. Perché, nei profondi meandri semiinesplorati del cervello degli omeopati, la loro attività è in realtà un gioco, per cui la perdita di 400 milioni di dollari è solo virtuale, proprio come nel gioco di Monopoli.
Ancora, si noti come questo leggendario Gates venga descritto non come convinto assertore della medicina scientifica, ma “totalmente innamorato della medicina ortodossa”. Chissà se l’autore di questa straordinaria deviazione dai normali processi di pensiero umani ha già deciso di donare il suo encefalo alla scienza? Perché, ci chiediamo, quale deficit della teoria della mente può condurre a definire “totalmente innamorato” un individuo, quando l’oggetto di questo amore sono le cure mediche? Solo una persona con evidenti disturbi nell’organizzazione del pensiero potrebbe confondere l’innamoramento con il suo contrario, e cioè l’analisi razionale, specialmente se essa non ha per oggetto nient’altro che la valutazione dell’efficacia di un sistema di cura.
In conclusione, uno dei principali motivi per cui noi dovremmo abbandonare il nostro pensiero critico e razionale per affidarci alle cure amorevoli dell’omeopatia, sta nel fatto che un povero miliardario americano era favorevole all’uso di questa forma di cura, perché è vissuto fino a 99 anni, forse anche grazie ad essa, e perché l’omeopatia resta da duecento anni una pratica magica di nicchia solo perché un “cattivo” si è comportato slealmente con il “buono”, e gli ha rovinato il giocattolo.
Quello che è curioso, e su cui invitiamo i lettori a riflettere, è che gli autori di questa stupidaggine non hanno citato il caso, che so, di un contadino armeno, di un pastore sardo o di una casalinga cipriota, ma quello di un miliardario famoso.
Che una “medicina” debba trovare conferma della sua intrinseca validità ed efficacia in quanto utilizzata da un personaggio famoso è persino patetico nel suo lampante infantilismo. Questa osservazione ne richiama un’altra: sono le mode che necessitano di “testimonial” di successo, non le cure delle malattie. Peccato, a pensarci bene, che Marylin Monroe o un Presidente degli Stati Uniti non si siano resi conto della straordinaria utilità dell’omeopatia, perché l’omeopatia avrebbe potuto contare su un personaggio ancora più efficace per propagandare i suoi prodotti. In mancanza di Presidenti o star hollywoodiane, gli omeopati possono però sempre ripiegare sul loro cavallo di battaglia: la famiglia reale inglese. Ecco la domanda relativa:
Sapevate che l’omeopatia è particolarmente popolare in Inghilterra dove dal 1830 viene regolarmente usata dalla famiglia reale?
La pochezza mentale e culturale che si cela dietro questa innocente domanda è pateticamente disarmante: stentiamo a credere che davvero si possa credere di poter sostituire le prove scientifiche dell’utilità dell’omeopatia con il trito argomento che la famiglia inglese è favorevole ad essa.
Prima di tutto, il fatto che tutta la corte reale inglese e milioni di persone si curano con l’omeopatia, è una affermazione la cui formulazione è palesemente scorretta e il cui contenuto è evidentemente falso. Sostenere che una persona si cura con l’omeopatia non chiarisce che cosa questa persona intenda per omeopatia (la Boiron definisce i suoi fiori di Bach e le sue tinture madri come farmaci omeopatici, sapendo di affermare il falso), e tantomeno quali malattie curi con l’omeopatia.
Inoltre, questa affermazione non esclude mai il fatto che una persona possa fare uso per tutta la vita di cure allopatiche, e che occasionalmente assuma un rimedio omeopatico. Come noto, nessuna malattia al mondo è mai stata curata con pari efficacia rispetto alle cure scientifiche tramite l’omeopatia, per cui il fatto che la famiglia reale assuma qualche volta qualche goccia o granulo omeopatico o che beva una tisana di erbe nell’illusione di attenuare disturbi lievi e che regredirebbero da soli, non esclude (e gli omeopati si guardano bene dal farlo osservare) che tutte le volte che i membri di questa famiglia soffrono di qualche malattia seria, sono i medici allopatici e i chirurghi a correre al loro capezzale e non certo gli omeopati.
Resta da spiegare perché mai una nobile famiglia dovrebbe fare uso regolare di un simile inutile sistema di cura. La risposta va preceduta dalla osservazione che la strategia di pubblicizzare i propri prodotti attraverso la testimonianza di personaggi celebri e di prestigio è evidentemente pagante, per gli esperti di marketing omeopatico. Si tratta di produrre nel pubblico dei potenziali consumatori la seguente catena di associazioni mentali: la famiglia reale (o Rockfeller, e altri personaggi famosi), è composta di persone di potere, ricche e di prestigio. Questo tipo di persone è arrivato in quella posizione, e l’ha mantenuta, perché ha delle doti e qualità superiori alla media. Quindi sono molto intelligenti; quindi, se persone intelligenti sostengono che l’omeopatia è efficace, avranno sicuramente ragione, e se qualcuno pensa il contrario, non potrà comunque porsi sullo stesso piano di persone così intelligenti. (A dir la verità, molte persone colte e intelligenti, tra cui, per esempio, la maggior parte dei premi Nobel, sono certi che l’omeopatia sia una emerita stupidaggine, mentre non ci è dato di conoscere nessuna persona degna di nota per le sue qualità intellettuali superiori tra gli omeopati).
Ritornando ora al motivo per cui la famiglia reale sia favorevole all’omeopatia, la spiegazione è semplice: perché si tratta di una famiglia reale. Sarebbe strano l’opposto, e cioè che persone che vivono nel lusso e nella ricchezza per il solo fatto di essere discendenti di sovrani medievali abbiano una visione critica delle tradizioni del passato e siano orientati al futuro e all’innovazione. Solo persone legate istituzionalmente con il passato, le sue tradizioni, i suoi riti e cerimoniali, che fondano la loro sopravvivenza politico istituzionale su argomenti di pura forma e non di sostanza (il loro peso politico è praticamente nullo, e tutto quello che fanno è arricchire i tabloid inglesi con le loro disavventure) possono sostenere una causa persa come l’omeopatia. Si osservi, infatti, che paesi orientati al futuro, come Stati Uniti e Giappone, o i paesi dell’estremo oriente che stanno trascinando l’economia mondiale, si occupano di investire in ricerca scientifica e tecnologica, e non certo di mantenere in vita questi ridicoli se pur pittoreschi sistemi di cura di ispirazione medievale.
Eppure, tra gli omeopati, non manca mai, da secoli, il riferimento agli straordinari progressi nella diffusione dell’omeopatia: peccato che essi siano sempre gli stessi, come l’elenco dei paesi che, a detta degli omeopati, utilizzano l’omeopatia abitualmente. Solo gli omeopati sono mentalmente incapaci di osservare che un sistema di cure non diventa scientificamente fondato, utile ed efficace, per il fatto che esso si diffonde (sempre che questo avvenga, perché nessun serio dato statistico conferma quanto affermano gli omeopati).
Anzi, personalmente troviamo patetico e grottesco che una “medicina” si ostini ossessivamente a cercare riconoscimenti e accreditamento presso la classe medica e la popolazione, facendo solo riferimento alla sua pretesa diffusione, e mai a dati seri e verificabili relativi alle malattie che essa è in grado di curare (avete mai notato che nessun omeopata si è mai sbilanciato nell’elencarle?).
Si immagini, per meglio intendere il senso della nostra indignazione, se la branca della medicina che si occupa, per esempio, di radiologia, attraverso i siti dei suoi medici specialisti si limitasse, come fanno gli omeopati, a magnificare successi diagnostici senza fornire mai la relativa documentazione, e a diffondere notizie circa la diffusione dell’uso dei relativi esami nel mondo. Non ci sembra serio, infatti, che dati (perlopiù di fantasia) relativi alla diffusione di una medicina debbano essere utilizzati come strumento di valutazione della sua efficacia.
Sullo stesso sito fatto da omeopati per gli omeopati, e basato su fatti di cui solo gli omeopati sono a conoscenza, leggiamo l’ennesimo, ma sempre interessante, esempio di manipolazione delle informazioni, basato sul meccanismo che già conosciamo, che consiste nello sviare l’attenzione dai dati obiettivi e dalle notizie documentate, per portarla verso fatti leggendari, pseudostorici e di facile presa sulle menti deboli:
“L’omeopatia è molto diffusa in Europa, ma è ancora più popolare in Asia, specialmente in India, Pakistan, e Sri Lanka. In India, essa si è diffusa grazie a Mahatma Gandhi il quale affermò che “guarisce più persone di qualsiasi altro metodo di trattamento”, e da Madre Teresa, ed anche perché è stato efficace nel trattare molte malattie infettive ed acute nonché molte malattie croniche. In Argentina l’omeopatia si è diffusa anche grazie all’eroe nazionale Generale San Martin, il quale si portò un kit di medicine omeopatiche attraverso le Ande nei suoi sforzi di liberare il Cile e il Perù dalla Spagna. L’omeopatia è ugualmente popolare in Brasile dove ci sono anche 2000 medici che utilizzano medicine omeopatiche. L’omeopatia è inoltre sviluppata in Messico, Grecia, Belgio, Italia, Spagna, Australia, Africa Meridionale, Nigeria e Unione Sovietica”.
Si osserverà che la terminologia è sempre molto vaga, esattamente come i riferimenti oggettivi di quanto viene affermato come se fosse un dato di fatto. Il concetto, di “diffusione” di un certo sistema di cura, per esempio, non significa nulla: quante persone devono praticare l’omeopatia sul totale dei terapeuti di un certo paese, per poter affermare che essa è diffusa? Se tre medici omeopati si trasferiscono in Cina, ciò basta per affermare che l’omeopatia si sta diffondendo nel Paese del Sol levante? Inoltre, ci si consenta di osservare come non risulta a nessuno, tranne agli omeopati, che nei Paesi citati l’omeopatia abbia un peso e una diffusione superiore, per esempio, di altre pratiche magiche come la cartomanzia e l’astrologia. Non manca, naturalmente, il riferimento a personaggi storici famosi, che si tende, con un’operazione piuttosto squallida, a portare nella schiera dei seguaci dell’omeopatia. Che poi il fatto che questi personaggi, se anche fosse vero il loro interesse per l’omeopatia, ne avessero fatto uso, non esclude che, per problemi di salute seri, facessero ricorso alla medicina e alla chirurgia scientifica, non certo all’omeopatia.
Resta il fatto che, anche ammettendo che qualche decina di personaggi famosi abbiano mostrato, nella loro ignoranza per i principi scientifici e delle cure mediche, un interesse per l’omeopatia, è francamente ridicolo e offensivo per l’intelligenza del prossimo continuare a ingannarlo inducendolo a credere che tale apprezzamento sia sinonimo di efficacia. Con il massimo rispetto, poi, per la cultura di quei paesi, non ci sembra che il fatto che in Grecia, in Africa meridionale o in Nigeria alcuni utilizzino l’omeopatia, sia un chiaro segno indicatore di progresso terapeutico. Resta poi sempre da chiedere agli omeopati da quali fonti ufficiali essi traggano questi dati vaghissimi circa la diffusione dell’omeopatia, e come mai non ci risulta che in questi Paesi l’omeopatia abbia un peso maggiore di altre pratiche terapeutiche di medicina popolare, come la preghiera, il sacrificio di un pollo, la somministrazione di pozioni magiche.
A proposito dei dati, si osservi come, in assoluto dispregio di ogni regola di base di correttezza scientifica, tutti i dati forniti dagli omeopati sono privi di riferimenti verificabili, per cui sorge il legittimo sospetto che si tratti di pure e semplici invenzioni. Per esempio:
Sapevate che il 23% degli italiani sceglie di fatto cure omeopatiche?
Sapevate che l’omeopatia nel nostro paese si conferma la branca di medicina complementare più apprezzata?
Sapevate che più del 60% dei fruitori delle terapie non convenzionali dichiara di aver avuto benefici soddisfacenti?
Sorvoliamo sull’ennesimo riferimento all’apprezzamento dell’omeopatia: è ridicolo e inaccettabile sotto il profilo del rispetto per le regole di base del confronto di opinioni che si spacci come dato scientifico un dato relativo a una valutazione soggettiva senza citarne la fonte, le modalità di raccolta dei dati stessi, le regole seguite per costruire lo strumento di indagine dal quale si pretenderebbe di trarre queste affermazioni.
E poi, cosa significa cure omeopatiche, per i consumatori? Abbiamo visto come per molti di essi anche le cure fitoterapiche o i fiori di Bach, che con l’omeopatia non c’entrano niente, siano accomunate a quella omeopatiche. E poi, cosa mai significa, scientificamente, l’espressione: “sceglie di fatto cure omeopatiche”? Forse si possono scegliere anche in teoria? E cosa significa “scegliere”? Gli omeopati vogliono farci davvero credere che di fronte all’alternativa tra cure mediche serie e cure omeopatiche, gli italiani scelgano per il 23% queste ultime? E cioè che tra un farmaco contro l’ipertensione o per regolarizzare il ritmo cardiaco, per curare una cirrosi epatica o una polmonite, essi si rivolgano alla medicina omeopatica? E come mai potrebbero fare, “di fatto”, se nessun ospedale al mondo cura queste malattie con rimedi omeopatici?
Si ricordi ancora che tra i fruitori delle terapie non convenzionali ci sono anche, e specialmente, tutti coloro che si rivolgono ad esse per disturbi lievi e passeggeri, e usano, per esempio, un rimedio naturale e “alternativo” come i suffumigi con olio essenziale di eucalipto per le affezioni lievi delle vie respiratorie. Ma la maggior parte dei fruitori delle terapie non convenzionali considera tali i massaggi, o le cure termali, o i rimedi disponibili in erboristeria. Che cosa c’entrano tutti questi, con l’efficacia della medicina omeopatica?
E veniamo ad un ultimo aspetto: quello della stupidità delle affermazioni riportate. Si consideri la seguente:
Sapevate che un’organizzazione di consumatori britannici ha osservato che, dei suoi 28000 membri, l’ 80% aveva usato qualche forma di medicina complementare* e che il 70% di quelli che avevano provato l’omeopatia erano guariti o avevano avuto dei giovamenti?
Questa è un’affermazione talmente ridicola da poter essere definita sicuramente stupida. Ma come si può pensare di fornire, come dato utile per un confronto di idee, una affermazione priva di fondamento, di riferimenti e di significato come questa? Che tipo di affidabilità può avere il dato fornito da una associazione di consumatori di cui non si fa neppure il nome, circa l’apprezzamento dei suoi soci per le medicine complementari? Quali dati riportano le relative diagnosi e i protocolli di cura? Chi garantisce che tutti questi sostenitori dell’omeopatia non abbiano affiancato alle cure omeopatiche quelle più efficaci dei farmaci “veri”? E da quali malattie sono guariti quelli che avevano usato cure omeopatiche? Raffreddore? Digestione difficile? Irritabilità? Oppure da malattie serie? Non è forse indispensabile specificarlo, prima di avanzare simili scorrette illazioni?
Ma veniamo alla successiva:
Sapevate che in Inghilterra le visite omeopatiche crescono del 39% l’anno?
Che dire? Oltre che non fornirci il dato che interesserebbe, e cioè l’efficacia e non l’utilizzo di queste cure (che non hanno per nulla lo stesso significato), solo uno stupido, o una persona priva degli elementari rudimenti scientifici potrebbe scrivere una simile stupidaggine. In quali anni, da quanti anni, e per quanti anni le visite omeopatiche crescono a questo ritmo vertiginoso? Neppure nei più banali spot pubblicitari si possono utilizzare trucchetti come questi, perché almeno nel campo pubblicitario, ben più serio di quello omeopatico, esiste un’Autorità garante della correttezza che impedirebbe di fornire dati così privi di fondamento, ma semplicemente tendenti a dare di un prodotto un’immagine di inarrestabile diffusione e successo.
E cosa dire della seguente?
Sapevate che il numero di omeopati a New York raddoppiò ogni 5 anni dal 1829 al 1869?
Un semplice calcolo matematico ci porta a un raddoppio del numero iniziale che va ripetuto per nove volte. Il problema, che l’autore dell’affermazione non si pone perché privo degli elementari strumenti cognitivi, o perché preferisce ingannare il prossimo, è: qual’è il numero di partenza? Perché se questo numero è, per esempio, di 100 persone, queste nel giro di quarant’anni diventano 51200, un po’ tantini, rispetto all’esiguo numero di partenza, per essere un dato credibile. Ma se erano invece soltanto quattro, per esempio, allora dopo quarant’anni gli omeopati saranno diventati 2048, che resta un numero piuttosto esagerato per una città, se pur come New York, di un secolo e mezzo fa. In ogni caso, se anche esso corrispondesse al vero, ci domandiamo come mai questo numero, anziché crescere, si sia ridotto al lumicino nel corso degli anni successivi, dal momento che l’omeopatia è praticamente sconosciuta negli Stati Uniti. Cosa è successo? La caduta di un meteorite che ha provocato l’estinzione di questa nobile razza di superuomini? O non piuttosto che nel corso degli anni gli Stati Uniti si sono rivelati un paese aperto ai contributi culturali e scientifici di diverse parti del mondo, i quali hanno prodotto uno straordinario progresso scientifico?
L’assurdità cresce con la seguente domanda:
Sapevate che il numero di persone in Italia che hanno scelto di curarsi con l’omeopatia è cresciuto negli ultimi 5 anni dell’ 83%?
Il dato è presentato in maniera ingannevole: prima di tutto manca il riferimento alla data, il che rende questa affermazione e tutto il lavoro in cui è inserita, un dato che chiunque dovrebbe vergognarsi di presentare al pubblico. Inoltre, se davvero i dati di crescita del fenomeno fossero questi, e poiché secondo gli omeopati non esiste flessione nella diffusione dell’omeopatia (che sembra essere la loro unica preoccupazione), immaginando di essere partiti con pochi milioni di italiani ad essa favorevoli, dovremmo ritrovarci con la totalità della popolazione che trascura le cure mediche serie per rivolgersi solo all’omeopatia nel giro di pochissimi decenni.
Si osservi ancora:
Sapevate che nel corso della seconda metà dell‘800 l’osservazione di pazienti sotto cura omeopatica fece notare che questi avevano vita più lunga tanto da portare le società di assicurazione sulla vita a proporre uno sconto del 10% ai pazienti in tale cura?
Anche qui sorge spontaneo chiedersi se davvero si pensa di buggerare il prossimo con queste stupidaggini prive di ogni riferimento alla fonte della notizia. Non esiste nessun dato al mondo che dimostri che le società di assicurazione americane (quali e quante? Tutte?) abbiano mai proposto un simile sconto. Ma la stupidità di questa affermazione si rivela nel fatto che essa porta acqua al mulino dei detrattori dell’omeopatia, dimostrandone l’inefficacia. Infatti, se davvero le cose stessero così, come mai nessun’altra compagnia di assicurazione al mondo ha mai proposto questa agevolazione? E come mai, a quanto pare, questo sconto non è stato più concesso neppure da queste ipotetiche compagnie di assicurazione di avanguardia? La risposta è una sola: ammettendo che il dato riportato fosse vero, esso si è dimostrato falso, e cioè le compagnie di assicurazione hanno presto scoperto che l’omeopatia non serve a nulla.
E veniamo al “rapporto Flexner”. Ecco come gli omeopati lo presentano:
Sapevate che di fatto fu solo il famoso/infame rapporto “trabocchetto” Flexner a far cadere nell’oblio l’omeopatia negli Stati Uniti?
Qui ci troviamo di fronte a uno scandaloso caso di manipolazione ideologica di dati storici, a scopi commerciali e di inganno del pubblico, il quale, nella sua stragrande maggioranza, non conosce le caratteristiche del dato riportato, ed è quindi indotto a credere che ciò che viene affermato riguardo ad esso sia vero. Invece…
Si consideri che il rapporto Flexner fu il risultato di una lunga e approfondita indagine circa gli strumenti e i metodi di cura utilizzati dalla medicina dell’inizio del secolo, il quale concluse affidando alle sole università che avessero dimostrato di adottare principi e metodologia scientifica, la possibilità di insegnare medicina (per approfondire il significato del “Rapporto Flexner” si veda l’articolo pubblicato sul sito: www.naturopatiatorino.org, di Guido A. Morina). È grazie a questa rivoluzione in favore della scienza che la medicina ha potuto progredire e che oggi non usiamo più pendolini da radioestesista o rimedi della nonna negli ospedali, ma antibiotici, antidolorifici, farmaci salvavita e chirurgia. Solo gli omeopati possono definire “infame” (chissà perché?) quello che in tutti i paesi civili è invece considerato uno dei momenti più importanti della storia della medicina. Certo, molte scuole di omeopatia furono costrette a chiudere, perché la scienza si era decisa a fare piazza pulita delle pratiche magiche e superstiziose. Ma se davvero l’omeopatia fosse stata efficace, perché avrebbe dovuto cadere nell’oblio? Se anche oggi qualcuno, per assurdo, vietasse l’insegnamento della tecnica dei trapianti, nessuno pensa che essi cadrebbero nell’oblio.
E terminiamo con uno dei cavalli di battaglia degli omeopati: l’interpretazione di un dato di inefficacia a proprio uso e consumo, e sua trasformazione in dato di straordinario successo.
Sapevate che durante l’epidemia di colera del 1831 in Austria le persone affette dalla malattia e curate con l’omeopatia avevano un’incidenza di mortalità compresa tra il 2,4% e il 21,1% mentre saliva al 50% tra quelle curate con medicina tradizionale?
Tralasciamo l’ovvia considerazione che questo dato è troppo preciso per essere vero o significativo, dal momento che è impossibile argomentare circa l’efficacia di una cura contro una malattia così grave e mortale come il colera, facendo riferimento a dati austriaci di quasi due secoli fa. Da dove vengono, questi dati, dove sono, e a cosa si riferiscono?
Ciò detto, è noto a tutti, e anche agli omeopati, che preferiscono far finta di non saperlo, che la medicina della prima metà del diciannovesimo secolo aveva poche armi a disposizione nei confronti delle epidemie che funestavano l’Europa in quell’epoca. Quel che è peggio, è che tra queste, le più diffuse, come i salassi, le purghe e i clisteri, erano quanto di più controproducente si potesse immaginare per cercare di curare una malattia per la quale si moriva, in pratica, per una forma devastante di dissenteria. Come abbiamo già accennato in precedenza, è quindi logico che nel confronto tra una cura che produceva un effetto favorevole alla malattia, e una come quella omeopatica, che non produceva nessun effetto, i malati che avevano la fortuna di non essere sottoposti alle cure mediche potevano beneficiare più degli altri dei processi di autoguarigione legati alla loro forte fibra e a i meccanismi omeostatici dell’organismo.
Il fatto che questo argomento sia vergognosamente stupido e offensivo nei confronti di coloro che soffrono di malattie serie, è dato dalla constatazione ovvia che se oggi il colera, come altre malattie infettive, non ha più la forza micidiale di due secoli fa, non è certo grazie all’omeopatia, ma alle cure farmacologiche della medicina scientifica.
In conclusione, l’omeopatia continuerà a sopravvivere fino a che esisterà l’astrologia, la chiromanzia, le guarigioni miracolose e fino a che gli uomini sentiranno il bisogno di proteggersi dalla paura dell’ignoto e del dolore attraverso l’illusione della fede. Il cammino necessario per liberarcene è lunghissimo, e molto accidentato. È importante, nonostante tutto, che continuino a sopravvivere e a moltiplicarsi persone che rifiutano le regole di base su cui si fonda la cultura occidentale, perché esse ci offrono continuamente stimoli per cercare spiegazioni razionali, sensate e utili, di ciò che essi non sanno far altro che ricondurre alla magia o all’intervento divino.
