Replica al nostro articolo sulla dermoriflessologia. UNIPSI
Gentilissimo Signor Andrea Bongiorno,
sono Samantha Fumagalli, ho letto il suo articolo sulla
Dermoriflessologia e vorrei chiarire alcuni punti, se la
cosa può interessarle.
Lei fa parte del Comitato scientifico UNIPSI, sono certa,
quindi, che saprà che per dimostrare la validità o meno
di una metodologia è opportuno sperimentare e verificare.
Il professor Giuseppe Calligaris era medico e neurologo
specializzato in psichiatria, nonché professore
universitario, e ha iniziato le sue ricerche sulla
sensibilità cutanea su suggerimento del professor
Mingazzini, famoso neurologo del ‘900 e preside della
facoltà di Neurologia dell’Università La Sapienza di
Roma. Calligaris ha dedicato gran parte della sua vita alle
ricerche sulla sensibilità della pelle e ai riflessi che
le stimolazioni cutanee producevano. Ha scritto e pubblicato
quasi trenta volumi sui suoi studi. Forse era un tantino
“visionario”, condizione necessaria ma non sufficiente,
per portare avanti un lavoro del genere (ma d’altronde lo
era anche Leonardo Da Vinci e molti altri scienziati che
hanno reso possibile ciò che i più ritenevano
impossibile!), ma è riduttivo “banalizzare” una vita
intera di ricerche in un articoletto sulle previsioni
atmosferiche.
Mi scusi la franchezza, ma scartare certe possibilità mi
sembra frutto di pregiudizio e non di mentalità aperta e
scientifica.
Sempre per rispondere al suo articolo, vorrei precisare che
la ricerca non è giunta a conclusione, perché le strade
aperte dal professor Calligaris sono tantissime e molto
ancora si può scoprire sulla sensibilità cutanea e la
riflessologia. Strade che sono aperte a chiunque abbia
voglia di percorrerle. Non esiste un marchio per la ricerca,
come non esiste copyright sulle scoperte scientifiche.
E noi, con i nostri libri, abbiamo semplicemente voluto
portare alla luce delle scoperte che sono alla portata di
tutti. Chiunque lo desideri può sperimentare liberamente e
autonomamente ciò che è scritto nei nostri libri e in
quelli di Calligaris. Non è assolutamente vero che, come
scrive lei, le aree sulla pelle devono essere
“correttamente consultate da specialisti diplomati”. Chi
segue i nostri corsi può fornire un aiuto agli altri, ma
ognuno può operare da sé. Anzi, noi promuoviamo da
sempre l’autonomia e non abbiamo mai vincolato i risultati
alla frequentazione dei nostri seminari né di un
dermoriflessologo specializzato. È vero, invece,
l’esatto contrario! Se ha letto i nostri libri avrà
visto quante volte sproniamo i lettori a provare,
sperimentare e verificare in prima persona, a non credere
per fede, ma a sottoporre a verifica. Un monito che
ripetiamo sempre, a costo di risultare noiosi.
Quanto al brano del libro da lei scelto, forse ha
volutamente trascurato che quella delle previsioni
atmosferiche è una parte “giocosa” della materia, e
che per noi l’aspetto più importante è quello di
promuovere il benessere complessivo, la possibilità di
polarizzare l’attività onirica per una miglior
conoscenza di se stessi e la focalizzazione attraverso la
cute di sentimenti e stati d’animo positivi.
Tutto ciò al fine di aiutare l’auto-conoscenza. Nessun
invito a frequentare corsi o a rivolgersi a personale
specializzato. Mai!
D’altra parte, tutti sappiamo lavarci e pettinarci i
capelli da soli, ma i negozi di parrucchieri sono ancora
aperti. Offrono un servizio professionale. E non mi sembra
che svolgano un lavoro illusorio o truffaldino, le pare?
Propongono onestamente un servizio, che chi desidera può
utilizzare. Chi non vuole o non può permetterselo si fa la
piega a casa propria. Che cosa dovremmo fare di più che
offrire a chi lo desidera la possibilità di operare in
autonomia? Nemmeno i parrucchieri svelano i loro
“trucchi”, eppure noi, onestamente, mettiamo anche
quelli nei nostri libri!
Infine, mi rammarica un po’ leggere le sue parole
“Dermoriflessologia®, un marchio registrato per una
iniziativa commerciale, in cui, gli unici “riflessi”
scientifici, sembrano economici”.
Il nostro è stato un lavoro di ricerca e sperimentazione
svolto per lunghi anni in sordina, per interesse e passione
personali. Soltanto in seguito (2001) abbiamo divulgato
gratuitamente alcune informazioni tramite il sito
dell’Associazione Vega, che indirizzava le persone
interessate alle pochissime librerie che ancora trattavano i
testi di Calligaris (senza nessun ritorno economico per noi
o per l’Associazione, nemmeno la tessera associativa!).
Nel 2004, ci hanno invitato a partecipare (sempre a titolo
gratuito) ad alcuni convegni e lo abbiamo fatto con piacere.
Nel frattempo, lavoravamo per mantenerci, perché non
viviamo di rendita.
Nel tempo, spinti da persone interessate che ci hanno
invitato e spronato a far conoscere i nostri studi e quelli
di Calligaris, ciò che per noi era una passione è
diventato un lavoro.
Risvolti economici, dice? Perché la frequenza
all’Università Popolare di Scienze della Salute
Psicologiche e Sociali (UNIPSI) è gratuita? Oppure quando
entra in libreria le regalano i libri?
Quando un’attività diviene un lavoro che occupa
l’intera giornata, è indispensabile che permetta almeno
la sopravvivenza. Cosa c’è di disonesto in questo?
Non hanno risvolti economici tutti i lavori? E il fatto che
uno svolga le proprie mansioni con amore, passione e
onestà non ne diminuisce il valore, bensì lo aumenta!
Quanto alla registrazione della Dermoriflessologia, è
stata un’operazione indispensabile per il riconoscimento.
Registrazione e riconoscimento della materia e della scuola
di formazione non impediscono a nessuno di praticarla nel
privato, e garantiscono gli operatori e chi a loro si
rivolge.
Questo avviene anche per molte altre discipline, come, ad
esempio, la Metamedicina®. Anche la Metamedicina è, a
suo avviso, “un’iniziativa commerciale dai soli risvolti
economici”? Voglio sperare di no.
Mi permetta ancora una piccola disquisizione filosofica,
sebbene non sia pertinente con la Dermoriflessologia. Nel
suo articolo, cita le illusioni, riporto testualmente: “Le
illusioni ci drogano, cancellano le nostre insicurezze,
rispondono alle nostre debolezze, gonfiano le vele delle
nostre speranze…”, è sicuro di quanto afferma? Non
viviamo piuttosto tutti in una sorta di illusione? La
percezione del mondo, degli eventi e degli altri è
soggettiva, ne conviene? Gli uomini si formano opinioni
diverse in base alle proprie esperienze e spesso una stessa
esperienza viene vissuta diversamente da individua a
individuo. Chi ha ragione e chi torto? Ci sono persone
sopravvissute agli orrori dei campi di prigionia della
guerra, e persone che pensano di non poter sopravvivere se
non vanno in vacanza un’estate. Chi è drogato di
illusioni? Forse il superstite perché ha trovato una
ragione per continuare a vivere?
Sarebbe bello se le illusioni avessero soltanto la
capacità di annullare le nostre paure e insicurezze.
Purtroppo, molto spesso, le creano, proiettandoci in un
mondo di disperazione e sconforto.
In fondo, che cosa sono la psicologia e il counseling, se
non forme di approccio che aiutano l’altro a osservare un
problema da una prospettiva diversa? Qual è l’illusione?
Quella che ha creato il problema o quella che la risolve?
Perché, siamo onesti, nessuna delle due è vera, e
nessuna delle due è sbagliata. Si tratta di punti di
vista.
C’è un solo potere che può aiutarci (e sottolineo
aiutarci, perché non è risolutivo neanche questo): la
conoscenza. Conoscere prima di pensare, parlare, giudicare.
Conoscere per formarsi un’opinione più vasta ed
esauriente possibile. E anche allora dobbiamo conservare
l’umiltà per sapere che potremmo finire ancora sotto
l’influsso di un’illusione.
Io cerco sempre di ricordarlo a me stessa.
Mi scuso se mi sono dilungata così tanto, ma ci tenevo a
chiarire lo spirito che anima il nostro operato.
In attesa di una sua gentile risposta, resto a disposizione
per ogni altro eventuale discorso che desideri affrontare.
Cordiali saluti
Samantha Fumagalli
P.S. Se ritiene che ciò sia utile, la autorizzo a
pubblicare la mia lettera.
