Antibiotici omeopatici: la cura efficace senza rischi
Dopo il caso tristissimo, drammatico e foriero di riflessioni etiche e deontologiche, del bambino non curato né con farmaci, né con antibiotici, ma soltanto con rimedi omeopatici, sorge per gli omeopati il problema di come giustificare la necessità di ricorrere a cure allopatiche, per esempio in caso di infezioni, dal momento che le cure omeopatiche, ma solo in questo caso eccezionale, hanno dimostrato la loro totale inefficacia e pericolosità.
Dopo l’outing del titolare della azienda Boiron produttrice di farmaci omeopatici, il quale ha candidamente dichiarato di somministrare gli antibiotici ai suoi figli, quando necessario, negando quindi implicitamente validità ed efficacia ai rimedi che produce, si suggerisce di colmare questa lacuna nella farmacologia omeopatica inventando gli antibiotici omeopatici. Ma perché nessuno ci ha pensato?
Seguendo la pratica omeopatica delle principali aziende del settore, non è necessario formulare un rimedio secondo il principio del simile, ma come già abitualmente praticato con gel antinfiammatori (Arnigel- https://www.naturopatiatorino.org/arnigel-boiron-a-cosa-serve.html) o con sciroppi per la tosse (Stodal- https://www.naturopatiatorino.org/stodal-boiron-uno-sciroppo-contro-la-tosse-che-non-cura-la-tosse-magia-omeopatica.html) basta diluire il rimedio allopatico per trasformarlo in omeopatico.
Quindi, proponiamo di utilizzare lo strardinario antibiotico naturale costituito dalla polvere di semi di pompelmo (GSE), il quale è da molti anni venduto in sostituzione degli antibiotici , e il gioco è fatto ( https://www.naturopatiatorino.org/gse-la-redditizia-bufala-delle-proprieta-antibiotiche-dei-semi-di-pompelmo.html). Si tratta poi solo di scegliere quale diluizione, la quale, non perdendo tempo l’omeopatia con inutili sperimentazioni scientifiche e cliniche, può essere definita per alzata di mano nel prossimo Congresso degli omeopati, o utilizzando il numero che più ci piace. A noi, per esempio, piace molto la diluizione alla settantasettesima decimale, ma anche quella alla nona centesimale non è male.
Naturalmente, coloro che pubblicizzano già l’esistenza di vaccini omeopatici potranno sicuramente fornirci dati e riferimenti a studi scientifici seri, relativi ai vaccini omeopatici.
Per esempio, l’ambulatorio che, tra l’altro, si occuperebbe di omeopatia e “riflessoterapie” presso l’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma (http://www.omeopatiainospedale.org/vaccinazioni.html).
Oltre al riferimento a un improbabile e assurdo “Pronto soccorso omeopatico” , il quale, per la sua ridicola inconsistenza, rimanda una pagina inesistente, si legge dell’esistenza di vaccini omeopatici e di una precisa profilassi nei confronti di malattie potenzialmente mortali.
Chiediamo (per ora ai responsabili di questa iniziativa, e poi alle autorità competenti) come sia possibile che l’Ordine dei medici autorizzi l’attività di un ambulatorio le cui cure sono totalmente prive di fondamento scientifico, e come sia possibile che si possa, con tale disinvoltura, pubblicizzare vaccini omeopatici senza fornire il minimo riscontro in termini scientifici e clinici relativo alla loro utilità, efficacia, affidabilità testata, evidentemente, con trial randomizzati in doppio cieco contro placebo. In particolare, saremmo molto interessati a sapere in base a quali studi clinici tali vaccini siano stati testati e quali evidenze mostrano l’efficacia della diluizione indicata, anziché un’altra.
In gioco non c’è solo, a nostro parere, il prestigio e l’onorabilità di tutti i medici seri che non possono accettare questi riferimenti a pratiche magiche, ma il rispetto per l’intelligenza e la dignità dei cittadini a non essere presi in giro da simili iniziative.
Ricordiamo che il Codice penale prevede il reato di diffusione e divulgazione di notizie false e tendenziose all’art. 656, e l’ipotesi di reato è tanto più configurabile se avallata da medici e , in seconda battuta, dall’Ordine al quale appartengono. Il diritto e il dovere di sperimentare nuovi approcci e nuove terapie è sacrosanto, ma che cure omeopatiche o riflessologiche, prive, ripetiamo, di fondamento scientifico e di evidenze cliniche, siano presentate senza alcuna precauzione o avvertimento e senza informare del fatto che non sono riconosciute dalla comunità medica e scientifica, è particolarmente grave.
Quindi, è tutto pronto per il lancio sul mercato degli antibiotici omeopatici.
