Da alcuni decenni, cioè da quando le medicine alternative si sono diffuse o sono state riscoperte per ovvi motivi commerciali, uno dei mercati più floridi, che fanno leva sugli aspetti meno razionali che guidano le nostre scelte, è quello paramedico della lotta alla calvizie e alla cellulite.
In comune, questi problemi presentano:
· il fatto di non essere patologie vere e proprie, ma problemi che affliggono quotidianamente milioni di persone, più per motivi estetici che di disfunzioni ad essi sottostanti.
· Una eziologia in gran parte di origine genetica e costituzionale, contro la quale è quasi inutile opporsi.
· Un disagio talmente intenso e continuo, dato dal fatto che tale disturbo è di difficile camuffamento, da spingere chi ne è afflitto alla ricerca di qualunque metodo possa alleviare la sofferenza psicologica che a tale disturbo è collegata.
Si tratta di tutti gli ingredienti necessari per confezionare, da parte di grandi e piccole aziende, supportate da medici e scienziati votatisi al profitto, rimedi pseudoscientifici i quali facciano leva sul bisogno di milioni di persone attraverso l’illusione, abilmente camuffata, che un ritrovato appena importato dagli Stati Uniti possa risolvere finalmente il problema.
Da decenni milioni di persone hanno acquistato inutilmente centinaia di questi rivoluzionari ritrovati, spesso venduti con nomi altisonanti, e impreziositi dall’aggiunta di sostanze chimiche apparentemente frutto di costosissime ricerche decennali, o da ingredienti naturali provenienti dall’altra parte del mondo. Nessuno ha mai risolto il problema in maniera definitiva ed efficace.
Praticamente tutti coloro che hanno “abboccato”, da decenni, a queste illusioni, sapevano perfettamente, in un angolo della loro mente, che essi erano solo l’ennesima bufala, ma erano spinti da un forza più forte della ragione a “provare”, perché “non si sa mai, forse è la volta buona”. Medici, scienziati, esperti di ogni branca del sapere si sono prestati a diffondere, più o meno in buona fede e più o meno direttamente, la falsa convinzione che questi prodotti potessero essere effettivamente efficaci, di solito facendo riferimento a studi reali, ma leggermente viziati nella loro obiettività e rigore scientifico dal fatto di essere commissionati dalle stesse aziende produttrici, o per essere affetti da clamorosi errori metodologici.
Sia per la calvizie, sia per la cellulite, molti di questi prodotti producono un effetto apparente di tipo estetico che può indurre a credere che essi agiscano effettivamente alla radice del problema, ma tutti, indistintamente, producono al massimo un minimo effetto temporaneo.
Ebbene, tutti noi lo sappiamo, da sempre. Tutti noi siamo perfettamente consapevoli che se esistesse davvero un rimedio efficace contro la calvizie o la cellulite (ma potremmo anche aggiungere quello che attenua la fame o il desiderio di fumare, ecc) questi problemi non esisterebbero più, perché quasi nessuno vuole convivere per tutta la sua vita con questi “difetti estetici”.
Se si riuscisse a calcolare quale sia stata la spesa per prodotti inutili nel mondo, anche solo nell’ultimo anno, ci troveremmo probabilmente di fronte a cifre rispetto alle quali la spesa per la ricerca scientifica apparirebbe come una bazzecola.
Eppure, nonostante la ragione ci dica che non esiste il ritrovato miracoloso, tutti noi, posti di fronte al problema che ci riguarda personalmente, siamo portati a dare credito alle campagne pubblicitarie che ci spingono all’acquisto di questi prodotti.
Lo sa bene il mondo dei rimedi alternativi, il quale gioca da sempre sulla credulità popolare e sull’esigenza insopprimibile dell’uomo di non arrendersi, neppure di fronte all’evidenza, quando si tratta di soddisfare un bisogno legato al nostro ruolo e alla nostra immagine nel contesto sociale.
Tra i milioni di cittadini che ogni anno sono fatti rientrare a forza nei dati statistici degli utilizzatori di rimedi alternativi, ci sono, infatti, in gran parte, tutti coloro che ad essi fanno ricorso non perché certi della loro efficacia, ma solo perché impossibilitati a trovare una soluzione ai loro problemi di salute nella medicina tradizionale. È su questo bisogno di cure, più che legittimo, che giocano in maniera squallida e scorretta le aziende e le persone che spacciano rimedi inutili come ritrovati scientifici, illudendo persone che chiedono prima di tutto rispetto per il loro disagio o la loro sofferenza fisica o psicologica. Tant’è vero che la vendita di rimedi alternativi aumenta di pari passo con la diffusione del disturbo che essi dovrebbero risolvere, anziché, come sarebbe logico, ridursi drasticamente. Si pensi soltanto ai milioni di ettolitri consumati ogni anno nel mondo per curare le “intolleranze” con il Ribes nigrum, mentre questi disturbi si diffondono sempre più, in maniera esponenziale. Si pensi alla moda di curare i bambini con i placebo omeopatici, arricchendo le farmacie e le aziende di produzione, mentre i piccoli e grandi disturbi infantili non accennano mai e ridursi.
Se siamo tutti consapevoli che non esiste una cura contro la calvizie o contro la cellulite, che non esistono cerotti, gocce o aghi che facciano smettere di fumare, che non esistono pastiglie che fanno passare la fame, siamo tuttavia vittime di una pubblicità e una campagna di disinformazione di proporzioni superiori a quelle che possiamo immaginare, che ci “costringe” nella maggior parte dei casi a sopprimere la razionalità per inseguire i nostri desideri.
Quando poi si passa da problemi estetici a problemi seri di salute, la sicumera dei venditori di illusioni agisce attraverso la suggestione data dal prestigio dei testimonial, medici “omeopatici” o alternativi in genere, scienziati sconosciuti ma spacciati come candidati al Nobel, ricerche inconsistenti e prive di valore.
Una volta che migliaia di medici abbiano diffuso dati privi di valore scientifico, ma apparentemente plausibili, circa l’efficacia delle medicine che essi utilizzano, la maggior parte dei cittadini sarà portata a dare loro credito, perché, si ritiene, è impensabile che essi non sappiano quello che dicono (sono medici, quindi infallibili) e perché smascherare i loro trucchi da illusionisti è un lavoro impegnativo, lungo e difficile, che solo gli addetti ai lavori possono fare, e cui non sono certo tenuti i semplici utilizzatori finali delle medicine alternative. I quali, quindi, si fidano, come si fidano coloro che comprano le alghe per ridurre la cellulite o la lozione contro la caduta dei capelli.
Ma poiché i problemi di salute più lievi, come quelli di cui si occupano i medici alternativi, sono spesso passeggeri e soggetti a remissione per svariati motivi, esiste sempre la possibilità di confermare l’efficacia di queste medicine portando ad esempio i soli casi di esito positivo (dovuto di solito ad altri fattori). E perché mai dovremmo accettare spontaneamente e consapevolmente che, allo stato attuale, certi disturbi non possono essere risolti, quando medici autorevoli e campagne di informazione martellanti ci suggeriscono il contrario? In fondo, anche se come sempre questi rimedi non hanno risolto niente, ci abbiamo comunque provato, e per un po’ abbiamo vissuto l’ebbrezza dell’illusione che questa fosse la volta buona. Se poi il nostro disturbo scompare per altri motivi, possiamo sempre ricollegare la causa del miglioramento al rimedio, anziché ad altri fattori, e l’illusione può così continuare.
Tutto questo complotta per diffondere l’idea che la salute possa essere mantenuta, ritrovata o migliorata solo attraverso prodotti commerciali, resi affidabili ed efficaci dal solo parere interessato degli spacciatori di illusioni di cui sopra. Togliete ai medici alternativi la possibilità di prescrivere i loro rimedi alternativi, e scoprirete come essi restino privi totalmente di risorse, incapaci come sono (salvo casi sporadici ed eccezionali) di gestire una relazione terapeutica senza l’uso di farmaci di qualche tipo, come se la nostra salute potesse essere garantita soltanto dall’introduzione nell’organismo di sostanze estranee. Perché stupirsi, quindi, che questi personaggi si oppongano con tutte le loro forze al fatto che i loro pazienti si informino su dati scientifici seri circa l’efficacia delle cure da essi prescritte, che possano mettere in dubbio l’utilità delle stesse, che possano sospettare che, se in centinaia di anni nessun disturbo e nessuna malattia è mai stata definitivamente sconfitta con metodiche o prodotti alternativi, è solo perché non servono a niente?
Noi lavoriamo, nel nostro piccolo, per diffondere la consapevolezza che solo agendo sulla conoscenza scientifica, sulla responsabilità individuale, e specialmente sugli aspetti psicologici e spirituali della salute, essa possa essere finalmente migliorata o ritrovata. La sfera psichica è stata troppo a lungo ritenuta ininfluente nella cura della salute dell’uomo, perchè richiede una certa dose di fatica, di sofferenza, di impegno che non tutti sono disposti ad eccettare. ma questo non significa certo che ci possiamo arrendere. Anzi.