La nostra Associazione è nata per diffondere l’uso del pensiero logico e scientifico in tutti i settori della conoscenza umana. Per questo motivo sosteniamo da queste righe la necessità dello studio e della ricerca fondate sul rispetto di quei principi fondamentali che hanno permesso il progresso della conoscenza e il miglioramento della qualità della vita. Solo ciò che ha passato il severo vaglio del metodo scientifico si è tradotto in un reale beneficio per tutti, mentre il pensiero magico, la fede, la superstizione, hanno contrassegnato, da sempre, i periodi di stagnazione o di regressione a stadi primitivi di ignoranza e di perdita di rispetto per la dignità umana. Non è stato il pensiero scientifico, di per sé aperto ad ogni critica seria, ad aver prodotto le devastazioni delle guerre religiose, ma solo lo scontro tra la fede e la libertà di pensiero. Non è stata la fede in alcunché, al di fuori di quella nell’uomo, che ha prodotto i miracoli dell’arte, della scienza, del pensiero umano. Il progresso dell’umanità ha sempre coinciso con situazioni storiche dove il confronto delle idee, e la scelta razionale tra esse di quelle più utili per l’uomo, ha prevalso sulle posizioni dogmatiche di coloro che si rifiutavano di sottoporre a critica e a verifica scientifica le loro affermazioni. I periodi di barbarie della nostra storia moderna, dall’inquisizione alle ideologie totalitarie, non si sono fondati sull’analisi della realtà condotta secondo il metodo scientifico, né sul rispetto e sul confronto delle idee, ma solo sull’imposizione di false credenze, come tali prive di ogni fondamento razionale e scientifico. Ci sono voluti secoli perché l’idea dell’ineguaglianza delle razze, della predisposizione genetica alla povertà o alla delinquenza fossero spazzate via grazie alla diffusione del pensiero razionale e alla dimostrazione scientifica della loro inconsistenza.
Uno dei capisaldi del pensiero scientifico è il concetto di falsificabilità di una ipotesi: chi adotta il metodo scientifico nello sviluppo di una idea sente il bisogno, senza cioè che nulla gli venga imposto da altri, di sottoporre la sua ipotesi di ricerca a tutte le possibili forme di falsificazione, perché la conoscenza non procede per conferme e conservazione dogmatica di ciò che appare vero, ma grazie alle critiche e alle dimostrazioni contrarie.
Noi sosteniamo, senza mezzi termini, che sistemi di cura già abbandonati, o neppure mai presi in considerazione dalla scienza, come iridologia, kinesiologia, omeopatia, floriterapia, siano semplici manifestazioni di un pensiero magico-infantile, fissato a uno stadio preoperatorio, e che non abbiano mai portato alcun beneficio, ma anzi, costringendo le menti più deboli a credere in pratiche illusorie, distolgano parte delle risorse che dovrebbero essere destinate al progresso della conoscenza. E se ci sbagliassimo? E se, contro ogni evidenza, coloro che credono in quelle che per noi sono solo stupidaggini prive di senso avessero ragione? E se i sistemi di cura di cui sopra fossero davvero alcune tra le più importanti innovazioni a disposizione dell’umanità?
Eh sì, perché delle due l’una: o l’iridologia, per esempio, è, come sostengono i suoi pochi sostenitori, un utile ed efficace metodo diagnostico, oppure non lo è. E poiché, fortunatamente, i metodi diagnostici non mancano, anche se parte della ricerca scientifica continua a cercarne di sempre più utili e perfezionati, o l’iridologia dimostra di diagnosticare ciò che essi non riescono a fare, o dimostra di farlo meglio, più rapidamente, meno invasivamente, a costi inferiori, oppure i suoi sostenitori dovrebbero rassegnarsi a considerarla, come da tempo ha fatto la scienza, un tentativo rozzo e infantile, lodevole, ma perfettamente inutile di strutturarsi come metodo scientifico.
Proviamo allora a porci nei confronti di questi sistemi di cura partendo dal presupposto che essi siano, come sostengono i loro seguaci, utili ed efficaci. C’è un solo modo per provare tali affermazioni: applicarli in situazioni reali e verificare senza pregiudizi e con la massima obiettività possibile quali risultati producano. Questi sistemi alternativi, però, presentano la curiosa caratteristica di essere patologicamente timidi e di non riuscire a dare il meglio di sé tutte le volte che persone che adottano i criteri del metodo scientifico li sottopongano ad esame. Pare anzi che essi funzionino benissimo solo nei resoconti dei loro sostenitori, o in quelli soggettivi e individuali di qualche loro paziente. In effetti, nessuno al mondo contesta l’utilità degli antibiotici o dei trapianti, mentre tutta la comunità scientifica è molto scettica sull’utilità delle medicine alternative.
Ci chiediamo come mai, essendo state libere di praticare a partire dalla loro “scoperta”, queste medicine abbiano ancora bisogno di convincere il mondo circa la loro utilità. In fondo, il problema che stiamo affrontando potrebbe essere risolto rispondendo in maniera seria e argomentata a una semplice domanda: dalla loro nascita ad oggi, quali sono i benefici in campo medico che le medicine alternative hanno portato? La risposta la conosciamo tutti, ed è: nessuno. Ma questa è la risposta che nasce da una constatazione che ogni persona di buon senso, priva di pregiudizi, può fare semplicemente osservando che nessuna malattia è mai stata curata con successo dalla medicina alternativa, nessun premio o riconoscimento ufficiale è stato mai assegnato a una medicina alternativa, nessuna scoperta relativa a metodi di cura, nessuna innovazione in campo medico è stata mai portata dalla medicina alternativa, nessuna ricerca seria è mai stata condotta per verificare l’efficacia di un rimedio alternativo, nessuna azienda farmaceutica seria ha mai investito un dollaro per finanziare il lungo e costoso protocollo di validazione di una cura alternativa.
Ma quando si vuole entrare in contatto col mondo dei seguaci delle medicine alternative, occorre abbandonare, come dicevamo, ogni riferimento ai criteri della logica e del pensiero scientifico, e passare nel campo del pensiero magico-infantile. Solo qui tutto è possibile: anche se nessuna ricerca ha mai accertato la superiorità di un sistema di cura alternativo rispetto a quello scientifico, nel mondo magico conta solo ciò in cui si crede, e non ciò che emerge dal confronto di dati, fatti e idee. Se vogliamo credere a tutti i costi che le medicine alternative siano utili, basta prendere dove capita e come capita una serie di casi di guarigioni dovute a cause ignote e non verificate, e attribuirle alle cure alternative. Se gli studi condotti in condizioni controllate dimostrano che le cure alternative non servono a niente, è sufficiente elencare i casi di miglioramento temporaneo nello stato di salute dei pazienti dei medici “omeopatici”, e ricollegarle alle cure alternative. Insomma, nel magico mondo delle medicine alternative, la medicina basata sulle prove di efficacia, e cioè quella che richiede che si dimostri ciò che si afferma, è un optional che non interessa a nessuno.
E allora, se la via che in tutto il mondo viene seguita da tutte le persone serie non può essere praticata, siamo costretti a fidarci delle affermazioni dei loro sostenitori. Bene, concesso. Rinunciamo a pretendere il rispetto per le evidenze dei dati sperimentali. Però, a questo punto, viene da chiedersi come mai, se la verifica sperimentale non convince la comunità scientifica internazionale, almeno gli stessi potenziali fruitori di queste cure sembrano così scettici da relegarle, da sempre, a pratiche svolte più o meno clandestinamente negli studi privati di medici e guaritori e alla cura di disturbi lievi e passeggeri.
Uno degli aforismi più citati di Schopenhauer, da parte dei sostenitori delle medicine alternative, è il seguente: “La verità attraversa tre fasi: nella prima suscita indifferenza, nella seconda viene ridicolizzata, nella terza si evidenzia da sé”. È curioso come questa osservazione venga utilizzata dai terapisti alternativi senza accorgersi che Schopenhauer era contrario a tutte le forme di superstizione, e quindi lo sarebbe stato anche nei confronti delle medicine alternative; ma specialmente è grottesco il fatto che l’evidente deficit delle facoltà cognitive superiori di questi seguaci della medicina alternativa impedisca loro di accorgersi che questo pensiero dimostra il contrario di ciò che essi vorrebbero dimostrasse. L’omeopatia, per esempio, ha avuto oltre duecento anni per dimostrare nei fatti, cioè nella sua applicazione clinica (ma anche nella sperimentazione scientificamente condotta), la sua utilità ed efficacia, e invece resta da sempre a metà tra la fase della indifferenza e quella della ridicolizzazione. Insomma, di quanti altri secoli di ricerca di dimostrazione della loro efficacia hanno bisogno le medicine alternative, e perché questo problema non si pone per quelle effettivamente efficaci?
Ammettiamo il fatto che nessuno al mondo sia pregiudizialmente contrario all’ utilizzo dell’omeopatia: quale ostacolo potrà mai frapporsi al fatto che questa verità si evidenzi da sé? E se essa, come le altre medicine alternative, fosse davvero utile ed efficace, avete mai provato a chiedervi quale fenomeno inesplicabile, storicamente unico, sia rappresentato dal fatto che per la prima volta nella storia dell’umanità, essa abbia consapevolmente rifiutato di utilizzare cure utili ed efficaci come quelle alternative, e abbia invece preferito ricorrere a sistemi di cura complicati, sofisticati, costosi, invasivi, talvolta dolorosi, quasi sempre nocivi, pericolosi, tossici, gravati di controindicazioni ed effetti collaterali indesiderati, e oltretutto, non sempre né utili, né efficaci, come quelli della medicina scientifica?
E mentre riflettete, considerate il fatto che questo fenomeno inspiegabile si protrae, per l’omeopatia, da almeno duecento anni, ma per altre pratiche magiche come l’agopuntura, addirittura da millenni. Restiamo disponibili a prendere in considerazione ogni argomentazione contraria alla nostra affermazione secondo cui queste pratiche sono solenni stupidaggini, ma pretendiamo, come farebbe chiunque, che tali argomentazioni ci siano e abbiano almeno una parvenza di logica e di buon senso. Insomma: queste medicine non riescono a superare i controlli previsti dal metodo scientifico, anzi, rinunciano a sottoporsi ad essi “dimenticandosi” abitualmente di uniformarsi alle loro regole rigorose; affermano di essere però altrettanto utili ed efficaci di quelle che tali verifiche scientifiche riescono a superare, di essere meno invasive e costose, eppure, pur non essendo vietata in nessuna parte del mondo la loro utilizzazione, esse continuano a dimostrarsi assolutamente inutili nella cura di qualsiasi malattia. Con tutta la più buona volontà, che cos’altro dobbiamo fare per permettere la diffusione di queste medicine?
Perbacco, un’idea ci sarebbe.
E se ciò che manca fosse soltanto, più che il riconoscimento ufficiale della comunità scientifica (che in effetti non sembra sia mai stato in cima agli interessi dei sostenitori di queste medicine), la più prosaica possibilità di vendita di apparecchiature e di rimedi nelle strutture sanitarie pubbliche, la possibilità di pubblicizzare i farmaci omeopatici come è consentito in certi paesi, il rimborso dei medesimi e delle relative cure da parte del sistema sanitario nazionale? L’idea non è peregrina, perché i Comitati e le associazioni che si presentano come paladini della diffusione delle medicine alternative, in realtà sembrano legati molto strettamente agli interessi di una sola disciplina, quella più remunerativa, cioè l’omeopatia. La cui già miliardaria industria, guarda caso, è certamente quella che si avvantaggerebbe enormemente da una sua maggiore diffusione, specialmente in ambito pubblico. Non abbiamo mai notato, infatti, alcuna campagna per diffondere, accanto ai programmi di prevenzione per le principali malattie, come il tumore alla mammella, analoghe iniziative per diagnosticare preventivamente alcunché tramite il test chinesiologico o l’iridologia. Se sono utili come dicono i loro sostenitori, dovrebbero dare risultati tali da diffondersi senza bisogno di pubblicità o di associazioni di sostenitori alternativi. Eppure, che cosa impedisce alle medicine alternative di essere utilizzate in qualsiasi struttura pubblica? Sono utili, efficaci, hanno costi bassissimi, i medici disposti a utilizzarle sono pochi, ma ci sono, e allora?
Si prenda, per esempio, la diagnosi tramite le apparecchiature di biorisonanza, come quelle commercializzate dalla Named o da altre decine di aziende che proclamano il loro fondamento scientifico, e diffuse anche tra centinaia, forse migliaia di medici. Nessuno impedisce che questa grande azienda fornisca queste apparecchiature in tutti gli ospedali, allo scopo di verificare, con l’assistenza di medici alternativi, l’esistenza di campi di disturbo, intolleranze, squilibri nei meridiani, o qualsiasi altra patologia, per poi curarle tramite rimedi omeopatici. Pensate a quali vantaggi, anche solo di immagine, oltre che economici, essa ne ricaverebbe. C’è solo un motivo, a nostro parere, per cui questo non avviene: se noi vendessimo bufale anziché apparecchiature diagnostiche, avremmo tutto l’interesse a mantenere un basso profilo, a selezionare gli utilizzatori delle stesse solo tra persone che abbiano una fede sicura in esse, al punto da superare con i classici stratagemmi da ciarlatani in buona fede gli inevitabili numerosissimi fallimenti che deriverebbero dalla loro utilizzazione. Se noi vendessimo bufale, anziché sistemi di cura, sfuggiremmo come la peste ogni sperimentazione scientifica, e diffonderemmo l’idea che le nostre cure sono boicottate dalle grandi multinazionali, oppure che non possono essere comprese perché troppo d’avanguardia. Ma non pubblicheremmo mai i risultati di sperimentazioni serie, e, se proprio costretti a fornire dei dati, forniremmo solo quei pochi che, casualmente, hanno dati risultati a noi positivi.
Non si pensi nella maniera più assoluta, per carità, che con queste affermazioni noi si voglia neppure lontanamente riferirci all’operato delle aziende in questione, o in generale a quello di coloro che operano nel campo delle medicine alternative. Tutt’altro. Siamo assolutamente convinti che le medicine alternative sono utili ed efficaci nei limiti in cui chi le sostiene afferma, e mai ci passerebbe per la mente che possano esserci interessi diversi da quelli della cura della salute in tutti coloro che operano al loro interno (bè, concedetecelo, quasi tutti).
Abbiamo premesso che stiamo proprio valutando quali motivi possano far sì che i sistemi di cura alternativi, così utili ed efficaci, e animati da valori così nobili, non si diffondano, e stiamo cercando semplicemente di trovare le prove del fatto che essi sono ignorati e ridicolizzati dalla scienza e ridotti a pratiche di nicchia, pur essendo, probabilmente, alcuni tra gli strumenti più utili a disposizione dell’umanità.
Eppure, non riusciamo proprio a trovare, utilizzando i limitati strumenti della logica e del pensiero scientifico, nessuna spiegazione all’enigma. Quindi, a questo punto, smettiamola di insistere su questi ridicoli sospetti. Aggiungiamo soltanto il parere di un nostro lontano conoscente, di cui non approviamo le opinioni, ma che citiamo solo per completezza di esposizione, secondo il quale forse, ma diciamo solo forse, le aziende che si sono fino ad oggi arricchite vendendo le loro cure alternative, non sarebbero così disponibili ad effettuare un programma di cure controllato su larghissima scala, mettendo a repentaglio la loro credibilità in maniera così evidente. Forse, ma diciamo forse, sostiene questo nostro bizzarro conoscente, i medici che nella sicurezza del loro studio privato diagnosticano con sicurezza determinate malattie con sistemi di diagnosi alternativi, non sarebbero disposti a mettere in gioco la loro reputazione e i loro lauti guadagni attraverso una dimostrazione pubblica controllata su larga scala.
Perché vedete, c’è un ultimo aspetto che ci lascia molto perplessi, e non ci permette di avere una buona opinione dei terapeuti alternativi. Il fatto è che se una persona è convinta profondamente, razionalmente, emotivamente, delle proprie idee, non può sopportare a lungo che queste vengano ignorate, sbeffeggiate, derise, come avviene da due secoli per l’omeopatia, o peggio ancora per pratiche da ciarlatani puri come iridologia e chinesiologia. Non esiste nessuna categoria professionale che sia così costantemente vittima dell’indifferenza e del disprezzo, in molti casi, da parte dei loro stessi colleghi, come quella dei medici omeopati, o floriterapeuti, o agopuntori, ecc. ecc. Se noi fossimo dei professionisti che operano sulla salute delle persone convinti in coscienza di farlo in maniera scientificamente e deontologicamente corretta, non potremmo accettare di essere continuamente sbeffeggiati dalle pubblicazioni scientifiche più prestigiose, da quasi tutti i premi Nobel che si sono espressi sull’argomento, da cittadini qualunque, i quali ci accusano di praticare metodi di cura puramente illusori e di approfittare dell’ignoranza e della credulità popolare.
Se noi utilizzassimo metodiche di cura non ancora riconosciute, ma efficaci e utili, faremmo di tutto non solo per difendere la nostra reputazione, ma specialmente per diffondere cure che riteniamo in coscienza possano essere utili. Non ci nasconderemmo all’interno dei nostri comitati, associazioni, accademie, federazioni, convegni, riviste pseudoscientifiche prive di rilevanza internazionale, raccontandoci a vicenda solo ciò che ci fa comodo sentire, ma chiederemmo di essere messi alla prova in modo da eliminare ogni dubbio circa la nostra reputazione. I terapisti alternativi non sembrano essere toccati da questo problema, il che ci fa sospettare che appartengano a un ramo dell’evoluzione umana nel quale la coscienza si esprime soltanto nella ricerca del modo migliore di illudere sé stessi e gli sprovveduti che si rivolgono a loro.
Pensate per un solo attimo quale sia stata la reazione di incredulità e anche di derisione verso innovazioni o scoperte rivoluzionarie come la radiografia, la penicillina, le vaccinazioni, i trapianti, quando esse si sono affacciate nel mondo della medicina ancora impreparato ad accoglierle. Eppure esse si sono affermate quasi immediatamente, senza creare un sistema di cure alternative. Forse la differenza potrebbe essere data dal fatto che quelle scoperte funzionavano davvero, mentre le medicine alternative non funzionano se non per la piccola percentuale di guarigioni fisiologiche o legate a placebo. Ma se voi foste davvero convinti, come affermano tutti i medici alternativi, di disporre di un sistema di diagnosi o di cura di malattie serie, il quale non sia riconosciuto dalla comunità scientifica e professionale cui appartenete, ma che siete sicuri sia effettivamente utile ed efficace, lascereste senza alcuno scrupolo di coscienza che i pazienti siano costretti a curarsi con i sistemi ufficiali, pieni di effetti nocivi, invasivi, pericolosi, ecc? Non fareste tutto il possibile per dimostrare a tutto il mondo l’utilità delle cure che solo voi e pochi altri utilizzate?
Per esempio, se la pediatra “omeopata” che sostiene di curare diverse malattie usando farmaci omeopatici al posto di quelli a base di cortisone fosse davvero convinta, in coscienza, che le sue “guarigioni” non sono dovute all’effetto di altri fattori, a cominciare dal placebo, ma solo e unicamente al rimedio omeopatico, continuerebbe a curare i pochi pazienti che si presentino, a pagamento, nel suo studio privato, oppure sentirebbe il bisogno e l’esigenza morale (corrispondente anche a un suo preciso dovere deontologico) di diffondere il più possibile questa sua “scoperta” tramite tutti i canali possibili a sua disposizione? Come mai nessun medico alternativo ha sentito l’obbligo morale di dimostrare a tutti i suoi colleghi non alternativi e a tutti i potenziali pazienti il fatto che il suo sistema di cura alternativo è efficace? Qui non si tratta di preferire un gusto di gelato rispetto a un altro, o di usare il cortisone o qualche granulo omeopatico a seconda delle proprie preferenze personali: qui si tratta di ricercare i metodi di cura più efficaci, al di là di qualunque pregiudizio, credenza o preferenza personale.
Come mai le miliardarie aziende che producono e commercializzano rimedi omeopatici non sentono il bisogno di uscire dal ghetto dorato in cui esse stesse si sono segregate, per dimostrare a tutto il mondo l’efficacia dei loro sistemi di cura? Eppure, non sarebbe difficile. Inoltre, poiché quando si tratta di esporre le loro argomentazioni ai loro sostenitori o ai pazienti più sprovveduti esse si mostrano così sicure dell’efficacia delle loro cure, non vediamo il problema di convincere di ciò anche la comunità scientifica e la stragrande maggioranza della popolazione, la quale preferisce cure scientificamente fondate. Qual è il problema? Se le cure alternative sono efficaci, si diffondono da sole. L’omeopatia lo sta facendo da oltre duecento anni, eppure riesce a convincere solo i suoi seguaci.
Il fatto è che, come ogni persona di buon senso comprende perfettamente, la realtà dei fatti ha già dimostrato che quelle affermate dai terapeuti alternativi sono solo sciocchezze pseudoscientifiche, e che nessuno di loro si metterebbe mai seriamente in gioco, sicuro di perdere la propria reputazione in un esperimento controllato. Ogni scoperta scientifica seria non ha mai avuto bisogno di pubblicità di Comitati di consenso o promozione, di campagne mediatiche, di congressi promozionali, per essere utilizzata allo scopo per cui sono nate. Solo le medicine alternative, l’astrologia, le bufale grandi e piccole hanno bisogno di continui appoggi e di proclami patetici che condannano la ristrettezza mentale dei loro avversari.